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	<title>Ibrid@menti &#187; guardare</title>
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	<description>Blog collettivo ideato dall'Università Ca' Foscari di Venezia per proporre nuovi modelli di ricerca universitaria</description>
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		<title>Una breve nota su Orio Gèleng</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 17:10:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Oyrad</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il suo blog &#8211; dove per la prima volta ho visto i suoi lavori &#8211; è ormai chiuso, ma per fortuna Orio Gèleng non ha abbandonato la rete: infatti ha aperto un sito personale che fa da dependance al suo studio romano. Ammiro moltissimo le sue opere; e riconosco in lui uno degli artisti più affascinanti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il suo blog &#8211; dove per la prima volta ho visto i suoi lavori &#8211; è ormai chiuso, ma per fortuna Orio Gèleng non ha abbandonato la rete: infatti ha aperto un <a href="http://www.oriogeleng.it">sito personale</a> che fa da dependance al suo studio romano. Ammiro moltissimo le sue opere; e riconosco in lui uno degli artisti più affascinanti e intensi che mi sia mai capitato d&#8217; incontrare qui nel web &#8211; favorito, inoltre, dal dono di una straordinaria maturità artistica, già raggiunta a poco più di vent&#8217; anni.</p>
<p><a href="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/11/oriogelenghomepage.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2098" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/11/oriogelenghomepage.jpg" alt="" width="296" height="224" /></a><br />
Le sue vedute romane e le sue opere astratte non lasciano scampo a chi, a tutti i costi, sente il bisogno di andare a cercare precedenti esperienze artistiche cui aggrapparsi in cerca d&#8217; un sicuro approdo critico: se vengono in mente gli acquerelli veneziani di Turner, subito si nota qualcosa che potrebbe far pensare a Basquiat. Eppure non siamo nella metropolitana di New York; siamo a Roma. E in effetti c&#8217; è qualcosa che ricorda la tavolozza romana di Corot, ma all&#8217; improvviso saltano fuori anche i colori tunisini di Klee&#8230; Lungo questa rotta non c&#8217;è pace. E allora, che fare? Bisogna evitare di lasciar cedere gli ormeggi lungo le solite rotte retrograde. E&#8217; meglio arrendersi subito al cospetto dell&#8217; originalità, allo stesso tempo <em>colta e spontanea</em>, che pervade i bellissimi dipinti di Orio.</p>
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		<title>&#8216;Arte e artisti&#8217;, appunti d&#8217; arte di Alessio Brugnoli</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 08:45:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Oyrad</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; un peccato che &#8220;Arte e artisti&#8221; &#8211; uno fra i migliori blog dedicati all&#8217; arte che io conosca &#8211; sia così poco commentato, nonostante la vasta platea di pubblico quantificata dal contatore visite. Eppure credo che, in fondo, possa esserci un qualche motivo per giustificare l&#8217; apparente contraddizione fra questi due tipici indicatori quantitativi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un peccato che <a href="http://arte-e-artisti.splinder.com">&#8220;Arte e artisti&#8221;</a> &#8211; uno fra i migliori blog dedicati all&#8217; arte che io conosca &#8211; sia così poco commentato, nonostante la vasta platea di pubblico quantificata dal contatore visite. Eppure credo che, in fondo, possa esserci un qualche motivo per giustificare l&#8217; apparente contraddizione fra questi due tipici indicatori quantitativi di &#8220;successo&#8221;. Infatti penso che al termine della lettura dei post di Alessio Brugnoli &#8211; autore e curatore del blog &#8211; il visitatore percepisca come una condizione di piena &#8220;soddisfazione&#8221;, informativa e qualitativa, che non necessariamente conduce alla richiesta di ulteriori interventi dall&#8217; esterno.</p>
<p><a href="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/11/arteeartisti.jpg"><img class="size-full wp-image-1996 aligncenter" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/11/arteeartisti.jpg" alt="" width="405" height="254" /></a><br />
