VENEZIA SI SVEGLIA: SCUSATE IL RITARDO!

maddalena mapelli
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Il movimento studentesco veneziano è nato ieri, in tutti i sensi, ma è già incredibilmente numeroso e ricco di energia. Oggi venerdì 24 ottobre 2008 c’è stata la seconda assemblea, che ha visto la partecipazione del Rettore, oltre che di insegnanti, ricercatori, tecnici e naturalmente numerosissimi studenti, sia di Ca’ Foscari che IUAV (che ha aperto il blog MOVIMENTO STUDENTESCO) e Accademia. In primo luogo sono stati diffusi i dati finora in nostro possesso:

in breve col decreto 112 del 25 giugno, in vigore dal 22 agosto, firmato da Tremonti e Brunetta, si afferma che

  • Il Fondo Ordinario per il triennio 2009-2011 viene ridotto di 500 milioni di Euro (Art. 66 del DL). Si noti come tale taglio si sommi al taglio di circa il 40% effettuato contestualmente sui Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale.
  • Il turn-over del personale (ovvero: nuove assunzioni e passaggi di ruolo) viene limitato al 20% (sia in budget che in numero di persone) per il triennio 2009/2011 e al 50% dal 2012 (Art. 66 del DL). Questo vuol dire che ogni 5 persone che vanno in pensione si può assumere una sola persona, sia essa docente, ricercatore o tecnico/amministrativo. Per di più, le risorse risparmiate non vanno a vantaggio dell’Università, ma confluiscono in un capitolo generale, come si legge, al comma 2 del medesimo art. 69.
  • La possibilità data agli atenei di trasformarsi in fondazioni (con un semplice voto del senato accademico) e il conseguente trasferimento a titolo gratuito dell’intero patrimonio degli atenei pubblici in mani private introduce per decreto la privatizzazione dell’Università. Cio’ avra’ gravi ripercussioni sul trattamento economico e giuridico del personale (a cominciare dai tecnici-amministrativi) e sulle scelte di indirizzo in materia di didattica e ricerca. Tutto questo porterà, poi inevitabilmente, ad un notevole aumento delle tasse universitarie (le fondazioni private non devono rispettare il tetto del 20% sul Fondo di Finanziamento Ordinario dell’Universita’)
  • Gli scatti di stipendio vengono trasformati da biennali a triennali. (Art. 69 del DL); norma che, in assenza di altri provvedimenti compensativi premianti la produttività o altro, si configura come un netto e ingiustificato taglio di stipendio.

Chiunque volesse informarsi più a fondo può farlo sulla rete, cercando per esempio ddl 112 università.

Come si può notare la nostra protesta nasce da necessità reali, legate alla nostra vita, non da strumentalizzazioni politiche. I presenti appartenevano certamente alle fascie politiche più diverse, ma queste non sono emerse, c’è stata solo volontà di far sentire le proprie ragioni.

Oggi (24 ottobre) oltre millecinquecento studenti e professori hanno marciato dalle zattere verso l’Accademia, per poi dirigersi a Rialto, dove  Mario Isnenghi ha tenuto una lezione sulla Costituzione italiana. Prima della marcia è avvenuto tra studenti e professori un lungo dibattito sui motivi della nostra protesta, durante il quale sono emerse proposte e spunti di riflessione

Ecco un breve resoconto dello stato attuale delle cose:

PRESA DI POSIZIONE DEL RETTORE

Il Rettore dell’università Ca’ Foscari Francesco Ghetti ha ricevuto consensi nel suo intervento, dove ha dichiarato di essere “arrabbiato” a causa dei tagli ingiustificati avvenuti senza la minima proposta di riforma. La possibilità che le università possano diventare fondazioni private è stata rifiutata, in quanto l’università deve essere un luogo civile, pubblico, cui è possibile accedere anche se meno abbienti. Inoltre in un periodo di crisi economica è piuttosto irrealistico che un’istituzione che si dedica allo studio e alla ricerca si metta a svolgere un ruolo economico. Gli atenei sono luoghi di studio e ricerca, sono anche dei capitali, ma certo non rendono! L’università è uno spazio di evoluzione del pensiero, dobbiamo tenercela stretta!

