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	<title>Commenti a: I nuovi mostri</title>
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	<description>Blog collettivo ideato dall'Università Ca' Foscari di Venezia per proporre nuovi modelli di ricerca universitaria</description>
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		<title>Di: Alex</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/informalearning-making-sense/2008/10/i-nuovi-mostri/comment-page-1/#comment-26171</link>
		<dc:creator>Alex</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 21:22:28 +0000</pubDate>
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		<description>non so chi sia marco de rossi, ma ti posso assicurare che Salvatore aranzulla, si vanta di capacità che non ha , per giunta fa cose che ogni utente medio sa fare ed è un offesa per  tutti gli informatici , è patetico e non so come abbia fatto a crearsi questa &quot;fama&quot; da esperto del settore informatico! Forse è colpa dei molti deficienti ed ignoranti che credono che saper accendere il pc sia da hacker.
Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non so chi sia marco de rossi, ma ti posso assicurare che Salvatore aranzulla, si vanta di capacità che non ha , per giunta fa cose che ogni utente medio sa fare ed è un offesa per  tutti gli informatici , è patetico e non so come abbia fatto a crearsi questa &#8220;fama&#8221; da esperto del settore informatico! Forse è colpa dei molti deficienti ed ignoranti che credono che saper accendere il pc sia da hacker.<br />
Grazie</p>
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		<title>Di: Vittorio</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/informalearning-making-sense/2008/10/i-nuovi-mostri/comment-page-1/#comment-22728</link>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 22:07:53 +0000</pubDate>
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		<description>maddalena, grazie della segnalazione. mi sono registrato nella rubrica che mi hai segnalato. ecco alcuni link utili: http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/19740 (storia e attualità, sito istituzionale); http://www.margheradigitale.it portale della partecipazione con materiali importanti sul percorso partecipativo pubblicati nell&#039;area download http://www.margheradigitale.it/area.download.html; http://www.triveneto.ferpi.it/2008/09/29/luisa-carrada-a-marghera-ve-il-24-ottobre per un&#039;iniziativa in programma il 24 ottobre; http://www.lecalamite.it è il sito del meraviglioso gruppo docenti; http://www.digicult.it/digimag/article.asp?id=148 un articolo che parla dell&#039;esperienza. Sul tema del digitale ci sarebbe altro da dire, magari in chiave formativa, educativa, pedagogica. Mi fermo qui con il desiderio di poter fare qualche riflessione assieme. Ciao, Vittorio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>maddalena, grazie della segnalazione. mi sono registrato nella rubrica che mi hai segnalato. ecco alcuni link utili: <a href="http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/19740" rel="nofollow">http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/19740</a> (storia e attualità, sito istituzionale); <a href="http://www.margheradigitale.it" rel="nofollow">http://www.margheradigitale.it</a> portale della partecipazione con materiali importanti sul percorso partecipativo pubblicati nell&#8217;area download <a href="http://www.margheradigitale.it/area.download.html" rel="nofollow">http://www.margheradigitale.it/area.download.html</a>; <a href="http://www.triveneto.ferpi.it/2008/09/29/luisa-carrada-a-marghera-ve-il-24-ottobre" rel="nofollow">http://www.triveneto.ferpi.it/2008/09/29/luisa-carrada-a-marghera-ve-il-24-ottobre</a> per un&#8217;iniziativa in programma il 24 ottobre; <a href="http://www.lecalamite.it" rel="nofollow">http://www.lecalamite.it</a> è il sito del meraviglioso gruppo docenti; <a href="http://www.digicult.it/digimag/article.asp?id=148" rel="nofollow">http://www.digicult.it/digimag/article.asp?id=148</a> un articolo che parla dell&#8217;esperienza. Sul tema del digitale ci sarebbe altro da dire, magari in chiave formativa, educativa, pedagogica. Mi fermo qui con il desiderio di poter fare qualche riflessione assieme. Ciao, Vittorio</p>