Quasi non ci fosse bisogno di aggiungere altro, il <em>lettore</em>, senza che venga &#8220;costretto&#8221; ad assumere un ruolo diverso da questo, sembra dunque ritrovarsi in quella &#8220;conditio&#8221; di <em>incantevole discrezione</em> che è indispensabile per percepire, nella sua <em>pienezza</em>, il piacere di leggere: quello che si prova seguendo i testi e guardando le immagini di &#8220;Arte e artisti&#8221; è forse una sensazione di soddisfatta sazietà &#8211; che con prudente saggezza non varca mai la soglia pericolosa della prolissità, o dell&#8217;ingordigia.</p>
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		<title>I graffiti di Zurigo ( una storia di esterni e di probabili amanti)</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 09:29:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca mazzucato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Street art e graffiti: le voci e i colori delle strade]]></category>
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		<description><![CDATA[     A Zurigo. A Zurigo a cercare.  Tante cose, quante cose. La città  muore alle 18 o poco pià tardi negli esterni e si sfuma di grigio, di trasparenze acquose. Muore per rinascere negli interni di alberghi lussuosi, di ristoranti dalla garbata illuminazione che non abbaglia ma include, delicatamente, non ammicca, spinge ad entrare [...]]]></description>
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<p> </p>
<div id="attachment_1641" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/10/a-zurigo-i-graffiti.jpg"><img class="size-medium wp-image-1641" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/10/a-zurigo-i-graffiti-300x225.jpg" alt="Li ho trovati." width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Li ho trovati.</p></div>
<p> A Zurigo. A Zurigo a cercare.  Tante cose, quante cose. La città  muore alle 18 o poco pià tardi negli esterni e si sfuma di grigio, di trasparenze acquose. Muore per rinascere negli interni di alberghi lussuosi, di ristoranti dalla garbata illuminazione che non abbaglia ma include, delicatamente, non ammicca, spinge ad entrare inclinando appena il capo,  quella leggera timidezza che poi passa e che evoca cose che non si potevano fare e ora si fanno, incontri, discorsi. Gli interni. Gli interni di Zurigo sono un mondo a parte e un argomento a parte. E&#8217; degli esterni che voglio parlare. in realtà ci sono tag, graffiti e murales.  I muri di Zurigo portano impressi dei segni, anche loro. Dettagli e ipotesi di vita diversa da quella che fa parte del &#8220;progetto complessivo&#8221;( perfetto) Forse una sbavatura, i graffiti, a Zurigo? Non lo so. L&#8217;avevo definita in un modo sbagliato e mi dispiace. Ma sono nella fase dell&#8217;innamoramento. Quando la rincorsa amorosa comincia, occorre  imparare a conoscersi. Succede con le città come con le persone. Se noi le amiamo le città ci amano( Lo diceva Elias Canetti, che a Zurigo accanto a Joyce riposa). E&#8217; vero. Le città lo sanno.  Contraccambiano svelandosi. Zurigo poi è città d&#8217;esperienza,  sa come si seduce, sa che la seduzione è nemica della fretta.( sapienza consolidata) Per questo il suo svelamento non è immediato. Non è la città senza graffiti che pensavo, che avevo creduto: li ho trovati. Non in tutte le strade. Non evidenti o invadenti come altrove. Vanno cercati. A Zurigo lo spazio urbano è curato con dedizione e precisione, non viene dimenticano nulla. Non viene omesso nulla &#8211; e io conosco città fatte di omissioni, come tante persone. Si resta stupeffatti. Eppure, eccoli i graffiti. Questo può far riflettere. Ci sono. Segni non previsti, colori.</p>
<p>Nella mia ricerca ne ho scelti e fotografati alcuni. Tag, soprattuto.  E poi ho trovato questo murales con due ragazzi, forse innamorati, forse solo amici, forse conosciuti appena, proprio lì in un momento di pausa, seduti sopra, a cavalcioni.Intenti a parlare, incuranti del graffito, dell&#8217;orario in cui adagio la città muore e rinasce solo dentro, le guglie ne diventano cornice e l&#8217;acqua suona la sua sinfonia. Incuranti di tutto il resto.</p>
<p>Dietro di me, non si vede ma c&#8217;è: il  fiume Limmat, pieno di cigni.</p>
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