<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Emigranti o nativi digitali?</title>
	<atom:link href="http://www.ibridamenti.com/recensioni/saggistica/2008/10/emigranti-o-nativi-digitali/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ibridamenti.com/recensioni/saggistica/2008/10/emigranti-o-nativi-digitali/</link>
	<description>Blog collettivo ideato dall'Università Ca' Foscari di Venezia per proporre nuovi modelli di ricerca universitaria</description>
	<lastBuildDate>Wed, 25 Jan 2012 16:57:48 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1</generator>
	<item>
		<title>Di: Tito Sartori</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/recensioni/saggistica/2008/10/emigranti-o-nativi-digitali/comment-page-1/#comment-23291</link>
		<dc:creator>Tito Sartori</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 15:09:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ibridamenti.com/?p=1167#comment-23291</guid>
		<description>Riprendo una citazione della madre di Gianpiero Lotito, che a sua volta l&#039;aveva citata (gulp!): “A me piacciono le cose che lasciano un segno. Per questo i computer non li capisco e non mi piacciono”. Credo ci sia un equivoco di fondo, molto radicato nella cultura occidentale (per ragioni di brevità scindo con l&#039;accetta Occidente e Oriente, cosa grossolana). L&#039;equivoco è quello di considerare certe porzioni del reale più consistenti di altre, quindi più presenti e tangibili. A queste ultime si assegna lo statuto di cose fisiche, esistenti e in grado di lasciare un segno. Se questa prospettiva è utile ogni giorno nel 90 per cento dei casi e forse più, quando si problematizza un argomento rischia di rivelarsi fuorviante. Ma qui il discorso si farebbe molto. Partiamo però dalla pratica e dai vissuti: i computer (feticcio per indicare il web, simbolo della comunicazione reticolare e interconnessa) provocano segni forti e chiari, per chi intende ascoltarli. Persino emozioni e sentimenti, anche densi e perturbanti... ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Riprendo una citazione della madre di Gianpiero Lotito, che a sua volta l&#8217;aveva citata (gulp!): “A me piacciono le cose che lasciano un segno. Per questo i computer non li capisco e non mi piacciono”. Credo ci sia un equivoco di fondo, molto radicato nella cultura occidentale (per ragioni di brevità scindo con l&#8217;accetta Occidente e Oriente, cosa grossolana). L&#8217;equivoco è quello di considerare certe porzioni del reale più consistenti di altre, quindi più presenti e tangibili. A queste ultime si assegna lo statuto di cose fisiche, esistenti e in grado di lasciare un segno. Se questa prospettiva è utile ogni giorno nel 90 per cento dei casi e forse più, quando si problematizza un argomento rischia di rivelarsi fuorviante. Ma qui il discorso si farebbe molto. Partiamo però dalla pratica e dai vissuti: i computer (feticcio per indicare il web, simbolo della comunicazione reticolare e interconnessa) provocano segni forti e chiari, per chi intende ascoltarli. Persino emozioni e sentimenti, anche densi e perturbanti&#8230; <img src='http://www.ibridamenti.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: romaguido</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/recensioni/saggistica/2008/10/emigranti-o-nativi-digitali/comment-page-1/#comment-22929</link>
		<dc:creator>romaguido</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 09:57:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ibridamenti.com/?p=1167#comment-22929</guid>
		<description>Inserisco nella discussione alcuni interventi di Giorgia Costiniti, Simona Dalla Gatta, Luca Iaconisi, Barbara e la sottoscritta sul blog dei tutor on line riguardo a:

Emigranti, immigrati, nativi: &lt;a href=&quot;http://tutoronlinequalificati.wordpress.com/2008/09/13/adolescenti-nativi-digitali/#comment-355&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui &lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://tutoronlinequalificati.wordpress.com/2008/09/13/adolescenti-nativi-digitali/#comment-394&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;

&lt;strong&gt;REALE (fisico?) e VIRTUALE&lt;/strong&gt;:

&lt;a href=&quot;http://tutoronlinequalificati.wordpress.com/2008/09/20/e-mail-servono-a-qualcosa/#comment-365&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt; (dal # 10 al #17) e &lt;a href=&quot;http://tutoronlinequalificati.wordpress.com/2008/09/09/una-seconda-vita-per-second-life/#comment-184&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt; (dal # 13 al # 18)

I nostri sono semplici flash naif da fruitori della rete curiosi di capire; sarebbe molto interessante invece conoscere il parere di Giorgio Jannis in merito al (presunto?) dualismo tra reale e virtuale.

