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	<title>Ibrid@menti &#187; ricerca</title>
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	<description>Blog collettivo ideato dall'Università Ca' Foscari di Venezia per proporre nuovi modelli di ricerca universitaria</description>
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		<title>Cara Gelmini, questa riforma non va&#8230;</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/prima-pagina/2010/05/cara-gelmini-questa-riforma-non-va/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 17:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Terzago</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bene comune]]></category>
		<category><![CDATA[Confindustria]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione e diritto allo studio]]></category>
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		<description><![CDATA[Riflessioni sul DDL Gelmini, e sul rischio della morte dell'Università Pubblica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno torna a casa dopo una giornata piuttosto complicata e va a  controllare se si parli o meno di quello che ha fatto,<a title="Il corriere" href="http://www.corriere.it/cronache/10_maggio_18/universita-protesta-diretta_bfc0c792-627d-11df-92fd-00144f02aabe.shtml" target="_parent"> in questo o quel quotidiano online</a> – no. Non vi sto confessando di  essere un serial killer, sto parlando di una cosa differente, sto  parlando del fatto che oggi ho protestato contro l&#8217;osceno disegno di  legge Gelmini, e questa non è una posizione demagogica, del no a  prescindere, la posizione di un nostalgico di sinistra ecc. ecc., niente  di più diverso dalla realtà, è una posizione dettata dal buon senso, io  non voglio essere un olocausto – non voglio che la mia generazione,  ricercatori, dottorandi, assegnisti, e studenti come me, sia messa sulla  pira sacrificale di questo Governo, un sacrificio a chi, poi? Alla  crisi?, ora si declinerebbe anche così, nella logica compulsiva dei  tagli, del far quadrare il bilancio pubblico, di questa coperta che si  tira da una parte o si tira dall&#8217;altra ma che lascia sempre fuori  qualcosa, qualcuno, e allora chi dovremmo lasciare fuori?</p>
<hr />Tra l&#8217;università e gli investimenti militari, per esempio, sceglierei  gli investimenti militari fatti alla pene di veltro, un taglio  complessivo da un miliardo e mezzo di euro, il blocco delle assunzioni  per l&#8217;università e, dall&#8217;altra parte, be&#8217;, dall&#8217;altra parte l&#8217;acquisto  di 131 F-35 per l&#8217;astronomica cifra di tredici miliardi di euro, un  aereo, questo F-35 che gli stessi U.S.A. hanno ritenuto un <em>flop  bellico</em>, ma contenti noi&#8230; Kaboom.</p>
<p>E poi dulcis in fundo, questa riforma, e lo ribadisco perché è una  cosa assurda, a costo zero, dove ci hanno messo le mani praticamente  tutti tranne?, <em>rullo di tamburi</em>, gli studenti, i ricercatori, i  dottorandi, gli assegnisti vedrà tutto il suo costo, economico e umano,  spalmato sugli stessi atenei, già di per sé spolpati per benino dai  tagli di cui vi accennavo sopra&#8230; Ma se ciò non bastasse, be&#8217; questa  meravigliosa riforma prevede delle fantastiche infiltrazioni del privato  nella <em>governance</em> universitaria&#8230; Cosa graditissima a  Confindustria, la quale a un occhio allenato parrebbe la vera ed unica  artefice di questo<a title="DDL Gelmini" href="http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm" target="_parent"> <em>magnifico</em> DDL</a>.</p>
