Freud e Camon: appunti per una recensione di una recensione

Fabio Foti
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Freud, L'interpretazione dei Sogni, Bollati Boringhieri, 2010

Ferdinando Camon recensisce Freud su Tuttolibri di ieri.
Considerato che non c’è molto da aggiungere a quello che è già stato scritto sull’argomento e che Camon non è un terapeuta che possa portare un contributo clinico, né uno storico che possa rileggere la vicenda della psicanalisi con nuovi documenti, forse non restava che offrire una propria visione, parziale e soggettiva. Dispiace però che abbia scelto d’idealizzare la psicanalisi con l’entusiasmo estremista di un neoadepto, proprio lui che dovrebbe ben conoscere pregi e limiti di una pratica “terapeutica” ormai più che centenaria.

Non si può infatti, nel 2010, riproporre una visione ingenua e “mitica” come questa:

“Un uomo, una donna non è quello che è quando scrive, mangia, discute, fa l’amore: un uomo, una donna lo conosci quando ne conosci i sogni. Entrando nei suoi sogni, entri in uno spazio che neanche lui conosce. Quando ti racconta un sogno, ti dice di sé qualcosa che non sa. Perciò è sincero. L’uomo che dice quel che sa, o che sa quel che dice, mente”.

Questa idea del sogno e dell’analisi, del linguaggio e della narrazione, dell’autenticità e dell’identità è semplicemente superata. Sono gli stessi analisti attuali ad averla messa in crisi. E per un motivo molto semplice: hanno gradualmente abbandonato l’idolatria dell’inconscio e l’originario sospetto nei confronti del significato (e quindi di quel che si sa e di quel che si dice). Così come cercano, da anni, di integrare saperi e tecniche psicodinamiche con i risultati (ancora scarsetti, in realtà) delle neuroscienze, si propongono anche di uscire dall’isolamento disciplinare sul versante della cultura antropologica e psicologica. E questo comporta qualche rimaneggiamento delle teorie sul sogno, ad esempio.

Per questo non è più corretto affermare (se mai lo è stato), come fa Camon:

“L’interpretazione dei sogni è un allenamento all’espressione, che è l’esatto contrario della repressione: tutto, nella società reprime (scuola, religione, famiglia, ufficio…), tutto in analisi, libera”.

Quest’affermazione è talmente estremista che forse va interpretata (!). Camon oppone le Istituzioni di una società al rapporto duale dell’analisi. Qui non si tratta di essere solo il contrario di qualcosa, ma anche il nemico di qualcuno, anzi, il nemico di tutto ciò che è sociale in quanto istituzionalizzato. Esiste un termine psicopatologico per questa convinzione: megalomania. Ma Camon non è megalomane, perché le sue affermazioni non sono autoreferenziali, ma rimandano a un’Istituzione che rivendica la propria necessità. Questa Istituzione è l’analisi stessa.

Anche qui, mi sembra che Camon sia rimasto un po’ nella retroguardia. Molti analisti hanno compreso che lavorare con il singolo paziente (o cliente) come se tutto il resto non avesse alcuna importanza è un grave errore. Ecco quindi spiegata la crescente attenzione per i gruppi e per le Istituzioni, per la cultura e la biografia, per il corpo e l’ambiente.

Gli eredi di Freud si sono svegliati. Ma qualcuno sogna un Freud che non c’è più.

Link utili: Freud su Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/L%27interpretazione_dei_sogni

La nuova edizione de L’interpretazione dei sogni di Freud sul sito Bollati Boringhieri http://www.bollatiboringhieri.it/scheda.php?codice=9788833920344

13 Commenti

  1. maddalena mapelli ibridamenti scrive:

    un testo decisamente "critico" il tuo Fabio, ma che giudico importante perché, al di là dell'attenzione che Ferdinando Camon ha sempre dedicato a questi argomenti, mette in luce la distanza che può esserci tra le pratiche degli analisti e una lettura del testo di Freud che, pur aderente al testo, è più lontana da tali pratiche. Grazie!

