IL PAESE REALE è NEL WEB. Sintonizziamoci sul canale giusto!

maddalena mapelli
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)

[continua a seguire gli aggiornamenti anche su vaui.itVenezia vs 133, Project Global, Radio Ca' Foscari, Raduni, IUAV - spazio studenti, ateneinrivolta ]

brodoprimordiale ha scritto quello che molti pensano: che la politica  (maggioranza e  anche opposizione; governo e governo ombra) sono davvero distanti da quello che il movimento studentesco e il mondo della scuola (dalla scuola primaria all’università) sta dicendo e manifestando.

Verrebbe da dire che si stia delinenado una nuova forma di digital divide in Italia. L’abisso è infatti tra:

1) quello che dice il paese reale, fotografato in questo momento, dal web

2) e quello che dice il paese virtuale fotografato in questo momento dai telegiornali, dalle trasmissioni televisive e dalla carta stampata (salvo rare eccezioni)

Se accendo la tv vedo e assisto prevalentemente al balletto delle polemiche tra maggioranza e opposizione, tra governo e  governo ombra, su questa o quella battuta, su questa o quella frase: e fin qui va bene, anche nel web La pessima battuta di Berlusconi su Obama ha fatto il giro dei blog, dei siti e dei social e nel web, il premier è stato trattato in modo molto più “orizzontale” e “irriverente” rispetto a quanto avvenga negli altri media (*)

Ma si tratta solo di una parte del paese reale.
Il resto del paese reale continua a scendere nelle piazze per chiedere che il governo faccia marcia indietro; il resto del paese reale è fatto di insegnanti che in questi giorni si rendono conto che dal prossimo anno, se la normativa non cambia, a causa dei pesanti tagli dell’organico che verrà assegnato ad ogni istituto, non si potrà più continuare con il modello italiano del tempo prolungato nella  scuola primaria (=elementare), non si potranno più modulare percorsi effettivamente formativi per gli allievi della scuola secondaria (=medie); il resto del paese reale è fatto di studenti italiani universitari che chiedono ascolto, che non vedono futuro davanti a sé e chiedono di essere loro i protagonisti del cambiamento: autoriforma dell’università dicono , e credono che possa esistere una linea privilegiata per loro e ne parlano con i loro docenti dando appuntamento al binario formazione, e non hanno nessuna intenzione di fermarsi.

Dopo aver letto delle battute, proviamo anche a prendere il programma di Obama: leggiamolo. Lo ha scritto il presidente degli Usa e ha le idee chiare quando si tratta di decidere su chi puntare per costruire il futuro del suo paese:

Investire nella ricerca universitaria:
Barack Obama e Joe Biden sostengono fermamente l’espansione delle iniziative di ricerca nei college e nelle università americane. Gli Stati Uniti hanno di fronte a loro una sfida nel sostenere i ricercatori più giovani. Obama e Biden procureranno nuove borse di studio per la ricerca ai più ragguardevoli giovani ricercatori della nazione.” [ Fonti Apogeonline, La tecnologia secondo Obama e la discussione su Memesphere: semidiceviprima - spindoc - il blog dei nuoviabitanti - de novi web - il blog nella didattica - tluc blog - manteblog ]

Sintonizziamoci sul web, allora. Non ci vogliono grandi investimenti per ovviare a questa forma tutta italiana di digital divide: leggiamo quel che si dice in rete e cerchiamo di rimettere insieme paese reale e paese virtuale.

