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	<title>Ibrid@menti &#187; università2.0</title>
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	<description>Blog collettivo ideato dall'Università Ca' Foscari di Venezia per proporre nuovi modelli di ricerca universitaria</description>
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		<title>Approccio tecnologico alla didattica [Alessandro Bianchi, università di Parma]</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 13:33:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Minerva84</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Università del futuro]]></category>
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		<description><![CDATA[Ovvero: a volte ritornano. Dopo la prima intervista sul rapporto fra rete ed insegnamento e dopo essere emersa dal periodo post laurea (eh sì, il riferimento vilmente autobiografico mi scappa sempre), torno sul tema grazie alla collaborazione di un altro docente che si è prestato per rispondere ad alcune domande proprio attraverso il social network [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ovvero: a volte ritornano.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la prima intervista sul rapporto fra rete ed insegnamento e dopo essere emersa dal periodo post laurea (eh sì, il riferimento vilmente autobiografico mi scappa sempre), torno sul tema grazie alla collaborazione di un altro docente che si è prestato per rispondere ad alcune domande proprio attraverso il social network Facebook.  Nella prima intervista erano emersi alcuni spunti riguardo alla possibilità di utilizzo della tecnologia 2.0 all&#8217;interno del mondo della scuola e, per certi versi, erano state sottolineate in modo particolare le opportunità offerte dal <em>web,</em> inversamente proporzionali ai mezzi ed alle competenze ad oggi disponibili in Italia nel contesto delle scuole medie superiori e delle univerità.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia non mancano le perplessità, anche fra coloro che da docenti si rapportano in modo &#8220;avanzato&#8221; alla rete, soprattutto per quanto riguarda il problema della ridondanza delle informazioni reperibili via web, della loro &#8220;qualità&#8221; non sempre garantita, della mancanza di competenze di selezione fra gli studenti, problemi che portano spesso ad un approccio acritico nei confronti dei dati e ad una mancanza di riflessione e di sintesi finale. La rete insomma sembrerebbe poter offrire molto, ma solo a chi è in grado di porre le domande corrette e verificare le risposte, avendo già compiuto un percorso di formazione.  Riguardo a questa &#8220;acriticità&#8221; mi sono trovata casualmente ad osservare un fenomeno  legato al <em>web 2.0 </em>e alla &#8220;scuola&#8221; che mi pare appropriato riportare. E&#8217; noto, credo, ai più il servizio di <strong>Yahoo answer</strong>: una grande bacheca in rete dove chiunque pò postare una domanda sulle più svariate questioni ed ottenere le risposte degli altri utenti (o rispondere a sua volta a quesiti altrui). Scorrendo l&#8217;elenco delle domande presenti nel settore &#8220;scuola&#8221; mi sono imbattutta diverse volte in richieste di traduzioni di versioni. La cosa mi ha lasciata perplessa: da che mondo è mondo ogni liceale copia almeno una volta nella sua carriera la versione da fare a casa (dall&#8217;amico, dal libro, dalla rete). Fino  questo punto la vicenda appare un <em>cliché</em>, ma quello che mi ha stupita è stato il fatto che i ragazzi non sembrino più nemmeno in grado di interrogare la rete, come se si fosse davanti ad un percorso d&#8217;involuzione anche nella copiatura;  della serie: &#8220;Se ai tempi dei miei genitori si copiava dal libro in biblioteca o dall&#8217;amico &#8220;secchione&#8221;, se ai miei tempi si cercava via <em>google </em>la versione su un sito tematico, ora invece non si ha più nemmeno la voglia-capacità d&#8217;inserire una stringa di ricerca in un motore&#8221;. <strong>Mi chiedo allora se non serva </strong>un&#8217;educazione anche al quella che ci parrebbe la risorsa più usata, nota e abusata dai più giovani, <strong>una sorta di corso su come servirsi in modo intelligente e smaliziato delle risorse on line</strong>, perché di questo passo di qui a qualche decennio basterà scrivere in rete che gli asini volano per convincere un&#8217;intera classe del fatto.</p>
<p style="text-align: justify;">La smetto ora con le vane ciance e lascio spazio all&#8217;intervista realizzata grazie alla collaborazione di <strong>Alessandro Bianchi, assegnista di ricerca presso la facoltà di Lettere di Parma, </strong>docente in congedo provvisorio di materie letterarie e latino presso una scuola superiore e conoscitore di Facebook.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che cosa l&#8217;ha spinta ad aprire un account Facebook?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mantenere contatti senza costrizioni, giocare coi fatti degli altri, conoscere nuove persone.</p>
<p style="text-align: justify;">A<strong>veva già avuto altre esperienze di &#8220;rete&#8221; o di social network? Se sì quali?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">No</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che tipo di rapporto ha con gli &#8220;amici&#8221; di Facebook? Sono tutte persone che conosce anche nella vita reale oppure no?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
La maggior parte sì. E se qualcuno non lo conosco, mi sta simpatico e si crea l&#8217;occasione a causa di un interesse comune, cerco di incontrarlo di persona.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Utilizza la rete per lavoro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sì</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>Non teme un&#8217;invasione della privacy partecipando a questi social network?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un po&#8217; sì. Cerco di essere cauto e sono conscio che nella nostra società a  privacy tende ad essere di dominio almeno altrui (ossia di chi si serve di notizie private a scopi commerciali).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Venendo ora alle domande più &#8220;di settore&#8221;, pensa che ci sia la possibilità di sfruttare la rete 2.0 con finalità di ricerca nell&#8217;ambito delle lettere?<br />
Se sì in che termini?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Certo che sì, in particolare per quanto riguarda la connessione fra utenti, la condivisione di dati,  il reperimento di fondi&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>E per quanto riguarda l&#8217;insegnamento invece? Possono a suo parere esserci vantaggi con un approccio &#8220;tecnologico&#8221; alla didattica?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se si tratta di studenti della scuola secondaria superiore, tendenzialmente non farei entrare la tecnologia nell&#8217;insegnamento, semplicemente perché siamo nell&#8217;epoca della tecnica ed è il resto che vi è subordinato. Ci sono delle eccezioni: ad esempio in certi siti è possibile fare ricerche all&#8217;interno di un testo attraverso la ricorrenza dei lemmi, consultare repertori iconografici eccetera. Le risorse per gli studenti/studiosi universitari sono innumerevoli e utilissime; comunque non condivido un vero e proprio &#8220;approccio&#8221; a.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ha mai avuto esperienze di questo tipo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Qualche volta ho consigliato di utilizzare siti; ma, per ripetermi, non si è trattato di &#8220;approccio&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>Quali potrebbero invece essere i rischi di una pacifica invasione di internet nel mondo dell&#8217;insegnamento?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non sono pericoli, è realtà. Noti i &#8220;copia-incolla&#8221; per le tesi, noto l&#8217;uso indiscriminato di dati provenienti da fonti che vanno invece verificate, evidente la tendenza alla dispersione &#8211; nel caso di ragazzi  della scuola secondaria &#8211; col pericolo che si raccolga senza selezionare, e si affastellino informazioni senza darsi il tempo necessario per ragionarci  sopra e metterle in connessione, anche in maniera personale (si potrebbe parlare della necessità di&#8221;links personalizzati&#8221;, non preconfezionati).</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Facebook e università: possibilità di connessione?</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2009/02/facebook-e-universita-possibilita-di-connessione/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 18:27:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Minerva84</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Università del futuro]]></category>