  2. maddalena mapelli ibridamenti scrive:

    un testo decisamente "critico" il tuo Fabio, ma che giudico importante perché, al di là dell'attenzione che Ferdinando Camon ha sempre dedicato a questi argomenti, mette in luce la distanza che può esserci tra le pratiche degli analisti e una lettura del testo di Freud che, pur aderente al testo, è più lontana da tali pratiche. Grazie!

  3. Claudio Basile scrive:

    "Die Traumdeutung" è, probabilmente, il testo più complesso dell'intera opera freudiana (basterebbe considerare il capitolo VII, vera "summa" del pensiero di Freud), ed, a torto, viene da molti considerato come facilmente leggibile, e diffuso, per l'errata convinzione, che porti ad una maggiore conoscenza della propria attività onirica. Ciò detto, va anche spiegato che è un testo che ha subito varie revisioni ed integrazioni, dallo stesso autore, e che, anche oggi, una lettura non-analitica, non è una questione semplice.

  4. Claudio Basile scrive:

    D'altronde, è abbastanza conclamato che l'interpretazione di un sogno non possa affrancarsi da un setting analitico, in quanto mero "prodotto" di quella interazione, e che al di fuori di tale situazione, rischia di diventare solo una banalizzazione, ancor più, uno "svuotamento" del senso metaforico e metonimico del sogno.
    Concordo abbastanza, quindi, con la tua disamina, sulla lettura di Camon, fermo restando che, ed è un mio pensiero, si debba sempre accogliere con benevolenza, chiunque si confronti con lo spessore di certe opere, affinchè le stesse possano avere ancora una "luce", nell'attuale panorama del Pensiero occidentale.
    A tal proposito, se mi conseni, vorrei porre questo link:
    http://www.facebook.com/claudio.basile?v=feed&amp...
    che informa di una mia iniziativa a tal proposito. Nel caso ciò non fosse consentito da regole del tuo blog, puoi anche eliminarlo.
    Grazie per l'ospitalità.

  5. maddalena mapelli ibridamenti scrive:

    @Claudio, ti ringrazio del link e mi dispiace molto non popter partecipare (troppo lontano !). Spero tu abbia la possiiblità di mettere poi in rete qualcosa del seminario. Sulla "benevolenza" concordo appieno. Anche se credo che la rete sia un luogo che favorisce i discorsi critici, di approfondimento e spesso molto diversi da quelli che leggiamo nella carta stampata. Appena ho letto su FB la recensione alla recensione di Fabio, mi è piaciuta molto. Pur rispettando l'opinione di Camon, che ammiro come scrittore, credo anche sia possibile dare voce anche ad altre letture, più legate appunto alle pratiche e ad una attualizzazione del pensiero di Freud.

  6. Sono andato a leggere la recensione e l'effetto è quello descritto da questo post, forse anche un po' peggiore.
    Uno dei miei maestri mi diceva spesso che il punto debole di Freud è la sua tendenza reificatrice, nel senso della sua fede in uno statuto di realtà oggettiva e definitiva delle metafore di cui è stato geniale inventore.
    E d'altra parte quelle metafore hanno offerto un'idea dell'uomo così nuova (così "utile"!) e così radicalmente in contrasto con la società conformista e benpensante nella quale sono nate, che si capisce l'entusiasmo e la fede di Freud prima e dei suoi seguaci poi.
    Però le migliori rivoluzioni finiscono per diventare establishment quando vengono offerte come realtà definitive anziché come possibilità. E dal 1900, oltre a una psicoanalisi che preserva sé stessa e il suo dettato con religioso fervore, abbiamo avuto almeno alcune decine di autori fondamentali che hanno espanso quel punto di vista e gli hanno garantito una lunga vita, persino a costo di metterlo in discussione nelle sue fondamenta.
    Certamente non possiamo accusare di eccessivo "essenzialismo" il padre della psicoanalisi: era medico, d'altra parte! Ma ben altro effetto fa il realismo ingenuo in uno scrittore.
    L'impressione è che l'atteggiamento con cui Camon legge "L'intepretazione" nella sua breve recensione sia, come dire?, alquanto nostalgico.
    Senza togliere nulla alle sue ragioni per essere grati alla psicoanalisi, ne abbiamo oggi di nuove (ed è questa, suppongo, la ragione per ripubblicare questa bibbia cent'anni e passa dopo: sennò quale?).
    Il potere di un testo di incidere sul pensiero del suo tempo si vede anche da quanto ha indotto altri autori a dire la propria al riguardo.
    Freud è il grande iniziatore di una lunga storia, che nella recensione di Camon sembra piuttosto aprirsi e chiudersi con lui.