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		<title>Di: maddalena mapelli</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/informalearning-making-sense/2008/10/i-nuovi-mostri/comment-page-1/#comment-22727</link>
		<dc:creator>maddalena mapelli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 21:23:24 +0000</pubDate>
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		<description>fare gruppo, mettersi in rete, partire dalle pratiche. C&#039;è anche la rubrica &quot;Mettiamoci in rete&quot; qui su Ibridamenti che potrebbe fare al caso tuo... e se ripassi, metti pure dei link in modo che possiamo vedere direttamente il vostro lavoro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>fare gruppo, mettersi in rete, partire dalle pratiche. C&#8217;è anche la rubrica &#8220;Mettiamoci in rete&#8221; qui su Ibridamenti che potrebbe fare al caso tuo&#8230; e se ripassi, metti pure dei link in modo che possiamo vedere direttamente il vostro lavoro.</p>
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		<title>Di: Vittorio</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/informalearning-making-sense/2008/10/i-nuovi-mostri/comment-page-1/#comment-22724</link>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 17:59:23 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao, a proposito del digitale e del rapporto insegnanti/allievi, desidero raccontare in breve la mia esperienza. Mi riferisco al “Progetto Internet Marghera Digitale” ideato e promosso assieme a tre realtà del no-profit riunite in associazione. Nacque dopo una prima sperimentazione del 2001 (un container posizionato davanti al Municipio e attrezzato con tre personal computer) per mezzo della quale furono testati dei microcorsi di conoscenza e alfabetizzazione informatica per la popolazione. Ne seguì una ricerca sociale sulla domanda di alfabetizzazione informatica che rilevò la necessità. Nel 2003 venne aperto un Centro con un’aula attrezzata da 18 postazioni informatiche di ultima generazione collegate ad un server centrale. Le docenti sono tutte donne, ex insegnanti in pensione o insegnanti di varie materie con la stessa passione per l&#039;educazione al digitale. A tutt’oggi l’attività è a pieno ritmo e consiste nell’offrire un servizio pubblico finalizzato al recupero del deficit di nuove conoscenze e rispondere al bisogno formativo della popolazione rispetto all’uso del computer e dei nuovi mezzi di comunicazione telematica. I cittadini e le cittadine di Marghera, Mestre e Venezia che si sono lasciati contagiare dalla curiosità per le nuove tecnologie, o ne sentivano la necessità per motivi di studio o di lavoro hanno superato quota 3.000. 
Un fattore di successo è stato sicuramente la preparazione del gruppo docente che ha messo a punto un proprio stile didattico, frutto di una ricerca sul campo di diversi anni, che ha incontrato il favore degli utenti.  Le lezioni di carattere non accademico e sostenute da esercitazioni guidate, sono risultate accessibili anche alle persone più anziane e più scettiche sulle proprie capacità di apprendimento. L’analisi degli utenti ha messo in rilievo le caratteristiche di un’utenza perlopiù adulta e anziana con livello di scolarizzazione medio,  medio-basso. Penso che il segreto del successo risieda nel &quot;fare gruppo&quot; e nella dinamica dell’apprendimento continuo delle insegnanti. Ciò emerse in un’intervista (effettuata per miei scopi di ricerca universitaria) che feci alla responsabile del Centro, soprattutto quando le chiesi di descrivere il suo ruolo educativo: “lo faccio non soltanto nei confronti del singolo che mi capita a colloquio, ma lo faccio nei confronti di tutta la nostra equipe, di tutto quanto il nostro gruppo, perché una cosa che abbiamo capito bene è che un gruppo funziona se c’è sempre qualcuno che tiene sotto controllo il processo. E il nostro gruppo miracolosamente è fatto da questa dozzina di donne che lavorano insieme ormai da anni, è un gruppo numeroso, è un gruppo storico ormai e va avanti perché c’è qualcuna, e molto spesso sono io, che si pone il compito di educare continuamente. Cioè non passa mese che non ci siano nuove cose che apprendiamo e che ci scambiamo. E sapere che questa attenzione, questo scambio ci fanno probabilmente vive ed è la cosa che, che poi riusciamo a trasmettere anche agli altri”.