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		<description><![CDATA[Conoscere e condividere: la rete è nata per questo. Progettato come strumento di collegamento fra i computer del ministero della difesa degli Stati Uniti e successivamente fra alcune università Usa, il web nasce e si sviluppa come strumento di comunicazione finalizzata al sapere. Oggi internet è diventato invece per molti, soprattutto per i suoi detrattori, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><img class="wp-image-3354 alignleft" title="immagine-ibridamenti-facebbok" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2009/02/immagine-ibridamenti-facebbok.bmp" alt="immagine-ibridamenti-facebbok" width="444" height="229" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Conoscere e condividere: la rete è nata per questo.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Progettato come strumento di collegamento fra i computer del ministero della difesa degli Stati Uniti e successivamente fra alcune università Usa, il web nasce e si sviluppa come strumento di comunicazione finalizzata al sapere.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Oggi internet è diventato invece per molti, soprattutto per i suoi detrattori, sinonimo di vacuità, informazione ridondante, coacervo di ogni perversione e futilità, vaso di Pandora nel quale sguazzano liberamente tutti i contenuti più degradanti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Oggi “si perde tempo in rete”, i rapporti si insteriliscono grazie ai social network e alle chat, vero male del nostro secolo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma sarà poi tutto vero?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Domanda retorica visto il luogo in cui scrivo questo post, ma meno retorico è il chiedersi se quegli stessi strumenti  tanto deprecati dalla maggioranza degli addetti al settore della cultura possano diventare, nella percezione comune, mezzo di formazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Gli Ibridi effettivamente sono la punta avanzata di questo processo di creazione di una nuova visione della rete e ne è un esempio il progetto <em>Università del futuro</em><span style="font-style: normal;">, ma la realtà off-line vissuta  quotidianamente da tanti docenti e studenti è ben lontana da queste vette.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-style: normal;">Ho dunque pensato di aprire il dibattito ad un docente universitario della facoltà di lettere di Parma, estraneo a </span><a href="http://www.ibridamenti.com"></a><a href="mailto:Ibrid@menti"><span style="font-style: normal;">Ibridamenti</span></a><span style="font-style: normal;"> , ma non privo di interesse verso i social network e la rete. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">In particolare mi sono soffermata su questioni inerenti Facebook, come luogo di incontro, svago, comunicazione e, ancora una volta, condivisione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">Questo per verificare se vi può essere un&#8217;effettiva corrispondenza d&#8217;intenti e futuribili prospettive fra chi lavora quotidianamente a progetti legati alla rete e all&#8217;accademia e chi, da fuori o da off che dir si voglia, può mostrare il suo interesse.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">Accantono ulteriori indugi e lascio spazio all&#8217;intervista. Risponde alle mia domande <strong>Giulio Iacoli.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;"><strong>Prima domanda assolutamente di rito, come mai ha deciso di iscriversi a Facebook? </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">Invitato da amici &#8211; ho una collega e amica che viveva in Inghilterra e ci raccontava già da tempo l&#8217; &#8220;esplosione&#8221; del social network da loro, e la possibilità di tenere contatti con amici distanti nello spazio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;"><strong>Non ha mai avuto delle riserve circa la gestione della privacy all&#8217;interno dei social network? </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">Sì, eccome; ritrovate persone che altrimenti non si sarebbero rifatte vive; si sono creati gelosie, fraintendimenti&#8230; Per informazioni immesse da altri in bacheca e che non avrei voluto condividere&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;"><strong>Si tratta della sua prima esperienza con il mondo social o aveva già avuto modo di provare altre forme di comunicazione e condivisione di rete come i blog, i forum o il mondo wiki? </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">Mah qualche intervento su forum sì, ma sempre in maniera occasionale e non protagonistica (partecipazione a forum per la formazione degli insegnanti, ad alcuni intorno a riviste&#8230;)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;"><strong>Che rapporto ha con la rete?</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">Eh molto assorbente: controllo di continuo la posta, la stampa quotidiana, alcuni siti professionali, riviste on-line, siti di &#8216;funnies&#8217; (snoopy.com) ecc.. Sì, direi formazione e comunicazione senza dubbio, e inoltre distrazione (alcune delle applicazioni connesse a facebook, per esempio)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;"><strong>Veniamo alle domande più inerenti al tema Università e rete. Come vive il rapporto docente- studente all&#8217;interno di facebook? </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">Direi in maniera casuale, disordinata: accetto richieste di amicizia quasi sempre direi, dovrei riconoscere i miei &#8216;pochi&#8217; allievi; difficile però che si creino dialoghi spontanei, qualche intervento di commento al massimo, a parte casi di persone più sfrontate (una/due) che affrontano temi più intimi senza diciamo ricevere troppa corda da parte mia. ma generalmente la mia/loro timidezza prevale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;"><strong>Crede che esista la possibilità di sfruttare questo strumento, come altri offerti da internet, per la formazione? </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">Sì senza dubbio, se ci fosse la possibilità di creare gruppi-classe, la discussione potrebbe proseguire e sarebbe molto efficace suggerire link, accludere materiali (che so, da film, dipinti e altro) &#8211; dovrebbe prevalere però l&#8217;idea che l&#8217;università entri in maniera serena nel mondo divertente e &#8216;amicone&#8217; di facebook, e forse le discipline che insegno io lo permettono, meno forse filologia germanica o scienza delle costruzioni</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;"><strong>Ritiene che l&#8217;università italiana oggi, anche paragonata a quella di altri paesi, abbia colto e sia in grado di utilizzare al meglio le potenzialità offerte dalla rete? </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">Eh il confronto con gli altri paesi è sfavorevole, ben poche da noi le aule attrezzate per la connessione a internet (e anche solo youtube è una miniera di documenti per l&#8217;analisi della storia culturale contemporanea) &#8211; manca una condivisa agilità nel riferirsi alle risorse della rete, generalmente, nella prassi dell&#8217;insegnamento come nella costruzione dei percorsi didattici</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;"><strong>In che modo (se lo ritiene possibile) si potrebbe trarre maggior profitto dall&#8217;integrazione fra università e mondo virtuale? </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">Credo che, vista anche la generale insufficienza di dotazioni nelle aule di cui si è detto, varrebbe la pena insistere molto sulle ricerche personali dello studente, con spunti, indicazioni di ricerca, informazioni più capillari sulla qualità delle stesse risorse (ad esempio, fare capire in lezioni metodologiche che se si imposta una tesina/tesi è utile diffidare di wikipedia, e invece valorizzare strumenti come il dizionario merriam-webster on line) &#8211; insomma, credo sia accessibile la proposta di concepire il lavoro su materiali virtuali come parte del cosiddetto &#8216;lavoro domestico&#8217; degli allievi, e fornire un orientamento minimo sulle risorse che possono esperite, e monitorate dal docente, intorno alle singole discipline.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;"><strong>Quali modifiche nel modo di intendere internet sarebbero necessarie per una sua maggiore fruizione anche in ambito accademico? </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">Un passo fondamentale da compiere sarebbe relativo a una qualificazione adeguata (e in primis in senso legislativo), per quanto concerne la ricerca, delle riviste online. anche qui, una forma di provincialismo ottuso e una serie di pregiudizi tendono a svalutare prodotti della ricerca spesso prestigiosi tendendo a considerare volatile,inadeguato e frammentario il sapere depositato in rete. dovremmo analizzare e discutere atti di convegni disponibili online, riviste di grande interesse, e renderle maggiormente fruibili (visibili) agli studenti, e fra di noi colleghi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;"><strong>Grazie.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">A chiusa di questo post posso solo aggiungere che l&#8217;intervista è stata realizzata tramite Facebook, ovviamente, come sapete, sull&#8217;argomento sono di parte!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">
]]></content:encoded>
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		<title>il 7 dicembre ibridamenti a Roma [intervengono galzigna e marramao]</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 17:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maddalena mapelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 7 dicembre Ibridamenti partecipa a PiùLibri &#8211; PiùLiberi al Palazzo dei Congressi &#8211; EUR di Roma. Dalle 10.30 alle 12.30 sul tema &#8220;L&#8217;università del futuro corre sul web&#8221; ci saranno Mario Galzigna (Ca&#8217; Foscari- Venexia) e  Giacomo Marramao (Roma Tre). Qui su PiùBlog il programma dettagliato della Fiera della piccola e media editoria Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/12/unicredit033.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2696" title="unicredit033" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/12/unicredit033-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il 7 dicembre Ibridamenti partecipa a PiùLibri &#8211; PiùLiberi al Palazzo dei Congressi &#8211; EUR di Roma. Dalle 10.30 alle 12.30 sul tema &#8220;L&#8217;università del futuro corre sul web&#8221; ci saranno <a href="http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=7043&amp;persona=000342&amp;vista=curr">Mario Galzigna</a> (Ca&#8217; Foscari- Venexia) e  <a href="http://host.uniroma3.it/docenti/marramao/">Giacomo Marramao</a> (Roma Tre).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.piublog.it/2008/+blog2008Programma.pdf">Qui su PiùBlog </a>il programma dettagliato della <a href="http://www.piublog.it/2008/+blog2008Programma.pdf">Fiera della piccola e media editoria</a></p>
<p style="text-align: justify;">Il seminario internazionale sullo stesso tema previsto per il 12 dicembre a Treviso, slitta a gennaio per rispettare le manifestazioni studentesche e sindacali già programmate per quella giornata.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Notizie sullo sciopero del 12 dicembre, qui su <a href="http://www.globalproject.info/art-18047.html">globalproject<br />
</a></p>
<p><a href="http://veneziavs133.blogspot.com/2008/11/onda-libera-tutti.html">su Veneziavs133</a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://veneziavs133.blogspot.com/2008/11/onda-libera-tutti.html">Il 12 dicembre l&#8217;onda diventa la mareggiata dello sciopero sociale.</a><br />