&lt;strong&gt;IMPORTANTE!&lt;/strong&gt;
Mi accorgo solo ora di aver erroneamente attribuito a Maddalena la frase con cui &lt;strong&gt;Patrizia Appari&lt;/strong&gt; invita a collaborare per la sua rubrica “Mettiamoci in rete”; sono davvero mortificata per il lapsus.

P.S.
@ Barbara: ci mancano le tue incursioni a razzo da uccellino dell’orologio a cucù; quando ti fai viva?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Inserisco nella discussione alcuni interventi di Giorgia Costiniti, Simona Dalla Gatta, Luca Iaconisi, Barbara e la sottoscritta sul blog dei tutor on line riguardo a:</p>
<p>Emigranti, immigrati, nativi: <a href="http://tutoronlinequalificati.wordpress.com/2008/09/13/adolescenti-nativi-digitali/#comment-355" rel="nofollow">qui </a> e <a href="http://tutoronlinequalificati.wordpress.com/2008/09/13/adolescenti-nativi-digitali/#comment-394" rel="nofollow">qui</a></p>
<p><strong>REALE (fisico?) e VIRTUALE</strong>:</p>
<p><a href="http://tutoronlinequalificati.wordpress.com/2008/09/20/e-mail-servono-a-qualcosa/#comment-365" rel="nofollow">qui</a> (dal # 10 al #17) e <a href="http://tutoronlinequalificati.wordpress.com/2008/09/09/una-seconda-vita-per-second-life/#comment-184" rel="nofollow">qui</a> (dal # 13 al # 18)</p>
<p>I nostri sono semplici flash naif da fruitori della rete curiosi di capire; sarebbe molto interessante invece conoscere il parere di Giorgio Jannis in merito al (presunto?) dualismo tra reale e virtuale.</p>
<p><strong>IMPORTANTE!</strong><br />
Mi accorgo solo ora di aver erroneamente attribuito a Maddalena la frase con cui <strong>Patrizia Appari</strong> invita a collaborare per la sua rubrica “Mettiamoci in rete”; sono davvero mortificata per il lapsus.</p>
<p>P.S.<br />
@ Barbara: ci mancano le tue incursioni a razzo da uccellino dell’orologio a cucù; quando ti fai viva?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gianpiero Lotito</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/recensioni/saggistica/2008/10/emigranti-o-nativi-digitali/comment-page-1/#comment-22915</link>
		<dc:creator>Gianpiero Lotito</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 23:07:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ibridamenti.com/?p=1167#comment-22915</guid>
		<description>Quando dico &quot;non capendole&quot; intendo dire &quot;non volendole capire&quot;, &quot;non accettandole&quot; per metterle in discussione. Mi sono accorto che poteva dar luogo a interpretazioni diverse.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando dico &#8220;non capendole&#8221; intendo dire &#8220;non volendole capire&#8221;, &#8220;non accettandole&#8221; per metterle in discussione. Mi sono accorto che poteva dar luogo a interpretazioni diverse.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gianpiero Lotito</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/recensioni/saggistica/2008/10/emigranti-o-nativi-digitali/comment-page-1/#comment-22913</link>
		<dc:creator>Gianpiero Lotito</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 22:59:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ibridamenti.com/?p=1167#comment-22913</guid>
		<description>Finisco la mia risposta a Giorgio. Il problema dell&#039;interpretazione non è un problema della tecnologia ma dell&#039;uomo. La tecnologia non può interpretare, perché è stupida. Il Web semantico è una bella chimera da inseguire, ma senza l&#039;uomo che sostiene la macchina, questa non può interpretare nulla. La tecnologia digitale non è quindi un &quot;traduttore&quot; capace di interpretare, ma un intermediatore che connette due entità fisiche, o un&#039;entità fisica a una virtuale (una persona e un sito, per esempio). E&#039; un disintermediatore nel momento in cui semplifica, per esempio, l&#039;accesso a una determinata informazione rilasciata da un mediatore digitale più complesso. Intermediatore e non traduttore. Connessione e non interpretazione. Ricerca full text (al limite con l&#039;aiuto dei linguaggi naturali) e non semantica vera. Sono limiti, ma non necessariamente, poiché per diventare veramente digitali dobbiamo abbandonare un bel po&#039; dei nostri pensieri pregressi. E&#039; un mondo nuovo, con regole nuove. Più belle, più brutte, più intelligenti o più stupide non importa. Sono nuove. E non capendole o respingendole si rischia solo di rimanerne fuori. Può essere questo un vantaggio?