PROPOSTE:

  • Un’ aula di riferimento a S.Basilio, con internet e fotocopiatrice. (i rappresentanti degli studenti l’hanno già chiesta e ottenuta).
  • Blocco delle lezioni da parte del corpo docente per una settimana, in modo tale da unire alle manifestazioni esterne anche una interna all’ateneo.
  • Allargare al massimo la partecipazione in modo da dare la miglior risposta alle critiche e alla possibilità dell’intervento della polizia.
  • Uscire dalle aule, organizzare lezioni per strada, facendo anche autocritica sulle responsabilità dei docenti (e degli studenti) nei confronti dello stato attuale delle cose.
  • Proporre un referendum per l’abrogazione della legge, sia interno che esterno all’università.
  • Notte bianca a Ca Foscari (31 ottobre? Difficile, però..).
  • Rinunciare ad un giorno di stipendi ed acquistare spazio pubblicitario su media e giornali.
  • Informare anche l’estero, tenere contatti all’estero.
  • Costruire proposte concrete su qual è l’università che vogliamo.
  • Farsi sentire bloccando pacificamente la città.
  • Scrivere una mozione generale da inviare al ministero per dichiarare lo stato di agitazione e ufficializzare la presa di posizione di ca foscari, iuav, ecc…
  • Continuare il dibattito e non fermare la lotta!

SUGGERIMENTI, CRITICHE, RIFLESSIONI

  • Luca Fontana, docente dello IUAV a contratto, offre alcuni consigli per l’uso: 1- Siate politici, pensate e realizzate il rinnovamento, MA rifiutate di farvi politicizzare. Il movimento del 68 fu rovinato da gruppetti che agirono come metastasi. Occorre rinnovarsi, rifiutare ideologie stantie e puntare al nuovo. No comunisti o fascisti, destra o sinistra o duca di Mantova e doge di Venezia! (ovazione dei presenti)

Se si vuol ottenere un effetto forte è meglio l’ironia della violenza e dell’aggressività!

Il movimento è nato col piede giusto, non fatevi inculare dal potere!

  • Secondo Pietro Basso è necessario cogliere il legame tra l’attacco all’università e la distruzione del welfare state. L’attacco all’università statale dura da 15/20 anni, oltre a tagli e spese ha visto l’aumento di fondi destinati ad istituti privati religiosi o gestiti da imprese, e prosegue il trasferimento di poteri verso i poteri privati, sottratti ad ogni forma di controllo.
  • Secondo Mario Galzigna la collaborazione di alcuni docenti, tra cui lui stesso, pronti a cogestire momenti di didattica alternativa, è un fatto più che positivo ma dovrebbe sempre essere accompagnato da una disponibilità dei docenti coinvolti ad una autocritica relativa alla loro complicità con i meccanismi del potere accademico.

L’istituto scolastico principale è oggi la tv. Ma quale tipo di modello è socializzato dai media? Quello americano! Il più scaduto!

Si dice che non ci sono soldi. Certo. Non ci sono per scuola, sanità ecc… ma l’impegno di salvare le banche fa riferimento a mezzi “illimitati”! lo stesso per le spese militari, i fondi per le guerre non mancano mai.

  • Molti hanno sottolineato che nei confronti dell’università non avvengono riforme o controriforme, ma semplici tagli !!! effettivamente sono già stati messi in conto prima che arrivino proposte dal ministero.
  • Secondo Romana Frattini, ricercatrice di scienze, in Italia formiamo ottimi cervelli costretti a fuggire all’estero. Secondo il governo l’università è vecchia, come pretende di rinnovarla fermando il turn over? Si finanzia la fiat senza condizioni, senza farsi problemi per l’inquinamento, non sarebbe meglio finanziare dei cervelli che ricerchino una macchina ecologica?

PROSSIMI APPUNTAMENTI

  • DOMENICA 26 OTTOBRE - viale Garibaldi, manifestazione all’arrivo della maratona di Venezia!
  • LUNEDI’ 27 OTTOBRE – ore 11 – san basilio -  prossima assemblea nella nuova aula dedicata al movimento studentesco
  • MARTEDI 28 OTTOBRE – pomeriggio, piazza S.Marco lezione all’aperto
  • GIOVEDI’ 30 OTTOBRE – grande manifestazione a Venezia insieme agli studenti delle scuole!

