ONDA ANOMALA, DOVE SIAMO??? [movimento studentesco]

David
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ONDA ANOMALA, DOVE SIAMO???
Venerdì 12 dicembre, sciopero generale: corteo degli studenti medi, universitari, ricercatori precari, genitori e bambini delle elementari a Mestre con finale in piazza Ferretto, o lì vicino.
Ci si sono messe tutte contro:
Acque alte straordinarie sparate dai messaggini del centro maree e dalle sirene del comune che, per evitare di prendersi nuove colpe, danno maree eccezionali ogni due giorni in media, tanto per essere sicuri di non sbagliare di nuovo come il primo del mese.
Pioggia continua e fastidiosa che non invoglia certo ad uscire di casa o a partecipare anche chi magari c’aveva fatto un pensierino.
Mettiamoci pure il venerdì, giorno di ritorno dei tanti studenti fuori sede degli atenei veneti (che non considero una scusa perché sono di Udine ma ero presente comunque perché ci tengo ancora).
Una cosa però mi ha lasciato di stucco (per non essere volgare): al rientro a Venezia, verso le 15, ho incontrato sul treno uno studente che avevo visto sia dietro lo striscione “Scusate il ritardo” sia dietro gli altri di quel periodo, gli ho chiesto se fosse per caso stato anche lui alla manifestazione perché non l’avevo visto, mi ha risposto che non c’era; gli ho chiesto perché, ha risposto con “mi sono stufato, ormai è passato l’entusiasmo, non ci va più nessuno, devo studiare, ho gli esami a gennaio”.
Parto dal presupposto che le prime cause elencate abbiano certo fatto il loro ottimo lavoro per diminuire l’afflusso di persone, ma non posso non far notare che quello studente incontrato sul treno rappresentava probabilmente almeno una parte delle centinaia che quella mattina non c’erano.
Come fa a spegnersi così rapidamente l’entusiasmo per l’Onda? Cosa sono, le vacanze di natale? …sotto le feste non si protesta? Dobbiamo volerci bene e stringerci la mano perché è natale per poi iniziare di nuovo darci contro dopo il 6 gennaio?
Un mese fa sentivo dire “basta assemblee, bisogna agire”, ma per agire ci vogliono le assemblee; adesso “nessuno fa più assemblee, non c’è partecipazione”…ma allora?
Quello che è stato fatto a Venezia ha funzionato bene, è stato bellissimo, e deve continuare ad esserlo!
C’è una marea (per restare in tema) di persone che dicono “ho gli esami a gennaio”, anch’io ho gli esami a gennaio e gli affaracci miei da fare, ma un corteo di qualche ora un venerdì mattina o qualche ora di assemblea alla settimana non rappresentano sicuramente un problema per i miei studi e per quelli di nessun’altro! “Non vado all’assemblea o al corteo perché devo studiare”…poi passo un pomeriggio su facebook o a guardare l’ultima serie di Dr. House scaricata da internet.
Si potrà contestarmi, certo “e io c’ho voglia di guardare Dr. House e magari farmi amico anche lui su facebook, che non posso? E allora? Ma è democrazia? Mi costringete ai cortei? Fascisti!”; io rispondo che, se non si partecipa, si fa perdere senso alle partecipazioni precedenti perché si dimostra di non aver mai compreso fino in fondo i motivi per cui ci si è uniti nel movimento (allora eravamo un branco di pecore che poi si sono stufate del pastore, inesistente peraltro, e della lezioncina in campo perché adesso fa freddo?). Queste proteste servono per dare un futuro ad un’ istruzione pubblica ancora tragicamente in pericolo. Agli studenti chiedo solo di non dimenticarsi di tutto questo a gennaio, spero che la partecipazione non fantastica (ma nemmeno limitata, s’intende) del 12 dicembre sia stata solo un momento di “down” dovuto a qualsivoglia motivazione. Ragazzi, che studiamo a fare per avere un futuro se il futuro ci verrà sbarrato in tutti i modi dal malfunzionamento del sistema scolastico e dalle difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro? Due mesi fa volevamo tutti cambiare la menata ed eravamo un’Onda pericolosa e adesso abbiamo deciso che va bene così? Che possiamo pure tenerci tutto com’è? Non ci voglio credere, non ci credo, so che tutti capirete, qualunque sia il vostro pensiero.
Alla stampa dico: forse l’Onda non fa più notizia e tanto adesso la gente vuole leggere di acqua alta e di chi ha vinto l’isola dei famosi? Perché non si scrive più? È uno stupido circolo vizioso, è uno dei motivi per cui molti studenti non partecipano più; non dovrebbe essere forse la stampa la testimonianza principale della libertà di pensiero che, almeno in linea teorica, dovrebbe essere un dato di fatto acquisito?
Abbiamo dimostrato maturità e interesse sociale impegnandoci nell’autunno caldo del 2008, in barba a tutti quelli che ci definivano facinorosi, ignoranti, nostalgici postsessantottini, a quelli che rovesciavano sopra il blu oltremare dell’onda colori politici inesistenti…e allora facciamo vedere che, quelli che hanno avuto paura dell’Onda in autunno, possono lasciare a casa i cappotti perché sarà caldo anche a gennaio, se non basta anche a primavera!