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Finisco la mia risposta a Giorgio. Il problema dell&#8217;interpretazione non è un problema della tecnologia ma dell&#8217;uomo. La tecnologia non può interpretare, perché è stupida. Il Web semantico è una bella chimera da inseguire, ma senza l&#8217;uomo che sostiene la macchina, questa non può interpretare nulla. La tecnologia digitale non è quindi un &#8220;traduttore&#8221; capace di interpretare, ma un intermediatore che connette due entità fisiche, o un&#8217;entità fisica a una virtuale (una persona e un sito, per esempio). E&#8217; un disintermediatore nel momento in cui semplifica, per esempio, l&#8217;accesso a una determinata informazione rilasciata da un mediatore digitale più complesso. Intermediatore e non traduttore. Connessione e non interpretazione. Ricerca full text (al limite con l&#8217;aiuto dei linguaggi naturali) e non semantica vera. Sono limiti, ma non necessariamente, poiché per diventare veramente digitali dobbiamo abbandonare un bel po&#8217; dei nostri pensieri pregressi. E&#8217; un mondo nuovo, con regole nuove. Più belle, più brutte, più intelligenti o più stupide non importa. Sono nuove. E non capendole o respingendole si rischia solo di rimanerne fuori. Può essere questo un vantaggio?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sui banchi con la &#8220;net generation&#8221; &#171; eLearning Goddess</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/recensioni/saggistica/2008/10/emigranti-o-nativi-digitali/comment-page-1/#comment-22906</link>
		<dc:creator>Sui banchi con la &#8220;net generation&#8221; &#171; eLearning Goddess</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 21:30:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ibridamenti.com/?p=1167#comment-22906</guid>
		<description>[...] di prima media e probabilmente lavoreremo con un Blog e un Wiki. Leggendo alcuni commenti a un post mi sono venute molte idee da provare…vorrei collaborare creativamente con loro…come fare in [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] di prima media e probabilmente lavoreremo con un Blog e un Wiki. Leggendo alcuni commenti a un post mi sono venute molte idee da provare…vorrei collaborare creativamente con loro…come fare in [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Rosamaria Guido</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/recensioni/saggistica/2008/10/emigranti-o-nativi-digitali/comment-page-1/#comment-22892</link>
		<dc:creator>Rosamaria Guido</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 19:05:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ibridamenti.com/?p=1167#comment-22892</guid>
		<description>Grazie, Maddalena, avevo pensato a tutto, tranne che a questa eventualità. Ed ho continuato a provare in tutti i modi, così come faccio sempre in questi casi (sarà una caratteristica dei nativi o dei non nativi?). 
Ora provvedete voi a mandare l&#039;ultimo inviato? Come se non bastasse ho cambiato man mano le versioni.
Chiedo scusa se involontariamente vi ho &quot;infestato&quot; il sito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, Maddalena, avevo pensato a tutto, tranne che a questa eventualità. Ed ho continuato a provare in tutti i modi, così come faccio sempre in questi casi (sarà una caratteristica dei nativi o dei non nativi?).<br />
Ora provvedete voi a mandare l&#8217;ultimo inviato? Come se non bastasse ho cambiato man mano le versioni.<br />
Chiedo scusa se involontariamente vi ho &#8220;infestato&#8221; il sito.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: maddalena mapelli</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/recensioni/saggistica/2008/10/emigranti-o-nativi-digitali/comment-page-1/#comment-22888</link>
		<dc:creator>maddalena mapelli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 18:50:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ibridamenti.com/?p=1167#comment-22888</guid>
		<description>@ romaguido
il problema è che se metti dei commenti con dei link, vanno con tutta probabilità nello spam e vengono fermati da WP. Perciò si deve portare pazienza finché o io o Giovanni nonc e ne accorgiamo :-)


