L’idea della madonna

gigicogo
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Siamo in vista dell’arrivo e la tesi tanto agognata sta per vedere la luce.

Oggi è successa una cosa simpaticissima. Al relatore, è venuta l’dea della madonna :-)

potresti poi fare un esperimento: pubblica sul tuo blog il drafting della tesi… per poi aggiungere in appendice alla stessa gli “input” più interessanti…”

Al bloggante sembra davvero una bella idea, perchè questo è un luogo dove si condivide TUTTO e il concetto di proprietà intellettuale ha ben poco senso. Insomma, una tesi “2.0” a tutti gli effetti.

Ora la sfida più dura è trovare qualcuno, fra i lettori di questo blog, interessati al tema e magari orgogliosi di vincere il premio “della madonna”. Ovvero veder pubblicate le proprie considerazioni (commenti su questo blog o sul mio blog personale) come parte integrante della tesi.

Lo so, c’è di meglio nella vita, ma non si sa mai. Qualche folle come il bloggante ci sarà pure!

p.s. la bozza, ovviamente non è definitiva, perchè in questi giorni ci sarà l’ultima revisione con i relatori e i co-relatori. La consegna definitiva avverrà il 26 Febbraio.

Chi desidera la versione in Doc o Odf può scrivermi a gigi.cogo[at]gmail.com

7 Commenti

  1. sì ok gigi, mi ci metto di impegno. Dammi almeno un paio di giorni. Però a quel simpaticone di Cortesi spiegagli che non è così che funziona, che casomnai è in fase di stesura della tesi che si possono condividere idee e “esperimenti” (era un secolo che non sentivo usare questo termine!!!)… cosa che per te è comuqnue scontata, immagino ;-)

    Scherzi a parte, mi ci metto seriamente… e mi fai un favore se mi mandi il file completo a staff@ibridamenti.com

    (intanto complimenti per averla finita!!!)

  2. gigicogo gigicogo scrive:

    Non do nulla per scontato, però l’idea di Agostino è in linea con “L’università del dopodomani”, IMHO!
    E’ un apertura verso il crowdsourcing :-)

  3. sì, gigi, comincio a capire il senso. Certo ci vorrebbe un pò più di tempo, perché la cosa funzioni al meglio.
    Ho già passato parola a Mario che si dice molto itneressato alal cosa.
    Sai che in effetti Ibridamenti potrebbe essere proprio questo, per ora? Un luogo in cui discutere il alvoro di chi a diverso tittolo e livello sta portando avavanti delle ricerche…

    E tu saresti il primo a condividere il tuo lavoro con una community on-line…

    Sì, l’idea comincia a piacermi…

  4. gigicogo gigicogo scrive:

    Anche a me piace questa modalità che provo a diffondere anche nelle istituzioni.
    Nei prossimi mesi parteciperò a diversi lavori, seminari, convegni e lezioni dove parlerò di questo per raccogliere anche delle proposte.
    Se interessa anche alla community di Ibridamenti posso cross-postarle perchè, IMHO, è un paradigma da mutuare anche nel mondo accademico.
    p.s. spero che oltre a te e Mario, e ad alcuni lettori del mio blog, altri si facciano avanti per assicurarsi l’ambito posticino nella mia tesi 2.0 :-)
    Ciao

  5. Sto spargendo la voce su facebook, dove però non mettiamo la tesi, per l’ovvio motivo che a differenza che su Ibridamenti, là, il contenuto diventa immediatamente di proprietà di Zuc ;-)

    A me interessa molto l’idea Gigi, e Ibridamenti è un ambiente in cui si può tentare la sperimentazione. Cross-posta pure ;-)

  6. Viviana scrive:

    bè a me sembra un ottima idea…io sto facendo una tesi i cui temi potrebbero accostarsi ai tuoi…sarò felice di leggerla…a dopo per il mio commento!!! IN BOCCA AL LUPO :)

  7. Gigi, allora, dopo la prima sbirciata, io fossi in te rimetterei mano all’introduzione che è … il tuo biglietto da visita… insomma raccontaci lì tutto quello che poi sviluppi di significativo mettendo ben in evidenza qual è la tua tesi (!!!)

    Perciò, vengo ai punti:

    Nell’Introduzione forse va chiarito meglio il senso della tua tesi.
    Per esempio a p. 11 scrivi:

    “Ma se proviamo ad analizzare alcuni comportamenti del passato con occhio vigile, forse ci accorgiamo che i grandi produttori di cultura, e quindi di conoscenza, avevano già ben presenti quali fossero i metodi più efficaci per far circolare le idee. Ad esempio, alcuni segnali ben precisi sullo sviluppo di dinamiche che oggi ci sembrano rivoluzionarie, erano già ben visibili nei modi di Francesco Petrarca.”

