Ibridamenti aderisce a “Lo sciopero dell’autore“: l’iniziativa promossa su Nazione Indiana da:
Marco Giovenale
Giulio Marzaioli
Vincenzo Ostuni
Luigi Severi
Michele Zaffarano
i quali tra l’altro dicono che:
Invitati a leggere nostri testi nell’ambito di una manifestazione patrocinata, tra gli altri, dal Comune di Roma, ci siamo trovati a dover svolgere una riflessione che esorbita dai margini dell’invito e da quelli di una semplice lettura di poesie.
L’attuale condizione storica, per Roma e per l’Italia, rappresenta una soluzione di continuità con il recente passato politico, per altro di già controversa lettura. È la cronaca di questi giorni a evidenziarlo: si assiste a tentativi inquietanti e inequivocabili di compressione della libertà di espressione, del diritto all’istruzione, del pluralismo politico, a un rapido e continuo impoverimento del discorso pubblico. Nonostante il fatto che alcune azioni del governo, a livello nazionale e locale, non costituiscano altro che un’accentuazione in senso negativo di prassi dei precedenti governi, anche di centrosinistra, il momento presente ci appare tuttavia uno snodo cruciale nella storia del nostro Paese, dalle potenzialità profondamente degenerative. D’altro canto, le nuove istanze di protesta e le nuove iniziative di emancipazione in atto oggi nella società italiana ci sembrano da sostenere e da affiancare in ogni modo a noi possibile. [continua qui]
Ibridamenti aderisce perché lo sciopero dell’autore è un’idea paradossale e, come tutti i paradossi, possiede in sé una forza generativa straordinaria.
Come fa un autore a scioperare ?!?
C’è chi propone di rifiutare gli inviti a iniziative o convegni marcatamente in continuità con una politica che sta riducendo la libertà di espressione e sta tagliando sulla possibilità stessa di dedicarsi, da parte dei giovani, al lavoro intellettuale, alla ricerca, allo studio. C’è chi invece propone risposte creative, situazioniste, imprevedibili, negli spazi che ancora gli autori hanno per esprimersi.
Ibridamenti inizia lo sciopero dell’autore, domenica 7 dicembre alle 10.30, in diretta tv, dal Palacongressi di Roma, nell’ambito di PiùLibriPiùLiberi. Scioperano Mario Galzigna (espistemologo dell’Università di Venezia) e Giacomo Marramao (filosofo di Roma Tre) sul tema “L’Università del futuro corre sul web”.
Dicono ancora i promotori dell’iniziativa:
L’appello è rivolto ad autori e interpreti di qualunque campo: architetti, artisti visivi, donne e uomini di spettacolo e di cinema, musicisti, scrittori, saggisti delle più varie discipline, traduttori eccetera; a chiunque ritenga che la propria capacità di produzione intellettuale rappresenti la propria posizione nel mondo.
A noi piace pensare che esista anche un autore collettivo – come Ibridamenti che è di tutti e di nessuno – e come i contenuti generati in rete, ogni giorno dai blogger , che proprio in questi giorni stanno seguendo con inquietudine i tentativi di regolamentare il web e di imbavagliare gli spazi di libertà rimasti.
Perciò che aspettate? Aderite, mettiamoci in rete
Con preghiera di diffusione.
Per aderire, scrivi a scioperodellautore@gmail.com
o adesioni@scioperodellautore.org
www.scioperodellautore.org



















Pur essndo tra i primi aderenti a questa iniziativa, ribadisco, anche qui, che lo sciopero andrebbe portato contro tutte le forme istituzionali di controllo ed addomesticamento della cultura. Dovremmo imparare a fare noi con le nostre forze cultura: iniziative, eventi, tutto senza autorizzazione, in aperto contrasto. Lontano dalla mangiatoia del potere.
Negli anni la continuità legislativa e culturale dei governi di destra e sinistra è stata totale, così come uniforme la loro visione politica e la natura dei provvedimenti presi sulla pelle della popolazione.