Costruiamo, dentro la giornata di mobilitazione nazionale, un terzo corteo libero e indipendente che dalla stazione ferroviaria di Mestre (concentramento ore 09:00) prenda la parola dal palco sindacale.<br />
Dalle scuole, dalle università, dal mondo dei ricercatori precari, la volontà di opporsi alla socializzazione dei costi della crisi ha ridato energia ad un paese rassegnato alla vittoria delle destre e all&#8217;inadeguatezza delle sinistre, ad un paese preda della psicosi securitaria che strumentalizza i migranti (o i Rom) come carnefici e le donne come vittime.</p>
<p>L&#8217;onda ha spazzato via la rassegnazione, incrinato la concertazione e ha parlato al paeseintero. Lo ha fatto con il linguaggio della consapevolezza, della capacità di analisi, a partire da una piattaforma specifica di discorso, frutto del lavoro collettivo svolto durante i workshop della Sapienza che hanno coinvolto studenti e precari di tutta Italia. [continua <a href="http://veneziavs133.blogspot.com/2008/11/onda-libera-tutti.html">qui</a>]</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>l&#8217;onda corre sul web &#8211; hackerato il (falso) sito del ministero</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/dalla-rete/2008/11/londa-corre-sul-web-hackerato-il-falso-sito-del-ministero/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 19:11:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maddalena mapelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla rete]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.ibridamenti.com/?p=2365</guid>
		<description><![CDATA[[fonti Ginwal's weblog e  raduni] Repubblica.it ci è cascata e ha confuso il punto.net con il punto.it! In ogni caso l&#8217;onda è riuscita anche questa volta a bloccare un sito. Il sito http://www.ministeroistruzione.net/ dove potete vedere il video con la voce di Ada Adamolo che è la voce virtuale di tutti gli studenti del movimento. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/h1LUq5Xcw74&amp;hl=en&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/h1LUq5Xcw74&amp;hl=en&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>[fonti <a href="http://ginwal.wordpress.com/2008/11/15/quasi-hackerato-il-sito-del-ministero-dellistruzione/trackback/">Ginwal's weblog</a> e  <a href="http://raduni.wordpress.com/2008/11/15/il-video-che-ha-violato-il-sito-del-ministero-dellistruzione/">raduni]<br />
</a></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/SCUOLA-HACKER-NEL-SITO-DEL-MINISTERO-ISTRUZIONE/news-dettaglio/3410182">Repubblica.it</a> ci è cascata e ha confuso il punto.net con il punto.it!</p>
<p>In ogni caso l&#8217;onda è riuscita anche questa volta a <em>bloccare</em> un sito.</p>
<p>Il sito <a href="http://www.ministeroistruzione.net/ ">http://www.ministeroistruzione.net/</a> dove potete <em>vedere </em>il video con la voce di Ada Adamolo che è la voce virtuale di tutti gli studenti del movimento.</p>
<p>Unico particolare non irrilevante è il fatto che il vero sito del MIUR è alla url:</p>
<p>http://www.miur.it/default.html</p>
<p>Blocco comunque riuscito <img src='http://www.ibridamenti.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>segui la notizia su <a href="http://www.liquida.it/sito-ministero-istruzione-hackerato/">Liquida </a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ibridamenti.com/dalla-rete/2008/11/londa-corre-sul-web-hackerato-il-falso-sito-del-ministero/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
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		<title>l&#8217;università del futuro &#8211; umberto margiotta [video/introduzione al tema]</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/11/luniversita-del-futuro-umberto-margiotta-introduzione-al-tema-su-ibridamenti/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 09:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maddalena mapelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Università del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[ca foscari]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[onda]]></category>
		<category><![CDATA[umberto margiotta]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[università2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Umberto Margiotta lancia su Ibridamenti la sua idea di università del futuro. E&#8217; una università diversa da quella attuale. Dice alla fine dell&#8217;intervento registrato a Venezia il 13 novembre 2008: Noi abbiamo bisogno di un salto di qualità Le idee attorno alle quali ci invita a riflettere a mo&#8217; di introduzione al tema &#8220;L&#8217;Università del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/vFZGFR33A40" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/vFZGFR33A40"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://venus.unive.it/philo/index.php?module=pagemaster&amp;PAGE_user_op=view_page&amp;PAGE_id=45">Umberto Margiotta </a>lancia su <a href="http://www.ibridamenti.com">Ibridamenti</a> la sua idea di università del futuro. E&#8217; una università diversa da quella attuale. Dice alla fine dell&#8217;intervento registrato a Venezia il 13 novembre 2008:</p>
<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;">Noi abbiamo bisogno di un salto di qualità</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Le idee attorno alle quali ci invita a riflettere a mo&#8217; di introduzione al tema &#8220;L&#8217;Università del futuro&#8221; che <a href="http://www.ibridamenti.com/cose-ibridamenti/">stiamo discutendo su Ibridamenti </a>sono:</p>
<p style="text-align: justify;">1) Università intesa come sede dell&#8217;<strong>innovazione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">2) Università come <strong>luogo per costruire il futuro</strong> per la società della conoscenza</p>
<p style="text-align: justify;">3) Università come <strong>comunità formativa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">4) Una<strong> università a rete</strong> in cui le singole autonomie non vivano più sole, abbiamo bisogno di una rete diffusa del territorio che esprima eccellenze</p>
<p style="text-align: justify;">5) Una <strong>università dei dipartimenti</strong>, in  cui i dipartimenti, prima ancora delle Facoltà, gestiscano i corsi di laurea in modo da creare percorsi integrati e formativi</p>
<p style="text-align: justify;">6) Una università in cui <strong>didattica e ricerca </strong>non siano divise</p>
<p style="text-align: justify;">7) Una università che abbia con le imprese un rapporto adulto</p>
<p style="text-align: justify;">8 ) Una università in cui si parlino molte lingue</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Sergio Bologna all&#8217;onda: &#8220;cambiate la vostra condizione, non solo la 133!&#8221;</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/11/sergio-bologna-allonda-cambiate-la-vostra-condizione-non-solo-la-133/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 20:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maddalena mapelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Università del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Voci dal movimento]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[onda]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[università2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Toxic asset &#8211; toxic learning di Sergio Bologna Nello spirito del &#8217;68 &#8211; senza nostalgie nè tormentoni (dopo un incontro all&#8217;Università di Siena, organizzato dal Centro ‘Franco Fortini&#8217; nella Facoltà di Lettere occupata, il 6 novembre 2008) State vivendo un&#8217;esperienza eccezionale, l&#8217;esperienza di una crisi economica che nemmeno i vostri genitori e forse nemmeno i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Toxic asset &#8211; toxic learning<br />
di</strong> <a href="http://www.feltrinellieditore.it/SchedaAutore?id_autore=167432"><strong>Sergio Bologna</strong></a><br />
Nello spirito del &#8217;68 &#8211; senza nostalgie nè tormentoni (dopo un incontro all&#8217;Università di Siena, organizzato dal Centro ‘Franco Fortini&#8217; nella Facoltà di Lettere occupata, il 6 novembre 2008)</p>
<p><a href="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/11/dsc_0600.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2266" title="dsc_0600" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/11/dsc_0600.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>State vivendo un&#8217;esperienza eccezionale</strong>,<strong> l&#8217;esperienza di una crisi economica che nemmeno i vostri genitori e forse nemmeno i vostri nonni hanno mai conosciuto. </strong>Un&#8217;esperienza dura, drammatica, dovete cercare di approfittarne, di cavarne insegnamenti che vi consentano di non restarvi schiacciati, travolti. Non avete chi ve ne può parlare con cognizione diretta, i vostri docenti stessi la crisi precedente, quella del 1929, l&#8217;hanno studiata sui libri, come si studia la storia della Rivoluzione Francese o della Prima Guerra Mondiale.<br />
Ho letto che l&#8217;Ufficio di statistica del lavoro degli Stati Uniti prevede che nel 2009 un quarto dei lavoratori americani perderà il posto.<br />
