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	<title>Ibrid@menti &#187; didattica</title>
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	<description>Blog collettivo ideato dall'Università Ca' Foscari di Venezia per proporre nuovi modelli di ricerca universitaria</description>
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		<title>Parolefantasiose: e la classe sta in un blog. 2.0</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 09:40:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Ariot</dc:creator>
				<category><![CDATA[2.0 per tutti]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
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		<description><![CDATA[UN esperimento didattico. Il blog diventa lo strumento per avvicinarsi alla letteratura, diventare giovani lettori e scrittori, il tutto in un' interazione continua che va al di la dei confini della classe.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-4953" href="http://www.ibridamenti.com/20-per-tutti/2010/02/parolefantasiose-e-la-classe-sta-in-un-blog-2-0/attachment/partigiane/"><img class="aligncenter size-full wp-image-4953" title="partigiane" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2010/02/partigiane.jpg" alt="" width="449" height="413" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La scuola dovrebbe saper anticipare i cambiamenti sociali, guardare     lontano ed aspettare che il mondo si accorga delle sue trovate per     importarle alle altre sfere delle istituzioni.<br />
Sappiamo bene che ciò     accade molto di rado, come è allo stesso tempo improbabile che sia la     scuola ad accorgersi cosa c&#8217;è di buono lì fuori, nel mondo spesso mai     frequentato da quei tanti che la scuola dovrebbero farla.<br />
Ho voluto     provare, con una mia classe di liceo scientifico di Vicenza, a sbirciare e     spudoratamente rubare qualcosa che qui, nel mondo reale, vive e vegeta.<br />
Abbiamo pensato che portare un blog in classe, per parlare di letteratura     e soprattutto tentare di farla, potesse essere una buona idea.<br />
<strong>Siamo     partiti da un blog-stimolo</strong> ( <a href="http://parolefantasiose.blogspot.com">http://parolefantasiose.blogspot.com</a>) dove     inserisco settimanalmente spunti di varia natura, non troppo orientati o     incasellati, che gli studenti commentano senza esserne obbligati. Ho visto     in breve che il filtro del computer ha facilitato la comunicazione fra me     e loro, esponenti di due mondi spesso molto lontani, consentendo di     sentirsi protetti dallo schermo e dal non vedere quel registro rosso     attraverso il quale passa, sempre di più, il senso di una scuola dove non     si lascia più il segno ( in-segnare) ma solo un alone sbiadito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La seconda     fase è stata quella di creare alcuni blog tematici </strong>dove postare     approfondimenti di romanzi da leggere insieme in classe, romanzi di     formazione come &#8220;I Piccoli maestri&#8221; (<a href="http://piccolimaestri.blogspot.com">http://piccolimaestri.blogspot.com</a> )     del concittadino Meneghello o &#8220;Il Giovane Holden&#8221; (<a href="http://discoveryholden.blogspot.com">http://discoveryholden.blogspot.com</a> ) dell&#8217; appena scomparso Salingers.L&#8217;     approfondimento di uno diventa approfondimento di tutti, dentro la classe     e fuori dalla classe. Non si perde, non si smaterializza nel quaderno     abbandonato in soffitta e non perde il suo senso nel voto assegnato dall&#8217;     insegnante. Rimane vivo e vegeto, non in coma ma visitato, commentato,     modificato.Il blog, in questo caso collettivo, diventa così l&#8217; occasione     di far rivivere un&#8217; opera, ora riletta e immaginata da un gruppo di     adolescenti neo lettori.<strong></p>
<p>La terza fase del progetto è la più bella e     creativa. </strong>I blog sono ora 8, corrispondenti a piccoli gruppi formati da     tre studenti che si cimentano nel duro compito di scrivere qualcosa di     proprio, pubblicarlo e vederselo commentato. Da chi? Da quel nemmeno     troppo silenzioso popolo semiinvisibile, un popolo della rete che quando     meno te l&#8217; aspetti ti bussa la porta per chiederti &#8220;ma il prossimo     capitolo, quando ce lo fai leggere?&#8221;.<br />
E così si diventa piccoli scrittori,     si cerca passo dopo passo di stendere qualcosa di buono, commettendo     errori che diventano barzellette e progressi che si trasformano in     conquiste. Non saranno molti i sei racconti che ogni squadra ( in cui c&#8217;è     un copy, un editor e un webmaster) dovranno produrre entro giugno, ma è     comunque un piccolo passo per farli sentire più vicini a quegli autori che     uno dopo l&#8217; altro incontreranno nel triennio seguente.<br />
Scrittori che per     una volta vedranno forse diversamente, con i loro limiti , le loro     difficoltà, le loro manie.     Perchè alla fine &#8220;scrivere non è mica semplice ehh, però ci piace prof, è     un po&#8217; una terapia&#8221;&#8230;&#8230;come dice Matteo, che ha la pagella che sembra     una schedina del totocalcio, ma intanto racconta e legge delle storie&#8230;.</p>
<p>Simone Ariot</p>
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		<title>Facebook e formazione &#8211; aspetti critici</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2009/12/esperienze-didattiche-multimediali/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 09:05:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>modalogia</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Università del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
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		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[esperienze didattiche multimediali: come sfruttare la rete per costruire una formazione interattiva.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-4688  aligncenter" title="Facebook_0" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2009/12/Facebook_0.jpg" alt="Facebook_0" width="350" height="266" /></p>
