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	<title>Ibrid@menti &#187; Maria Marchesi</title>
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	<description>Blog collettivo ideato dall'Università Ca' Foscari di Venezia per proporre nuovi modelli di ricerca universitaria</description>
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		<title>&#8230;e poesia</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 18:21:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alivento</dc:creator>
				<category><![CDATA[IbridamentiUno]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Marchesi]]></category>
		<category><![CDATA[Voglia di poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Primavera è a un passo, mi colma
d&#8217;azzurro e di riverberi, mi chiude
nel desiderio che fa duri i seni
e fa sussultare la vagina. Al canto
delle rane uscirò nuda per le strade.
dovranno vedermi che sono bella
e piena d&#8217;ardori. Lui verrà a saperlo
e perderà le staffe. Lo sa che anche il vento
può farmi godere da forsennata.
Maria Marchesi
Questa è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 10pt;"><span style="&quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Primavera è a un passo, mi colma<br />
d&#8217;azzurro e di riverberi, mi chiude<br />
nel desiderio che fa duri i seni<br />
e fa sussultare la vagina. Al canto<br />
delle rane uscirò nuda per le strade.<br />
dovranno vedermi che sono bella<br />
e piena d&#8217;ardori. Lui verrà a saperlo<br />
e perderà le staffe. Lo sa che anche il vento<br />
può farmi godere da forsennata.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 10pt;"><em><span style="&quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Maria Marchesi</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="&quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="small;">Questa è una poesia. Di visceral clangore. Questa è una poesia che ride sfacciata che grida assetata. Liberatoria. Nove versi di femmina de-nudata, che inneggia in sessualità. Questa è poesia<span style="yes;"> </span>che difficilmente lascia indifferenti e non solo gli uomini. Ho incrociato questo testo in rete e mi ha colpito. E interessato pure. Non scandalizzato, non infastidito. Come spesso accade quando il sesso è come in tv: costantemente allusivo, occhieggiante, richiamato, nauseabondemente ripetitivo. Qui non c’è il sesso salace, qui il sesso è vita che esplode. Lingua che batte nel cuore. Nel formale esaminare. Quanto conta l’incipit in un testo? Quanto la chiusa? Sono la presentazione ed il commiato dal lettore. Sono l’inizio e la fine. Lo start e lo stop. L’offerta e il ritiro. Dalla scena inscenata. Qui in principio si offre allo sguardo la “primavera”, un inizio allegretto, danzante nel “passo” che subito segue. Alla fine è un orgasmo per sensi e sentimenti. Sembra quasi vederla la primavera fiorita “d’azzurro e riverberi”, il cielo che inonda la gola e pervade ogni fibra del corpo, che per sete fa duri i seni. Forte il richiamo del seno femminile, nonostante l’aspetto fisiologico d’essere questo via curva di nutrimento al neonato. Restano le mammelle nell’immaginario maschile simbolo predominante sessuale. Ma la poesia non dà tregua al lettore e prosegue e per “sussulti” e “vagina” più a fondo. Riverbera e incide. Un linguaggio di viscere a pulsare. Di fiati mozzati e spasmi a desiderare. Quando cantano le rane? Di prima mattina forse. Ed è ancora un cantare d’amore e di primavera. L’alba che appare, la luce che illumina il corpo da mostrare nudo al mondo e in controcanto all’altro. Per ingelosirlo, indispettirlo. Per affamarlo. Quanto desiderio c’è qui di far male, quanto di provocare? Lei che appare alla vista di tutti. Spoglia d’abiti e “piena d’ardori”. Come s’ama oltre e fuori. Come si avverte l’offerta del sé per chiunque nel vento che faccia godere. Forte in tutto il testo il riferimento sfrontato al piacere femminile, all’orgasmo cercato perché lui sappia e ne sia condannato. Questa è poesia al femminile, un modo di esprimersi che nel corpo, sesso e natura vede gli elementi portanti di un linguaggio senza lacci, senza veli e senza ipocrisie. Un testo che dimostra come il dire deve, se deve, e non tanto per dare fiato alla voce. E, se deve, scende fino al fondo all’ardore o alla disperazione, che spiazza, che in &#8211; dispone. Che travolge nel bene o male. Perché sia comunque nel fare del verbo. Segno su pietra.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="&quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Per i riferimenti in rete e saperne di più sull&#8217;autrice: <a href="http://golfedombre.blogspot.com/2008/10/maria-marchesi.html">q</a></span><span style="&quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://golfedombre.blogspot.com/2008/10/maria-marchesi.html">ui</a> e</span><span style="&quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> <a href="http://rebstein.wordpress.com/2008/10/15/poesie-di-maria-marchesi/">qui</a> </span></p>
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