<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ibrid@menti &#187; cambiamenti</title>
	<atom:link href="http://www.ibridamenti.com/tag/cambiamenti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ibridamenti.com</link>
	<description>Blog collettivo ideato dall'Università Ca' Foscari di Venezia per proporre nuovi modelli di ricerca universitaria</description>
	<lastBuildDate>Mon, 30 Jan 2012 19:13:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1</generator>
		<item>
		<title>Diario di un milanese #11 [La città che cambia - Lettera morta.]</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/diario-di-un-milanese/2009/02/diario-di-un-milanese-11-la-citta-che-cambia-lettera-morta/</link>
		<comments>http://www.ibridamenti.com/diario-di-un-milanese/2009/02/diario-di-un-milanese-11-la-citta-che-cambia-lettera-morta/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 11:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di un milanese]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti]]></category>
		<category><![CDATA[franz krauspenhaar]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ibridamenti.com/?p=3345</guid>
		<description><![CDATA[Una volta questa città era un coro. Si aprivano le porte al grigio, alla nebbia. Nel sole c’era oro. I ricordi svisano come tracce, sono sabbia sotto le ore, le mani sudano, e la pietà incalza. Stavamo stesi sui balconi, come lenzuoli, a guardare i cortili, il gioco dei bambini, noi stessi, l’asfalto, e le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3346" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2009/02/dolce-vita-135x100.jpg" alt="dolce-vita" width="271" height="201" /></p>
<p>Una volta questa città era un coro.<br />
Si aprivano le porte al grigio,<br />
alla nebbia. Nel sole c’era oro.</p>
<p>I ricordi svisano come tracce,<br />
sono sabbia sotto le ore, le mani<br />
sudano, e la pietà incalza.<span id="more-3345"></span></p>
<p>Stavamo stesi sui balconi, come<br />
lenzuoli, a guardare i cortili,<br />
il gioco dei bambini, noi stessi,<br />
l’asfalto, e le rare, fonde buche.</p>
<p>Le auto così piccole, sulla ghiaia.<br />
Facendo quattro passi eravamo<br />
fuori, a leccare comignoli.</p>
<p>Non si capiva dove stava la sera,<br />
e il confine, sull’occhio dell’erba,<br />
fuori città. Sentivo chiamare<br />
le canzoni: “Azzurro”, e “Occhi<br />
miei”. Mia madre mi prendeva<br />
la mano, sotto la Rinascente,<br />
prima dell’estate; rinfrescava<br />
al piano abbigliamento.</p>
<p>Poi anni, nient’altro. Gemere<br />
di chiavi, nella sera sparuta.<br />
Arroccata. Le sirene, sotto,<br />
serpenti di latta. Auto pesanti.</p>
<p>Piccoli, i ragazzi. Neri, rossi.<br />
Sotto al liceo, le motociclette.<br />
Venivano a festa le carrozze<br />
e i sandali, e il rock bandito.</p>
<p>Rumore di chiavi; spazzolare<br />
il sangue dai crani. Le lotte,<br />
e sotto, nelle piazze, le bombe.</p>
<p>Finché, lentamente, l’allentare.<br />
In disco era come sull’Hudson,<br />
nuotavano pesci variopinti,<br />
tra danze e bacini storti, e colori<br />
autunnali. La moda, dipinta<br />
a bandiere firmate, e prosecco<br />
nelle fauci ritmate dal jazz.</p>
<p>Cambiare, lavorare, andare secchi<br />
nell’era post atomica, la tangente<br />
sordida, la svelazione, il mistero<br />
cupo negli occhi, inizio di una era<br />
senza speranza, o meno.</p>
<p>Doppiate le cime, navighiamo<br />
verso il Duomo. Con pochi soldi<br />
nel sottile fenolo della crisi, ognuno<br />
tappato in casa; a consumare le unghie<br />
sui computer, scrivendo lettera morta.</p>
<p>[Immagine: Franz Krauspenhaar - Dolce Vita 2000]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ibridamenti.com/diario-di-un-milanese/2009/02/diario-di-un-milanese-11-la-citta-che-cambia-lettera-morta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