@ giuliana
grande. Conta pure sugli ibridi, se hai bisogno di qualsiasi cosa :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ romaguido<br />
il problema è che se metti dei commenti con dei link, vanno con tutta probabilità nello spam e vengono fermati da WP. Perciò si deve portare pazienza finché o io o Giovanni nonc e ne accorgiamo <img src='http://www.ibridamenti.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>@ giuliana<br />
grande. Conta pure sugli ibridi, se hai bisogno di qualsiasi cosa <img src='http://www.ibridamenti.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giuliana guazzaroni</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/recensioni/saggistica/2008/10/emigranti-o-nativi-digitali/comment-page-1/#comment-22878</link>
		<dc:creator>giuliana guazzaroni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 17:22:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ibridamenti.com/?p=1167#comment-22878</guid>
		<description>@Maddalena mi organizzo per &quot;inventare un nuovo modo per formare le giovani generazioni&quot; :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Maddalena mi organizzo per &#8220;inventare un nuovo modo per formare le giovani generazioni&#8221; <img src='http://www.ibridamenti.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gianpiero Lotito</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/recensioni/saggistica/2008/10/emigranti-o-nativi-digitali/comment-page-1/#comment-22847</link>
		<dc:creator>Gianpiero Lotito</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 12:40:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ibridamenti.com/?p=1167#comment-22847</guid>
		<description>Non ho tempo per rispondere in modo più articolato a Giorgio, cosa che farò appena posso verso sera (sono all&#039;estero per lavoro e sto seguendo nella pausa pranzo i vostri commenti che trovo decisamente stimolanti). Non è un problema di &quot;etichette&quot;. La differenza tra chi &quot;subisce&quot; la tecnologia e vi si adegua (gli &quot;immigranti&quot;), chi la vive in modo inconsapevole e per questo la utilizza al massimo (i &quot;nativi&quot;) e chi la vive come una necessità di evoluzione delle proprie capacità comunicative e tecnologiche (gli &quot;emigranti&quot; appunto, che proprio per questo non hanno età o professione precostituita) è sostanziale. Ed è un pretesto (almeno per me lo è stato) per raccontare una storia che è molto più complessa della semplice storia digitale, ed è fatta dalla storia della comunicazione, dei trasporti, dell&#039;editoria, della stampa, della proprietà intellettuale, dei media, delle tecnologie non solo digitali, e da tanti altri elementi (culturali, tecnologici e, perché no, storici) che hanno portato alla nascita di una società che per la prima volta rende immateriali la maggior parte delle sue attività e, tra le tante altre cose, deve porsi il problema di come farà a conservare in modo adeguato tutto quello che ha prodotto prima e tutto quello che produrrà in modo immateriale. Un problema culturale, inter-generazionale, sociale: non dimentichiamo la massa di &quot;inadatti&quot; che questo flusso potrebbe produrre, anche in situazioni lavorative oggi normali. Io l&#039;ho visto accadere nel mondo editoriale, nel quale in pochi anni (meno di dieci) professionalità consolidate da decenni come minimo sono state sconvolte o cancellate. Questo è il problema vero, non etichette o studi che hanno solo il compito (comunque utilissimo) di segmentare abitudini o comportamenti ecc.