<p>Ora, io non sono fesso, e la cosa che credo dia più fastidio a quelli  come me, come noi, è di essere presi per fessi, con articoli dove da  una parte si dice “quelli là protestano” e dall&#8217;altra viene proposta una  impeccabile Gelmini che, con un atteggiamento simile a quello di una  madre davanti alla bravata di un figlio fa “be&#8217;, non è colpa tua, è che  sei disinformato”, e no, dai, non ne possiamo più del <em>siete <a title="blog, 133" href="http://mindshake.org/legge-133-decreto-gelmini-tagli-alluniversita-facciamo-chiarezza/" target="_parent">disinformati</a></em>,  ho tolto ore della mia vita ad attività che sarebbero state molto più  edificanti per studiarmi la situazione, e non ascoltando i &#8216;cattivi  maestri&#8217; ma partendo dai documenti, uno potrebbe domandarmi, ma chi te  lo fa fare?, – scusate, sarò un idealista, ma da studente e soprattutto  da rappresentante degli studenti per la Facoltà di Lettere e Filosofia  dell&#8217;Università degli Studi di Padova credo che questo sia semplicemente  rispondere ai doveri che ho nei confronti di quelli che rappresento e,  se mi rispetto davvero, nei confronti di me stesso. E tutto questo si  deve declinare in un altro dovere, e questo sarebbe di ogni cittadino  responsabile, quello di protestare contro qualcosa che danneggia  l&#8217;intera collettività, perché le toglie un futuro libero, perché un  futuro non è libero se il progresso stesso di una società, che passa per  gran parte, gioco forza dalla ricerca universitaria, trova questa  ricerca asservita a delle logiche di interesse dettate da degli  imprenditori, non perché gli imprenditori siano cattivi, ma perché gli  imprenditori fanno gli interessi degli imprenditori &#8211; non di tutti,  questa è una cosa, appunto, a cui dovrebbe pensare lo Stato.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-5053" href="http://www.ibridamenti.com/prima-pagina/2010/05/cara-gelmini-questa-riforma-non-va/attachment/manifestazione/"><img class="alignright size-full wp-image-5053" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2010/05/Manifestazione.jpeg" alt="" width="300" height="200" /></a>La verità è che l&#8217;università del domani che propone questo Governo  non è quella che vogliamo, quella che una persona ragionevole può  volere.</p>
<p>Il Governo vuole una università dove la ricerca sia  sponsorizzata dai privati, da privati che pilotano la ricerca non verso  delle effettive esigenze di una collettività, ma verso quelle che sono  le loro sole esigenze: il mercato e nient&#8217;altro: loro (i privati)  saranno i soldi, i profitti, loro sarà la scelta di quale progetto di  ricerca mandare avanti.</p>
<p>Noi vogliamo una università pubblica dove la ricerca segua un&#8217;agenda  dettata dalle necessità della collettività, un&#8217;università dove:</p>
<blockquote><p>I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno  diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.</p>
<p>La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la  ricerca scientifica e tecnica.</p>
<p>Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed  istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.</p>
<p>Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie,  hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti  dalle leggi dello Stato.</p>
<p>La scuola è aperta a tutti.</p>
<p>La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la  ricerca scientifica e tecnica.</p>
<p>L’arte e la scienza sono libere e libero ne è  l’insegnamento.</p>
<p>Questi, per chi non lo avesse capito, sono frammenti in  ordine sparso della nostra costituzione.</p></blockquote>
<p>Il DDL Gelmini/Confindustria è in chiara contrapposizione con<a href="http://www.istruzionecampania.unina.it/skol/COSTITUZIONE%20E%20diritto%20allo%20studio.htm" target="_parent"> questi articoli</a>. Pensateci bene, voi che state leggendo, uno studia  una vita nelle strutture statali, grazie, per buona parte, al denaro  che tutti i cittadini versano tramite le loro tasse, poi quando c&#8217;è da  raccogliere i frutti, i frutti nel caso specifico della ricerca – no,  questi andranno alla Bayer, un matematico che fa ricerche in campo  economico, &#8216;tac&#8217;, ecco che l&#8217;Intesa gli dice che fare. E poi il comparto  umanistico?, quello che nel nostro ignorante paese non è ritenuto  minimamente produttivo, be&#8217; quello viene trasformato in un laurificio a  basso-costo dove quando ci sarà da scegliere l&#8217;agenda degli insegnamenti  da attivare, i promotori potranno dire, ehi, io un corso sul marxismo  preferirei che non si faccia oppure, basta con tutti questi Diritti  umani ecc&#8230; Bene, de facto quello di cui vi ho parlato in questo pezzo  non è espresso nei termini in cui lo ho espresso io, ci