CHIUNQUE ABBIA CRITICHE, PROPOSTE, SUGGERIMENTI, INFORMAZIONI AGGIORNATE, FOTOGRAFIE, FILMATI … PUO’ INVIARLI AL BLOG

WWW.IBRIDAMENTI.COM

[ questo articolo è stato scritto da Enrico Dal Pozzo]

18 Commenti

  1. Mario Galzigna scrive:

    PRIMISSIME IMPRESSIONI

    Spero che il testo/resoconto di Enrico verrà commentato, soprattutto da altri studenti presenti alle assemblee di oggi e di ieri.

    Qualche mia impressione a caldo:

    1. Partecipazione massiccia, come non si vedeva a Venezia da moltissimo tempo. Anche a Treviso, mi dicono – la città dello “sceriffo” Gentilini – migliaia di persone in piazza: con studenti, grandi e piccoli, genitori, cittadini. A Venezia, partecipazione all’assemblea di non pochi docenti e non docenti (personale tecnico-amministrativo).

    2. In alcuni interventi, che hanno riscosso un consenso generale, è emersa la proposta di muoversi anche fuori dal recinto universitario: nel sociale, nella città.

    3. Rifiuto generalizzato di ogni cappello politico-ideologico. Mi pare un sintomo incoraggiante.

    4. Last but not least: un movimento giocoso e creativo. Un movimento che nasce all’insegna di quella che vorrei chiamare una tendenza alla “sintesi disgiuntiva e connettiva”: il movimento è uno, unitario, ma abitato da tante differenze, da tante sensibilità, da tante anime.

    La scommessa è davvero quella di far crescere una sfera pubblica globale, planetaria, ma costruita sulle specificità locali – sulle diverse esperienze e culture – e sulla loro capacità di innescare un processo relazionale esteso, diffuso, partecipato.

  2. Una riflessione notturna sulla liquidità dell’on-line.
    Noto che in nessuna delle piattaforme e-learning, dei corsi che seguo, sono presenti riflessi delle proteste della scuola e dell’università di questi giorni. Tutto qui. Una semplice constatazione.
    Nel mio immaginario, gli edifici virtuali rispecchiano le piazze. Ma non è così. Almeno nel mio caso.

  3. più che una constatazione, Giuliana, forse hai sollevato un problema non da poco!
    E’ l’esempio di come il virtuale (i siti emanazione delle università, per esempio) siano ancora spesso presenti in rete solo come ditributori (protetti) di contenuti riversati dall’alto verso il basso e non si basino piuttosto su interazioni e pratiche di collaborazione effettive.

    Ibridamenti tenta appunto questa seconda via, molto più complessa. Come coordinatrice di tutte le “finestre-rubriche” del nostro pensare collettivo in questo blog, ho aspettato che il contenuto fosse generato dalla Community. Ho semplicemente tessuto il filo proposto da Galatea in questo post qui, ai commenti generati da quel post…
    e il discorso ora continua…

  4. zauberei scrive:

    Sono interdetta devo dire e preoccupata. La protesta raccoglie molte voci, ed è l’esito di un modo di gestire l’istruzione strafalcione e deresponsabilizzato: si fa fuori quello che andava fatto in parlamento, ovvero discutere riflettere e sostenere una riforma, per la quale fossero convocati soggetti competenti. Qui non vedo da nessuna parte grande partecipazione dei soggetti compententi: cioè persone che abbiano una lunga esperienza dall’interno dell’università sotto il profilo gestionale. Dalle parti della Gelmini e di Brunetta non ve ne è alcuna traccia, ma anche nell’ambito della protesta – che condivido nello spirito e nel senso di disagio, sono laureanda pure io: psicologanda, il futuro più di merda di tutti – non vedo molta consapevolezza.
    Non sempre. Uno slogan come, “noi la crisi non la vogliamo pagare” io lo trovo puerile, come puerile è non accorgersi che sostenere le banche nel crack è l’unica cosa che questo governo abbia fatto di intelligente in un mare di idiozie. Dalla stabilità delle banche dipende la sussistenza di quelle stesse fabbriche, enti, appalti dai quali impiegati e operai hanno lo stipendio. No banche no party- questo è il capitalismo. E perchè tu ragazzino non dovresti pagare la crisi e io operaio padre di famiglia si? Ma che discorso è?
    2. C’è un problema strutturale, ideologico, patologico grave nell’Università italiana, che è marcia e malata. I dipartimenti scientifici soffrono, vero ma sapeste quanti soldi girano spesi in maniera aberrante, sprecati, mal gestiti. soldi che il ministero stanziava e alle volte i dipartimenti NON SAPEVANO CHE FARCI. E abbbiamo grappoli di atenei fatiscenti per il paese, che potrebbero fare da polo culturale, ma eh ragazzi nun c’è manco na’ biblioteca. I docenti si possono comprare tutti un piccì coi soldi annui del dipartimento, ma no non c’è una biblioteca. Propongo dei tour nelle piccole università di provincia italiane.
    3. C’è bisogno di una autocritica delle forme di potere, come dice Galzigna, non tanto sperando di abbatterlo perchè o che ce l’ha Pino o che ce l’ha Gino, il potere qualcuno ce l’avrà, ma che c***o sia saputo esercitare con profiquo vantaggio di una cultura, che deve imparare a scommettere sui progetti anzichè stare attaccata alle rovine. Mi fermo qui. Poi in caso propongo un postarello articolato.