<p style="text-align: justify;">Da un po&#8217; di tempo ripercorro questo filone, facendo vari esperimenti. Alcuni riusciti e altri meno. Tutti sporadici. Per mancanza di tempo ma anche per i tempi differiti della rete. Il mio primo lavoro è stato proporre il mio sito <a href="http://www.modalogia.it">www.modalogia.it </a>e poi partendo da lì tutto il resto. Ho scoperto il magico mondo dei blog, la sua immmediata fruibilità. L&#8217;immediatezza dei blog è anche il suo fallimento perchè si fruisce immmediatamente, se ne gode altrettanto immediatamente e poi ci si stanca. Non si commenta più e non si posta più. Si subisce una specie di indigestione da rete che ha bisogno di tempo per guarire e tu ti stanchi, sei sommerso e oppresso e hai bisogno di staccare. Devo dire che la rete mi ha offerto enormi possibilità e una grande visibilità. Ma bisogna saperla manovrare. Come in tutte le realtà è piena di bufale e ancora adesso che sono svezzata, ne ho subita una recente alla quale dedicherò un altro post magari nei prossimi giorni. Ho pensato in primis di buttare le mie idee didattiche in un blog sulla piattaforma blogger e i miei aforismi su splinder. Ma funziona così: se non commenti gli altri, gli altri non commentano te. <strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Siamo tutti egocentrici e l&#8217;interazione è invece  indispensabile. </strong>Quando l&#8217;anno scorso è scoppiato il fenomeno facebook e io ero già presente &#8211; il mio profile infatti è ancora in inglese &#8211; ho provato a lanciare i miei libri e i miei pensieri e a usare facebook come momento di discussione e formazione. Invitavo persone a simposi on line e si discuteva anche per due ore buone sui temi che mi sono cari: moda e sport. Appassionano e c&#8217;è tanto da dire. Ma ho notato alcuni inghippi che ci sono tuttora e non sono stati risolti: i primi hanno a che fare con le relazioni e le dinamiche che si stabiliscono nella rete e i secondi con la tecnologia presente in facebook e simili. Le persone amano la visibilità, ma una visibilità sporadica, fatta di personal spots (io mi presento, lancio un video o un link o una frase o un&#8217;immagine e tu commenti, liberamente. Il mio gioco e la mia esposizione finiscono lì). Il problema nasce quando devo interagire con più persone lasciando commenti. Ho notato che molti si vergognano e se venivano sollecitati da me personalmente anche in privato, mi rispondevano in privato e io invece insistevo nel proporre un&#8217;interazione trasparente e visibile a tutti perchè sennò il confronto reale spariva. Ho natato anche che spesso molti si parlano addoso e non ascoltano gli altri. Hanno qualcosa da dire, la dicono senza poi vedere o scoprire se qualcuno ha già detto la stessa cosa prima o se invece è già stata confutata ecc&#8230; e la discussione nei suoi scopi informativi e dialettici in quel modo si vanifica. In tutto questo rientrano anche i problemi tecnologici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una discussione su facebook in tempo reale è difficoltosa.</strong> I commenti sui post si caricano lentamente, la chat si incanta ed è inutilizzabile. Un confronto avviene comunque in differita e spesso capita che tu hai scritto un qualcosa e l&#8217;altro ti ha riposto ma tu non leggi la risposta perchè  nel frattempo un terzo si è immesso e tu rispondi a lui ma non al primo, creando confusione. Queste esperienze mi hanno arricchito e mi sono servite per scrivere il libro sulla filosofia della moda e ciò significa che un qualche valore formativo almeno per me lo hanno avuto; però i problemi che ho descritto restano e rallentano notevolmente il processo. Inoltre la rete richiede una presenza costante che noi non abbiamo, perchè abbiamo una vita reale, perchè se ci impegniamo un attimo a pensare e a studiare non possiamo dedicarci così proficuamente al confronto sulla rete. Ci vorrebbero dei momenti studiati e dedicati: un appuntamento. Facebook ha pensato anche a questo, creando la pagina evento ma spesso ci si dimentica dell&#8217;evento, dopo aver detto che vi si partecipa e quindi anche qui la differita fa la sua parte, lasciando l&#8217;interlocutore in stand by per troppo tempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un canale utile alla formazione potrebbe essere quello di associare facebook a skype.</strong> Su facebook si dà l&#8217;appuntamento e si lancia la discussione e su skype si sostiene la discussione in conferenza aperta a tutti, là si puo&#8217; fare. Anche magari in video conferenza, così ci si vede e diventa più piacevole perchè si conosce oltre alla penna, anche il volto, che in una società cieca o solo superficiale come è divenuta la nostra, darebbe un chè di concretezza. Queste sono le mie esperienze. Concludo osservando che non sono riuscita e laggere la sintesi presentata da ibridamenti (il link non parte) e quindi potrei aver detto cose ovvie e note. Prometto anche di seguire più da vicino il dibattito per non perdervi nelle analisi e osservazioni future.</p>
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		<title>Da Carlo Magno al rap &#8211; idee in rete</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/11/da-carlo-magno-al-rap-idee-in-rete/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 18:39:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[2.0 per tutti]]></category>
		<category><![CDATA[Dalla rete]]></category>
		<category><![CDATA[E-learning juice]]></category>
		<category><![CDATA[L'Università del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Lo specchio]]></category>
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		<category><![CDATA[Tecnologie didattiche, fatti e misfatti]]></category>
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		<description><![CDATA[

Invitiamo tutti a progettare con noi un percorso formativo che abbia come punto di inizio: La Chanson de Roland e il romanzo cortese.
