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	<title>Ibrid@menti &#187; critica</title>
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	<description>Blog collettivo ideato dall'Università Ca' Foscari di Venezia per proporre nuovi modelli di ricerca universitaria</description>
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		<title>Facebook e formazione &#8211; aspetti critici</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 09:05:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>modalogia</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Università del futuro]]></category>
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		<description><![CDATA[esperienze didattiche multimediali: come sfruttare la rete per costruire una formazione interattiva.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-4688  aligncenter" title="Facebook_0" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2009/12/Facebook_0.jpg" alt="Facebook_0" width="350" height="266" /></p>
<p style="text-align: justify;">Da un po&#8217; di tempo ripercorro questo filone, facendo vari esperimenti. Alcuni riusciti e altri meno. Tutti sporadici. Per mancanza di tempo ma anche per i tempi differiti della rete. Il mio primo lavoro è stato proporre il mio sito <a href="http://www.modalogia.it">www.modalogia.it </a>e poi partendo da lì tutto il resto. Ho scoperto il magico mondo dei blog, la sua immmediata fruibilità. L&#8217;immediatezza dei blog è anche il suo fallimento perchè si fruisce immmediatamente, se ne gode altrettanto immediatamente e poi ci si stanca. Non si commenta più e non si posta più. Si subisce una specie di indigestione da rete che ha bisogno di tempo per guarire e tu ti stanchi, sei sommerso e oppresso e hai bisogno di staccare. Devo dire che la rete mi ha offerto enormi possibilità e una grande visibilità. Ma bisogna saperla manovrare. Come in tutte le realtà è piena di bufale e ancora adesso che sono svezzata, ne ho subita una recente alla quale dedicherò un altro post magari nei prossimi giorni. Ho pensato in primis di buttare le mie idee didattiche in un blog sulla piattaforma blogger e i miei aforismi su splinder. Ma funziona così: se non commenti gli altri, gli altri non commentano te. <strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Siamo tutti egocentrici e l&#8217;interazione è invece  indispensabile. </strong>Quando l&#8217;anno scorso è scoppiato il fenomeno facebook e io ero già presente &#8211; il mio profile infatti è ancora in inglese &#8211; ho provato a lanciare i miei libri e i miei pensieri e a usare facebook come momento di discussione e formazione. Invitavo persone a simposi on line e si discuteva anche per due ore buone sui temi che mi sono cari: moda e sport. Appassionano e c&#8217;è tanto da dire. Ma ho notato alcuni inghippi che ci sono tuttora e non sono stati risolti: i primi hanno a che fare con le relazioni e le dinamiche che si stabiliscono nella rete e i secondi con la tecnologia presente in facebook e simili. Le persone amano la visibilità, ma una visibilità sporadica, fatta di personal spots (io mi presento, lancio un video o un link o una frase o un&#8217;immagine e tu commenti, liberamente. Il mio gioco e la mia esposizione finiscono lì). Il problema nasce quando devo interagire con più persone lasciando commenti. Ho notato che molti si vergognano e se venivano sollecitati da me personalmente anche in privato, mi rispondevano in privato e io invece insistevo nel proporre un&#8217;interazione trasparente e visibile a tutti perchè sennò il confronto reale spariva. Ho natato anche che spesso molti si parlano addoso e non ascoltano gli altri. Hanno qualcosa da dire, la dicono senza poi vedere o scoprire se qualcuno ha già detto la stessa cosa prima o se invece è già stata confutata ecc&#8230; e la discussione nei suoi scopi informativi e dialettici in quel modo si vanifica. In tutto questo rientrano anche i problemi tecnologici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una discussione su facebook in tempo reale è difficoltosa.</strong> I commenti sui post si caricano lentamente, la chat si incanta ed è inutilizzabile. Un confronto avviene comunque in differita e spesso capita che tu hai scritto un qualcosa e l&#8217;altro ti ha riposto ma tu non leggi la risposta perchè  nel frattempo un terzo si è immesso e tu rispondi a lui ma non al primo, creando confusione. Queste esperienze mi hanno arricchito e mi sono servite per scrivere il libro sulla filosofia della moda e ciò significa che un qualche valore formativo almeno per me lo hanno avuto; però i problemi che ho descritto restano e rallentano notevolmente il processo. Inoltre la rete richiede una presenza costante che noi non abbiamo, perchè abbiamo una vita reale, perchè se ci impegniamo un attimo a pensare e a studiare non possiamo dedicarci così proficuamente al confronto sulla rete. Ci vorrebbero dei momenti studiati e dedicati: un appuntamento. Facebook ha pensato anche a questo, creando la pagina evento ma spesso ci si dimentica dell&#8217;evento, dopo aver detto che vi si partecipa e quindi anche qui la differita fa la sua parte, lasciando l&#8217;interlocutore in stand by per troppo tempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un canale utile alla formazione potrebbe essere quello di associare facebook a skype.</strong> Su facebook si dà l&#8217;appuntamento e si lancia la discussione e su skype si sostiene la discussione in conferenza aperta a tutti, là si puo&#8217; fare. Anche magari in video conferenza, così ci si vede e diventa più piacevole perchè si conosce oltre alla penna, anche il volto, che in una società cieca o solo superficiale come è divenuta la nostra, darebbe un chè di concretezza. Queste sono le mie esperienze. Concludo osservando che non sono riuscita e laggere la sintesi presentata da ibridamenti (il link non parte) e quindi potrei aver detto cose ovvie e note. Prometto anche di seguire più da vicino il dibattito per non perdervi nelle analisi e osservazioni future.</p>
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