  5. kasparhauser scrive:

    Bergamo dorme ancora il più placido dei sonni…
    Qualcuno ha rievocato la pantera, traccia mnestica della mia gioventù, io mi auguro che prevalga quella rosa cara a Deleuze, “Siate la Pantera rosa, e che i vostri amori siano ancora come la vespa e l’ orchidea, il gatto e il babbuino”.
    Speriamo suoni la sveglia.
    enrico.

  6. David Angeli scrive:

    Nato ieri ma già importante, è però necessario far in modo che non diventi il solito fuoco di paglia e suppongo che la controprova sarà domenica all’arrivo della maratona di Venezia: dobbiamo essere almeno mille di DOMENICA per dimostrare la nostra daterminazione e il nostro impegno anche al di fuori degli orari universitari.
    Importante è che tutti siano informati sui motivi per i quali protestano, importante è nn passare per fannullosi o “facinorosi”, come ci ha definiti il (ahimè) nostro presidente del consiglio.
    Putroppo non solo il ben noto “gaffiere” si esprime con termini non consoni alla democrazia, sono stato costretto a prendere atto delle parole, il 23 ottobre scorso, del senatore a vita ed ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga:
    http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=32976406

  7. Davide scrive:

    Un ottimo articolo che ben riflette la situazione dell’Università italiana ora e il suo futuro con la nuova riforma voluta da Tremonti e dalla Gelmini. Il 14 novembre tutti a Roma contro questa riforma distruttiva, facciam sentire il nostro dissenso e, come si suggeriva nelle proposte, creiamo un fronte quanto più largo possibile, in modo tale che il movimento non possa esser criminalizzato e sconfitto immediatamente.

  8. Nicoletta Enna scrive:

    I recenti avvenimenti mostrano che gli studenti non vogliono rinunciare alla propria formazione e essere depradati dei soldi destinati a loro a causa di una crisi finanziara di cui non hanno colpa!Ieri la Gelmini ha incontrato gli studenti, ma ha detto che non è disposta a ritirare il decreto..Ora mi chiedo..a cosa serviranno tutte queste manifestazioni e proteste se nessuno ascolta?L’unica cosa da fare è continuare farsi sentire, ma credo che dovremmo muoverci anche per vie legali insieme ai rettori delle università inviando proposte da una parte e dettando anche le nostre condizioni dall’altra!cercherò di essere presente a tutte le altre assemblee e di collaborare in ogi modo per ottenere una riforma migliore!