Dunque scioperiamo, ma in maniera generale, per una cultura fuori dalle mani del potere. Libera ed autonoma.
ciao!
Emiliano Laurenzi
Emiliano è molto utopico quello che scrivi, ma è vitale. Io concordo in pieno. E la rete potrebbe essere(e in molti casi già è) un laboratorio che produce una cultura “contro” le regole imposte dal mercato e confermate da quelle politiche che, bloccando l’innovazione, fissano la “cultura” al mercato e ne depotenziano lo spessore critico.
condivido l’inziativa. un paio di cose: il simbolo che vedo nel post non si collega bene; potrebbe essere utile un widget/aggiornamento sull’iniziativa, o un banner ecc.; meglio forse:
ciao
Mad ri-grazie. Un’iniziativa molto pertinente in questi tempi di irregimentazione e eelirio di controllo globale, splendida l’idea di Mario e Marramao di iniziare proprio a Più Libri. Aderirò senza meno.
Credo che Emiliano tocchi un punto critico, e penso che il suo intervento alluda anche ala partecipazione a manifestazioni come piùLibri… Se ho capito bene…
Cambiando argomento, Mario è stato stasera o sarà domattina?
mi piace quest’iniziativa. ho sempre sostenuto l’esistenza della dittatura elettrica. quando avevo i blog era tutto un parlar male della dittatura. anche se io scioperassi non se ne accorgerebbe nessuno, non essendo né uno scrittore né uno script né un noologo (l’ideologo della noosfera)

comunque condivido in pieno questa iniziativa
buonanotte a tutti
Ho mandato la mia adesione su scioperodellautore.org.
Mi ci ritrovo. Devo dire che nella mia realtà già da un po’ ho smesso di bussare alle solite porte, preferendo organizzarmi piccoli eventi in maniera del tutto autonoma negli spazi piccoli ma liberi che ho a disposizione.
Duole dirlo, ma anche le amministrazioni di centro sinistra non costituiscono sempre una garanzia maggiore di rispetto per la cultura e per la pluralità delle voci…
@arlekin, si quello non è un logo… se hai qualche idea… grazie
@william
ci siamo capiti, eh
@ massimo
Ormai le istanze di controllo (appoggiate e propagate purtroppo anche da diversi blogger e operatori del settore, una minoranza che però ha il suo peso…) saranno sicuramente vincenti: fa tristezza che la politica -sia di destra che di sinistra- sia perfettamente unità nel voler inquadrare uno dei pochi spazi di autonomia rimasti.
Abbiamo alternative?
credo di sì william: fare rete e riaffermare le differenze laddove ci sono forti pressioni all’omologazione. Possiamo farcela !
Sei ottimista, non vedi con quale sicumera siamo ormai ricambiati?
Certo, tocca provarci.
Son curioso di sapere cosa è successo stamattina allo “scopero” dei professori Galzigna e Marramao…
[...] da Naziona Indiana, raccolto e rilanciato da Ibridamenti, il cosiddetto “sciopero dell’autore” nasce dalla considerazione che oggi (in [...]
Io ho partecipato da spettatore allo sciopero dei professori Galzigna e Marramao. E’ stata una contestazione molto creativa, piena di contenuti e assai più incisiva di tanti proclami. In effetti credo che si possa permettere di scioperare con qualche risultato chi è “ingaggiato”, qualunque sia la modalità. Probabilmente molti di noi erano già in “sciopero” senza dichiararlo. Forse è questa la differenza. I fatti stanno nell’azione della parola. A Roma di parole ne sono state dette molte, nessuna inutile e tutte contro la banalizzazione e l’appiattimento del pensiero. E’ stata una marcia di idee e, nonostante fossimo in pochi, hanno fatto davvero risuonare la sala. Auspico che quella marcia venga rilanciata in Rete. Un saluto.
[...] da Nazione Indiana, raccolto e rilanciato da Ibridamenti, il cosiddetto “sciopero dell’autore” nasce dalla considerazione che oggi (in [...]