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho tempo per rispondere in modo più articolato a Giorgio, cosa che farò appena posso verso sera (sono all&#8217;estero per lavoro e sto seguendo nella pausa pranzo i vostri commenti che trovo decisamente stimolanti). Non è un problema di &#8220;etichette&#8221;. La differenza tra chi &#8220;subisce&#8221; la tecnologia e vi si adegua (gli &#8220;immigranti&#8221;), chi la vive in modo inconsapevole e per questo la utilizza al massimo (i &#8220;nativi&#8221;) e chi la vive come una necessità di evoluzione delle proprie capacità comunicative e tecnologiche (gli &#8220;emigranti&#8221; appunto, che proprio per questo non hanno età o professione precostituita) è sostanziale. Ed è un pretesto (almeno per me lo è stato) per raccontare una storia che è molto più complessa della semplice storia digitale, ed è fatta dalla storia della comunicazione, dei trasporti, dell&#8217;editoria, della stampa, della proprietà intellettuale, dei media, delle tecnologie non solo digitali, e da tanti altri elementi (culturali, tecnologici e, perché no, storici) che hanno portato alla nascita di una società che per la prima volta rende immateriali la maggior parte delle sue attività e, tra le tante altre cose, deve porsi il problema di come farà a conservare in modo adeguato tutto quello che ha prodotto prima e tutto quello che produrrà in modo immateriale. Un problema culturale, inter-generazionale, sociale: non dimentichiamo la massa di &#8220;inadatti&#8221; che questo flusso potrebbe produrre, anche in situazioni lavorative oggi normali. Io l&#8217;ho visto accadere nel mondo editoriale, nel quale in pochi anni (meno di dieci) professionalità consolidate da decenni come minimo sono state sconvolte o cancellate. Questo è il problema vero, non etichette o studi che hanno solo il compito (comunque utilissimo) di segmentare abitudini o comportamenti ecc.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giorgio  Jannis</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/recensioni/saggistica/2008/10/emigranti-o-nativi-digitali/comment-page-1/#comment-22840</link>
		<dc:creator>Giorgio  Jannis</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 11:26:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ibridamenti.com/?p=1167#comment-22840</guid>
		<description>Ma perché, una persona fisica non viene interpretata? Una persona online non viene interpretata?
Se interpreto un fatto fisico, uso appunto codici di decodifica (volendo, intermediatori digitali, a patto che digitali sia riferito a *digit* e quindi all&#039;idea di un codice arbitrario, contrapposto a &quot;analogico&quot; e quindi motivato).
L&#039;Enciclopedia, le grammatiche linguistiche e situazionali storicamente sedimentate nella mia cultura mi guidano nella decodifica dell&#039;atto-degno-di-menzione.
La stessa cosa avviene per l&#039;attribuzione di senso agli eventi mediatici: vanno aggiunte le grammatiche specifiche del media che sto fruendo, giornale o tv o web.
Molte di queste nostre competenze in lettura, purtroppo, sono implicite in noi, mai problematizzate, mai descritte in un metalinguaggio se non in modo ingenuo (penso ad esempio agli schemi interpretativi di un ragazzino che segue appassionatamente un telefilm, e comprende per immedesimazione o confronto posture esistenziali e dinamiche affettive proprie della sua età).