  9. Vince scrive:

    Ciao Enrico e ciao anche ad Ibridamenti

    Come ho cercato di dire durante l’assemblea le proposte che sono state fatte non posssono essere accolte così a fuoror di popolo perchè non sarebe coerente con i passaggi logici che hanno portato la costituzione di un movimento universitario(studenti ,docenti, ricercato, personale tecnico-amministrativo).
    Una prima critica la faccio alla proposta di bloccare per una settimana le lezioni con la finalità di estendere i “luoghi” della manifestazione: niente di più sbagliato.Infatti lo studenter in questo senso deve essere tutelato nel suo diritto allo studio anche in situazioni di questo tipo(per non dividere il corpo studentesco in protestanti fannulloni contro menefreghisti studiosi).na controproposta può essere o dovrebbe essere quella di offrire un servizio aggiuntivo bivalente oltre che a continuare la didattica oprdinaria : da una parte incontri diretti tra studenti laureandi e docenti di riferimento per la tesi; dall’altra lezioni di recupero per quei corsi infrequentabili ad inizio periodo per disguidi organizzativi. NO AL BLOCCO DELLA DIDATTICA, SI ALL’AIUTO RECIPROCO TRA STUDENTI E DOCENTI SE NO PERCHE’ MANIFESTARE ASSIEME.
    Una seconda critica la faccio alla proposta di rinunciare ad un giorno di stipendi ed acquistare spazio pubblicitario su media e giornali.Non e’ abbastanza e poi perche pagare un soggetto che e- esposto a condizionamenti e relativamente considerato se non in un breve e determinato periodo di tempo, quando con la rinuncia da parte dei docenti di un’intera settimana di stipendi e continuando la didattica,facendo cosi sciopero BIANCO,(non appena si trovi la piu ampia partecipazione docenti)si riuscirebbe a costituire un primo vero FONDO PER L’ISTRUZIONE DEGLI ATENEI VENEZIANI che sarebbe un’efficace forma di contestazione al decreto Gelmini perche’ punta il dito sul la speculazione pecuniaria che si fa’ nei riguardi di ISTRUZIONE E CULTURA.Una seria risposta ai tagli e un grido fortissimo verso coloro (il governo,per primo)che con questo decreto pretendono ancora di avere voce in capitolo nella progettazione dell’istruzione pubblica .Inoltre si dovrebbe fare attivita’ di fond raising in modo da anticipare la SUPREMA volonta’ di trasformare l’universita’ in fondazione e rivoluzionare il loro modello di fondazione. Creando uno statuto che ha come soggetti costituenti coloro che vivono in stretto rapporto con i problemi dell’Istruzione pubblica universitaria.Ricercatori, Studenti,Docenti.Lo statuto dovra’ rivedere tutte le priorita’ interne all’universita’ che concorrono alla sua rinascita come soggetto indispensabile per l’intero sistema. NO AL BLOCCO SE PUR PACIFICO DELLE STRADE.RENDIAMOCI NECESSARI NON UN PESO PER LA SOCIETA’ facciamo davvero sentire la nostra mancanza ATTIVANDOCI ,CREANDO.
    Accompagnato al fondo verrebbero attivati dei gruppi di sostegno ai Docenti in funzione della rinuncia di stipendio.Il rinunciare allo stipendio dei docenti e l’offerta di tutti coloro che vogliano contribuire alla nascita del FONDO PER L”ISTRUZIONE PUBBLICA VENEZIANA fa’ di questi soggetti i primi investitori sulla ISTRUZINE E CULTURA a discapito dello stato quindi i soggetti con diritto di prevalere sullo stato nelle decisioni interne, in funzione di una necesssaria autonomia istituzionale.Non vogliamo persone che non sono interessate all’istruzione pubblica decidere sul nostro futuro formativo nell’istruzione pubblica. NOn voglio agire da ruffiano per necessita’ con il Rockfeller di turno, non puo’ essere questa l’istruzione pubblica.
    Un-ultima critica alle proposte fatte e’ l-uniformita’ delle nostre formedi espressione.Possibile che per manifestare la nostra protesta vengano fatti solo cortei e lezioni all’aperto.Giovani tirate fuori la fantasia! Non possiamo limitarci in questo. Le forme di protesta devono essere le piu varie e dislocati in piu’ luoghi allotra si che la citta’ stessa sara’ CO-STRETTA a porgerci la alta attenzione.Spettacoli teatrali nati sulla base dei singoli problemi univesitari,attraverso attivita’ di brain storming sulle piu frequenti battute, sviluppando visceralmwentele cause che li generano.Canzoni denigratorie e sarcastiche sulla confusione del dibattito che e’ stata raggiunta. NO ALLA VITA DA BAR SERALE DEI MANIFESTANTI.PIU’ ATTIVISMO E VARIEGATO NO ALL’UNIFORMITA’ il rischi e’ di delegare le scelte ad altri riguardo il nostro agire in funzione di VISIBILITA’ E PARTECIPAZIONE.

