Rilancio il post di Fabrizio Centofanti perché mostra per immagini quanto si stava discutendo a proposito delle Aziende In-visibili e di come l’innovazione e la creatività siano legate alla possibilità di cambiare prospettiva, di uscire da un unico punto di vista, di contaminarsi con altre appartenenza…
Ne hanno già parlato
la sottile voce del silenzio, poesiaeprosa, letteratura on line


















chi ha la pazienza di rivedersi il video, può direttamente rendersi conto di come il cambiamento di prospettiva sia alla base di tutta la scena …
grazie, Mad: sono giorni convulsi, quasi quanto Benigni. fossero efficaci come lui!
sì, Roberto riesce a trovare significati inattesi coi suoi imprevedibili cambi di prospettiva.
e magari si finisce davvero per vedere il cielo.
un abbraccio
fabry
questo pezzo è uno delle tante “chicche” che Benigni ci ha regalato nel tempo
il cambiare prospettiva è cosa buona sempre, ma certamente difficile, bisogna togliersi di dosso i panni antichi e comodi che abbiamo indossato per anni
a me piace molto fare fotografie e un tempo mi divertii a raccontare un albero visto da un numero notevole di prospettive diverse, e rimasi stupita da come non solo mutava la forma , il contesto, ma l’albero stesso mi si presentava come dotato di una sua dinamica interna, come se mutasse col mutare dell’angolo prospettico
credo molto da sempre che contaminarsi faccia bene, renda piu’ disponibili, e ci regali la possibilità di avere piu’ occhi…
chicca
Benigni senza prosopopea, senza retorica
è magnifico in questo documento, che apre non una una, ma mille vie di riflessione sulla poesia, sulla realtà e sulla sua veridicità.
un modo costruttivo di proporre la poesia al grosso pubblico, aspetto che manca ai nostri tromboni arroccati al paleolitico e che la poesia la fanno morire ogni giorno di più.
Marco