mancherebbe, c&#8217;è  da mettere insieme i pezzi, come in un puzzle, e allora vi invito tutti  a leggere il testo di questo DDL, e di informarvi che cosa questo  comporterà dopo i tagli da un miliardo e mezzo di euro che l&#8217;università  pubblica ha dovuto subire per decisione dell&#8217;attuale Governo, un Governo  che <a title="soldi pubblici" href="http://www.riviera24.it/articoli/2010/02/12/78857/soldi-alle-scuole-private-ma-non-a-quelle-pubbliche-il-documentato-allarme-di-una-nostra-lettrice" target="_parent">continua  a dare i nostri soldi alle scuole private</a>, in nome di una  &#8216;pluralità&#8217; che dovrebbe affermarsi in seno alla cosa pubblica, perché  appunto, in quanto pubblica, appartenente a tutti i cittadini di questo  bel Paese&#8230;</p>
<p>Da <a title="LogOut, costruire mondi possibili" href="http://www.logoutnet.org/" target="_blank">www.logoutnet.org</a>, Costruire Mondi Possibili.</p>
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		<title>DIARIO APERTO 2009 &#8211; partecipa anche tu!</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 15:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maddalena mapelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[diario aperto]]></category>
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		<category><![CDATA[questionario]]></category>
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		<description><![CDATA[Io l&#8217;ho già fatto, ed è facile facile. Vi invito a partecipare a DIARIO APERTO 2009 compilando il questionario che, come spiega Enrico Marchetto, è stato ideato per: Per riempire il vuoto di informazioni su chi utilizza i social network in Italia, nasce la ricerca partecipata ‘DiarioAperto 2009&#8242; che ambisce a intervistare via web almeno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-3782 aligncenter" title="diario-aperto-2" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2009/04/diario-aperto-2.jpg" alt="diario-aperto-2" width="495" height="235" /></p>
<p>Io l&#8217;ho già fatto, ed è facile facile. Vi invito a partecipare a <a href="http://www.diarioaperto.it/blog/">DIARIO APERTO 2009 </a>compilando il questionario che, come spiega Enrico Marchetto, è stato ideato per:</p>
<blockquote><p>Per riempire il vuoto di informazioni su chi utilizza i social network in Italia, nasce la ricerca partecipata ‘DiarioAperto 2009&#8242; che ambisce a intervistare via web almeno 2 mila dei milioni di cittadini italiani iscritti a Facebook e siti simili. Da mesi i siti come <strong>Facebook, MySpace, Badoo e Giovani.it </strong>dilagano sulle home dei siti di news, sulle prime pagine dei giornali e nei fiumi di notizie televisive. Ma i fatti riportati dai media italiani solitamente hanno avuto a che fare con casi isolati di folklore o con dati riguardanti ricerche condotte negli Stati Uniti.</p></blockquote>
<p>Un&#8217;indagine che vuole, attraverso la partecipazione di tutti, raccontare che cosa sta avvenendo in Italia.</p>
<p>Tutti i dettagli sono su <a href="http://www.diarioaperto.it/blog/">Diario Aperto.</a></p>
<p><a href="http://www.ibridamenti.com/">Ibridamenti </a>appoggia questa utilissima iniziativa ideata da <a href="http://www.swg.it/">SWG</a> e daremo una mano per quanto riguarda gli aspetti qualitativi dell&#8217;inchiesta.</p>
<p>E&#8217; un momento importante per dire la vostra, per farvi conoscere e per raccontarci l&#8217;uso che fate dei social network, dei blog e della rete.</p>
<p>Partecipare è semplicissimo: basta avere 10 minuti di tempo e rispondere alle domande <a href="http://online.swg.it/panel/questionari_anonymous.php?qst=diario09">qui</a>.</p>
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		<title>Dica 133 &#8211; le news dell&#8217;onda / radio ca&#8217; foscari e ibridamenti</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/11/radio-ca-foscari-su-ibridmenti-dica-133/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 16:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>radiocafoscari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla rete]]></category>