Il clima di amicizia creatosi con le persone conosciute in questo progetto, mi ha inoltre permesso di indagare il punto di vista di due cittadini veneziani alfabetizzati alle nuove tecnologie. Vittorio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, a proposito del digitale e del rapporto insegnanti/allievi, desidero raccontare in breve la mia esperienza. Mi riferisco al “Progetto Internet Marghera Digitale” ideato e promosso assieme a tre realtà del no-profit riunite in associazione. Nacque dopo una prima sperimentazione del 2001 (un container posizionato davanti al Municipio e attrezzato con tre personal computer) per mezzo della quale furono testati dei microcorsi di conoscenza e alfabetizzazione informatica per la popolazione. Ne seguì una ricerca sociale sulla domanda di alfabetizzazione informatica che rilevò la necessità. Nel 2003 venne aperto un Centro con un’aula attrezzata da 18 postazioni informatiche di ultima generazione collegate ad un server centrale. Le docenti sono tutte donne, ex insegnanti in pensione o insegnanti di varie materie con la stessa passione per l&#8217;educazione al digitale. A tutt’oggi l’attività è a pieno ritmo e consiste nell’offrire un servizio pubblico finalizzato al recupero del deficit di nuove conoscenze e rispondere al bisogno formativo della popolazione rispetto all’uso del computer e dei nuovi mezzi di comunicazione telematica. I cittadini e le cittadine di Marghera, Mestre e Venezia che si sono lasciati contagiare dalla curiosità per le nuove tecnologie, o ne sentivano la necessità per motivi di studio o di lavoro hanno superato quota 3.000.<br />
Un fattore di successo è stato sicuramente la preparazione del gruppo docente che ha messo a punto un proprio stile didattico, frutto di una ricerca sul campo di diversi anni, che ha incontrato il favore degli utenti.  Le lezioni di carattere non accademico e sostenute da esercitazioni guidate, sono risultate accessibili anche alle persone più anziane e più scettiche sulle proprie capacità di apprendimento. L’analisi degli utenti ha messo in rilievo le caratteristiche di un’utenza perlopiù adulta e anziana con livello di scolarizzazione medio,  medio-basso. Penso che il segreto del successo risieda nel &#8220;fare gruppo&#8221; e nella dinamica dell’apprendimento continuo delle insegnanti. Ciò emerse in un’intervista (effettuata per miei scopi di ricerca universitaria) che feci alla responsabile del Centro, soprattutto quando le chiesi di descrivere il suo ruolo educativo: “lo faccio non soltanto nei confronti del singolo che mi capita a colloquio, ma lo faccio nei confronti di tutta la nostra equipe, di tutto quanto il nostro gruppo, perché una cosa che abbiamo capito bene è che un gruppo funziona se c’è sempre qualcuno che tiene sotto controllo il processo. E il nostro gruppo miracolosamente è fatto da questa dozzina di donne che lavorano insieme ormai da anni, è un gruppo numeroso, è un gruppo storico ormai e va avanti perché c’è qualcuna, e molto spesso sono io, che si pone il compito di educare continuamente. Cioè non passa mese che non ci siano nuove cose che apprendiamo e che ci scambiamo. E sapere che questa attenzione, questo scambio ci fanno probabilmente vive ed è la cosa che, che poi riusciamo a trasmettere anche agli altri”.<br />
Il clima di amicizia creatosi con le persone conosciute in questo progetto, mi ha inoltre permesso di indagare il punto di vista di due cittadini veneziani alfabetizzati alle nuove tecnologie. Vittorio</p>
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		<title>Di: maddalena mapelli</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/informalearning-making-sense/2008/10/i-nuovi-mostri/comment-page-1/#comment-22693</link>
		<dc:creator>maddalena mapelli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 09:37:54 +0000</pubDate>
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		<description>grazie della testimonianza Luisanna :-)
E per continuare quanto detto da Caterina... la vera sfida tra i banchi di scuola sta forse nella disponibilità all&#039;ascolto reciproco tra docente e allievo e nella &lt;em&gt;messa in rete &lt;/em&gt;delle rispettive competenze. Ci sono esempi altrettanto esilaranti di giovanissimi allievi che pubblicano a 18 anni libri, scritti molto bene, con Eiunaudi e che si beccano insufficiente in italiano al loro liceo, e vengono perseguitati dagli insegnanti e/o dal preside perché hanno un blog. Quello che non funziona, di fondo, forse è la mancanza di una &lt;em&gt;relazione vera &lt;/em&gt;tra prof e allievo: una vera &lt;em&gt;messa in rete &lt;/em&gt;delle reciproche competenze e l&#039;allargamento poi delle competenze ad una rete più vasta che può essere la classe, e poi la &quot;rete&quot; vera.