Qui da noi tira ancora un&#8217;aria da &#8220;tutto va ben, madama la marchesa&#8221;, si parla di recessione, sì, ma con un orizzonte temporale limitato, nel 2010 dovrebbe già andar meglio e la ripresa del prossimo ciclo iniziare. Spero che sia così, ma mi fido poco delle loro prognosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Torno da un congresso che si è svolto a Berlino dove c&#8217;erano i manager di punta di alcune delle maggior imprese multinazionali, con sedi in tutto il pianeta, gente che vive dentro la globalizzazione, che dovrebbe avere il polso dei mercati, gente che tratta con le grandi banche d&#8217;affari e con i governi. Mi aspettavo un po&#8217; di chiarezza, qualche prognosi meditata. Balbettii, reticenze, sforzi per minimizzare, qualcuno che fa saltare la conferenza all&#8217;ultimo minuto perché richiamato d&#8217;urgenza. Pochissimi quelli che hanno parlato chiaro dicendo che la cosa è molto seria, che nessuno sa come andrà a finire e che le conseguenze potrebbero essere catastrofiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma voi vi occupate &#8211; giustamente &#8211; dei tagli alla spesa universitaria e tutti vi applaudono, docenti in testa e politici d&#8217;opposizione e magari anche qualcuno della maggioranza, siete scesi in piazza autonomamente e tutto sommato tira un&#8217;aria di consenso attorno a voi. </strong>Non era così nel &#8217;68, forse perché allora un po&#8217; di violenza c&#8217;era, in parte provocata dal comportamento dello stato o delle forze dell&#8217;ordine. Ma quel che di buono c&#8217;era allora, di eccezionale, era la grande voglia di capire il mondo che avevano gli studenti. In Francia erano partiti dalle tasse universitarie, dal discorso della riforma degli studi ma tutto sommato quel che volevano era molto di più, volevano darsi gli strumenti per cambiare le cose, volevano capire cosa succedeva nei paesi comunisti, o nell&#8217;America Latina dove sei mesi prima Che Guevara ci aveva lasciato la pelle, volevano capire a cosa portava la politica di Piano del governo gollista, che cos&#8217;era un sindacato operaio, volevano vedere come funzionava una fabbrica e come parlavano gli operai dentro, come funzionava un ospedale e come venivano trattati i malati. E&#8217; questa grande voglia di sapere, questa sconfinata ambizione di sapere, questa utopica sfida alle capacità della propria conoscenza, che io non vedo tra di voi. O, meglio, che all&#8217;esterno non si vede, non si percepisce.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Volete salvare l&#8217;Università, così com&#8217;è? Spero di no. Com&#8217;è oggi non vale una messa, come si dice. Oggi si taglia malamente, d&#8217;accordo, ma ieri si è speso peggio e tutti i governi ci hanno messo del suo. </strong>L&#8217;Università si è allargata come un virus, qualunque cittadina con un sindaco un po&#8217; dinamico riusciva ad avere il suo pezzetto d&#8217;Università. L&#8217;Università come retail. Alla qualità della spesa nessuno ha pensato e ben presto è nato il sospetto che questo meccanismo dilatatorio non fosse &#8211; come ci raccontavano &#8211; animato dalla nobile intenzione di fare della conoscenza una merce a portata di mano ma dal meschino proposito di creare cattedre con il loro corollario di posti precari e malpagati. Se non temessi d&#8217;essere frainteso vi direi: &#8220;La difendano loro questa Università, i professori&#8221;. Voi che c&#8217;entrate? Avete mai avuto modo di partecipare sia pure alla lontana alle decisioni che sono state alla base della configurazione dell&#8217;Università com&#8217;è oggi? Finora, con le vostre tasse avete pagato un servizio sulla cui qualità ed efficienza non esistono parametri di valutazione di cui possiate disporre per chiederne il miglioramento. &#8220;Mangia questa minestra o salta da quella finestra&#8221;. E quasi uno studente su due salta, il tasso di abbandono nell&#8217;Università italiana &#8211; leggo sul sito www.lavoce.info &#8211; è vicino al 50%. E chi inizia gli studi e li abbandona sapete bene che è un soggetto ad alto rischio di disadattamento. Una volta, quando la lingua italiana aveva ancora un tono popolare, si diceva &#8220;E&#8217; uno spostato&#8221;.<br />
<strong>&#8220;Gli studenti italiani potrebbero fare causa a metà degli atenei italiani per i servizi che offrono&#8221;, scrive Roberto Perotti, nel libro <a href="http://www.ibs.it/code/9788806193607/perotti-roberto/universita-truccata.html">L&#8217;Università truccata</a></strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788806193607/perotti-roberto/universita-truccata.html"> (</a>Einaudi, Torino 2008) &#8211; un libro che spero tutti voi abbiate almeno scorso. A leggerne le prime 90 pagine vien da pensare che qualche abbandono può essere stato provocato dallo schifo di fronte a certe situazioni di nepotismo e di corruzione. Un libro che sfata alcuni miti, che combatte alcuni luoghi comuni, come quello delle scarse risorse dedicate in Italia all&#8217;Università. Sono scarse se si calcola l&#8217;ammontare della spèsa diviso per il numero di studenti iscritti ma se invece si assume come parametro non il numero degli iscritti ma di quelli che frequentano veramente a tempo pieno, l&#8217;Italia sarebbe ai primi posti nel mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma molti di voi potrebbero dirmi che la lotta contro i tagli al budget universitario è solo un veicolo per esprimere a livello di massa e con facile consenso opposizione al governo Berlusconi. </strong>Dunque non di bassa cucina si tratterebbe, non di volgari valori economici, ma di alta politica. E come nel &#8217;68 gli studenti francesi avevano lottato in definitiva contro il Generale De Gaulle, così quarant&#8217;anni dopo gli studenti italiani lotterebbero contro il Cavaliere Berlusconi. (Per inciso debbo dire che mai due si sono assomigliati di meno, il Cavaliere anche coi tacchi rinforzati non sarebbe arrivato alla cintola del Generale, l&#8217;uno alto alto, rigido e solenne come una statua di cera, l&#8217;altro piuttosto basso e tarchiato, gesticolante a dentiera scoperta). <strong>Ma se questa è l&#8217;alta politica che vi spinge all&#8217;azione mi sentirei in tutta franchezza di dirvi &#8220;scegliete un percorso diverso&#8221; perché altrimenti rischiate di farvi usare come carne da macello </strong>da coloro che condividono con la Destra il pensiero strategico sottostante alle scelte economiche della Seconda Repubblica e dunque sono sostanzialmente corresponsabili della crisi attuale e delle sue conseguenze future. Ciò che minaccia il vostro futuro non è soltanto il governo della signora Gelmini ma un pensiero economico bipartisan che non ha mai saputo né voluto mettere vincoli o imporre regole a una gestione del sistema finanziario dove nulla ormai assomiglia a un mercato ma tutto assomiglia a un gioco d&#8217;azzardo con i soldi dei lavoratori e della middle class che vive del proprio lavoro. Un sistema che è stato capace di creare ricchezza fittizia e di distruggere ricchezza reale in misura mai vista nella storia recente. Un sistema la cui follìa era già evidente a tutti almeno dallo scoppio della bolla del 2001, un sistema che premiava i manager che gestivano le imprese non per farle crescere ma per farle dimagrire, aumentandone il valore di borsa a furia di licenziamenti del personale, per rivenderle e intascare fior di premi e plusvalenze. Un sistema che in nome dell&#8217;efficienza e della competitività distruggeva soprattutto le competenze, il capitale umano (quando si licenzia per diminuire l&#8217;incidenza dei salari si comincia dalle posizioni meglio retribuite, cioè dagli impiegati e tecnici più anziani e con maggiore esperienza). Un sistema che ha riprodotto nella società le abissali differenze di reddito esistenti nelle grandi aziende (manifatturiere o di servizi che siano) e che quindi ha ridotto l&#8217;Italia in un paese con i maggiori squilibri tra la parte più ricca e quella meno ricca della popolazione, come ben testimonia l&#8217;indagine Bankitalia sulle famiglie italiane. Un sistema che ha consentito &#8220;a chi lavorava nella finanza di guadagnare già nel 2000 il 60 per cento in più rispetto agli altri settori&#8221; &#8211; scrive <a href="http://econ-www.mit.edu/faculty/eduflo/">Esther Duflo,</a> che insegna al MIT di Boston &#8211; e aggiunge:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il problema delle remunerazioni è stato ovviamente affrontato negli Stati Uniti quando si è discusso il piano Paulson, che autorizza il governo americano a spendere 700 miliardi di dollari per acquistare i toxic asset rifiutati dai mercati. Sembra ingiusto far pagare ai contribuenti il disastro creato da coloro che in un&#8217;ora guadagnavano 17mila dollari</p>
</blockquote>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">e conclude il suo intervento con queste parole:</p>
<p>Osservando gli avvenimenti di questi giorni vien voglia di mandare a casa certi nostri amministratori delegati del settore finanziario. Speriamo almeno che la fine dei guadagni esorbitanti incoraggi i giovani a dedicarsi ad altri settori dove i loro talenti potrebbero essere più utili alla società. La crisi finanziaria potrebbe farci cadere in una recessione grave e prolungata. L&#8217;unico vantaggio potrebbe appunto essere quello di un migliore impiego dei nostri giovani più dotati.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Le elezioni americane, portando alla presidenza <strong><a href="http://it.youtube.com/watch?v=QGNl4Hekoyc">Barack Obama</a></strong>, sono state una bella reazione a questa insopportabile situazione e fareste bene a riflettere in seminari di autoformazione su quel che è accaduto negli Stati Uniti. Tutta la stampa e l&#8217;opinione corrente è unanime nel dire: &#8220;E&#8217; accaduto un fatto nuovo perché è stato eletto un nero, un afroamericano&#8221;. Soliti giudizi superficiali, da semianalfabeti della politica. Queste elezioni sono state importanti perché dopo circa 30 anni &#8211; dai tempi di Reagan &#8211; la tematica di classe è stata al centro del dibattito. Non del proletariato, ma della middle class (di cui fanno parte anche strati operai di grande fabbrica), cioè di quel ceto medio che per più di un secolo ha fatto da collante alla credibilità dell&#8217;american dream e che da alcuni anni &#8211; proprio in conseguenza dei processi scatenati da una forma di capitalismo senza regole e senza etica, un capitalismo di avventurieri e di giocatori d&#8217;azzardo &#8211; ha subìto un processo d&#8217;impoverimento che non trova paragoni se non nella grande crisi del 1929. Contro questa tendenza alla disgregazione sociale e all&#8217;impoverimento della middle class hanno cominciato a battersi da alcuni anni molte iniziative civiche (tra le tante quella messa in piedi dalla nota giornalista e scrittrice <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Barbara_Ehrenreich">Barbara Ehrenreich </a>con il sito <a href="http://www.unitedprofessionals.org/">www.unitedprofessionals.org</a>). Barack Obama ha colto questo disagio, questo malessere, e ne ha fatto il suo tema dominante. Non ha parlato, come ormai ci hanno abituato questi bolsi, stucchevoli, &#8220;politicamente corretti&#8221; leader della cosiddetta Sinistra, di &#8220;quote rosa&#8221;, di gay, non ha parlato di bianchi e di neri, di aiuole pulite e di biciclette, è andato al sodo, ha puntato il dito sui disastri del neoliberalismo selvaggio, ha fatto per la prima volta dopo 30 anni un discorso di classe. E ha vinto riuscendo a portare alle urne anche i giovani, che al 70% hanno votato per lui. Ha colto la grande tendenza dell&#8217;epoca, quella che da tempo cerco di chiarire a me stesso ed agli altri nei miei scritti sul lavoro (l&#8217;ultimo mio libro si intitolava <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/ceti-medi-senza-futuro-scritti/libro/9788889969373">Ceti medi senza futuro?