SOGNO POSTMODERNO
Keywords: ecomafia, nord est, sostanze tossiche, resistenza, voci del movimento
La Storia che NON doveva essere raccontata.
Performance del gruppo teatrale veneziano “H2O NoN PoTaBiLe”
Scritto da:
Silvia Cavinato
David Angeli
Federica Giaretta
Musiche di:
Silvano Bontempi (Chiatarra)
Jacopo Giacomoni (Sax Alto)
Con (in ordine di apparizione):
Silvia Cavinato: Momò
David Angeli: Marco Mantovan
Federica Giaretta: La Professoressa
Cristina Tiboni: Paola Legna
Vincenzo Tosetto: Imprenditoresindaco
Daniela Levera: L’Acqua
Ivan Rizzotto: Abdel Mohamed
Enrico Dal Pozzo: Il Poeta
Alice Centazzo: La Segretaria
Il gruppo teatrale “H20 non potabile” nasce nel 2006, come compagnia autogestita da studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “Ca’ Foscari” di Venezia. Il primo spettacolo, Prochain Souvenir, messo in scena nel Giugno del 2006, voleva comunicare l’importanza della lentezza ed il valore delle piccole cose, contro la frenesia della società odierna.
Nel 2009, dopo due anni di rappresentazioni non ufficializzate dall’ateneo, nascerà un’ associazione studentesca con il nome del gruppo e con l’obbiettivo di riportare in vita almeno una piccola parte di quella che è stata la tradizione del teatro universitario veneziano.
Il nuovo spettacolo proposto, scritto da David Angeli, Silvia Cabinato e Federica Giaretta e completato dal fondamentale apporto di tutti gli attori, Sogno Postmoderno, è ispirato al volume miscellaneo “Il grigio oltre le siepi”, a cura dei professori di geografia dell’università veneziana Francesco Vallerani e Mauro Varotto.
Il tema centrale è quello del disagio ambientale e culturale, causato dall’ecomafia e dal turbocapitalismo, protagonisti dell’evoluzione economica e sociale del Veneto, a partire dagli anni del Boom economico del Nord-Est. Lo spettacolo, infatti, è ambientato proprio nel territorio del Nord-Est sempre indicato quale fonte e simbolo del cosiddetto “Miracolo economico”, senza che purtroppo affiorasse quali ne fossero e ne siano le conseguenze.
La vicenda si sviluppa attraverso la narrazione, da parte di otto personaggi, reali o allegorici (come l’acqua), del proprio personale disagio. I protagonisti hanno la possibilità di raccontarsi grazie al personaggio-conduttore, Momò, un essere candido che diventa anch’esso colpevole/coinvolto ascoltando tutte le storie che gli vengono proposte.
Gli argomenti toccati sono molteplici:
Un poeta racconta la storia recente del Boom Economico attraverso una curiosa metafora, cominciando a delineare quello che sarà il tema centrale,
L’Acqua denuncia lo sfruttamento sfrenato e l’inquinamento di una risorsa tanto preziosa da parte degli uomini i quali non si rendono conto delle conseguenze di tali comportamenti;
· Un imprenditore arricchito si mostra arrogante ed orgoglioso del proprio ruolo a dispetto della condizione precedente di contadino prima del boom;
· Un ragazzo in rappresentanza delle decine di comitati presenti su tutto il territorio italiano, prende in considerazione realtà del Nord Italia come il MOSE nella laguna di Venezia, la realizzazione della TAV, l’ampliamento della base Nato nell’aeroporto Dal Molin di Vicenza, esprimendo il bisogno di essere ascoltato;
· Un immigrato marocchino, alle prese con il lavoro in nero, tratta la difficoltà di instaurare una relazione con una ragazza italiana a causa del razzismo e della xenofobia;
· Il rappresentante di un presidio denuncia le speculazioni e l’ecomafia che hanno portato alla costruzione di una grande fabbrica di solventi nel suo piccolo paesino, San Flaminio;
· Un professore manifesta la sua “innocente colpevolezza” per aver scritto un libro contenente troppe verità per essere letto (tutte le storie che raccontano i vari personaggi) e, di conseguenza, viene ostacolato dagli interessi economici, da enti pubblici corrotti e da istituzioni che dialogano criminosamente con gli interessi privati.

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