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		<description><![CDATA[Dica 133 è un programma di Radio Ca&#8217; Foscari, in diretta ogni venerdì alle 11.00, che ha come principale obiettivo quello di discutere in maniera oggettiva e assolutamente apartitica le leggi e i decreti che il ministro dell&#8217;istruzione ha stipulato per avviare la riforma scolastica e universitaria. Qui sotto la prima puntata: una panoramica sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/11/rcfopendaysclipbm0.jpg"><img class="size-full wp-image-2251 alignleft" title="rcfopendaysclipbm0" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/11/rcfopendaysclipbm0.jpg" alt="" width="150" height="200" /></a><br />
Dica 133 è un programma di <a href="http://www.radiocafoscari.it/open-days/">Radio Ca&#8217; Foscari, </a>in diretta ogni venerdì alle 11.00, che ha come principale obiettivo quello di discutere in maniera oggettiva e assolutamente apartitica le leggi e i decreti che il ministro dell&#8217;istruzione ha stipulato per avviare la riforma scolastica e universitaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui sotto la prima puntata: una panoramica sulla legge 133, sui tagli in finanziaria e sugli ultimi decreti d&#8217;urgenza approvati in consiglio dei ministri; in più un&#8217;intervista telefonica al rettore di ca&#8217; Foscari, prof. Pierfrancesco Ghetti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.radiocafoscari.it/archivio/Dica133/dica081107.mp3">Dica 133 &#8211; Puntata 1</a></p>
<p style="text-align: justify;">Domani, venerdì 14 novembre, RCF aderirà alle reti unificate del network radiofonico universitario <a href="http://raduni.wordpress.com/">RadUni</a> dalle 9.30 con diretta Dica133 alle 11.00, fino alle 12.30 per servizi da tutti Italia sulla manifestazione generale a Roma per la ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;">Radio Ca&#8217; Foscari</p>
<p>http://www.radiocafoscari.it</p>
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		<title>La terapia raccontata dalle anoressiche</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/costruzioni-identitarie/2008/11/la-terapia-raccontata-dalle-anoressiche/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 13:29:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo giuliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costruzioni identitarie]]></category>
		<category><![CDATA[Lo specchio]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[disordini alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Barbetta]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono tornato con Pietro Barbetta dal congresso della Società Italiana di Psicologia e Psicoterapia Relazionale (SIPPR) che si è svolto a Montegrotto Terme il 24 e il 25 ottobre. Iscritti tutt&#8217;e due a parlare nella sessione sui disturbi alimentari, abbiamo unito le nostre voci per alcune considerazioni che partivano da una ricerca svolta alcuni anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono tornato con <strong><a href="http://pietrobarbetta.net" target="_blank">Pietro Barbetta</a></strong> dal <a href="http://www.cptf.it/doceboCms/index.php?mn=news&amp;pi=67_181&amp;id=25" target="_blank">congresso</a> della Società Italiana di Psicologia e Psicoterapia Relazionale (<strong><a href="http://www.sippr.it/" target="_blank">SIPPR</a></strong>) che si è svolto a Montegrotto Terme il 24 e il 25 ottobre. Iscritti tutt&#8217;e due a parlare nella sessione sui disturbi alimentari, abbiamo unito le nostre voci per alcune considerazioni che partivano da una ricerca svolta alcuni anni fa, che ci suggerì alcune considerazioni su aspetti etici e culturali della terapia dell&#8217;anoressia. Con un gruppo di colleghi, intervistammo ex anoressiche che avevano fatto una psicoterapia e conoscemmo dall&#8217;interno le mailing list di ragazze digiunatrici.</p>
<p>Scambio di idee per <a href="http://www.ibridamenti.com/">Ibridamenti</a></p>
<p><strong>Massimo: </strong>allora, come raccontare Montegrotto a chi non c&#8217;era? Sul palco del convengo abbiamo unito i tempi a nostra disposizione per conversare davanti al pubblico sui disturbi alimentari, anziché leggere le relazioni individuali che avevamo proposto&#8230;<br />