11 Commenti

  1. David, ammiro la tua lucidità e anche il coraggio delle tue idee. E’ un post di cui la community di Ibridamenti deve andare fiera, questo. Grazie.

  2. Beh io sicuramente, da studente e da membro della community, non posso andare fiero di questo post.
    Spero, solo caro David, che tu nonsia uno studente di lettere, altrimenti siamo arrivati proprio alla frutta ( senza alcna offesa naturalmente ).

  3. David scrive:

    …non solo amico mio, anche laureato…in Storia, che fa parte di lettere. Su cosa mi contesti??

  4. Non contesto il contenuto, bensì la forma del tuo discorso, il livello sintattico e il gergo troppo popolare per un laureato in storia.
    Qui non stai parlando con i tuoi amici ma con un pubblico più vasto, la qual cosa imporrebbe uno stile più controllato.
    vuoi qualche esempio ? “Onda anomala, dove siamo?” ; “Mettiamoci pure il venerdì, giorno di ritorno dei tanti studenti fuori sede degli atenei veneti (che non considero una scusa perché sono di Udine ma ero presente comunque perché ci tengo ancora).
    Una cosa però mi ha lasciato di stucco (per non essere volgare): al rientro a Venezia, verso le 15, ho incontrato sul treno uno studente che avevo visto sia dietro lo striscione “Scusate il ritardo” sia dietro gli altri di quel periodo, gli ho chiesto se fosse per caso stato anche lui alla manifestazione perché non l’avevo visto, mi ha risposto che non c’era; gli ho chiesto perché, ha risposto con “mi sono stufato, ormai è passato l’entusiasmo, non ci va più nessuno, devo studiare, ho gli esami a gennaio”.; i potrà contestarmi, certo “e io c’ho voglia di guardare Dr. House e magari farmi amico anche lui su facebook, che non posso? E allora? Ma è democrazia? Mi costringete ai cortei? Fascisti!”; io rispondo che, se non si partecipa, si fa perdere senso alle partecipazioni precedenti perché si dimostra di non aver mai compreso fino in fondo i motivi per cui ci si è uniti nel movimento (allora eravamo un branco di pecore che poi si sono stufate del pastore, inesistente peraltro, e della lezioncina in campo perché adesso fa freddo?).”;
    Due mesi fa volevamo tutti cambiare la menata ed eravamo un’Onda pericolosa e adesso abbiamo deciso che va bene così? Che possiamo pure tenerci tutto com’è? Non ci voglio credere, non ci credo, so che tutti capirete, qualunque sia il vostro pensiero.”

    Ti pregarei di rileggere il tenore di questo post :) ( trascurando qualche condizionale assente e qualche imperfetto di troppo ).

  5. David scrive:

    …ascoltami ragazzo mio, se c’è una cosa che so fare è scrivere…nient’altro magari, ma questo si…la scelta colloquiale è dovuta al fatto che non sto scrivendo un articolo di giornale ma un’opinione che vuol’essere di comprensione immediata anche per chi, contrariamente a te, non si sofferma troppo sulla forma bensì sui contenuti.
    La prossima volta che scriverò un commento lo manderò prima all’Accademia della crusca per farmelo correggere e sciacquare i panni in arno…
    Il problema è che, facendo così (o così facendo, se ti piace di più), non ti darei qualcosa da fare la domenica pomeriggio, mi dispiace.
    Questo è il metodo di espressione che ho scelto di adottare per questo sito, lo ritengo il più diretto e corretto trattandosi di un laboratorio (mi scuso con te per la cacofonia), e continuerò a scrivere così finchè il 50% più uno degli iscritti non mi avrà ricoperto di insulti per la sintassi…

    Con la presente Vi porgo distinti saluti (con la V maiuscola eh!!!!)

    Baci

  6. David scrive:

    …ah, in italiano si scrive “pregherei”, non “pregarei”…una cosa del genere l’ho vista solo sui processi del seicento (o forse è un dialettismo veneto…brr, che schifo).