    E poi a p. 14 sintetizzi:

    “Da questa analisi introduttiva possiamo dedurre che l’era digitale è sicuramente un momento rivoluzionario dal punto di vista dell’innovazione tecnologica, ma le modalità con cui ancora viene fissata e tramandata la scrittura digitale e la comunicazione sul web, sono eredità diretta di paradigmi e usi già consolidati nel passato.”

    Paradigma in che senso? Forse è troppo vasto come termine? Presupporrebbe una parte teorica molto forte nel tuo lavoro di ricerca che decostruisca appunto i paradigmi dell’età umanistico-rinascimentale… Perché appunto non ti focalizzi invece sulle modalità di trasmissione dei contenuti nel web e perciò di comunicazione tra “pari”?
    Se è così potresti riarticolare il parallelo con gli esempi da te citati (Petrarca=blogger: Boccaccio = padre dell’ipertestualità) come semplici analogie: rintracciare cioè possibili analogie tra le modalità di trasmissione e di comunicazione tra letterati in età umanistico rinascimentale e le modalità di condivisione dei contenuti all’interno delle community virtuali dei giorni nostri, precisando che si tratta appunto di istituire delle analogie senza nessuna altra pretesa genealogica o storica.

    Questa impostazione trova poi un buon momento di sviluppo negli approfondimenti che fai e che potresti anticipare nell’introduzione… vedi per esempio p. 17-18

    “Lo sviluppo della conoscenza collettiva è favorito dalle reti, non necessariamente digitali. Infatti, anche nel mondo analogico lo scambio e la relazione in ambiti più o meno complessi, rappresenta forme di conoscenza plurale ed è soggetto a continue mediazioni in ambito di condivisione. La condivisione (attraverso momenti, luoghi e occasioni) è indispensabile e rappresenta il momento “connettivo” della conoscenza.”

    E ancora

    “L’assiduo impegno che ci dovrebbe avvicinare alla conoscenza è sostenuto dall’uso di strumenti sempre più raffinati: epistemologia e tecnologia si legano in modo inestricabile. Questo intreccio è diventato ancora più stretto da quando è stata inventata quella straordinaria macchina della mente che è il calcolatore digitale”. (Longo, 2008)

    Nell’Introduzione farei risaltare anche un secondo punto che poi sviluppi con molta attenzione: la partecipazione. Anticipa perciò alcuni passaggi che poi sviluppi:

    p. 41 Questa escursione sull’ecosistema di relazioni e contributi consente di contestualizzare e definire meglio il concetto di web 2.0 come una dinamica basata sul “costruttivismo”: Il fenomeno del web 2.0, infatti, non è altro che un insieme di approcci per usare la rete in modo nuovo, innovativo e costruttivo non più basato esclusivamente sulla “comunicazione” ma, piuttosto, sulla “partecipazione”.

    E su questi punti vanno citati i lavori pionieristici di Wenger (dagli più spazio a pag. 46!!!) (Wenger E., 1998, Communities of Practice: Learning, Meaning, and Identity, Cambridge: Cambridge University Press) e per restare in Italia il riferimento che porta dritto dritto a quanto sostieni tu è Pier Cesare Rivoltella, Costruttivismo e pragmatica della comunicazione on line. Socialità e didattica in internet, Erickson, Trento

    Sulla questione nativi digitali, immigrati digitali, attento perché ci sono stati recenti approfondimenti su questi concetti . Leggi qui http://www.ibridamenti.com/recensioni/saggistica/2008/10/emigranti-o-nativi-digitali/ e mettiti eventualmente in contatto con Lotito

    Nell’Introduzione ricorda anche questo altro passaggio:
    p. 80

    “Essere cittadini nella società dell’informazione non significa solo poter accedere ai servizi di una PAL più efficiente, capace di disegnare i propri servizi sui bisogni degli utilizzatori (e-government), ma anche poter partecipare in modo nuovo alla vita delle istituzioni politiche (e-democracy), tenendo conto della trasformazione in atto nelle relazioni fra attori pubblici e privati (governance)”

    E soprattutto anticipa la parte finale e forse più densa del tuo lavoro che è il rapporto tra nuove tecnologie e modalità di partecipazione e amministrazione pubbliche, con le esemplificazioni che concludono il tuo lavoro di ricerca.

    un abbraccio e in bocca al lupo :-)))

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