Questa mia introduzione è, in un certo senso, un fare outing e anche svelare il mistero legato alla scomparsa quasi totale della logorrea sul mio blog personale.
Diciamo che la logorrea è sempre stata una malattia e non ci sono cure particolari perchè uno nasce così e con il tempo peggiora. Hai voglia di allenarti all’ascolto, alla comunicazine non verbale, all’assertività. Ci vuole una scossa.
E la scossa viene dall’Università. Succede infatti che questo attempato cinquantenne un giorno del lontano 2007 decida di rimettersi in gioco e di chiudere un antico conto in sospeso. La laurea.
La storia è piuttosto lunga, e forse nemmeno tanto interessante, ma mi è stata offerta questa rubrica e proverò a riempirla con alcune conversazioni.
Nel lontano 1980 mi allontanai dall’Università al terzo anno, dopo aver sostenuto 14 esami. Ne servivano 19 per la laurea in Storia. Ma lo feci e non ho rimpianti, perchè avevo scelto di praticare lo sport professionistico e questa scelta mi ha dato grosse soddisfazioni.
Rimasi a galla per un paio di anni pagando tasse e non sostenendo nessun esame. Poi l’oblio più totale. Un libretto che passava da un cassetto all’altro e le vicende della vita che si complicavano e si risolvevano ricomplicandosi un’altra volta.
Lavorando nel privato la laurea serve a poco o a niente. Nel pubblico impiego è ancora importante per far carriera. Così la decisione fu presa e negoziai con Ca’ Foscari il reintegro dopo più di 30 anni di inattività.
L’avventura non è stata facile e la spiegherò nei prossimi appuntamenti cercando di cogliere alcuni aspetti buffi e paradossali.
Morale della favola, in questi giorni sto studiando per l’ultimo dei 9 esami che mi sono stati assegnati e si tratta di un esame di letteratura medioevale. Ecco perchè sto trascurando il mio blog e la logorrea sta guarendo.
Fatto questo esame (che mi sta facendo impazzire……….mannaggia potevo andare al Cepu :-d ) dovreste aiutarmi a scegliere l’argomento della tesi.
Vero che lo farete? Posso contarci?
Alla prossima
















cero che lo facciamo conta su di noi
Caro Gigi, da uno che ha fatto piu’ di meta’ universita’ lavorando, e che ne e’ uscito per pura testardaggine, hai tutta la mia solidarieta’. Non e’ vero che la laurea non serve a niente (nel privato), piuttosto, come sai benissimo, non e’ il solo momento della vita in cui si puo’ concentrare lo studio. Conoscendoti, quindi, son convinto che sei ancora ben allenato.
In bocca al lupo per l’esame
Grazie @catepol
Ci contavo!
Caro Gino, quando lavoravo nel privato contavano i risultati e chi me li portava (il mio commerciale :-D) era un genio.
Un genio anche da un punto di vista culturale, non solo come conoscitore delle dinamiche commerciali.
Solo che, dopo un paio di anni di Università, è scappato inorridito dalla stessa per pensare solo all’azienda.
Ovvio che l’eccezione non conferma la regola ma il vissuto tende a convincerti di alcune cose.
Nel mio vissuto fuori dalla PA (impresa e sport) la laurea non è mai servita.
Fior fior di campioni si fanno chiamare Doctor come fa anche Valentino Rossi, solo perchè sono bravi nel loro mestiere.
Nel Pubblico, invece, è pieno di dottori veri che sfruttano il loro diploma solo per la carriera senza mai sfruttare le conoscenze acquiste.
Purtroppo.
Ma avremo modo di parlarne, son sicuro.
La verità sta quasi sempre nel mezzo…….solo che io mi muovo lungo i bordi! Purtroppo.
Mi sto dando da fare con i topi di biblioteca
Luigi, siamo delle pantegane
Non credo che potrò essere d’aiuto con la tesi di laurea (Laurea? Università? Diplomi? E chi mai li ha frequentati?). Ma un in bocca al lupo credo che ci stia tutto
Grazie Marco, gentilissimo come sempre!
Un grande “in bocca al lupo” (firmato uno studente felicemente pentito che ha già coronato l’obiettivo) ^_^
Bella storia, bravo e auguri. Prima o poi bisogna che mi decido anche io a chiudere questo conto in sospeso. Anche se non mi interessa la carriera nel settore pubblico, è un’irrisolto che mi pesa ancora. Userò questa tua vicenda per darmi coraggio
Grazie Antonello e congratulazioni per aver coronato con successo il pentimento……io conto di chiudere a Novembre con l’ultimo esame e già quello sarebbe un traguardo.
Biccio, basta riuscire un po’ a disciplinarsi. Certo, oltre alla disciplina un altro segreto è quello di spostare in avanti alcune priorità che a volte sembrano improcastinabili. Con il tempo le dimentichi, quindi non erano delle vere priorità.
Poi resta il problema della concentrazione. A 50 anni è dura, durissima e non è che i professori ti concedano sconti. Non siamo mica al CEPU
io scommetto su di te, gigi
però detta così, età a parte (li porti super bene), sembra che la mancanza di concentrazione ti derivi dal troppo stare on-line. Che ne dici?
Caro Gigi,
complimenti per questa tua esternazione: potrebbe diventare una traccia da seguire, anche per i più giovani… Mostrare i problemi che emergono frequentando (o riprendendo a frequentare) una Università: forse qui si può mettere in gioco una modalità comunicativa diretta, molto più efficace di tanti discorsi…
A proposito della tua domanda finale: ben lieto di darti qualche suggerimento per la tesi (approfittando della mia lunga esperienza di docente). Ma non so a quale corso di laurea sei iscritto nè verso quale “disciplina” sei orientato.
Con questi dati si potrebbe cominciare – qui e/o fuori di qui – un ragionamento.
Un caro saluto.
Bye
Mario Galzigna
Grazie Mario, ci conto.
Infatti questo è solo un primo articolo, poi approfondirò alcuni temi su questo argomento.
Intanto ti segnalo che la laurea sarà in “lettere indirizzo comunicativo informatico”.
Ciao