Possiamo ri-scrivere, inventare, comunicare per immagini,&#8230; massima libertà rispetto ai contenuti proposti, che partendo dalla Chanson de Roland, attraversano la tradizione del poema epico cavalleresco fino all&#8217;Orlando Furioso di Ariosto e&#8230; al Castello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mind42.com/pub/mindmap?mid=93e28f2b-d296-4c49-9dbe-46bf0cc49b56"></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Invitiamo tutti a progettare con noi un percorso formativo che abbia come punto di inizio: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chanson_de_Roland" target="_blank">La Chanson de Roland</a> e il romanzo cortese.<br />
<strong>Possiamo ri-scrivere, inventare, comunicare per immagini,&#8230; massima libertà rispetto ai contenuti proposti, che partendo dalla Chanson de Roland, attraversano la tradizione del poema epico cavalleresco fino all&#8217;<a href="http://www.liberliber.it/biblioteca/a/ariosto/orlando_furioso/html/orl01.htm">Orlando Furioso</a> di Ariosto e&#8230; al <a href="http://www.italocalvino.it/archivio/percorsi/castello-destini-incrociati/">Castello dei destini incrociati</a> di Calvino&#8230; e al rap.</strong><br />
L&#8217;idea è nata <a href="http://www.ibridamenti.com/tecnologie-didattiche-fatti-e-misfatti/2008/10/facciamo-il-punto/" target="_blank">in questo post</a> nell&#8217;intreccio tra problemi di didattica (alunni che si appisolano durante la lezione trasmissiva) e proprietà (taumaturgiche ?) delle tecnologie. Alcuni di noi hanno accettato la sfida di pensare ad un percorso didattico più efficace ed  abbiamo già messo a punto alcune idee sui contenuti da trattare, sulle tematiche sottostanti a questi, sulle attività da svolgere e sulle tecnologie che le potrebbero supportare. Abbiamo formulato, anche, qualche idea su come attivare l&#8217;apprendimento.<br />
Una sintesi più ampia è contenuta nella <a href="http://www.scribd.com/doc/7855057/Il-Romanzo-Cortese" target="_blank">mappa qui collegata</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa seconda mappa <a href="http://mind42.com/pub/mindmap?mid=93e28f2b-d296-4c49-9dbe-46bf0cc49b56">da carlo magno al rap</a>, invece, possiamo vedere una sintesi visiva di parte della discussione e del materiale segnalato</p>
<p style="text-align: center;"><div class="iframe-wrapper">
  <iframe src="http://mind42.com/pub/mindmap?mid=93e28f2b-d296-4c49-9dbe-46bf0cc49b56" frameborder="0" style="height:300px;width:590px;">Please upgrade your browser</iframe>
</div>
<p>Apriamo, quindi, la cortese tenzone con una fase di brainstorming finalizzata ad esplorare il tema attivando più punti di vista.  Anche con le nuove idee passeremo alla fase progettuale.<br />
Per ora: come potremo affrontare la tematica con una classe di 3^ liceo?<br />
<strong>Non sentiamoci vincolati dai limiti presenti in una situazione &#8220;reale&#8221; </strong>(programmi da rispettare, orari rigidi, mancanza di risorse tecnologiche &#8230;.). Facciamo &#8230;. <em>come se</em> &#8230;.  Magari alla fine metteremo i piedi per terra, ma per ora &#8230;..</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Testi di riferimento reperibili in rete gratuitamente:</strong><br />
<strong>1)</strong> Cesare Segre, <a href="http://www.italicon.it/schede/T261-004.pdf"><em>Introduzione a La canzone di Orlando</em></a>, a cura di Bensi M., Milano, Rizzoli 1985, pp. 5-27 [file pdf <a href="http://www.italicon.it/schede/T261-004.pdf">scaricabile gratuiramente </a>in rete]</p>
<p><strong>2) <a href="http://www.bibliotecaitaliana.it/xtf/view?docId=bibit000773/bibit000773.xml">La Chanson de Roland [ testo franco-italiano] </a></strong>in formato digitale<strong> </strong>su<strong> <a href="http://www.bibliotecaitaliana.it/index.php">Biblioteca italiana </a></strong>a cura dell&#8217;Università La Sapienza di Roma<strong> </strong>[Il testo assonanzato franco-italiano de <em>La Chanson de Roland</em>: cod. Marciano fr. IV (= 225)]</p>
<p style="text-align: justify;">Lasse* CLXXXIX &#8211; CXCI sulla morte di Orlando<br />
*Struttura e metro: il testo in antico francese è in lasse di decasillabi legati da assonanza. La lassa è una struttura tipica dell&#8217;epica romanza, xostituita da un insieme di versi con la stessa rima o assonanza, con numero di versi variabile, a differenza della strofa.</p>
<p style="text-align: center;">CLXXXIX<strong><br />
</strong>Quant Rollant vid che la mort l&#8217;entroprant,<br />
Jus de la testa sur li cors li desant,<br />
Desuz un pin est aleç corant,<br />
Sur l&#8217;erbe verde sì s&#8217;è colçé [ç]assant,<br />
Desor lui se mist sa spea et l&#8217;olifant.<br />
Tornet son cef vers Espagne la grant,<br />
Che Çarlo die e str[et]ote sa çant,<br />
Li gentils c[o]ns, qu&#8217;il seit mort combatant.<br />
Il bat soa colpe, sì trait Deus a garant,<br />
Por ses pecieç ver&#8217; Deus tend ses mant.<br />
CXC<br />
Quant vid Rollant de so temp n&#8217;i à plu,<br />
Devers Espagne cist in un poi agù;<br />
A son pung destre ait ses pieç batù:<br />
- Deus, miserere, per la toa vertù,<br />
De mes peçieç, de gran et de menù,<br />
Che eo ai fait dès ore que neç fu&#8217;<br />
Jusque ces jors que ci sui conseù! -<br />
Son destre mans vers Deus à tendù.<br />
L&#8217;angle de cel est a lui descendù.<br />
CXCI<br />
Li cont Rollant se cist desot un pin.<br />