Se vedo fumo, penso all&#039;incendio e scappo.
Se sono stato educato ad associare il suono di una sirena con il fuoco, penso all&#039;incendio e scappo.

In entrambi i casi compio azioni semiotiche, interpreto segni indifferentemente &quot;naturali&quot; o &quot;manufatti&quot;, maneggio codici.
Poi ho cognizione dell&#039;evento, e adotto un comportamento: la stessa cognizione, lo stesso comportamento, indifferentemente dal segno iniziale.

Quindi si capisce che è necessario oggi aggiornare i codici e diffonderli, a partire dalla scuola.
Partendo dalle grammatiche dagli strumenti di comunicazione, perché anche in una foto l&#039;inquadratura è scelta, manipolazione, negoziazione di senso, e ogni media ritaglia la situazione e i flussi secondo le proprie peculiarità, per arrivare a cittadini (abitanti) in grado comunque di esporsi a flussi informativi plurimi e a dare espressione di sé e delle proprie idee, magari in una socialità ricca e calda, biodigitale.

Tra immigrazione e emigrazione, a me interessa la migrazione culturale epocale che tutto il consorzio umano sta compiendo, verso un mondo connesso. Le etichette poi rappresentano solo un punto di vista, talvolta localmente utile, sulla direzione del movimento, oppure sull&#039;età di coloro che si son trovati il web addosso senza averlo visto arrivare.
Poi ci sono informatici che non sanno abitare in rete, oppure settantenni perfettamente sintonizzati sul nuovo ritmo della socialità, oppure quindicenni raffinati registi dei propri allestimenti identitari in rete.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma perché, una persona fisica non viene interpretata? Una persona online non viene interpretata?<br />
Se interpreto un fatto fisico, uso appunto codici di decodifica (volendo, intermediatori digitali, a patto che digitali sia riferito a *digit* e quindi all&#8217;idea di un codice arbitrario, contrapposto a &#8220;analogico&#8221; e quindi motivato).<br />
L&#8217;Enciclopedia, le grammatiche linguistiche e situazionali storicamente sedimentate nella mia cultura mi guidano nella decodifica dell&#8217;atto-degno-di-menzione.<br />
La stessa cosa avviene per l&#8217;attribuzione di senso agli eventi mediatici: vanno aggiunte le grammatiche specifiche del media che sto fruendo, giornale o tv o web.<br />
Molte di queste nostre competenze in lettura, purtroppo, sono implicite in noi, mai problematizzate, mai descritte in un metalinguaggio se non in modo ingenuo (penso ad esempio agli schemi interpretativi di un ragazzino che segue appassionatamente un telefilm, e comprende per immedesimazione o confronto posture esistenziali e dinamiche affettive proprie della sua età).</p>
<p>Se vedo fumo, penso all&#8217;incendio e scappo.<br />
Se sono stato educato ad associare il suono di una sirena con il fuoco, penso all&#8217;incendio e scappo.</p>
<p>In entrambi i casi compio azioni semiotiche, interpreto segni indifferentemente &#8220;naturali&#8221; o &#8220;manufatti&#8221;, maneggio codici.<br />
Poi ho cognizione dell&#8217;evento, e adotto un comportamento: la stessa cognizione, lo stesso comportamento, indifferentemente dal segno iniziale.</p>
<p>Quindi si capisce che è necessario oggi aggiornare i codici e diffonderli, a partire dalla scuola.<br />
Partendo dalle grammatiche dagli strumenti di comunicazione, perché anche in una foto l&#8217;inquadratura è scelta, manipolazione, negoziazione di senso, e ogni media ritaglia la situazione e i flussi secondo le proprie peculiarità, per arrivare a cittadini (abitanti) in grado comunque di esporsi a flussi informativi plurimi e a dare espressione di sé e delle proprie idee, magari in una socialità ricca e calda, biodigitale.</p>
<p>Tra immigrazione e emigrazione, a me interessa la migrazione culturale epocale che tutto il consorzio umano sta compiendo, verso un mondo connesso. Le etichette poi rappresentano solo un punto di vista, talvolta localmente utile, sulla direzione del movimento, oppure sull&#8217;età di coloro che si son trovati il web addosso senza averlo visto arrivare.<br />
Poi ci sono informatici che non sanno abitare in rete, oppure settantenni perfettamente sintonizzati sul nuovo ritmo della socialità, oppure quindicenni raffinati registi dei propri allestimenti identitari in rete.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

