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	<title>Ibrid@menti &#187; feuilleton</title>
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	<description>Blog collettivo ideato dall'Università Ca' Foscari di Venezia per proporre nuovi modelli di ricerca universitaria</description>
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		<title>Dal blog al feuilleton: il web e le nuove possibilità per il romanzo d&#8217;appendice</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 18:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>galatea72</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiacchiere da blogosfera]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando ho aperto un blog, non avevo ben chiaro che cosa fosse. Provenendo dalla carta stampata, l&#8217;ho trattato come se fosse qualcosa di molto simile ad essa. Cioè un giornale. Magari non proprio un giornale, ecco. Ma qualcosa di più vicino ad un rivista. Anzi, una rivista molto simile, come impianto, a Die Fackel di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4488" title="Dottor_House" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2009/10/Dottor_House-300x300.jpg" alt="Dottor_House" width="300" height="300" /></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Quando ho aperto un blog, non avevo ben chiaro che cosa fosse. Provenendo dalla carta stampata, l&#8217;ho trattato come se fosse qualcosa di molto simile ad essa. Cioè un giornale. Magari non proprio un giornale, ecco. Ma qualcosa di più vicino ad un rivista. Anzi, una rivista molto simile, come impianto, a <em>Die Fackel </em>di Karl Kraus. Cioè una rivista curata da una persona sola, con tutto quel tocco di grazia monomaniacale che una impostazione di questo genere può dare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Nel blog ho cominciato a scrivere quello che mi sarebbe piaciuto leggere. Dunque ho alternato allegramente appunti, battute, aforismi, recensioni di libri, film o serial tv, articoli di commento ai fatti del giorno. E, in ultima, racconti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Il bello dei blog è che si possono organizzare in rubriche. Quindi inizialmente i racconti, tutti con venature satiriche, andavano a finire in una sola categoria. Avevo deciso infatti di ambientarli quasi esclusivamente in una immaginaria cittadina chiamata Spinola, in cui “Galatea”, la protagonista io-narrante vive. La cittadina, o meglio il paesotto, doveva riassumere in sé tutti i vizi, i vezzi e anche le virtù del Nordest contemporaneo. Pescavo dalla mia esperienza di cronista, per tanti anni impegnata a descrivere la vita quotidiana alla periferia dell&#8217;impero. L&#8217;ho chiamata così, la rubrica, <em><a href="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/category/alla-periferia-dellimpero/">Alla periferia dell&#8217;impero</a>, </em>rubando il titolo ad Umberto Eco.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Solo che i racconti, quando li metti dentro una sola categoria, fanno comunella. In un certo senso, si parlano fra loro. Capitava che in un post creassi un carattere particolarmente riuscito. Un personaggio. Mi ci affezionavo. Così magari lo riprendevo qualche tempo dopo, in un nuovo post, e ne raccontavo qualche altra avventura. Cosa strana, ci si affezionavano anche i lettori. Mi chiedevano se esisteva veramente. Se non ne parlavo più, mi domandavano notizie di lui. Volevano sapere che fine avesse fatto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Pian piano, e senza che me ne accorgessi, il paesino di Spinola si è popolato di personaggi, che i lettori conoscono e amano. C&#8217;è il sindaco destrorso <a href="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/07/22/troppo-allavanguardia/">Carlo Taragnin</a>, che governa il paese da un decennio, ed ora però deve far fronte al problema di non essere più eleggibile; la sorella di Taragnin, ovvero la <a href="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/07/03/legemonia-culinaria-della-sinistra/">procace Carmen</a>, che briga per sfruttare l&#8217;influenza del fratello per ottenere prebende e riconoscimento sociale; il <a href="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/04/15/il-piu-ricco-del-cimitero/">costruttore</a> <a href="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/04/22/nuovi-mestieri-ai-tempi-della-crisi-economica-lapritore-di-case/">Anselmo Pedron</a>, che grazie alle protezioni politiche è riuscito a far rendere edificabili anche i terrazzini; il vicesindaco Erberto Guidi, bello e ambizioso, che tenta di fare al sindaco in carica le scarpe da anni, e spera le prossime elezioni siano l&#8217;occasione buona; il Trio, il malefico triumvirato formato dal farmacista, dall&#8217;avvocato e da un ex potentissimo politico locale, che da sempre intruglia nell&#8217;ombra per tenere le fila di tutto, in paese, senza apparire; attorno una fauna di <a href="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/03/03/la-giovane-promessa-ovvero-in-politica-ce-chi-promette-e-chi-prima-o-poi-mantiene/">piddini in perenne ricerca di identità</a> e di <a href="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2008/11/25/il-figlio-di/">leader</a>, <a