    Ringrazio tutti per l’attenzione.
    Tosetto Vincenzo

  10. enrico scrive:

    a parte il fatto che cossiga probabilmente non ci sta più molto con la testa, è davvero agghiacciante la sua testimonianza. in breve afferma che conviene attendere che questi movimenti si sviluppino, introdurvi falsi studenti agitatori di folle, che questi scatenino la protesta violenta: a quel punto sarà giustificata la repressione. a parte l’ipotesi complotto che è sempre molto affascinante, quello che tengo a sottolineare è altro.
    il movimento che si sta creando in tutta italia deve la sua forza alla pluralità di soggetti che vi partecipano, ai molti colpiti da ordinanze calate dall’alto, contro cui è ragionevole protestare per diversi motivi. PER NOSTRA FORTUNA questi motivi non affondano le radici in ideologie-trappola, ma nascono da esigenze concrete, dalla vita, dalla pelle. il nostro è un problema politico, ma la forza della protesta sta proprio nel fatto che non ci siamo ancora chiesti “ma tu sei di destra o di sinistra? sei comunista o fascista? tifi silvio o sei dei centri sociali?”, nessuno tra noi è ora concentrato su questo, ma solo sull’attacco, concreto, reale, che sta subendo la nostra università e scuola. non dobbiamo dimenticare che la protesta è forte anche delle famiglie italiane! certo oggi il soggetto sociale prevalente è l’individuo, non il nucleo familiare, ma la famiglia ha ancora una certa energia, che non va dispersa!!!un ottimo modo per mantenere unita la protesta è non instillarvi divisioni ideologiche, non POLITICIZZARLA come stanno cercando di fare politici, media, giornali e tutto il gregge che ci va dietro, mantenere fissi i nostri motivi ed obbiettivi. che giungano poi proposte, forme inedite e disorientanti di protesta, che la gente urli, schiamazzi, canti balli, ma, faccio gli scongiuri, NON FACCIAMOCI INCULARE!!!

  11. zauberei scrive:

    Però io mi chiedo. Se è vero uno lo dice così pacifico a un giornale?
    Mah.

  12. Francesca scrive:

    La sveglia è suonata e noi ci scusiamo per il ritardo.
    Mi auguro che sia opinione comune che l’indugio per cui chiediamo perdono non si limita al non essersi attivati immediatamente dopo l’emanazione del DL 112.: è da molo che il vaso minacciava di traboccare.
    Dobbiamo manifestare con forza, non per salvare questa università malata che avanza a fatica, ma per farne nascere una nuova.

  13. martino scrive:

    io penso che la cosa più importante che ognuno deve fare ogni giorno è quella di parlare col maggior numero possibile di persone e convincerle che è necessario fare qualcosa per questa situazione. ogni studente, anche quelli che odiano le mainifestazioni e vogliono solo fare lezione, deve capire che è fondamentale rifutare questi tagli. così come è necessario lavorare duramente per costruire un’alternativa. perchè in gioco c’è il suo futuro.
    finchè non vedrò tutti gli studenti di venezia reagire e dare il loro contributo, ognuno nei modi che preferisce, non sarò contento.

    inoltre secondo me un grande lavoro andrà fatto in questi giorni per redigere un documento propositivo, che indichi come gli studenti suggeriscono di affrontare i problemi dell’università. e deve essere efficace. altrimenti tutte le proteste di questo mondo non serviranno a cambiare una virgola.

  14. Vaui scrive:

    mettiamoci in contatto, si può linkare i due siti, noi di architettura abbiamo aperto anche su facebook

  15. @ vaui, sì ottima idea. Aggiungo il link al vostro blog a questo post. Poi propongo: ogni volta che avete un vs nuovo articolo, basta che ti registri su Ibridamenti (clicca su REGISTRATI qui sulla home) e pubblica il tuo articolo usando al categoria VOCI DAL MOVIMENT0 (le istruzioni per gli utenti el trovi in alto sul menu).
    Da parte tua puoi liberamente prendere i nostri testi e immagini e copia-incollarli sul vs blog: utilizza CONDIVIDI anche per Facebook, FF, etc. oppure copia incolla liberamente.

    a presto!

  16. [...] del personale tecnico-amministrativo http://venus.unive.it/cds/ – sito del Consiglio degli Studenti http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/10/venezia-si-sveglia-scusate-il-ritardo/ – blog collaborativo con alcune impressioni a caldo sull’assemblea di venerdì scorso [...]

  17. betta scrive:

    l’importante è svegliarsi, la cosa più difficile per gli studenti è svegliarsi anche non nel senso metaforico, ma nel senso reale del termine!!

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