  7. Fabio Foti Fabio Foti scrive:

    Aggiungo solo una breve riflessione. Quando ho letto la recensione di Camon, mi sono chiesto quale effetto avrebbe prodotto in un lettore bendisposto, alla ricerca di motivi per affrontare la lettura del testo di Freud. La mia impressione è che l'ipotetico lettore bendisposto avrebbe facilmente rinunciato a prendere e leggere "L'interpretazione dei sogni". Ma non perché quella di Camon sia una stroncatura, ovviamente. Solo che quello che Camon valorizza è l'analisi e non il testo. Dice che è l'analisi che rende autentici e liberi, ma non dice praticamente nulla sul valore attuale dell'opera freudiana. Questo fatto mi ha colpito, inizialmente, anche se mi sembrava legittimo e comprensibile portare una testimonianza personale. In realtà, non si comprende benissimo dove finisca la testimonianza e cominci l'illustrazione del pensiero analitico. Camon non dice: io con l'analisi mi sono sentito più libero, ma "tutto in analisi libera". Ora, mi sembrava fuorviante porre la questione in termini così drastici e poco utile al lettore desideroso di conoscere l'attualità di un sapere e di una pratica ancora vitalissimi. Per questo mi è sembrato utile intervenire, spero con il rispetto dovuto ad uno scrittore importantissimo (e direi persino sottovalutato in certi ambienti letterari).
    A proposito, grazie per i vostri commenti!

  8. maddalena scrive:

    @Massimo e @tutti, grazie a te per il tuo contributo a questa discussione e… butto lì un'idea… mi piacerebbe leggere una vostra, una tua, una di Claudio, una di Fabio recensione all'interpretazione dei sogni. Mi avete davvero incuriosita e credo sia importante, se avete un pò di tempo, che scriviate una vostra recensione al libro in questione. E mi piacerebbe leggervi perché sono sicura che mi spieghereste i motivi dell'attualità del testo di Freud. Del come oggi possa essere riattualizzato.
    Non dico che siamo vicini ad un'idea del tipo "Out facebook" (le cui conseguenze Massimo conosce bene) ma… qualcosa sta iniziando. (e il tutto grazie ad uno scrittore, a Camon in questo caso).

  9. Che ideona!
    Potrebbe essere l'inizio di qualche cosa, tipo una serie di classici di vari indirizzi terapeutici recensiti da gente di differenti parrocchie scientifiche (come mi pare che siamo in questo dibattito).
    Una specie di esperimento interculturale. O almeno interparrocchiale ;-)

  10. sìììì, se il materiale è interessante si potrebbe alla fine fare un e-book (gratuito?) o qualcosa del genere…

  11. Fabio Foti Fabio Foti scrive:

    Ottima idea, Massimo. Per me va bene partecipare, basta che mi fate recensire Vygotskij…

  12. Come no! Anch'io ho in mente il primo libro da infliggervi. Bello lo sviluppo suggerito da Maddalena.
    Allora intanto ci cimentiamo su "L'interpretazione dei sogni". Che si fa, ci diamo un termine? Chi è della partita?

  13. mario galzigna scrive:

    mi pare un'ottima idea, soprattutto se si cerca di mettere a fuoco, a più di cento anni dalla sua prima pubblicazione, ciò che vi è di obsoleto e al tempo stesso ciò che può essere utilizzato di questo testo a tutt'oggi ai fini di una nuova visione delle matrici inconsce, dei comportamenti individuali e collettivi. Personalmente, sono convinto (e l'ho già scritto) che possiamo ritrovare in quest'opera fondatrice, riletta criticamente, le caratteristiche multidimensionali di certi assetti identitari individuali. In questo senso a esempio mi propongo di rileggere, entro tale prospettiva, i famosi "Sogni di Roma" di Freud.

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