</a> e non se l&#8217;è filato nessuno).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sono convinto che la lotta che state conducendo potrebbe essere utile a voi stessi e agli altri se ne approfittaste per crearvi un vostro sistema di pensiero, per procurarvi strumenti critici in grado di capire com&#8217;è accaduto quel che è accaduto e quali sono stati i perversi meccanismi che in questi ultimi vent&#8217;anni hanno dominato l&#8217;economia, senza che venissero contestati né da Destra né da Sinistra &#8211; a parte qualche voce isolata di studioso.</strong> &#8220;Un sistema che si autoregola, per questo esistono le Authorities&#8221; &#8211; recitava la litania liberista in questi anni. Balle! Basterà dire che lo scandalo Enron, che spesso viene portato ad esempio della severità con cui il sistema USA punisce le aziende dal comportamento irregolare, non sarebbe mai scoppiato se una donna che era membro del Consiglio di Amministrazione non avesse deciso di &#8220;cantare&#8221;, di svelare gli imbrogli. Una &#8220;gola profonda&#8221; è stata all&#8217;origine di tutto, non certo l&#8217;FBI! Negli anni della forsennata privatizzazione (1992/93) con cui l&#8217;Italia ha messo nelle mani di nuovi raider della finanza immensi patrimoni pubblici (leggetevi a questo proposito il libro di Giorgio Ragazzi I signori delle autostrade, Il Mulino, Bologna 2008 &#8211; ma lo stesso se non peggio potrebbe dirsi di Telecom), suggellando il suo &#8220;golpe bianco&#8221; con l&#8217;accordo sindacale del luglio 1993 grazie al quale oggi abbiamo i salari d&#8217;ingresso più bassi d&#8217;Europa, non erano certo personaggi della nuova Destra a menare la danza ma uomini come Romano Prodi ed altri ex manager pubblici. A beneficiarne sono stati i Tronchetti Provera, i Benetton, i Colaninno, i Gavio &#8211; li ritroviamo tutti guarda caso oggi nella vicenda Alitalia. L&#8217;Università di Siena ha la reputazione di essere un centro di eccellenza nelle discipline economiche e bancarie. Vi hanno mai parlato di queste storie e come ve ne hanno parlato? E della crisi odierna che vi dicono? Che è una solita crisi ciclica, forse un po&#8217; più acuta ma in sostanza è tutto normale, razionale, un po&#8217; di eccessi magari ci sono stati ma il sistema è saldo, è sano. Questo vi dicono? <strong>Non vi dicono che questo sistema, questi meccanismi, creano, stabilizzano, consolidano le disuguaglianze sociali, le ingiustizie sociali? Non vi dicono che questo sistema umilia, calpesta le competenze, il capitale umano? Che è l&#8217;esatto contrario della knowledge economy di cui si riempiono la bocca, l&#8217;esatto contrario di un sistema meritocratico? E se non ve le dicono queste cose, se continuano a raccontarvi le solite favole di Cappuccetto Rosso,</strong> se continuano a farvi flebo d&#8217;ideologia liberista &#8211; allora mandateli loro a protestare nelle piazze per i tagli all&#8217;Università.<br />
Questa vostra lotta ha un senso se è un passo in avanti, se diventa atto costitutivo di un processo di autoformazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel che è avvenuto in questi mesi non è mai accaduto nell&#8217;ultimo secolo e cioè che istituzioni e persone le quali hanno prodotto danni incalcolabili (pensate soltanto ai fondi pensione che si sono volatilizzati con questa crisi!) invece di essere punite ed i loro beni sequestrati, sono state salvate senza che lo stato, che ha fornito i mezzi per salvarle, assumesse il controllo di queste istituzioni. Un regalo di enormi proporzioni agli avventurieri, ai ladri, una terribile lezione morale per le nuove generazioni. (Non che la gestione pubblica sarebbe stata migliore, in Germania le peggiori nefandezze le hanno commesse alcune banche pubbliche come la Landesbank della Baviera).<br />
C&#8217;è stato qualcuno che vi ha chiamato in piazza per opporvi a questa vergogna?<br />
Ma ha ragione in un certo senso anche chi dice: &#8220;che cosa si poteva fare d&#8217;altro?&#8221; Nessuno infatti ha saputo o voluto in questi anni immaginare una società diversa che non fosse un&#8217;utopia. Alternative globali nessuna, solo strategie di sopravvivenza. <strong>Ed è sostanzialmente questo che vi propongo anch&#8217;io: costruendo percorsi comuni di autoformazione costruite anche delle reti, vi liberate pian piano dalla costrizione all&#8217;isolamento, dall&#8217;individualismo e soprattutto dall&#8217;illusione che &#8220;una buona preparazione universitaria&#8221;, corredata magari da qualche corso o master post laurea, possa mettervi al riparo dalla crisi, dalla sottoccupazione o dall&#8217;umiliazione di vedervi trattati dal datore di lavoro come un puro costo.</strong><br />
In un paese dove i salari d&#8217;ingresso, quelli dei primi assunti, sono i più bassi d&#8217;Europa, la preparazione conta assai poco. I precari, i lavoratori a tempo determinato, hanno delle remunerazione parametrate su quelle dei primi assunti. Dunque anche loro sono pagati peggio che altrove. E le vostre generazioni rischiano di andare avanti con lavoretti precari fino ai 40 anni. Pertanto è pura demagogia quella di coloro che parlano di democratizzazione degli accessi, che difendono di questa università il fatto che possono iscriversi anche i figli di famiglie povere. <strong>Il problema non è la massificazione della popolazione studentesca ma il fatto che il capitale umano di un laureato non vale una cicca sul mercato del lavoro! O i giovani riacquistano un minimo di forza contrattuale sul mercato del lavoro oppure l&#8217;università sarà solo un frigorifero di disoccupati, un osceno apparato di puro controllo sociale. </strong>Pesanti le responsabilità sindacali per questa situazione. Miope e meschina la strategia del padronato italiano da vent&#8217;anni a questa parte. Squallido il mondo dell&#8217;informazione che su questa realtà tace o si sofferma di sfuggita. Quarant&#8217;anni fa gli studenti sono andati nelle fabbriche, negli uffici, nei laboratori di ricerca, negli ospedali, nelle aule dei tribunali, nelle redazioni dei giornali a vedere come funziona il mondo reale, non si sono accontentati di lasciarselo raccontare, non hanno fatto visite guidate. Ficcatevi nei processi reali ovunque se ne presenti l&#8217;occasione! Usate la grande risorsa del web per procurarvi le notizie alla fonte, per attingere a visioni critiche del mondo, anche se questo esercizio talvolta vi costringe a rovistare nella spazzatura di Internet. Gli Stati occidentali che hanno smantellato i sistemi di welfare si sono ridotti a ingoiare toxic asset, voi cercate di non inghiottire toxic learning! Avrete già fatto un passo in avanti per vivere meglio.<br />
Organizzate incontri con quelli che hanno alcuni anni più di voi, fatevi raccontare come vengono accolti dal mondo del lavoro, quando escono dall&#8217;Università. Frequentate i blog dove la gente racconta le proprie esperienze di lavoro, chiedetevi seriamente se val la pena di studiare in un&#8217;Università com&#8217;è fatta oggi oppure se non sia meglio costruire processi di autoformazione e di controinformazione. Scatenate la fantasia nel creare un&#8217;estetica della protesta, efficace, aggressiva, non ripetitiva, le forme della comunicazione sono state uno degli strumenti vincenti delle lotte del proletariato nel Novecento, ripercorrete le spettacolari performances degli occasionali dello spettacolo francesi che hanno tenuto duro per un paio d&#8217;anni, buttate nella spazzatura vecchi slogan, scanditi stancamente, parole d&#8217;ordine che sono ormai diventate banalità che fanno venire il latte alle ginocchia. Ai vostri colleghi che affollano le facoltà di comunicazione non viene nulla in testa?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ho insegnato all&#8217;Università per quasi vent&#8217;anni, quando mi hanno cacciato non ho fatto nulla per restare, per difendere la mia cattedra, gli ultimi due anni d&#8217;insegnamento li ho passati all&#8217;Università di Brema, ormai un quarto di secolo fa. </strong>Ci sono tornato in questi giorni perché un mio collega di allora prendeva congedo definitivo dall&#8217;insegnamento e andava in pensione un anno prima del termine previsto dalla legge in Germania. Aveva rinunciato, com&#8217;è d&#8217;uso, alla lectio magistralis. E nelle poche parole di congedo davanti a un centinaio di amici e colleghi ha voluto dire perché se ne andava in anticipo. &#8220;ho fatto il Preside di Facoltà in questi ultimi cinque anni, mi ci sono dedicato completamente, pensando di fare il mio dovere, non ho avuto tempo né di studiare né di tenermi aggiornato, non me la sento di tornare a insegnare per dire le stesse cose di cinque anni fa, non me la sento per onestà verso gli studenti&#8221;. Quanti docenti italiani farebbero lo stesso? Questi fanno i Ministri e poi tornano tranquillamente a insegnare, specialmente se vengono da governi di centro-sinistra. <strong>Malgrado l&#8217;Università italiana sia un luogo da cui sono contento di essermene andato, sia un luogo che umilia le intelligenze invece di stimolarle, credo che siano ancora tanti i docenti e molti i ricercatori con i quali voi potete stabilire un patto di formazione negoziata.</strong> Le dinamiche di coalizione che si creano durante un processo rivendicativo, durante una protesta che chiede la restituzione di qualcosa &#8211; come la maggior parte delle proteste che nascono da situazioni difensive e non da un&#8217;iniziativa preventiva &#8211; sono molto fragili e rischiano d&#8217;impoverirsi e irrigidirsi, troppo focalizzate sull&#8217;obbiettivo. Pertanto occorre pensare ad attivare processi di continuità, svincolati dall&#8217;obbiettivo. <strong>Francamente, se la 133 viene ritirata la vostra condizione di fondo non cambia. E&#8217; questa condizione che dovete cambiare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">[fonte <a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/11/13/a-gamba-tesa-sergio-bologna/">nazione indiana</a>, via <a href="http://www.ibridamenti.com/categoria/diario-di-un-torinese/">effeffe</a>]</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">[ altre notizie su <a href="http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/11/radio-ca-foscari-su-ibridmenti-dica-133/">Dica133</a>, <a href="http://www.vaui.it/">vaui.it</a>,  <a href="http://veneziavs133.blogspot.com/">Venezia vs 133</a>, <a href="http://www.globalproject.info/art-17523.html">Project Global</a>, <a href="http://www.radiocafoscari.it/">Radio Ca' Foscari</a>, <a href="http://raduni.wordpress.com/">Raduni</a>, <a href="http://www.iuav.it/studenti/spazio-stu/ATTIVITA-/progetti-i/Iniziative/index.htm">IUAV - spazio studenti</a>, <a href="http://ateneinrivolta.org/">ateneinrivolta</a> ]</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Università globale. Il nuovo mercato del sapere &#8211; il libro a Ca&#8217; Foscari</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 18:13:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Voci dal movimento]]></category>