Abbiamo rievocato l&#8217;esperienza della ricerca del <strong>Forum sulle matrici culturali della diagnosi</strong>, di cui sei stato animatore presso l&#8217;università di Bergamo, e nel quale organizzasti una ricerca sui disturbi alimentari. Quelle che abbiamo presentato sono le idee scaturite dalle interviste condotte con ex pazienti anoressiche, che abbiamo fatto parlare sull&#8217;anoressia e sulla terapia.<br />
Credo che ciò che il pubblico ha colto, e che ha dato vita al dibattito successivo, sia stato questo tentativo di costruire un sapere sull&#8217;anoressia ascoltando le voci delle <strong>donne</strong> che avevano attraversato quell&#8217;esperienza, e che avevano qualcosa da dire sul digiuno ma anche sulla terapia&#8230;</p>
<p><strong>Pietro: </strong>Se dovessi sintetizzare l&#8217;elemento più significativo emerso da quel vasto lavoro di ricerca (i <em>follow up</em> che pubblicheremo su <a href="http://www.cmtf.it/?page_id=8" target="_blank">Connessioni</a> e dei quali abbiamo fatto solo cenno a Montegrotto, le indagini sui siti internet, le ricerche storiche sulla trasformazione dei disordini alimentari e dei dispositivi di trattamento), la cosa che più mi ha segnato è il termine inglese <em>dis-order</em>, che in italiano è stato tradotto con <em>disturbo</em>.<br />
Ma <em>disordine</em> mi pare più congeniale per il nostro lavoro, no? Rinvia alla questione dell&#8217;ordine, dell&#8217;ordine familiare. Quel filo, il filo dell&#8217;ordine familiare, è stato per me una traccia da seguire, un filo di Arianna, da <strong>&#8220;Anoressia e isteria&#8221;</strong> a <strong><a href="http://www.ibridamenti.com/recensioni/saggistica/2008/10/lo-schizofrenico-della-famiglia-e-linconscio-della-psichiatria/">&#8220;Lo schizofrenico della famiglia&#8221;</a></strong>.<br />
Mi sono posto la questione dell&#8217;ordine familiare, che ha poco a che fare con il familismo. Noi nell&#8217;intervento abbiamo parlato della relazione terapeutica, delle credenze del terapeuta. Abbiamo contribuito a decostruire il dispositivo terapeutico classico? È forse per questo che il pubblico ci ha interrogato? Perché era un pubblico di terapeuti? Chissà se fosse stato un pubblico di famiglie.</p>
<p><strong>Massimo: </strong>&#8230;giusto: <em>dis-ordine</em>. Ti ho sentito spesso parlare dell&#8217;anoressia come disvelamento della finzione di quell&#8217;ordine familiare. Ma non è che questa idea di intervistare le ex pazienti e di ascoltare le anoressiche delle mailing list è una specie di attentato contro un altro tipo di ordine? A partire dalle parole di digiunatrici ed ex digiunatrici, abbiamo parlato dei terapeuti e della <strong>fragilità</strong> delle loro certezze, ma anche dei <a href="http://www.massimogiuliani.it/blog/?p=31" target="_blank">luoghi comuni</a> sull&#8217;alimentazione e sulle “cause” del digiuno, che i media ci vendono per certezze dimostrate.</p>
<p><strong>Pietro: </strong>Giustissimo! Ma bisogna stare attenti qui in Italia a parlare di fragilità! Non dimentichiamoci che siamo nel paese di Mussolini, dove prevale la filosofia dei &#8220;duri e puri&#8221;. Anche tra i terapeuti. Mi pare che qui la linea vincente sia strategica. Come diceva <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gianfranco_Cecchin" target="_blank"><strong>Cecchin</strong></a>: metafore di guerra, del resto <em>guerra</em> e <em>guarigione</em> hanno la stessa origine. Ecco allora prevalere l&#8217;idea della sfida, oppure quella comportamentista del ricovero segnato da fasi di ingrassamento che ti fanno passare l&#8217;&#8221;esame&#8221;, ecc. E quando un terapeuta non ce la fa più, quando emergono le fragilità, quando deve mollare, allora non va bene. Insomma, a ognuno la sua cultura; e qui da noi va tanto il terapeuta Mussoliniano, strategico-comportamentista, educatore e sfidatore, una specie di <strong>eroe</strong> da ammirare. Ma è proprio questa la trappola, l&#8217;essere costretti a parlare bene di sé stessi, a far salire i prezzi per essere valutati dal mercato. Così, non solo paghi uno sproposito per una seduta, ma ti sgridano pure!</p>
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