De tantes çoses a remembre[r] li prist,<br />
De França dolçe et des homes de son loy,<br />
E de ses oncle Karlo Maine, che·l norì,<br />
De Françeis, dond il è stes fi.<br />
Nen poit muer n&#8217;en plur et n&#8217;en sospir.<br />
Mais si meesme nen volt metre in oblìe,<br />
Clameit sa colpe, preioit Deo mercì:<br />
- Vere paterne, que unque no mentì,<br />
Santo Laçaron da mort resurexì,<br />
Li trois enfant qui êl fog furent mi,<br />
Sancte Marìe ses pecié demetì,<br />
Enz en la croice per nos volis morì,<br />
Al terço jors resusitas tot vi,<br />
Gardeç-me l&#8217;arme, che non seit impeìe<br />
Por ses pecieç che en sa vie fi. -<br />
Son destre gant vers Deu en prist ofrì,<br />
Desuç son braç el tint son elme enclin,<br />
Jontes ses mai[n]s est allé sa fin.<br />
Deus li tramist li angle Cherubin<br />
E santo Michael de la Mere del Perin;<br />
Insemble cels saint Gabriel li vin:<br />
L&#8217;arme del cont en port en paradis.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>3)</strong> <a href="http://www.hs-augsburg.de/~harsch/gallica/Chronologie/11siecle/Roland/rol_ch04.html">La Chanson de Roland</a> <strong>[testo in lingua d'oil] </strong>manoscritto di Oxford, Édition de Raoul Mortier (1940) scaricabile gratuitamente su <a href="http://www.hs-augsburg.de/~harsch/gallica/Chronologie/11siecle/Roland/rol_ch04.html">bibliotheca Augustana,</a> e su<a href="http://fr.wikisource.org/wiki/La_Chanson_de_Roland_(%C3%89dition_de_L%C3%A9on_Gautier)"> wikisource</a>]</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: center;">CLXXIV<br />
2355<br />
Ço sent Rollant que la mort le tresprent,<br />
f.43r<br />
Devers la teste sur le quer li descent.<br />
Desuz un pin i est alet curant,<br />
Sur l&#8217;erbe verte s&#8217;i est culcet adenz,<br />
Desuz lui met s&#8217;espee e l&#8217;olifan (en sumet);<br />
2360<br />
Turnat sa teste vers la paiene gent;<br />
Pur ço l&#8217;at fait que il voelt veirement<br />
Que Carles diet e trestute sa gent,<br />
Li gentilz quens, qu&#8217;il fut mort cunquerant.<br />
Cleimet sa culpe e menut e suvent;<br />
2365<br />
Pur ses pecchez Deu (recleimet) en puroffrid lo guant. AOI.</p>
<p style="text-align: center;">CLXXV<br />
Ço sent Rollant de sun tens n&#8217;i ad plus.<br />
Devers Espaigne est en un pui agut;<br />
A l&#8217;une main si ad sun piz batud:<br />
«Deus, meie culpe vers les tues vertuz<br />
2370<br />
De mes pecchez, des granz e des menuz<br />
Que jo ai fait des l&#8217;ure que nez fui<br />
Tresqu&#8217;a cest jur que ci sui consoüt!»<br />
Sun destre guant en ad vers Deu tendut:<br />
Angles del ciel i descendent a lui. AOI.</p>
<p style="text-align: center;">CLXXVI<br />
2375<br />
Li quens Rollant se jut desuz un pin;<br />
Envers Espaigne en ad turnet sun vis.<br />
De plusurs choses a remembrer li prist:<br />
De tantes teres cum li bers conquist,<br />
De dulce France, des humes de sun lign,<br />
2380<br />
De Carlemagne, sun seignor, kil nurrit.<br />
Ne poet muer n&#8217;en plurt e ne suspirt.<br />
Mais lui meïsme ne volt mettre en ubli,<br />
f.43v<br />
Cleimet sa culpe, si priet Deu mercit:<br />
«Veire Patene, ki unkes ne mentis,<br />
2385<br />
Seint Lazaron de mort resurrexis,<br />
E Daniel des leons guaresis,<br />
Guaris de mei l&#8217;anme de tuz perilz<br />
Pur les pecchez que en ma vie fis!»<br />
Sun destre guant a Deu en puroffrit;<br />
2390<br />
Seint Gabriel de sa main l&#8217;ad pris.<br />
Desur sun braz teneit le chef enclin;<br />
Juntes ses mains est alet a sa fin.<br />
Deus tramist sun angle Cherubin,<br />
E seint Michel del Peril;<br />
2395<br />
Ensembl&#8217;od els sent Gabriel i vint.<br />
L&#8217;anme del cunte portent en pareïs.</p>
<p style="text-align: center;">
<p><strong>Versioni dei passi sopra riportati in altre lingue</strong></p>
<p><strong>italiano corrente </strong>[traduzione  di Ruffini G.,  Guanda Milano 198; in rete il testo è contenuto nel file pdf <a href="http://w3.uniroma1.it/studieuropei/corsi/corsi2008/L%27epica%20romanza.pdf">Letteratura europea e letterature volgari. Le origini e il Duecento</a>]</p>
<p style="text-align: center;">CLXXIV<br />
Orlando sente che la morte lo invade,<br />
dalla testa sul cuore gli discende,<br />
Sotto un pino se ne va correndo,<br />
sull&#8217;erba verde si è coricato prono.<br />
Sotto di sé mette la spada e il corno.<br />
Ha rivolto il capo verso la pagana gente:<br />
l&#8217;ha fatto perché in verità desidera<br />
che Carlo dica a tutta la sua gente<br />
che da vincitore è morto il nobile conte.<br />
Confessa la sua colpa rapido e sovente,<br />
Per i suoi peccati tende il guanto a Dio.</p>
<p style="text-align: center;">CLXXIV<br />
Orlando sente che il suo tempo è finito.<br />
Sta sopra un poggio scosceso,<br />
verso Spagna con una mano s&#8217;è battuto il petto:<br />
&#8220;Dio, mea culpa, per la grazia tua,<br />
dei miei peccati, dei piccoli e dei grandi,<br />
che ho commesso dal giorno che son nato<br />
fino a questo giorno<br />
fino a questo giorno in cui sono abbattuto!&#8221;.<br />
Il guanto destro ha teso verso Dio.<br />
Angeli del cielo sino a lui discendono.</p>
<p style="text-align: center;">CLXXV<br />
Il conte Orlando è disteso sotto un pino,<br />
verso la Spagna ha rivolto il viso.<br />
Di molte cose comincia a ricordarsi,<br />