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		<description><![CDATA[MARTEDI&#8217; 11 NOVEMBRE h. 16.00 San Basilio, aula 2B Presentazione del libro: UNIVERSITA&#8217; GLOBALE. IL NUOVO MERCATO DEL SAPERE acura della rete EduFactory Leggi l&#8217;introduzione: http://www.uniriot.org/downloads/autoformazione.pdf Leggi l&#8217;indice: http://www.uniriot.org/downloads/indice.pdf Questo libro, unico nel suo genere, è indispensabile per comprendere le trasformazioni e le tendenze del sistema universitario a livello mondiale. Esso raccoglie i materiali della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/11/universit_globale.jpg"><img class="size-full wp-image-2190 aligncenter" title="universit_globale" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/11/universit_globale.jpg" alt="" width="170" height="247" /></a></p>
<p><strong>MARTEDI&#8217; 11 NOVEMBRE<br />
</strong></p>
<p><strong>h. 16.00</strong></p>
<p><strong>San Basilio, aula 2B</strong></p>
<p><span>Presentazione del libro:</span><span style="bold;"><br />
</span></p>
<p style="#000000;"><em></em><a href="http://www.senzasoste.it/visioni-e-letture/libri-universit-globale-2008-2.html"><span style="85%;"><span style="130%;">UNIVERSITA&#8217; GLOBALE. IL NUOVO MERCATO DEL SAPERE</span></span></a></p>
<p>acura della rete EduFactory</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Leggi l&#8217;introduzione: http://www.uniriot.org/downloads/autoformazione.pdf<br />
Leggi l&#8217;indice: http://www.uniriot.org/downloads/indice.pdf</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Questo libro, unico nel suo genere, è indispensabile per comprendere le trasformazioni e le tendenze del sistema universitario a livello mondiale. Esso raccoglie i materiali della lista edu-factory, progetto di discussione che da due anni vede impegnati collettivi, attivisti e molti dei più importanti studiosi dell’istruzione superiore sul piano globale. Dall’Italia agli Stati Uniti, dall’Argentina alla Francia, dall’Australia all’India, dal Sudafrica alla Cina, i vari contributi documentano e analizzano i conflitti sulla produzione dei saperi, i processi di precarizzazione e gerarchizzazione nel mercato della formazione, le organizzazioni sperimentali di università autonome. Nella ricchezza della discussione emergono temi di straordinaria attualità: il mercato del lavoro globale e i mutamenti della composizione sociale, le forme della governance e le teorie della rete, il capitalismo cognitivo e la produzione del comune. Il piano di analisi compiutamente transnazionale rende possibile anche la comprensione dei processi di riforma e delle lotte che hanno attraversato e mutato l’università in Italia e in Europa.</p>
<p>Autori<br />
Il collettivo <a href="www.edu-factory.org">edu-factory </a> nasce all’interno delle esperienze della Rete per l’autoformazione di Roma, dell’<a href="www.escatelier.net">atelier occupato Esc</a> e del Network delle facoltà ribelli <a href="www.uniriot.org">Uniriot</a>.<br />
Ne fanno parte Marco Baravalle, Claudia Bernardi, Simone Capra, Anna Curcio, Alberto De Nicola, Paolo Do, Ludovica Fales, Gabriela Garcia, Andrea Ghelfi, Camillo Imperore, Federico Marini, Miguel Mellino, Brett Neilson, Gigi Roggero, Davide Sacco.</p>
<p>[ segui le notizie del movimento anche su <a href="http://www.vaui.it/">vaui.it</a>,  <a href="http://veneziavs133.blogspot.com/">Venezia vs 133</a>, <a href="http://www.globalproject.info/art-17523.html">Project Global</a>, <a href="http://www.radiocafoscari.it/">Radio Ca' Foscari</a>, <a href="http://raduni.wordpress.com/">Raduni</a>, <a href="http://www.iuav.it/studenti/spazio-stu/ATTIVITA-/progetti-i/Iniziative/index.htm">IUAV - spazio studenti</a>, <a href="http://ateneinrivolta.org/">ateneinrivolta</a> ]</p>
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		<title>IL PAESE REALE è NEL WEB. Sintonizziamoci sul canale giusto!</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 10:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maddalena mapelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Voci dal movimento]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[onda]]></category>
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		<description><![CDATA[[continua a seguire gli aggiornamenti anche su vaui.it,  Venezia vs 133, Project Global, Radio Ca' Foscari, Raduni, IUAV - spazio studenti, ateneinrivolta ] brodoprimordiale ha scritto quello che molti pensano: che la politica  (maggioranza e  anche opposizione; governo e governo ombra) sono davvero distanti da quello che il movimento studentesco e il mondo della scuola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/11/venezia.jpg"><img class="size-full wp-image-2110 alignleft" title="venezia" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/11/venezia.jpg" alt="" width="600" height="432" /></a></p>
<p>[continua a seguire gli aggiornamenti anche su <a href="http://www.vaui.it/">vaui.it</a>,  <a href="http://veneziavs133.blogspot.com/">Venezia vs 133</a>, <a href="http://www.globalproject.info/art-17523.html">Project Global</a>, <a href="http://www.radiocafoscari.it/">Radio Ca' Foscari</a>, <a href="http://raduni.wordpress.com/">Raduni</a>, <a href="http://www.iuav.it/studenti/spazio-stu/ATTIVITA-/progetti-i/Iniziative/index.htm">IUAV - spazio studenti</a>, <a href="http://ateneinrivolta.org/">ateneinrivolta</a> ]</p>
<p><a href="http://brodoprimordiale.net/archives/2008/11/07/se-questa-e-lopposizione-ci-terremo-il-nano-per-i-prossimi-cinquecento-anni/">brodoprimordiale</a> ha scritto quello che molti pensano: che la politica  (maggioranza e  anche opposizione; governo e governo ombra) sono davvero distanti da quello che il movimento studentesco e il mondo della scuola (dalla scuola primaria all&#8217;università) sta dicendo e manifestando.</p>
<p>Verrebbe da dire che si stia delinenado una nuova forma di <em><strong>digital divide</strong></em> in Italia. L&#8217;abisso è infatti tra:</p>
<p>1) <strong>quello che dice il <em>paese reale</em>, fotografato in questo momento, dal <em>web </em></strong></p>
<p>2) <strong>e quello che dice</strong> <em><strong>il paese virtuale </strong></em>fotografato in questo momento dai<strong> telegiornali, dalle trasmissioni televisive e dalla carta stampata</strong> (salvo rare eccezioni) <strong><br />
</strong></p>
<p>Se accendo la tv vedo e assisto prevalentemente al balletto delle polemiche tra maggioranza e opposizione, tra governo e  governo ombra, su questa o quella battuta, su questa o quella frase: e fin qui va bene, anche nel <em>web </em><a href="http://www.corriere.it/politica/08_novembre_06/berlusconi_obama_abbronzato_141c1e10-ac16-11dd-9d45-00144f02aabc.shtml">La pessima battuta di Berlusconi su Obama</a> ha fatto il giro dei blog, dei siti e dei social e nel web, il premier è stato trattato in modo molto più &#8220;orizzontale&#8221; e &#8220;irriverente&#8221; rispetto a quanto avvenga negli altri media <strong>(*)</strong></p>
<p>Ma si tratta solo di una parte del paese reale.<br />
<strong>Il resto del paese reale</strong> continua a scendere nelle piazze <a href="http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/11/londa-non-si-ferma-non-e-violenta-e-corre-su-internet-facciamocene-una-ragione/">per chiedere che il governo faccia marcia indietro</a>; <strong>il resto del paese reale</strong> è fatto di insegnanti che in questi giorni si rendono conto che dal prossimo anno, se la normativa non cambia, a causa dei pesanti tagli dell&#8217;organico che verrà assegnato ad ogni istituto, non si potrà più continuare con il modello italiano del <a href="http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/11/2025/">tempo prolungato nella  scuola primaria</a> (=elementare), non si potranno più modulare percorsi effettivamente formativi per gli allievi della scuola secondaria (=medie); <strong>il resto del paese reale </strong>è fatto di studenti italiani universitari che <a href="http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/11/qualcuno-si-sta-svegliando/">chiedono ascolto</a>, che non vedono futuro davanti a sé e chiedono di essere loro i protagonisti del cambiamento: a<a href="http://www.globalproject.info/art-17757.html">utoriforma dell&#8217;università dicono </a>, e credono che possa esistere una l<em>inea privilegiata</em> per loro e ne parlano con i loro docenti dando appuntamento al <a href="http://www.globalproject.info/art-17759.html">binario formazione</a>, e <a href="http://www.globalproject.info/art-17204.html">non hanno nessuna intenzione di fermarsi.<br />
</a></p>
<p>Dopo aver letto delle battute, proviamo anche a prendere il programma di Obama: leggiamolo. Lo ha scritto il presidente degli Usa e ha le idee chiare quando si tratta di decidere su chi puntare per costruire il futuro del suo paese:</p>
<p><strong>Investire nella ricerca      universitaria:</strong><br />