href="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/06/15/memo-e-la-pressa/">operai frastornati </a>dall&#8217;evolversi degli eventi, <a href="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/06/30/buonsenso-proletario/">sinistrorsi sedicenti rivoluzionari</a>, <a href="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/06/17/i-rivoluzionari-si-sporcano-sempre-le-mani/">ex rivoluzionari non più sinistrorsi</a>, <a href="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/04/27/il-revisionista/">intellettuali di provincia</a> <a href="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2008/09/23/un-marziano-in-provincia/">riciclatisi in altro schieramento</a>, che mirano a ciucciare qualche finanziamento comunale per i loro festival culturali. Poi ci sono i <a href="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/05/25/al-cuor-non-si-comanda/">Crespano,</a> potentissima famiglia  alle prese però con <a href="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/03/29/lansia-e-la-signora-crespiano/">rogne intestine</a> e le immancabili <a href="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/05/10/il-battesimo-dellerede/">chiacchiere di paese</a>, riguardanti soprattutto il problema del figlio, Alfonso, il quale ha mollato la moglie legittima per convivere more uxorio con una <a href="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/04/24/la-regina-del-supermarket/">commessa sovrappeso</a> &#8211; per far dispetto a mamma o forse per inseguire una qualche forma di libertà &#8211; e della nuora che, abbandonata come moglie, ha deciso di presentarsi al mondo come una <a href="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/06/18/la-furbizia-della-principessa-triste/">replica provinciale di Lady Diana</a>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Scrivi oggi, scrivi domani, i personaggi ricorrenti hanno formato una trama. Germinata quasi spontaneamente.<strong> </strong>Non è un romanzo, perché ogni raccontino è concluso in sé. Ma è più simile ad un serial tv, in cui i protagonisti sono fissi, le loro vicende si sfiorano e si intrecciano, alle volte si intersecano e altre volte no, e sullo sfondo c&#8217;è però un plot che fa da sottofondo. <strong>Sono passata da una rubrica di blog e gestire una cosa che forse è più simile ad un feuilleton ottocentesco. O forse, per volare meno alto, ad una telenovela.</strong> I lettori seguono le puntate ad una ad una. I più appassionati si stampano le varie “puntate” e le mettono via per leggerle e rileggerle con calma, esattamente come registrerebbero un episodio di <em>Beautiful</em> per esser certi di non perdersi qualcosa. Quando un personaggio per un po&#8217; sparisce, chiedono lumi su di lui tramite e-mail, o a voce, se mi conoscono. Qualche volta, se non ne parlo più, lo reclamano a gran voce. Non ho ancora provato ad ammazzarne uno, ma chissà, potrei scatenare tra i suoi fans una piccola sommossa, come quella che costrinse Conan Doyle a riesumare il defunto Holmes.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Colpita dal successo del primo esperimento, ho dato vita ad un secondo “serial”, archiviato sotto al titolo: <a href="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/category/atena-non-abita-piu-qui/"><em>Atena non abita più qui</em></a>, ed ambientato nel mondo universitario. Il protagonista è il Vecchio Barone, professore universitario di gran fama, che vive attorniato dalla sua piccola corte di assistenti, dottorande, studenti. La rubrica/feuilleton ha per ora un po&#8217; meno fan, ma perché è partita da poco. Qualcuno però fra i lettori mi ha già fatto sapere di aspettare gli immancabili sviluppi. Insomma, non ha gli ascolti del Dottor House, ma anche questa nuova “serie” funziona.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Da parte mia, come autrice, l&#8217;esperienza è divertente, ma soprattutto interessante. Mi ci sono ritrovata in mezzo senza averla pianificata a tavolino, ma ora mi ci crogiolo volentieri.  Non ho la pretesa di fare alta letteratura (quella in realtà non l&#8217;ho mai avuta), ma mi sta dando la possibilità di ragionare sui meccanismi dell&#8217;artigianato letterario. Costruire un romanzo a puntate è formativo: ti permette di toccare con mano i meccanismi di attenzione del pubblico, ma anche quelli di fideizzazione. E aiuta a capire soprattutto quel patrimonio di tecnica letteraria sopraffina che ha permesso ai grandi autori come Balzac o Zola di farsi le ossa nei romanzi a puntate. In fondo a loro mi ispiro, nel mio piccolo, quando cerco di usare il questa specie di webfeuilleton per ritrarre il mondo che mi circonda.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Il romanzo d&#8217;appendice a puntate in letteratura è scomparso, anche se il suo erede, si è detto da più parti, è il serial tv, che però usa un altro mezzo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><strong>Invece il romanzo a puntate scritto potrebbe tornare a vivere tramite il web e il blog. Dalla letteratura in rete alla letteratura in rate. </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><strong>Vogliamo ragionarci?</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">
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