di tante terre che ha conquistato, il prode,<br />
della dolce Francia, della sua stirpe,<br />
di Carlomagno, suo re, che lo nutrì;<br />
non può frenare lacrime e sospiri.<br />
Ma non vuole dimenticare se stesso,<br />
proclama la sua colpa, chiede pietà a Dio:<br />
&#8220;O Padre vero, che giammai mentisci,<br />
tu che resuscitasti Lazzaro da morte<br />
e Daniele salvasti dai leoni,<br />
salva l&#8217;anima mia da tutti i pericoli<br />
per i peccati che in vita commisi!&#8221;<br />
A Dio ha offerto il guanto destro:<br />
san Gabriele con la sua mano l&#8217;ha preso.<br />
Sopra il braccio teneva il capo chino;<br />
con le mani giunte è andato alla sua fine.<br />
Dio gli manda l&#8217;angelo Cherubino<br />
e san Michele del Pericolo del mare;<br />
insieme a loro venne san Gabriele:<br />
portarono in paradiso l&#8217;anima del conte.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;"><strong>inglese corrente </strong>[electronic edition was produced, edited, and prepared by Douglas B. Killings (DeTroyes@AOL.COM), August 1995. Proofreading by R.J. Maley and Douglas B. Killings. Document scanning provided by R.J. Maley <a href="http://omacl.org/Roland/r162-233.html">The Online Medieval and Classical Library </a>]</p>
<p style="text-align: center;">CLXXIV</p>
<p style="text-align: center;">2355 But Rollant felt that death had made a way<br />
Down from his head till on his heart it lay;<br />
Beneath a pine running in haste he came,<br />
On the green grass he lay there on his face;<br />
His olifant and sword beneath him placed,<br />
2360 Turning his head towards the pagan race,<br />
Now this he did, in truth, that Charles might say<br />
(As he desired) and all the Franks his race; &#8211;<br />
&#8216;Ah, gentle count; conquering he was slain!&#8217; &#8211;<br />
He owned his faults often and every way,<br />
2365 And for his sins his glove to God upraised.</p>
<p style="text-align: center;">CLXXV</p>
<p style="text-align: center;">But Rollant feels he&#8217;s no more time to seek;<br />
Looking to Spain, he lies on a sharp peak,<br />
And with one hand upon his breast he beats:<br />
&#8220;Mea Culpa!  God, by Thy Virtues clean<br />
2370 Me from my sins, the mortal and the mean,<br />
Which from the hour that I was born have been<br />
Until this day, when life is ended here!&#8221;<br />
Holds out his glove towards God, as he speaks<br />
Angels descend from heaven on that scene.</p>
<p style="text-align: center;">CLXXVI</p>
<p style="text-align: center;">2375 The count Rollanz, beneath a pine he sits,;<br />
Turning his eyes towards Spain, he begins<br />
Remembering so many divers things:<br />
So many lands where he went conquering,<br />
And France the Douce, the heroes of his kin,<br />
2380 And Charlemagne, his lord who nourished him.<br />
Nor can he help but weep and sigh at this.<br />
But his own self, he&#8217;s not forgotten him,<br />
He owns his faults, and God&#8217;s forgiveness bids:<br />
&#8220;Very Father, in Whom no falsehood is,<br />
2385 Saint Lazaron from death Thou didst remit,<br />
And Daniel save from the lions&#8217; pit;<br />
My soul in me preserve from all perils<br />
And from the sins I did in life commit!&#8221;<br />
His right-hand glove, to God he offers it<br />
2390 Saint Gabriel from&#8217;s hand hath taken it.<br />
Over his arm his head bows down and slips,<br />
He joins his hands: and so is life finish&#8217;d.<br />
God sent him down His angel cherubin,<br />
And Saint Michael, we worship in peril;<br />
2395 And by their side Saint Gabriel alit;<br />
So the count&#8217;s soul they bare to Paradis.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong> francese corrente</strong> [su <a href="http://fr.wikisource.org/wiki/La_Chanson_de_Roland_(%C3%89dition_de_L%C3%A9on_Gautier)">wikisource</a> e su traduction tirée de l'Anthologie  "De fil en aiguille" vol.1, p.26]</p>
<p style="text-align: center;">CLXXIV</p>
<p style="text-align: center;">Roland sent que la mort le prend.<br />
De la tête au cœur elle descend :<br />
En courant il est allé sous un pin.<br />
Sur l&#8217;herbe verte il s&#8217;est couché face contre terre.<br />
Sous lui il met son épée et son olifant.<br />
Il a tourné la tête du côté des païens :<br />
Il l&#8217;a fait parce qu&#8217;il veut vraiment<br />
Que Charles dise, ainsi que tous les siens,<br />
Que le noble comte, il est mort en conquérant.<br />
Il bat sa coulpe à plusieurs reprises.<br />
Pour ses péchés il offre à Dieu son gant. AOI</p>
<p style="text-align: center;">CLXXV<br />
Roland sent que son temps est fini.<br />
Face à l&#8217;Espagne il est sur un mont à pic :<br />
D&#8217;une main il s&#8217;est frappé la poitrine :<br />
« Dieu, je me repens, devant tes grandes vertus,<br />
De mes péchés, grands et petits,<br />
Que j&#8217;ai fait depuis l&#8217;heure de ma naissance<br />
Jusqu&#8217;à ce jour que je suis ici venu à ma mort ! ».<br />
Il a tendu vers Dieu son gant droit ;<br />
Des anges du ciel descendent à lui.</p>
<p style="text-align: center;">CLXXVI<br />
Le comte Roland est étendu sous un pin,<br />
Vers l&#8217;Espagne il a tourné son visage.<br />
Il s&#8217;est pris à se rappeler bien des choses :<br />
Tant de terres qu&#8217;il a conquises par sa prouesse,<br />
Douce France, les hommes de son lignage,<br />