Barack Obama e Joe Biden sostengono fermamente l’espansione delle iniziative di ricerca nei college e nelle università americane. Gli Stati Uniti hanno di fronte a loro una sfida nel sostenere i ricercatori più giovani. Obama e Biden procureranno nuove borse di studio per la ricerca ai più ragguardevoli giovani ricercatori della nazione.&#8221; [ Fonti <a href="http://www.apogeonline.com/">Apogeonline</a>, <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/11/07/19/200811071901">La tecnologia secondo Obama</a> e la discussione su <a href="http://www.memesphere.it/conversations/214121.html">Memesphere</a>: <span> </span> <a href="http://semidiceviprima.ilcannocchiale.it/post/2085196.html">semidiceviprima</a> - <a href="http://www.spindoc.it/2008/11/08/changegov-il-cambiamento-si-fa-governo/">spindoc</a> - <a href="http://nuoviabitanti.blogspot.com/2008/11/la-tecnologia-secondo-obama.html">il blog dei nuoviabitanti</a> - <a href="http://denoviweb.tumblr.com/post/58615157">de novi web</a> - <a href="http://aggiornamento.splinder.com/post/18984746/La+tecnologia">il blog nella didattica</a> - <a href="http://www.tiziano.caviglia.name/blog/post.php?post=1878">tluc blog</a> - <a href="http://www.mantellini.it/2008/11/amen.html">manteblog ]</a></p>
<p style="text-align: justify;">Sintonizziamoci sul web, allora. Non ci vogliono grandi investimenti per ovviare a questa forma tutta italiana di <em>digital divide</em>: leggiamo quel che si dice in rete e cerchiamo di rimettere insieme paese reale e paese virtuale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Fonti</strong>: <a href="http://brodoprimordiale.net/">brodo primoridiale</a> e <a href="http://xenos.altervista.org/blogs/index.php/2008/11/08/se-questa-e-l-opposizione?blog=2">xenos blog all</a> -<a href="http://ilmuseodelmondo.tumblr.com/post/58616497">il museo del mondo</a> -<a href="http://lollodj.tumblr.com/post/58582286">il mirabolante universo di mondo lollo</a> -<a href="http://nipresa.tumblr.com/post/58562304">nipresa</a> -<a href="http://www.phonkmeister.com/post/58560210">phonkmeister</a> (la discussione continua <a href="http://www.memesphere.it/conversations/213889.html">qui</a> )</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>(*)</strong><a href="http://www.corriere.it/politica/08_novembre_06/berlusconi_obama_abbronzato_141c1e10-ac16-11dd-9d45-00144f02aabc.shtml"> La battuta di Berlusconi su Obama</a>, e quel che ne dicono i blogger<br />
<a href="http://matteoplatone.splinder.com/post/18984316/Governare">l&#8217;assioma di cole</a> &#8211; <a href="http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/2084358.html">liberaliperisraele</a> &#8211; <a href="http://accentosvedese.blogspot.com/2008/11/la-capanna-dello-zio-bond.html">accento svedese</a> &#8211; <a href="http://okappalaura.blogspot.com/2008/11/gasparri-mi-fa-una-cippa.html">okappa</a> &#8211; <a href="http://www.aghenorblog.com/2008/11/07/buon-week-end/">aghenor di stefano vitta</a> &#8211; <a href="http://equilafesta.splinder.com/post/18978723/SCOOP++Berlusconi+%C3%A8+un+lurker">corona&#8217;s</a> &#8211; <a href="http://www.beautifulife.org/2008/11/07/in-change-we-believe/">my life</a> &#8211; <a href="http://dotcoma.org/2008/11/07/i-talebani-del-cortiletto/">.[dot]coma</a> &#8211; <a href="http://www.signorponza.com/2008/11/07/la-vecchiaia-che-avanza/">così è (se vi pare)</a> &#8211; <a href="http://www.angeljoke.com/wordpress/archives/593">angeljoke</a> &#8211; <a href="http://negroski.wordpress.com/2008/11/07/silvio-il-dermatologo/">negroski</a> &#8211; <a href="http://www.roccagorga.lazio.it/index.php/2008/11/07/hes-nutty/">ilpaesechenonc&#8217;è</a> &#8211; <a href="http://blog.libero.it/soloparolesparse/5829811.html">vita di un io</a> &#8211; <a href="http://www.raucci.net/2008/11/07/il-senso-della-vergogna/">diary</a> &#8211; <a href="http://del.icio.us/Disorder_/shared_items#2008-11-06">outsiders</a> &#8211; <a href="http://dvdba.blogspot.com/2008/11/il-grio-del-mondo-in-5-minuti.html">dvdba</a> &#8211; <a href="http://diavolorosso.splinder.com/post/18973611/Abbronzato%3F">diavolorosso</a> &#8211; <a href="http://maurobiani.splinder.com/post/18973451/Il+pongo+non+si+abbronza%2C+cola">sicuro, il mondo ?? questo e nulla&#8230;</a> &#8211; <a href="http://paz83.wordpress.com/2008/11/07/berlusconi-barack-obama-e-labbronzatura/">gli appunti del paz83</a><a class="small" onclick="setDisplay('rfw5182_1',true);setDisplay('ral5182_1',false);return false;" href="http://www.memesphere.it/#"> </a></p>
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		<title>Qualcuno si sta svegliando&#8230; [ &#039;chi comanda parli con gli studenti, non con il PD&#039; ]</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 17:43:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[ continua a seguire gli aggiornamenti anche su  vaui.it,  Venezia vs 133, Project Global, Radio Ca' Foscari, Raduni, IUAV - spazio studenti, ateneinrivolta ] Il ministro per la semplificazione legislativa Roberto Calderoli, sulla cui carica si potrebbe aprire una discussione parlamentare, ha rilasciato un’intervista nella quale si diceva d’accordo su alcuni punti con gli studenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[ continua a seguire gli aggiornamenti anche su <a href="../wp-content/uploads/2008/11/dsc_0039-22.jpg"> </a><a href="http://www.vaui.it/">vaui.it</a>,  <a href="http://veneziavs133.blogspot.com/">Venezia vs 133</a>, <a href="http://www.globalproject.info/art-17523.html">Project Global</a>, <a href="http://www.radiocafoscari.it/">Radio Ca' Foscari</a>, <a href="http://raduni.wordpress.com/">Raduni</a>, <a href="http://www.iuav.it/studenti/spazio-stu/ATTIVITA-/progetti-i/Iniziative/index.htm">IUAV - spazio studenti</a>, <a href="http://ateneinrivolta.org/">ateneinrivolta</a> ]</p>
<p><a href="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/11/este_56869_223501.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2011" title="este_56869_223501" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/11/este_56869_223501.jpg" alt="" width="230" height="157" /></a></p>
<p>Il ministro per la semplificazione legislativa Roberto Calderoli, sulla cui carica si potrebbe aprire una discussione parlamentare, ha rilasciato un’intervista nella quale si diceva d’accordo su alcuni punti con gli studenti universitari. Il ministro ha detto che è necessario aprire un dialogo con Walter Veltroni per costruire qualcosa di concreto per quanto riguarda l’istruzione pubblica.<br />
Forse sarà il caso di tralasciare la questione Veltroni, perché dalle parole di Calderoli sembra sia il caro Walter il portavoce, guida – leader, ispiratore degli studenti arrabbiati; forse è il caso di tralasciare il ridicolo tentativo che fa, mi dispiace ma devo citare il senatore Cossiga, “l’ evanescente PD” di assumersi la guida della protesta (mi sembra che nessuno di NOI, mi permetto di scriverlo in maiuscolo perché siamo centinaia di migliaia, gliel’abbia chiesto, né a lui, né alla sinistra radicale). Si tralasciamo, basta ribadire l’apartiticità del movimento, lo facciamo ogni giorno ogni corteo, ogni manifestazione, lo sappiamo bene chi siamo e sappiamo anche bene cosa siamo, finalmente.<br />
Volevo interessarmi alle parole di alcuni politici, tratte dall’intervista:<br />
1 Umberto Bossi accusa il centrosinistra e la sinistra di aver perso l’appoggio degli operai e di cercare quello degli studenti, il che potrebbe essere vero, anzi, ci provano continuamente facendosi vedere alle nostre manifestazioni. Io, da elettore di sinistra (senza centro), e assolutamente contrario all’antipolitica, in questo momento mi sento di dire a rossi, neri, verdi, blu o amaranto che siano “andate a razzolare da un’altra parte che ce la facciamo benissimo da soli”.<br />
2 Intervista a Calderoli:<br />
A qualcuno questa contestazione ricorda il &#8217;68. Anche a lei? (anche i giornalisti, sempre lì la buttano)<br />
&#8220;Come partenza forse, ma quello &#8211; e so di tirarmi addosso gli d&#8217;insulti dei miei &#8211; era un grosso momento culturale e senza il &#8217;68 non ci sarebbe stato quel grande movimento di emancipazione della donna. Purtroppo è degenerato nella violenza. La storia ha bisogno di più tempo per compiersi al meglio, oggi non mi pare ci siamo cambiamenti culturali in vista&#8221;.<br />
Questo è Roberto Calderoli, che noi tutti bene conosciamo come persona di fine cultura ed espressività aulica, che parla dell’emancipazione femminile (ovviamente, come si può vedere, aggiunge delle parti di retorica per evitare di essere castrato chimicamente dalle sue alte sfere).<br />
Per il resto le solite cose, <a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-5/inte-calderoli/inte-calderoli.html">leggete pure l’intervista,</a> così eviterò un copia e incolla inutile:</p>
<p>Da tutto questo deduco di non aver fatto un discorso inutile:<br />
Dopo settimane di silenzio e finta di non accorgersi di quello che sta succedendo, un ministro dei più irriverenti e fastidiosi del governo zimbello d’Europa, si è mosso dicendo che bisogna aprire un dialogo <strong>(con calma e parole scandite, senza usare lemmi troppo complicati, gli spiegheremo che chi comanda deve dialogare con gli STUDENTI e chi li rappresenta e non con il PD, ma è già qualcosa, non trovate? Non si può pretendere troppo.)</strong><br />
Calderoli prosegue prendendo le distanze dalle dichiarazioni di alcuni giorni fa, adesso non bisogna manganellare tutti gli studenti, ma solo quelli, citando Calderoli “pluribocciati fuoricorso con la faccia da curva da stadio”…vorrà dire che ci ritroveremo con un sacco di trentenni ammaccati perchè lavorando e studiando c’hanno messo qualche anno in più a completare il loro percorso (per fortuna che ne ho 22), così imparano a fare l’università a quelle età. Ci ritroveremo anche con le curve degli stadi piene di gente fasciata, beh, ottimo, almeno un passo avanti per risolvere il problema della violenza delle tifoserie…se sono già rotti, non si possono rompere fra loro.<br />
Non pretendevo che facessero dichiarazioni da persone che hanno capito il problema, ma almeno posso dirmi felice perché almeno iniziano goffamente a provarci e a cercare di comprendere ciò che sta avvenendo in tutta la penisola, non è che per caso gli stiamo facendo un po’ di paura?</p>
<p>P.s.<br />
<strong>Secondo voi, è il caso di ripeterlo che questo è solo l’inizio?</strong></p>
