
Solo dopo tanti giorni (ieri) sono riuscito a trovare un’immagine dei gravissimi danni della chiesa di Santa Maria di Collemaggio causati dal terremoto che ha devastato L’Aquila e i piccoli centri del circondario: ho passato molto tempo (nell’ultima settimana) ad inseguire gli aggiornamenti dei maggiori siti d’informazione – non tanto per rinnovare la drammatica conta dei morti, quanto per sapere come stavano le chiese abruzzesi. Le notizie si accavallavano, i nomi (Proust direbbe i Nomi e i Luoghi) si confondevano, con errori e approsimazioni giornalistiche dovute al doveroso prevalere della priorità della vita (il conto dei morti) su quella dell’arte (la sopravvivenza dei capolavori). Ma alla constatazione (ieri) della grave ferita, dello squarto che ha sfigurato la chiesa, si è accompagnato il piacere (un piacere senza consolazione) di aver scoperto il bellissimo blog di Giuseppe Frangi – del quale avevo letto, molti anni fa, il piccolo e tenerissimo libro dedicato allo stendardo di Orzinuovi.
Vi invito caldamente a visitarlo.



















grazie Dario per la segnalazione sia del blog che della notizia.
@ Mad, grazie a te!:-)
Ho visto che Giuseppe Frangi segnala proprio oggi la mostra sull’arte etiope allestita a Venezia presso Ca’ Foscari Esposizioni:
“Nigra sum sed formosa.Sacro e bellezza dell’Etiopia cristiana”
Se hai tempo, ti suggerisco di visitarla.
Deve essere molto affascinante, ci hanno lavorato personalità di primo livello.
grazie Dario. Lo farò di sicuro