Ancora le tecnologie didattiche?

Gianni Marconato
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Perché parlare di tecnologie didattiche? Perché lo fanno tutti (spesso a sproposito) e lo facciamo anche qui (sperando non a sproposito). Perché fatti e misfatti? Perché sulla questione si sono compiuti fatti (pochi) e misfatti (il più delle volte).

Una attenzione, quindi, all’uso delle tecnologie digitali e di rete nell’insegnamento e nell’apprendimento senza falsi entusiasmi ed acritici rifiuti, senza iperboli e furbate. Con quel minimo di onestà culturale e scientifica che renda credibile il nostro discorso.

Una breve premessa per designare il contesto culturale che mi guida in questa rubrica.

Svolgo questo “discorso” in rete da quasi due anni nel blog “Oltre l’e-learning”, ribattezzato un anno fa “Apprendere (con e senza le tecnologie)“. L’ “oltre”  della denominazione originaria perché il mio atteggiamento culturale era di stanchezza per tutte le nefandezze che si andavano a dire ed a fare sotto la buzzword di e-learning  e volevo dare un contributo per superare il concetto ed il termine. Stancato anche di andare “contro”, mi sono concettualmente riposizionato sulla vera ragione per cui, a  mio avviso, le tecnologie sono utili negli ambienti, scolastici, educativi, formativi: l’apprendimento ed il suo miglioramento usando opportunamente le tecnologie.

Ho allargato la riflessione solipsistica del blog nel network “Orientamenti e disorientamenti negli usi didattici delle tecnologie“. Un buon numero di aderenti; una conversazione ad andamento altalenante.

Con questa rubrica gli spazi per la conversazione aumentano. Spero che oltre a crescere in larghezza, la conversazione cresca anche in profondità.

4 Commenti

  1. benvenuto Gianni :-) E grazie per i link che ci segnali. Sono curiosa di leggere i prossimi tuoi post, perché in effetti il tema che hai scelto divide gli animi. A presto, allora.

  2. Grazie del benvenuto Mad. Certo che la tematica delle tecnologie per la didattica divide gli animi. Sulla base della mia esperienza, chi è contro è perchè ha vissuto esperienze negative con le stesse. Spesso si è trattato di pessima messa on-line di contenuti didattici. Pessima per l’approccio didattico e pessima per l’uso delle tecnologie. Come non dar ragione a questi? Magari anche scusandoci.
    Chi ne è favorevole, con buona probabilità, ha avuto l’imprinting con esperienze positive.

  3. Rosamaria Guido scrive:

    Complimenti e un grande “In bocca al lupo!” per la nuova rubrica.
    Gianni separa in due classi ben distinte i denigratori ed i sostenitori delle tecnologie (ma suppongo che esista anche una zona grigia aperta alle sfumature e ai distinguo). A me pare che la giustificazione della esistenza dei due “partiti” la dia egli stesso, nelle considerazioni conclusive (che sento di sottoscrivere in toto) sull’ultimo congresso SIEL, quando auspica l’avvento di una “trasparenza” (Gianpiero Lotito parla di “inconsapevolezza” e “invisibilità”) delle tecnologie; vediamo come.
    Io penso che i pareri negativi siano dati soprattutto da chi vorrebbe sfruttare le tecnologie esclusivamente per lavorare meno, da chi le tecnologie le subisce e, non sapendole adattare alle reali esigenze processo di apprendimento, propina pedissequamente ai suoi allievi i contenuti digitali così come vengono proposti nel web. In questo caso il fallimento non può che essere assicurato.
    Per chi, invece, cerca di “piegare” le tecnologie, inserendole in un contesto più ampio e ben articolato, scegliendo in rete i contenuti più idonei in modo da adattarli e collegarli a contributi del tutto personali. finalizzando il tutto alla reale personalizzazione dei percorsi formativi, il discorso è sicuramente diverso.
    Sono gli appartenenti a quest’ultima categoria che, crescendo in numero e qualità, faranno si che si riesca a raggiungere la “trasparenza” auspicata.

  4. Rosamaria, cerdo che la vera questione sia quelle cui tu accenni: usare le tecnologie prima di tutto in modo consapevole non per mero spirito di “innovazione”, che è quanto è stato fatto nel passato e si continua a fare anche oggi. Vedo però crescere un atteggiamento nuovo, più critico e consapevole. Lo ho visto presente in parecchi interventi al congresso SIEL di Trento (riprenderò qualcosa anche qui dal mio blog) e lo ho visto presente in questi giorni a Roma (Moodle International Conference) a Roma Tre ….
    Lo vedo presente nel operoso lavoro di tanti insegnanti nelle scuole di ogni ordine e grado, ma vedo, anche, furberia e malafede quando si usano a sproposito (= intreressi di bottega, Olimpo, Siel TN) le tecnologie e le loro presunte innovazioni

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