
Magritte, L’impero delle luci, 1954
Riportiamo qui “L’empire des lumières” (E.L., olio su tela, 195 cm. x 130 cm.) nella versione presente alla Peggy Guggenheim Foundation di Venezia. L’E.L. appare, nell’opera di René Magritte (1898 – 1967), come una sorta di tema ricorrente. Tra il 1949 e il 1964 Magritte dipinge l’E.L. a 23 riprese (16 olii, 7 gouache). Abbiamo a che fare con 23 varianti dello stesso tema. André Breton (“Le Surréalisme et la Peinture”) così commenta l’opera: “
C’è voluta tutta la sua audacia per affrontare questo problema: estrarre contemporaneamente ciò che è chiarezza dall’ombra e ciò che è ombra dalla chiarezza”.
La compresenza di giorno e notte – un paesaggio notturno sotto un cielo diurno – fa dire al pittore:
“questa evocazione della notte e del giorno mi pare dotata del potere di sorprenderci e di incantarci: Chiamo questo potere: poesia”.
Questa poesia del visibile affonda le sue radici, in Magritte, nel paradosso, nella contraddizione, nel contrasto, nell’enigmatico, nel misterioso. Vengono alla mente le “sintesi disgiuntive” di cui parlarono Deleuze e Guattari nel loro “Anti-Edipo”. Su tutto questo mi riprometto, più avanti, di intervenire.


















E c'è anche lo specchio
Anzi no, verificando meglio, la variante che è esposta alla Guggenheim di Venezia, non ha l'effetto specchio. Nel sito della fondazione c'è una riproduzione dell'originale: http://www.guggenheimcollection.org/site/artist_w...