Charlemagne, son seigneur, qui l&#8217;à élevé ;<br />
Il ne peut s&#8217;empêcher d&#8217;en pleurer et d&#8217;en soupirer,<br />
Mais il ne veut pas s&#8217;oublier lui-même ;<br />
Il bat sa couple, il demande à Dieu merci :<br />
« Vrai Père qui jamais ne mentis,<br />
Toi qui ressuscitas saint Lazare de la mort<br />
Et préservas Daniel des lions,<br />
Préserve mon âme des tous les périls<br />
Causés par les péchés que je fis en ma vie ! »<br />
Il offrit à Dieu son gant droit ;<br />
Saint Gabriel l&#8217;a pris de sa main.<br />
Sur son bras il tenait sa tête inclinée,<br />
Les mains jointes il est allé à sa fin.<br />
Dieu lui a envoyé son ange Chérubin,<br />
Et saint Michel du Péril de la Mer,<br />
Avec eux y est venu saint Gabriel ;<br />
Ils emportent l&#8217;âme du comte en paradis.</p>
<p style="text-align: center;">
<p>proposte didattiche già presenti in rete<br />
<strong>1) ACTIVITY SET 3: La Chanson de Roland</strong><br />
<a rel="nofollow" href="http://www.sedl.org/loteced/scenarios/french_middleages.html">http://www.sedl.org/loteced/scenarios/french_middleages.htm </a><strong><br />
2) Il percorso già progettato da una terza Liceo</strong><br />
<a href="http://blog.scuolaer.it/blog.aspx?IDBlog=986">http://blog.scuolaer.it/blog.aspx?IDBlog=986</a></p>
<p><strong>La sintesi di quanto emerso nel post che ha originato il tutto [commento di Giuliana]</strong></p>
<blockquote><p>L’Activity Set 3 mi sembra possa adattarsi bene con la bella proposta di gg di scrivere versi ottonari a rima baciata e di pensarli in musica (rap, country…). Mi spiego meglio, invece delle trasformazioni dei tempi verbali dal presente al passato (un esercizio di grammatica), provare a scrivere in versi (usare la lingua in modo creativo).</p></blockquote>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<div id="fbilike" style="float:left;margin-right:20px;">
			<fb:like href="http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/11/da-carlo-magno-al-rap-idee-in-rete/" layout="button_count" show_faces="true" width="450" font="verdana" action="like" colorscheme="light" />
		</div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Facciamo il punto</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/tecnologie-didattiche-fatti-e-misfatti/2008/10/facciamo-il-punto/</link>
		<comments>http://www.ibridamenti.com/tecnologie-didattiche-fatti-e-misfatti/2008/10/facciamo-il-punto/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 17:36:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie didattiche, fatti e misfatti]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[e-learning]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologie didattiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Faccio il punto dello stato degli usi didattici delle tecnologie qui da noi citando il parere di due (quanto autorevoli fate voi, per me lo sono) personaggi: Giorgio Olimpo, Direttore  dell&#8217;Istituto per le tecnologie didattiche del CNR e di Aurelio Simone direttore della Scuola IAD, Tor  Vergata. Sono affermazioni fatte nel corso del recente congresso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Faccio il punto dello stato degli usi didattici delle tecnologie qui da noi citando il parere di due (quanto autorevoli fate voi, per me lo sono) personaggi: Giorgio Olimpo, Direttore  dell&#8217;Istituto per le tecnologie didattiche del CNR e di Aurelio Simone direttore della Scuola IAD, Tor  Vergata. Sono affermazioni fatte nel corso del recente congresso della Società Italiane di e-learning (Trento 8 &#8211; 11 ottobre).</p>
<p>Simone <a title="simone" href="http://oltreelearning.blogspot.com/2008/10/siel-08-trento-lapertura.html" target="_blank">dice </a>che in questi anni d&#8217;uso didattico delle tecnologie si è avuto un uso sostitutivo di modalità &#8220;analogiche&#8221; ed in alcuni casi integrativo delle stesse <strong>ma mai si è avuta una innovazione vera</strong>. Il tradizionale è stato ribaltato sulla tecnologia informatica.</p>
<p>Successivamente, nel corso della keynote speach, <a title="olimpo" href="http://oltreelearning.blogspot.com/2008/10/siel-08-le-verit-di-olimpo.html" target="_blank">Olimpo</a> si sofferma sulle cause che hanno portato a questa situazione l&#8217;atteggiamento che ha permeato la tematica e le individua nella cultura <strong>del fare gli interessi di bottega</strong> da parte del mercato, della politica, del mondo della ricerca.</p>
<p>Questa prospettiva del piccolo cabotaggio ha portato a fare un passo indietro sul piano concettuale, si fa didattica con le tecnologie senza tener conto dei risultati della ricerca. mancanza dell&#8217;effetto cumulativo dei risultati della ricerca. Tutti operano nell&#8217;ignoranza, nella non considerazione di quanto altri hanno fatto. Questo avviene perché non esiste un dialogo tra punti di vista parziali e differenti. Avviene, anche, perché raramente si ha accesso alla documentazione di ricerca, che viene occultata se non in quelle parti in cui si descrivono i risultati positivi tacendo colpevolmente su quelli negativi. E questo occultamento di informazioni è tanto più forte quanto più i finanziamenti utilizzati sono di tipo pubblico.</p>