    David

  7. gianluca scrive:

    mamma mia…. io credo che voi maschi abbiate un’incapacità di fondo: l’empatia e la capacità di sentire gli altri e soprattutto di sentirvi a vicenda. ripensando al sit-in degli omosessuali in vaticano, di cui nessuno sui vari blog ‘collettivi’ sembra abbia minimamente accennato, ovviamente! credo che il coraggio di porsi contro uno dei cancri della società italiana, il vatican…e appunto, dovrebbe coinvolgere anche gli studenti e i docenti che in questo momento, magicamente, sentono il bisogno di sostenere i ragazzi che prima, almeno durante gl’inutili esami che davo per laurearmi nell’innutile facoltà lettere di questa inutile nazione sprofondata sempre più nel medioevo elettrico e maschilista, che prima insomma ascoltavano poco o nulla. ma l’opportunismo di noi italiani è ormai famoso. quando si è pensato che i tagli potessero riguardare anche le scuole private cattoliche, è bastato un sussulto di nazingher, per mettere tutto a tacere. altro che onda! pregherei o pregarei scrivere o non scrivere, l’italia è una dittatura governata da mafia eufemisticamente (per restare nel 600 arzigogolato) chiamata stato e dal vaticano, a cui dobbiamo l’ottopermille che andrebbe boicottato, e che non paga l’ici. il problema è sempre quello dell’empatia. c’è una cosa che capiranno mai gli studenti e io docenti: essere studente o docente non è reato, in alcun paese, essere gay sì. nonostante tutto il papa non firma contro la depenalizzazione del reato di omosessualità. perché gli omosessuali i bisex i trans, non devono avere gli stessi diritti degli eterosessuali? se non c’è evoluzione del pensiero non può esserci evoluzione sociale.

  8. @gianluca di dom, a me del vaticano e di nazingher interressa ben poco ( al contrario di molti pseudo-riformatori ). Detto questo, condivido gran parte del tuo pensiero.
    Pregarei è chiaramente un refuso e non una mia prassi scrittoria.

    @David, mi trovi d’accordo su fatto che questo sia un laboratorio, ma è ( o vorrebbe essere ) “un Laboratorio Sperimentale Virtuale progettato dalla Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione dell’Università Cà Foscari di Venezia”
    Che si prefigge come “obiettivo a breve termine” “L’università del futuro” al fine di formalizzare e produrre una pubblicazione collettiva che sia l’esito della ricerca effettuata in rete ”. Ritengo pertanto che il 50% più uno dei tuoi lettori possa comprendere ciò che dici anche qualora utilizzassi un modello espressivo dal sapore meno popolare. A meno che per “Università del futuro” non si intenda un’ Università riformata e appiattita verso il basso e il popolare.

  9. gianluca scrive:

    scusa armando, a me interessa il vaticano per la sua influenza, rispetto i cattolici il cui modello è san francesco credo nel ‘ama e fa ciò che vuoi’.
    per quanto riguarda il post di david, non mi sembra male come è scritto. scusa armando, david ci crede in quello che ha scritto, mi dispiace che tu lo aggredisca sul suo modo di esprimersi. anche tu però david quando dici che schifo del dialetto veneto brr… è un po’ bruttina la cosa no? i dialetti bisogna farli convivere accanto all’italiano colto quello automatico quello poetico e prosastico e prosaico.
    facciamo l’amore non facciamo la guerra anche noi.
    non è che io sia uno stinco di santo, anzi, quando mi vesto di bimodale andrei schiaffeggiato sonoramente)
    dopo questo ot chiedo:
    è possibile creare un’onda tenendo presente che possiamo essere particelle e generare onde contrarie?
    cioè riusciamo a credere in qualcosa che trascenda noi stessi e che muti veramente il mondo?
    docenti studenti cattolici atei etero omo di qualsiasi colore età razza dialetto… possiamo trovare un ‘pensiero unico’ che sia positivo?
    così come il ‘male’ di bataille era un’apertura a più reali possibili?
    se io riuscissi a parlare a molta gente ed avessi un umore più stabile e un’autostima normale, chiederei questo: un punto zero da cui ripartire con buonsenso e amore per noi stessi.

  10. grazie a bimodale per l’ultimo commento :-)

    @ armando
    posso capire in parte le tue obiezioni, ma Ibridamenti è un blog collettivo, un luogo in cui interagiamo in rete e in cui cerchiamo di ibridare modi, modelli e modalità anche sul piano della comunicazione. In questo senso trovo leggibile, fruibile e adeguato il post di David
    [non è un saggio accedemico (per fortuna? :-)]ma è un post in un blog, appunto. Serve a comunicare in modo diretto dei contenuti e a far riflettere le persone.

    Ogni luogo della rete ha un suo linguaggio che sperimentiamo giorno dopo giorno e all’interno di Ibridamenti troverai modalità diverse nelle differenti finestre a seconda degli autori, dei post, del loro stile e dei contenuti veicolati.

    Ti ringrazio comunque per la passione con cui argomenti: ma guarda che è la stessa passione che ha spinto David a scrivere questo post che, ribadisco, secondo me è coraggioso perché mette in luce un problema, lo affronta e lo pone in discussione. Molti hanno preferito invece tacere o ignorare la cosa.

  11. David scrive:

    Grazie, continuerò a scrivere così, in versione monologo teatrale, mi sembra più diretto e opportuno. Quando avrò argomenti che richiedono “lo bello stilo” allora ci metterò più di 3 minuti a scrivere un post.

    P.s.
    Niente contro i dialetti, ci mancherebbe, resto “furlan”,era solo un attacco personale ;o)

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