Il progetto

Prima dei social c’erano i blog. Ve li ricordate? E c’era la piattaforma Splinder.com che vantava all’epoca 10 milioni di persone che ogni mese visualizzavano più di 60 milioni di pagine. Si scriveva tanto, si commentava, si leggevano le cose scritte dagli altri, era l’epoca della blogosfera.
Torniamo indietro nel tempo e fermiamoci al 3 ottobre 2007: è il giorno in cui abbiamo pubblicato il primo post sul blog Ibridamenti.splinder.com. Mi ricordo ancora che ero al Vega, a Marghera, la sede del Dottorato che stavo seguendo e… clic… è iniziata l’avventura.

Il post si intitolava “L’IDEA È SEMPLICE”.

L’idea è semplice: andare oltre i confini.
Oltre i confini dei blogger, oltre i confini dell’Accademia.
Cosa vogliamo fare?
Vogliamo proporre degli argomenti e lavorare assieme.
Mano a mano che l’inchiostro e i colori riempiranno menti e post, mano a mano che i tanti autori che diventeremo si incontreranno qui con esperienze e riflessioni… aumenteranno le righe e le pagine.
Poi stamperemo.
A fianco del blog Ibrid@menti nasce infatti anche la collana editoriale che porta lo stesso nome e che intende pubblicare i libri ideati qui. Libri sul virtuale (ma non solo) ideati nel virtuale. Questa volta per rompere i confini: i confini tra la ricerca universitaria e i blogger. I confini tra i blogger e la ricerca universitaria.
Il primo argomento di discussione è: “L’ASCESA DEI BLOGGER. ARTI DELLA CONNESSIONE NEL VIRTUALE”.

Chi può aver avuto l’idea del nome?
Ovviamente Mario che ha trovato fin da subito la sintesi perfetta: “Ibridare le menti… Ibridamenti”.
Il nome è piaciuto a tutti.
Umberto Margiotta, allora pro rettore di Ca’ Foscari, ha appoggiato il progetto e partecipato ai tavoli di lavoro avviati in collaborazione con lo staff di Splinder.
A testimonianza del lavoro di ricerca che allora avevamo impostato, ci sono due pubblicazioni ed è la prima Pratiche collaborative in rete. Nuovi modelli di ricerca universitaria che racconta il primo anno di Ibridamenti, il tempo in cui abbiamo sperimentato pratiche di ricerca collaborative e innovative: per comprendere le dinamiche degli scambi in rete, abbiamo scelto l’ibridazione con i blogger che hanno fatto ricerca insieme a noi.

Il 15 ottobre 2008 abbiamo acquistato il dominio Ibridamenti.com e continuato la ricerca. Esce la seconda pubblicazione: Dai blog ai social network. Arti della connessione nel virtuale e dai blog si passa a Facebook.

Terminato il progetto di ricerca, Ibridamenti è rimasto uno spazio libero, in cui in tanti hanno proposto e continuano a proporre riflessioni e a pubblicare articoli di spessore.
Adesso, in memoria di Mario Galzigna, che resta ancora il nostro punto di riferimento e come già nel 2008 lo avevamo chiamato, il nostro indiscusso padre spirituale, ricominciamo, con una veste grafica, con una divisione degli argomenti trattati in sezioni, con tanti nuovi autori che, ancora una volta, crescono assieme.

Perché Ibridamenti è sempre stata una comunità e continua ad esserlo.

E che sia d’augurio alla comunità di Ibridamenti quello che scriveva Mario nel lontano 2013 rileggendo, per Pol.it un saggio di Giuseppe Granieri:
“(…) entro la dimensione digitale interattiva è più facile venire a confronto con soggetti che aderiscono a paradigmi, a teorie, a scuole di pensiero differenti. La rete, con grande beneficio per i pazienti, è in grado di abbattere gli steccati spesso perniciosi e paralizzanti che dividono le cosiddette “scuole”. La paralisi del pensiero e della creatività prodotta da una logica dogmatica (o, se si preferisce, “monoparadigmatica”), trova un efficace antidoto nella rete, utilizzata come salutare ed efficace “palestra delle idee”. In questa prospettiva, è davvero auspicabile che nell’ambito clinico i diversi operatori possano utilizzare i blog come strumenti di confronto e di crescita. Fuori dalle egemonie politiche, dalle tirannie istituzionali e — last but non least — dalle trappole dell’ideologia.

Maddalena Mapelli