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	<title>Ibrid@menti &#187; tutor on-line</title>
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	<description>Blog collettivo ideato dall'Università Ca' Foscari di Venezia per proporre nuovi modelli di ricerca universitaria</description>
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		<title>La mia scrivania è liquida come un succo</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 17:07:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliana Guazzaroni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa rubrica è il frutto di una chiacchierata a Venezia sull&#8217;e-learning. Il titolo originale doveva essere “e-learning desk”. Successivamente ho barrato &#8220;desk&#8221; e l’ho sostituito con “juice”. L’idea è quella di uno spazio immateriale, un luogo liquido che potrebbe stare in un bicchiere. Ho scelto “juice” per accompagnare il termine “e-learning” a indicare la leggerezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="Arial;"><span style="small;">Questa rubrica è il frutto di una chiacchierata a Venezia sull&#8217;<em>e-learning</em>. Il titolo originale doveva essere “<em>e-learning desk</em>”. Successivamente ho barrato &#8220;<span style="line-through;"><em>desk&#8221;</em></span> e l’ho sostituito con “<em>juice</em>”. L’idea è quella di uno spazio immateriale, un luogo liquido che potrebbe stare in un bicchiere. Ho scelto “<em>juice</em>” per accompagnare il termine “<em>e-learning</em>” a indicare la leggerezza di un operare, a volte, invisibile. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="Arial;"><span style="small;">La mia scrivania potrebbe fluttuare nel mare. La mia scrivania non ha ragione d’essere di noce o di ciliegio. La mia scrivania potrebbe essere di gommapiuma o potrebbe essere soltanto un ricordo. La mia scrivania potrebbe essere senza una sedia. Io potrei mettermi da qualche parte: in piedi davanti a un <em>touch screen</em>, di lato a un <em>laptop</em>, sdraiata in un prato, seduta a gambe incrociate in una capanna. Unico requisito un collegamento a Internet.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="Arial;"><span style="small;">Invece, la mia scrivania è strana. È formata da un tavolo di legno massiccio e pietra nera, è stile <em>Liberty</em>. L’ho salvata, tempo fa, dall’essere accantonata in qualche soffitta, in qualche casa in campagna, in qualche garage con altri mobili dei mie bisnonni. L’ho restaurata, l’ho lucidata, l’ho posta al centro di una stanza. L’ho allestita con uno schermo piatto, un mouse, un microfono, le casse e un barattolo di vetro pieno di carte colorate. Sotto alla scrivania ha trovato posto un computer. Tuttavia, ne sento spesso la pesantezza. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="Arial;"><span style="small;">Troppo materiale, troppo pesante, troppo importante. Necessito, piuttosto, di riporre accanto allo schermo un grande bicchiere. Un bicchiere di vetro trasparente, una fonte d’acqua fresca che rappresenti l’immaterialità del mio lavoro. Un lavoro che ha a che fare con la conoscenza, con i flussi di informazione, con altri attori dell’e-learning sparsi nel mio <em>network</em> professionale e personale. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="Arial;"><span style="small;">Che cosa faccio qui? Apro con il lanciare un appello a tutti quelli che operatori fluidi, tutor on-line, formatori in rete, telelavoratori spaziali desiderano raccontarmi la loro postazione, la loro scrivania. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="Arial;"><span style="small;">Dimenticavo, spesso dalle parti della mia solida postazione passeggia una gattina di nome <em>Mandarina</em>. Curiosa, passa del tempo a scrutare lo schermo, a giocare con la tastiera, a bere l’acqua… </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"> </p>
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