Fonti: brodo primoridiale e xenos blog all -il museo del mondo -il mirabolante universo di mondo lollo -nipresa -phonkmeister (la discussione continua qui )

(*) La battuta di Berlusconi su Obama, e quel che ne dicono i blogger
l’assioma di coleliberaliperisraeleaccento svedeseokappaaghenor di stefano vittacorona’smy life.[dot]comacosì è (se vi pare)angeljokenegroskiilpaesechenonc’èvita di un iodiaryoutsidersdvdbadiavolorossosicuro, il mondo ?? questo e nulla…gli appunti del paz83

14 Commenti

  1. Daniele Muriano scrive:

    Non ho tempo di leggere i giornali come vorrei, mi accontento del televisore e della grigia minestra dei telegiornali dove la protesta che infuria è sommersa spesso dai particolarismi a base di delitti e di castighi (meredith?, quelle faccende..), e altri giochi prestidigitatori; certo, è da un po’ che non esistono più i telegiornali, e dove c’è “informazione” (rai tre) la minestra è sempre politica, e tutto è riconvertito lì.
    La Rete, sì, forse la Rete si gioca su questa vicenda il suo ruolo, la sua credibilità, il suo “occhio di mosca”…

  2. bimodale scrive:

    copio-incollo parte di un mio post del 2 novembre

    …Quando parlo di analogico vs digitale e di corpi temporali vs avatar, mi riferisco proprio a questo divario tra l’in-formazione e l’inform-azione.
    La prima, l’in-formazione, è quella che TG e giornali vogliono metterci in testa cercando di convincerci di questa o quella verità. La seconda, l’inform-azione, è l’insieme di quelle nostre azioni che determinano l’oggettività o dimostrabilità di una certa verità piuttosto che di un’altra verità….

    anche se io sono convinto che un giorno anche Internet sarà, in qualche modo, privatizzato, come già sta succedendo ora con i blog in cui, appunto, uno può decidere di bannare se lo ritiene opportuno.

  3. bimodale scrive:

    tra l’altro non capisco come si faccia ancora a vedere il televisore e, magari, pagare anche il canone.
    la gente continua a comprare le megatelevisioni al plasma ipermega attrezzate. noi italiani siamo molto bravi con le parole eh eh eh :)

  4. francesco scrive:

    non è la prima volta che tra la politica e le esigenze e i bisogni delle persone per la scuola e l’università poi questa osservazione vale particolarmente ma puo il paese reale trovare e costruire risposte e soluzioni ai propi bisogni senza un rapporto con le istituzioni?Il come si puo inventare il se lo vedo necessario

  5. bimodale scrive:

    sì francesco, sarebbe bello senza le istituzioni. l’italia è un paese semidittatoriale, le persone anche se manifestano, poi tornano a casa e si mettono davanti alla tv, magari davanti a mediaset. mi spiego? il problema non sono i tagli. non è solo quello. il problema è che in certe regioni d’italia le famiglie sono povere. solo il veneto non ha ancora il problema della povertà. c’è gente che non può permettersi nemmeno l’adsl. nessuno ancora ne parla, perché in italia una cosa diventa problema solo se ti tocca personalmente. berlusconi, anche con la forza, ha detto lui, farà i lavori della tav. in questo paese uno come gelli può permettersi di andare in tv e dire che ‘sono nato fascista e morirò fascista’. c’è gente che non può andare a picchettare, perché ha da sfamare un’intera famiglia, magari è solo lui che lavora. non è che insegna a destra e a manca, poi lavora per il ministero, poi fa quel progetto e poi collabora con tizio e caio e il coniuge fa l’architetto aerospaziale, ha un progetto di fantanautica intersiderale. qui c’è gente, OPERAIA, che non sa nemmeno accendere il pc, capito? la tv, che voi guardate, non dice niente di tutto questo. quindi, in un paese semidittatoriale, e chi dice no, ha sicuramente le spalle coperte e i soldi, sappiamo qual è l’unico modo di costruire risposte ai propri bisogni senza un rapporto con le istituzioni. ma tanto non vale la pena, l’italia è un paese conservatore e tendenzialmente fascista, a destra e a sinistra.