Chiaro che poi se la prof. è Caterina e l&#039;allievo uno dei due nativi digitali di cui parla Luisanna, allora ok, siamo alla situazione &quot;ideale&quot;... ma anche un ottimo prof. di italiano o di latino che non sa cos&#039;è un computer potrebbe &quot;crescere&quot; molto se riuscisse a far cortocircuitare le proprie competenze con il talento &quot;tecnologico&quot; di qualche suo allievo, invece che mantenere separati e non comunicanti i due rispettivi percorsi di ricerca.

La domanda è: quanti docenti sono disposti a mettersi in gioco in questo senso? e quanti allievi sono in grado di fare altrettanto?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie della testimonianza Luisanna <img src='http://www.ibridamenti.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
E per continuare quanto detto da Caterina&#8230; la vera sfida tra i banchi di scuola sta forse nella disponibilità all&#8217;ascolto reciproco tra docente e allievo e nella <em>messa in rete </em>delle rispettive competenze. Ci sono esempi altrettanto esilaranti di giovanissimi allievi che pubblicano a 18 anni libri, scritti molto bene, con Eiunaudi e che si beccano insufficiente in italiano al loro liceo, e vengono perseguitati dagli insegnanti e/o dal preside perché hanno un blog. Quello che non funziona, di fondo, forse è la mancanza di una <em>relazione vera </em>tra prof e allievo: una vera <em>messa in rete </em>delle reciproche competenze e l&#8217;allargamento poi delle competenze ad una rete più vasta che può essere la classe, e poi la &#8220;rete&#8221; vera.<br />
Chiaro che poi se la prof. è Caterina e l&#8217;allievo uno dei due nativi digitali di cui parla Luisanna, allora ok, siamo alla situazione &#8220;ideale&#8221;&#8230; ma anche un ottimo prof. di italiano o di latino che non sa cos&#8217;è un computer potrebbe &#8220;crescere&#8221; molto se riuscisse a far cortocircuitare le proprie competenze con il talento &#8220;tecnologico&#8221; di qualche suo allievo, invece che mantenere separati e non comunicanti i due rispettivi percorsi di ricerca.</p>
<p>La domanda è: quanti docenti sono disposti a mettersi in gioco in questo senso? e quanti allievi sono in grado di fare altrettanto?</p>
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		<title>Di: catepol</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/informalearning-making-sense/2008/10/i-nuovi-mostri/comment-page-1/#comment-22688</link>
		<dc:creator>catepol</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 08:03:45 +0000</pubDate>
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		<description>bè i due ragazzi insegnano che ci son modi diversi di fare scuola sia dal lato docenti che insegnano, sia dal lato studenti che hanno voglia di apprendere. In entrambi i casi non c&#039;è un modello valido. Puoi avere ottimi insegnanti, con apertura mentale e voglia di aprire menti e trovarti tra i banchi nativi che il cervello lo lasciano in stand by. Di contro puoi avere insegnanti mediocri (per svariati motivi), scuole senza strutture minime ecc. e dietro i banchi ragazzi col cervello aperto e &quot;spugna&quot;, con voglia di capire, fare, cambiare.
Immagino che la situazione perfetta non esista davvero</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bè i due ragazzi insegnano che ci son modi diversi di fare scuola sia dal lato docenti che insegnano, sia dal lato studenti che hanno voglia di apprendere. In entrambi i casi non c&#8217;è un modello valido. Puoi avere ottimi insegnanti, con apertura mentale e voglia di aprire menti e trovarti tra i banchi nativi che il cervello lo lasciano in stand by. Di contro puoi avere insegnanti mediocri (per svariati motivi), scuole senza strutture minime ecc. e dietro i banchi ragazzi col cervello aperto e &#8220;spugna&#8221;, con voglia di capire, fare, cambiare.<br />
Immagino che la situazione perfetta non esista davvero</p>
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