Nuovi futurismi in rete?

Minerva84
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Non vi è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro.

Cento anni dopo la pubblicazione del manifesto del Futurismo la cultura italiana cerca di fare i conti con un movimento scomodo per le implicazioni politiche e sociali oltre che per i legami che esso ha avuto con un periodo della nostra storia che in molti vorrebbero dimenticare: si cerca di riportare la produzione letteraria e artistica di quegli anni ad una dimensione creativa, valutandone i fattori positivi e cercando di scalfire il pregiudizio. Ma che n’è stato della tradizione futurista? Esiste un’eredità futurista, al pari di quella romantica e realista ad esempio, che non si identifichi con l’elitaria nostalgia di alcuni personaggi legati ad ambienti politici specifici? Sabato scorso mi è capitato di assistere ad un evento interamente organizzato via Facebook.  In una delle piazze principali della mia città un buon numero di ragazzi si è dato appuntamento per il primo Pillow Fight parmense: cuscini nascosti in una borsa e al fischio d’inizio via alla battaglia fra gli sguardi perplessi, divertiti e critici di turisti e cittadini.  L’evento aveva un carattere di assoluta gratuità: nessun messaggio da veicolare, nessuno sponsor da promuovere, nessuno scopo specifico da perseguire. Solo divertimento, sola azione. La rete come canale per organizzare una vera a propria installazione vivente (nella cornice di prestigio della città) e per ergersi monumento dell’evento stesso con le foto e i filmati caricati su facebook, sui blog e quant’altro. L’azione per l’azione e per la sua riproduzione con il mezzo più “futurista” che oggi abbiamo: internet, sinonimo di rapidità, connessione, efficacia, grandezza.

Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità

Fino ad oggi si è guardato alla rete come luogo dove le persone potevano coltivare i loro quindici minuti di gloria, come il fine ultimo per il quale venivano realizzati video da caricare su youtube: faccio un gesto non per se stesso, ma per la sua riproducibilità e fruizione via web  (o via tv: leggasi il fenomeno “italia 1″). Un evento tale supera questo stadio: l’evento parte dalla rete come idea, esce dalla rete e si concretizza nella realtà come fatto tangibile, come manifestazione concreta di uno spirito “creativo”, viene vissuto e partecipato da tante persone, in modo attivo e passivo, fa ritorno in rete arricchito e diviene patrimonio della comunità del web. La rete, con il suo carattere essenzialmente democratico, accoglie la testimonianza di questa installazione umana e la rende eterna, anche grazie ai tanti richiami possibili da un luogo all’altro, da un sito all’altro.

Noi siamo sul patrimonio estremo dei secoli! poichè abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente.

La rete è onnipresente appunto e permette di organizzare ovunque queste manifestazioni, dando la concreta possibilità poi di farle viaggiare di computer in computer nei luoghi più lontani. Che queste realtà siano le più genuine e prolifiche eredità di Marinetti?

3 Commenti

  1. MacEwan Writer MacEwan Writer scrive:

    Bel post, intelligente e attuale. Parlare di Futurismo è sempre delicato per via delle implicazioni ideologiche, e tu l’hai saputo fare bene, senza involuzioni. Grazie.

  2. sì mi piace molto questa rilettura del manifesto del futurismo e in particolare questo passaggio:

    “La rete come canale per organizzare una vera a propria installazione vivente (nella cornice di prestigio della città) e per ergersi monumento dell’evento stesso con le foto e i filmati caricati su facebook, sui blog e quant’altro. L’azione per l’azione e per la sua riproduzione con il mezzo più “futurista” che oggi abbiamo: internet, sinonimo di rapidità, connessione, efficacia, grandezza.”

  3. Minerva84 scrive:

    Grazie! Mentre partecipavo da spettatrice a questo evento mi è subito venuto alla memoria il manifesto marinettiano. Ritengo davvero che per certi aspetti la spettacolarità attiva e “creatrice” della rete abbia molti punti di conttatto con questo movimento. Pensiamo solo al concetto di velocità: con un click, in meno di un secondo, posso “lanciare” le mie idee, le mie produzioni per l’intero mondo. Chissà cos’avrebbero fatto i futuristi con internet.

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