<p>[fonti in rete:  <a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-5/stop-universita/stop-universita.html">lo stop del governo</a>, <a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-5/inte-calderoli/inte-calderoli.html">Calderoli chiama Veltroni</a>, <span> </span> <a href="http://paz83.wordpress.com/2008/11/03/londa-anomala-continua-la-sua-corsa/">gli appunti del paz83</a>, <span> </span> <a href="http://blog.debiase.com/2008/11/03.html#a2111">luca de biase</a> - <a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/11/03/viva-la-scuola-8/">la poesia e lo spirito</a> - <a href="http://fronesis82.splinder.com/post/18926984/Stampa%3A+letture+consigliate">la forza propulsiva dell'inquietudine...</a> - <a href="http://www.gluca.info/public/post/ondanomala-porta-via-lhome-page-del-sito-di-tremonti-179.asp">a piedi nudi</a> - <a href="http://masadaweb.org/2008/11/02/masada-n-818-2-11-2008-la-scuola-una-battaglia-di-civilta%e2%80%99/">nuovo masada</a> - <a href="http://nexusdue.tumblr.com/post/57586446">nexusduepuntozero</a> - <a href="http://scheggedivetro.blogosfere.it/2008/11/dopo-gli-scontri-berlusconi-congela-la-riforma-delluniversita.html">schegge di vetro</a> - <a href="http://ww3.sciurapina.net/2008/11/02/soprassediamo/">sciura pina</a> - <a href="http://blogs.it/0100206/2008/11/02.html#a8422">network games</a>; <a href="http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/11/londa-non-si-ferma-non-e-violenta-e-corre-su-internet-facciamocene-una-ragione/">ibridamenti;</a> segui la discussione su <a href="http://www.memesphere.it/conversations/203913.html">memesphere</a> ]</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>l&#8217;onda non si ferma, non è violenta e corre su internet &#8211; [facciamocene una ragione]</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/11/londa-non-si-ferma-non-e-violenta-e-corre-su-internet-facciamocene-una-ragione/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 09:24:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maddalena mapelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Università del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Voci dal movimento]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[onda]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[università2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[[ continua a seguire gli aggiornamenti anche su  vaui.it,  Venezia vs 133, Project Global, Radio Ca' Foscari, Raduni, IUAV - spazio studenti, ateneinrivolta ] Emerge sempre di più, osservando gli eventi e le discussioni sugli eventi, la forza non-violenta dell&#8217;onda, e la necessità di fare parecchi passi indietro per cogliere la novità di un movimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/11/este_56869_22350.jpg"><img class="size-full wp-image-2000 alignleft" title="este_56869_22350" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/11/este_56869_22350.jpg" alt="" width="230" height="157" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
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<p style="text-align: justify;">[ continua a seguire gli aggiornamenti anche su <a href="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/11/dsc_0039-22.jpg"> </a><a href="http://www.vaui.it/">vaui.it</a>,  <a href="http://veneziavs133.blogspot.com/">Venezia vs 133</a>, <a href="http://www.globalproject.info/art-17523.html">Project Global</a>, <a href="http://www.radiocafoscari.it/">Radio Ca' Foscari</a>, <a href="http://raduni.wordpress.com/">Raduni</a>, <a href="http://www.iuav.it/studenti/spazio-stu/ATTIVITA-/progetti-i/Iniziative/index.htm">IUAV - spazio studenti</a>, <a href="http://ateneinrivolta.org/">ateneinrivolta</a> ]</p>
<p style="text-align: justify;">Emerge sempre di più, osservando gli eventi e le discussioni sugli eventi, la forza non-violenta dell&#8217;onda, e la necessità di fare parecchi passi indietro per cogliere la novità di un movimento studentesco e di protesta che ha ben poco a che vedere con le piazze del passato. L&#8217;ho capito meglio quando su Facebook è arrivato il passa parola <a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-5/sito-tremonti/sito-tremonti.html">sul sito del ministro Tremonti hacherato dall&#8217;onda.</a> Al posto della home page, per tutto il fine settimana, compariva una schermata nera con un messaggio chiaro:  <strong>&#8220;Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo i loro siti&#8221;. In calce la firma: ondanomala, 01.11.2008. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;onda corre sul web, i giovani della <em>Net generation</em> si organizzano integrando forme di aggregazione e organizzazione radicate sul territorio, con il passa parola su Internet e con la possibilità di discutere in tempo reale ciò che sta accadendo. Stanno adottando forme di protesta trasversale, virtuale e non-violenta impensabili nel passato. Cliccate sui siti che vi segnaliamo in apertura anche di questo post: <a href="http://www.globalproject.info/art-17523.html">Project Global</a> e <a href="http://ateneinrivolta.org/">ateneinrivolta</a> mostrano in tempo reale quanto sta accadendo nelle principali città italiane, rispondono in tempo reale alle prese di posizione dei ministri e del governo.<br />
Rendiamoci conto che sono i loro blog e la loro rete che stanno &#8220;facendo notizia&#8221;: notizie che si riversano anche nell&#8217;impostazione delle testate giornalistiche on-line, molto più vicine, in questo caso, a tener conto dei contenuti che arrivano dal basso rispetto ad altri eventi.<br />
Siamo difronte ad un fenomeno nuovo: facciamocene una ragione!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE ULTIME DAL MOVIMENTO<br />
</strong><a href="http://ateneinrivolta.org/content/il-governo-retrocede-londa-cresce">IL GOVERNO RETROCEDE, L&#8217;ONDA CRESCE.</a> è il titolo di un comunicato dei collettivi studenteschi (Roma) pubblicato su <a href="http://ateneinrivolta.org/content/il-governo-retrocede-londa-cresce">atenei-in-rivolta.<br />
</a></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Collettivi Universitari: <a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-5/univ-ddl/univ-ddl.html">Il governo cerca di prendere tempo</a>, aspettando un deflusso delle mobilitazioni, ma l&#8217;Onda Anomala continuerà fino al ritiro della riforma Gelmini e della legge 133.<br />
Apprendiamo dai giornali delle dichiarazioni del presidente Berlusconi in merito allo slittamento della prevista riforma di Università e Ricerca, che avrebbe dovuto seguire la disastrosa riforma della scuola. E&#8217; per noi un evidente segnale della debolezza del governo, che ha dovuto prendere atto delle enormi moblitazioni che stanno espandendosi in tutta Italia.<br />
Si cerca in questo modo di buttare acqua sul fuoco, di aspettare tempi più favorevoli, si aspetta che l&#8217;attenzione pubblica sullo sfacelo che questo governo sta producendo nel campo della formazione e dei diritti di studenti e lavoratori cali&#8230;<br />
Ma quando si getta acqua su un&#8217;Onda questa non puo&#8217; che crescere!&#8221;<br />
Interpretiamo lo stop di Berlusconi come un punto di forza per il movimento, come un segnale di quanto le mobilitazioni sociali riescano ad incidere sulle politiche del governo.&#8221; [...]</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>APPUNTI sulle DISCUSSIONI IN RETE</strong><br />
La novità del fenomeno è già stata segnalata da <a href="http://blog.debiase.com/">Luca de Biase</a></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;I giornali e i telegiornali che hanno parlato di «scontri» e di «devastazioni» hanno abboccato. L&#8217;errore, secondo me, è pensare a quello che accade oggi con le stesse categorie che valevano negli anni Settanta. E&#8217; un errore perché il contesto culturale, politico ed economico di oggi non è quello di una volta. Negli anni Settanta si poteva immaginare che il futuro fosse una strada diritta verso il progresso industriale e che la rivoluzione fosse deviare il percorso degli autobus della storia minacciando il guidatore e facendo violenza ai passeggeri. Oggi non c&#8217;è nessuna strada diritta davanti, non ci sono fabbriche di cui prendere il controllo, non ci sono guidatori da minacciare. Ci sono tante ipotesi di futuro, ma nessuna sicura. Non c&#8217;è certezza del progresso ma casomai la senzazione che si sta fermi o peggio. I ragazzi sono non-violenti perché non vogliono prendere il potere ma avere una scuola pubblica che funzioni: e le famiglie, gli insegnanti, gli italiani sono d&#8217;accordo con loro. Sentono che hanno ragione, secondo me.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://semidiceviprima.ilcannocchiale.it/post/2076703.html"></a></p>
<p style="text-align: justify;">Intanto si continua a discutere [ <a href="http://www.memesphere.it/conversations/200390.html">qui su memesphere</a> ] sul perché, a Roma, in piena zona pedonale, ci fosse il <a href="http://crisis.blogosfere.it/2008/10/piazza-navona-camioncini-e-pinocchi.html">camion pieno di bastoni</a>, [ leggi <a href="http://piste.blogspot.com/2008/10/i-soldi-per-labbecedario-chiedili.html">piste</a>,  e  <a href="http://blog.terrorpilot.com/archives/2974">terrorpilots</a> ] ;  <a href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2008/10/pinocchio-morto.html"><strong>Lameduck</strong> </a>non ne fa una questione di destra o di sinistra, <strong><a href="http://blog.debiase.com/2008/10/31.html#a2108">Luca de Biase</a></strong> fa uno (dichiarazioni di  <strong><a href="http://s195.photobucket.com/albums/z42/lameduck1960/?action=view&amp;current=jmsra-1.gif">Francesco Cossiga</a></strong> sul Quotidiano Nazionale: infiltrare il movimento, spingerlo a commettere violenze e poi picchiare duro gli studenti e le maestrine) più uno (a partire dal  <a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-4/camion-spranghe/camion-spranghe.html">pezzo</a> di <strong>Curzio Maltese</strong>, il <a href="http://www.beppegrillo.it/2008/10/maroni_e_le_ist.html">video</a> con il presunto infiltrato, la <strong><a href="http://crisis.blogosfere.it/2008/10/piazza-navona-camioncini-e-pinocchi.html">foto</a> </strong>del camioncino che ha portato i picchiatori in una zona pedonale). <strong><a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/10/29/cossiga-docet/">Alessandro Gilioli</a></strong> pubblica le precisazioni sul presunto video: non si tratterebbe di un infiltrato.</p>
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