<p>Pare, quindi, che la causa del blocco dell&#8217;innovazione e dell&#8217;impatto autentico e diffuso delle tecnologie sia, prima di tutto, la cultura dell&#8217;interesse di bottega nel determinare il senso che viene prevalentemente dato all&#8217;interesse per le tecnologie.</p>
<p>Se fosse vera questa diagnosi, ci sarebbe poco da ben sperare.</p>
<p>Dato che, personalmente, credo che l&#8217;interesse di bottega sia una delle facce della questione, nutro positive speranze sul futuro della didattica con le tecnologie, speranze che ripongo più sui singoli operatori che sulle istituzioni.</p>
<p>Non so come voi la vediate.</p>
<div id="fbilike" style="float:left;margin-right:20px;">
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		</item>
		<item>
		<title>Io comincio da qui, chi vuol provare?</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/informalearning-making-sense/2008/10/io-comincio-da-qui-chi-vuol-provare/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 08:04:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luisanna Fiorini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informalearning: making sense]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza digitale]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[fantasia]]></category>
		<category><![CDATA[informale]]></category>
		<category><![CDATA[openess]]></category>
		<category><![CDATA[pratiche collaborative]]></category>
		<category><![CDATA[semanticlearning]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni gli ibridi dibattono molto sull&#8217;università del futuro. Stamane, dopo aver scritto un commento a Ipotesi per un Corso di Laurea in Scienze del Web (grazie Mad per averlo levato dallo Spam&#8230; :-)) ho pensato di andare avanti qui. Credo molto nel fare, nei piccoli passi, nell&#8217;agire. in situazione.  In questa dimensione , [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="justify;">In questi giorni gli ibridi dibattono molto sull&#8217;università del futuro. Stamane, dopo aver scritto un commento a <a href="http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/10/ipotesi-per-un-corso-di-laurea-in-scienze-del-web/#comment-22916">Ipotesi per un Corso di Laurea in Scienze del Web</a> (grazie Mad per averlo levato dallo Spam&#8230; :-)) ho pensato di andare avanti qui. Credo molto nel fare, nei piccoli passi, nell&#8217;agire. in situazione.  In questa dimensione , per certi versi  improntata alla <em>poiesis</em>, quest&#8217;anno inizio un percorso di sperimentazione. Io sono un&#8217;artigiana, creo<em> oggetti</em> per l&#8217;apprendimento. Mi piace modellarli, sporcarmi le mani con la creta, vederli prendere forma. Nella mia bottega invito altri artigiani. Perchè? Per imparare insieme, copiarci, ibridarci, rubare con gli occhi e ridefinire con l&#8217;intelligenza creativa. Mettere in rete le competenze. Tutto qui. Chi vuol venire?  Sto allestendo la bottega: metto su il banco degli attrezzi, preparo gli spazi, penso ai processi.  In prima ipotesi i destinatari/protagonisti  saranno miei studenti che, durante corsi più &#8220;formali&#8221;, verrano coinvolti. Chi vuol raccogliere l&#8217;invito, partecipando anche con i suoi studenti, puo&#8217; attivare il <a href="http://openuni.wikispaces.com/"><strong>Join QUI</strong></a>.</p>
<p style="justify;">Condizione unica: il gioco. Scopo: la scoperta. Impegno: tanto. Rischio: destabilizzazione. Stato: BETA, per sempre.</p>
<p style="justify;">Framework: cultura libera, partecipata, co-costruita. Tutti i materiali in chiaro, liberi e gratuiti, orientati alla persona. Si utilizza solo software FLOSS o WebBased. Linguaggio Open. Risorse distribuite Open. Nessuna piattaforma specifica, salvifica: il mash-up di senso è dentro le persone.</p>
<p style="justify;">NON appronteremo nessun Syllabus: non esiste Syllabus statico per competenze in perenne divenire.</p>
<p style="justify;">Riporterò qui il racconto, non so cosa accadrà.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 160px"><a href="http://openuni.wikispaces.com/"><img src="http://openuni.wikispaces.com/file/view/logo.png" alt="Openuni" width="150" height="298" /></a><p class="wp-caption-text">Openuni</p></div>
<p style="justify;">
<div id="fbilike" style="float:left;margin-right:20px;">
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		</item>
		<item>
		<title>Ipotesi per un Corso di Laurea in Scienze del Web</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/10/ipotesi-per-un-corso-di-laurea-in-scienze-del-web/</link>
		<comments>http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/10/ipotesi-per-un-corso-di-laurea-in-scienze-del-web/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 06:46:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Università del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[scienzedelweb]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[università2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<category><![CDATA[webscience]]></category>

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		<description><![CDATA[Ispirato dalla Web Science Research Initiative lanciata da Berners-Lee il &#8220;Corso di Laurea in Scienze del Web&#8221; è stato prima un post e quindi una presentazione per l&#8217;AcaBarCamp di Urbino &#8212; qui il video &#8212; che amplia ed integra l&#8217;argomento con i commenti, le proposte, le critiche ricevute nel mio blog, Moto Browniano.

