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	<title>Ibrid@menti &#187; donnainlinea</title>
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	<description>Blog collettivo ideato dall'Università Ca' Foscari di Venezia per proporre nuovi modelli di ricerca universitaria</description>
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		<title>11 settembre a New York</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 23:02:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alivento</dc:creator>
				<category><![CDATA[IbridamentiUno]]></category>
		<category><![CDATA[11 settembre]]></category>
		<category><![CDATA[donnainlinea]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[twin towers]]></category>
		<category><![CDATA[Voglia di poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Una nube pietosa scese a coprire la vostra eterna dimora. Una nube pietosa scese a coprire i nostri occhi increduli. Occhi del mondo, specchio di anime affrante. Una nube pietosa fatta di cenere da cui rinasce la vita, fenice dei nostri giorni. Una nube pietosa scese ad abbracciare quanti, ancora oggi, stringono il nulla di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 10pt;"><span style="Batang;"><span style="small;">Una nube pietosa scese a coprire la vostra eterna dimora.<br />
Una nube pietosa scese a coprire i nostri occhi increduli.<br />
Occhi del mondo, specchio di anime affrante.<br />
Una nube pietosa fatta di cenere da cui rinasce la vita,<br />
fenice dei nostri giorni.<br />
Una nube pietosa scese ad abbracciare quanti,<br />
ancora oggi,<br />
stringono il nulla di voi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 10pt;"><em><span style="Batang;"><span style="small;">Paola (Donnainlinea)</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 10pt;"><span style="Calibri;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="&quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="small;">Ne commenti del primo post di &#8220;Voglia di poesia&#8221; Paola Donnainlinea ha proposto il testo che riporto qui sopra.  Ed io ho colto l&#8217;occasione per fare una prima prova di commento. A seguire.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="&quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="small;">C’è un solo undici settembre nella storia ormai, quello inchiodato a New York. Uno sfondamento, uno squarcio, un incendio che ha scosso le certezze di potere e le coscienze degli uomini sensibili. La profondità di questa commozione affiora in parole di autentica compartecipazione in questo testo poetico di Paola Donnainlinea .</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="&quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="small;">Il testo è costruito tutto sulla ripetizione in principio di primo, secondo, quarto e sesto verso del sintagma “una nube pietosa” che conferisce <span style="yes;"> </span>una cadenza lenta, un ritmo solenne, all’intero testo. Particolarmente ben scelto l’aggettivo pietosa, per quel richiamo al divino, per quel senso di compassione che induce. La doppia ripetizione del sintagma “una nube pietosa” ricorrente con il verbo “scese” nell’incipit del primo e secondo verso e incolonnati (effetto ottenuto sfruttando il verso lungo) introduce la gravità del pensiero, così come l’uso di parole proprie di requiem e cerimonie funebri quali “eterna dimora”. Ancora una ripetizione è costituita dall’uso del nome occhi, prima “increduli”, in fine del secondo verso, e subito dopo ripresi nel terzo diventati “occhi del mondo, specchio d’anime affrante” espressione che approfondisce ulteriormente la solennità cupa del testo e trascende verso la preghiera, l’invocazione. L’immagine ricorrente della nube è riferita alla nube di polvere spessa, pesante che avvolse per giorni e giorni i grattacieli sventrati, che annegò le vittime, che soffocò i soccorritori. La nube si trasforma nella visione poetica e diventa un velo che si stende pietoso a coprire i corpi offesi, che offusca la vista dell’umanità incredula, impotente spettatrice. Gli occhi di coloro che guardano, gli occhi di coloro che piangono un dolore affranto. Nella seconda parte l’autrice immette come linfa poche e significative parole di speranza, come un filo d’erba nel deserto del fuoco. Usa il temine “fenice”, il leggendario uccello capace di rinascere dalla ceneri, compare anche la parola “vita” come segno di resurrezione e prosecuzione. Nella parte finale ritorna nuovamente la nube, nuovamente come un velo pietoso, non più quella nube di fumo e detriti, ma metaforicamente quella della dimenticanza, quella della memoria che si attenua, un velo che allevia nelle menti degli orfani, delle vedove, di chi abbia perso un figlio o un fratello, anche solo un amico, il dolore sempre presente. La chiusa riporta all’immagine di un abbraccio che stringe il vuoto, la sensazione di coloro che per sempre avvertiranno l’assenza dei cari che nella nube hanno subito il dissolversi del proprio passato e del proprio futuro. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="&quot;Verdana&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="small;">Tecnicamente la poesia è riuscita. Si presenta di lettura non equivoca, non complessa, specialmente se collegata all&#8217;evento che la genera, scopertamente con il riferimento del titolo.  Essa ha un senso aperto, chiaro, non mascherato, non da sviscerare, né da intuire con una lettura emozionale o evocativa, si offre allo sguardo con pienezza di esposizione. <span style="yes;"> </span>Personalmente avrei preferito una scansione di verso più breve. E per la lettura formale che ne ho appena compiuto direi che il componimento di Paola ben risponde a quell’esigenza di dire cosa che in altro modo non si riesce a dire. A rischio d’essere stucchevoli, ipocriti, scontati o banali. Superficiali. Perché indubbiamente tanto si è parlato della tragedia delle Twin Towers, ma io credo che, in sintesi di versi, Paola sia riuscita anche a rendere perfettamente l’impressione profonda che l’evento ha provocato nel suo animo, raggiungendo nel contempo con questa sua manifestazione poetica l’effetto di muovere le stesse leve emozionali nel lettore. In ciò sta la forza comunicativa potente ed efficace della poesia.<span style="yes;"> </span></span></span></p>
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