  6. paolo scrive:

    ragazzi la cosa più facile in Italia oggi è il pessimismo..allora io dico proviamo una cosa difficile? proviamo a vedere se si riesce ad aggregarsi sul web creando una sponda , con chi? con gli italiani, o italoamericani che in USA hanno fatto scuola …Otellini ( Intel) Mazzola( Cisco) Zappacosta ( Logitech) Crea( genentech) …e tanti altri. Siamo in collegamento da 4 anni con molti di loro, portiamo universitari in Study Tour là, e questi tornano carichi…ora dico si può utilizzare questa sponda per provare a creare chessò un movimento nuovo di tanti cervelli, tante intelligenze, tanti giovani per provare a incunearsi… è vero, Lee mi dice ci ha provato Grillo, ci ha provato Di Pietro…ma con tutto il rispetto per le persone ( un comico e un poliziotto magistato) e per le loro buone intenzioni…sono 1 e 1. Io penso a tanti…a tanti cervelli incazzati come noi che provano a mettersi insieme sul web e poi quando si contano e sono magari 3-4000, fanno un incontro in un palasport chiamando tre o quattro dei 400 italiani manager e imprenditori in Silicon valley…non so magari è tutto utopistico, senzaltro non facile, ne immediato ma l’alternativa? , continuare a incazzarsi o cercare di scappare o lasciar scappare i nostri figli… noi ci stiamo provando http://www.siliconvalleystudytour.com, Lee sa tutto

  7. bimodale scrive:

    scusa paolo, io non so l’inglese, non sono laureato, faccio il netturbino e ho tre figli da sfamare.
    non posso né incazzarmi né scappare. hai una soluzione anche per me? o il problema riguarda solo la ‘cultura’ italiana? a proposito, sto scrivendo sul pc di un mio amico che lavora all’internet point. riesci ad entrare nella mia testa? sono tanto povero che non ho nemmeno l’adsl.

  8. @ bimodale
    è un periodo terribile per tutti questo. La differenza rispetto ai giovani che stanno studiando, però, è che loro non hanno nemmeno la forza di sognarlo il futuro. Perciò direi che la proposta di Paolo va in tutti i modi appoggiata, qualunque sia l’esito pratico.

    @ paolo
    dammi più dettagli perché trovo la cosa davvero interessante.

  9. bimodale scrive:

    sì, maddalena hai ragione. ho due nipoti che l’anno prossimo inizieranno l’università e nei loro occhi vedo tanta tristezza e rassegnazione. Il problema è che ci sono anche tanti giovani che nemmeno possono studiare. Speriamo che cambi qualcosa. Intanto ibridamenti sta facendo veramente qualcosa di utile, mettendo a confronto alto e basso.

    scusa paolo se ti sono sembrato aggressivo.

  10. Minerva84 scrive:

    Il punto è proprio questa mancanza di speranza. Io cerco di portare avanti le mie idee, le mie speranze, ma in fondo con la segreta convinzione che resteranno tali. Io vorrei poter lavorare in italia. Vorrei poter realizzare qualcosa qui, realizzarmi e costruire qualcosa! Però è vero quel che dicono in molti, cioè che la mia generazione è la prima a credere che avrà prospettive peggiori di quelle dei suoi genitori. Vedo molto pessimismo anche fra chi per il futuro lotta. Sono poi d’accordo sulla questione del divario fra paese reale e paese rappresentato dai media…ne ho parlato anche qui http://marcominghetti.nova100.ilsole24ore.com/2008/11/londa-e-la-rete.html#more
    Credo molto nelle potenzialità della rete sull’informazione e sull’aggregazione.

  11. grazie Minerva. Vi segnalo anche l’ottima sintesi di Gigi Cogo qui

    http://webeconoscenza.blogspot.com/2008/11/imho-n-20.html

  12. enrico scrive:

    ottimo post!!

  13. IL BLOG 2.0 scrive:

    New media, old media…

    Mentre a Roma si discute del bavaglio ai blogger, riflettevo su questa cosa qui, a proposito della differenza tra l’informazione dei media tradizionali e quelli nati nel web. In effetti, giornali, radio e tv faticano a informare nei fatti con profondi…

Lascia un commento


Video & Audio Comments are proudly powered by Riffly