Provocazione, divertissement intellettuale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ispirato dalla <a href="http://webscience.org/about/">Web Science Research Initiative</a> lanciata da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tim_Berners-Lee">Berners-Lee</a> il &#8220;Corso di Laurea in Scienze del Web&#8221; è stato prima <a href="http://motobrowniano.wordpress.com/2008/08/26/ipotesi-per-un-corso-di-laurea-in-scienze-del-web/" target="_blank">un post</a> e quindi una presentazione per l&#8217;<a href="http://barcamp.org/AcaBarCamp" target="_blank">AcaBarCamp di Urbino</a> &#8212; <a href="http://www.ilcannocchiale.tv/video/5724" target="_blank">qui</a> il video &#8212; che amplia ed integra l&#8217;argomento con i commenti, le proposte, le critiche ricevute nel mio blog, <a href="http://motobrowniano.wordpress.com/" target="_blank">Moto Browniano</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><object width="425" height="348"><param name="movie" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=ipotesicdlscienzedelweb-1223888929689659-8"/><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed src="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=ipotesicdlscienzedelweb-1223888929689659-8"  type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="348"></embed></object></p>
<p>Provocazione, <em>divertissement</em> intellettuale, gioco di società che sia il tema ha interessato <em>blogger</em>, studenti, docenti e quindi mi piacerebbe che la discussione proseguisse qui, su <a href="http://www.ibridamenti.com" target="_blank">Ibrid@menti</a>, un luogo stimolante di contaminazioni culturali e sfide creative.</p>
<p>In breve, per introdurre le <em>slides</em>, una serie di domande.</p>
<p><strong>Dando per scontato l’approccio multidisciplinare, </strong><strong>le domande sono:</strong></p>
<p>1) quali sono le materie da inserire in questo ipotetico &#8220;Corso di Laurea in Scienze del Web&#8221;?</p>
<p>2) Quali i percorsi formativi da predisporre?</p>
<p>3) Quali sono le conoscenze e le competenze che uno studente uscito da questo corso di laurea dovrebbe possedere?</p>
<p>4) Che tipo di didattica &#8212; presumibilmente innovativa &#8212; adottare?</p>
<div id="fbilike" style="float:left;margin-right:20px;">
			<fb:like href="http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/10/ipotesi-per-un-corso-di-laurea-in-scienze-del-web/" layout="button_count" show_faces="true" width="450" font="verdana" action="like" colorscheme="light" />
		</div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/10/ipotesi-per-un-corso-di-laurea-in-scienze-del-web/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Ancora le tecnologie didattiche?</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/tecnologie-didattiche-fatti-e-misfatti/2008/10/ancora-le-tecnologie-didattiche/</link>
		<comments>http://www.ibridamenti.com/tecnologie-didattiche-fatti-e-misfatti/2008/10/ancora-le-tecnologie-didattiche/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 08:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie didattiche, fatti e misfatti]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[e-learning]]></category>
		<category><![CDATA[learning]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologie didattiche]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ibridamenti.com/?p=1442</guid>
		<description><![CDATA[ 
Perché parlare di tecnologie didattiche? Perché lo fanno tutti (spesso a sproposito) e lo facciamo anche qui (sperando non a sproposito). Perché fatti e misfatti? Perché sulla questione si sono compiuti fatti (pochi) e misfatti (il più delle volte).
Una attenzione, quindi, all&#8217;uso delle tecnologie digitali e di rete nell&#8217;insegnamento e nell&#8217;apprendimento senza falsi entusiasmi [...]]]></description>
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<p>Perché parlare di tecnologie didattiche? Perché lo fanno tutti (spesso a sproposito) e lo facciamo anche qui (sperando non a sproposito). Perché fatti e misfatti? Perché sulla questione si sono compiuti fatti (pochi) e misfatti (il più delle volte).</p>
<p>Una attenzione, quindi, all&#8217;uso delle tecnologie digitali e di rete nell&#8217;insegnamento e nell&#8217;apprendimento senza falsi entusiasmi ed acritici rifiuti, senza iperboli e furbate. Con quel minimo di onestà culturale e scientifica che renda credibile il nostro discorso.</p>
<p>Una breve premessa per designare il contesto culturale che mi guida in questa rubrica.</p>
<p>Svolgo questo &#8220;discorso&#8221; in rete da quasi due anni nel blog &#8220;Oltre l&#8217;e-learning&#8221;, ribattezzato un anno fa &#8220;<a title="oltre" href="http://oltreelearning.blogspot.com/" target="_self">Apprendere (con e senza le tecnologie)</a>&#8220;. L&#8217; &#8220;oltre&#8221;  della denominazione originaria perché il mio atteggiamento culturale era di stanchezza per tutte le nefandezze che si andavano a dire ed a fare sotto la <a title="buzzwd" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Buzzword" target="_blank">buzzword</a> di e-learning  e volevo dare un contributo per superare il concetto ed il termine. Stancato anche di andare &#8220;contro&#8221;, mi sono concettualmente riposizionato sulla vera ragione per cui, a  mio avviso, le tecnologie sono utili negli ambienti, scolastici, educativi, formativi: l&#8217;apprendimento ed il suo miglioramento usando opportunamente le tecnologie.</p>
<p>Ho allargato la riflessione solipsistica del blog nel network &#8220;<a title="oed" href="http://orientamentiedisorientamenti.ning.com/" target="_blank">Orientamenti e disorientamenti negli usi didattici delle tecnologie</a>&#8220;. Un buon numero di aderenti; una conversazione ad andamento altalenante.</p>
<p>Con questa rubrica gli spazi per la conversazione aumentano. Spero che oltre a crescere in larghezza, la conversazione cresca anche in profondità.</p>
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