Around Elastigirl – che faccia ha Personalità Confusa?

maddalena mapelli
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)

Ogni giorno un numero improbabile di persone   – almeno 2000 – va sul blog nonsolomamma e ivi rimane – per pochissimo tempo.
Legge il post – di solito molto corto, sbircia i commenti, se è di tipo scribacchino et bloggeur ne lascia anche uno lui, indi riprende a veleggiare nella blogosfera.
 lettori di nonsolomamma sono di moltissimi tipi e vocazioni.
Vi è un congruo numero di mamme, un congruo numero di femmine non mamme, un sorprendentemente congruo numero di masculi – babbi e non –e nonostante il blog parli spesso e volentieri di cose come bimbi che vomitano o bimbi che dicono sciocchezzuole, argomenti ammettiamolo non sempre da tiratura nazionale, tutti si divertono un mucchio e nel commentarium di nonsolomamma sembra di stare nella tavolata di una pizzeria.

Io per mio, se non ci passo tutti i giorni, vado a ròta.

Nonsolomamma, è dunque un fenomeno mediatico – nel 2007 vinse il  Blog Awards per la categoria "intrattenimento" – le sue quotazioni salirono, e in questi giorni sono piovuti sulle librerie le copie del libro tratto dal suo blog. Gli editori della tea, hanno visto nel fenomeno elastigirl, un possibile caso editoriale.

 Naturalmente da elastilettrice di ordinanza mi auguro che abbiano ragione, faccio in bocca al lupo a elasti e suggerisco pure ai passanti qui di acquistare una copia. Questa mia, è diciamo una affettuosa e blogghistica lealtà. Il libro avrà il suo destino, e non ne vorrei parlare qui.

Quello che mi interessa è ragionare sul fenomeno di per sé, sul curioso fenomeno del blogstarsystem e sul fatto che, a differenza dello starsystem quello vero, desta in me in molti casi – anche se non in tutti - molta più simpatia.

È una comparazione curiosa quella tra bloggleur famosi e attori famosi, e per certi versi non avrebbe alcuna ragione di essere:

a) per il fatto che gli attori famosi sono ritratti per ogni dove e la loro corporeità è un oggetto semantico mentre, per citare un altro blogger famoso assai, io non ho la minima idea di che faccia abbia (il da me adorato) Confuso, di Personalità Confusa.

b) E perché mentre l’attore famoso fa un bel pacco di quattrini ma proprio tanti dalla sua famositudine, la blogstar tutto sommato tira la carretta. Magari ni ci va un po’ meglio se la questione libro gli fa vendere. Ma insomma, non ci si fa mica na’ villa a Los Angeles ecco. Altre vite. Altri numeri. Altri sogni.

Pure, può venire il sospetto che possano esserci delle analogie.

Al blogger per esempio si rimprovera spesso, di migliorarsi rispetto a come è in realtà: un po’ come quando le ragazzette mandano le foto ai provini e si succhiano le guance, e si mettono di tre quarti dissimulando il nasone, e giù manate di fondotinta per avere la pelle di pesca, il blogger sembra ritrarsi omettendo le cose sgradevoli di sé – così al lettore pare. Non lo dice mica questo zozzone che quando va al bar con gli amici non offre mai! oppure che pesa un sacco, oppure che è superaggressivo…

Tanto più il prodotto diventa famoso - un blog, come un film – tanto più le reazioni dei fruitori si estremizzano. E un po’ come quando si sente parlare di divi del cinema, si passa dalla ammirazione sconfinata all’invidia più livorosa.

Tu eri il mio oggetto perfetto. Dice l’idealizzazione dell’ex lettore.
Tu eri quella parte di me che mi piace di più e che leggevo nel tuo blog.
Dice la scissione dell’ex lettore.
Tu ora diventi insopportabilmente amata e dimostri quanto io stesso dipenda da te e mi identifichi in te. Quanto questa mia parte buona che nel tuo blog leggo sia adorabile. Questa cosa non la sopporto e quindi da ora in poi ti attaccherò ti attaccherò ti attaccherò. Te, e questo manipolo di fan sfegatati
.

Invidia e Gratitudine di Melanie Klein è un ottimo testo per decodificare alcuni comportamenti della blogosfera.
Pure, le dinamiche che connotano le relazioni tra il blogger e il suo pubblico, sono profondamente diverse da quelle che connotano lo Starsystem quello vero, quello cinematografaro e mediatico, non solo perché i numeri sono ben altri, ma perché il medium - internet, lo scambio di parole scritte – è diverso.
E intervengono tantissime cose in più.
Innanzitutto si legge, e certe volte si scrive, e prima di scrivere ci si rilegge.
In termini di strutture psicologiche in gioco, si ha tempo di utilizzare le nostre risorse superiori, mentre l’immagine cinematografica ha una immediatezza tale che volendo, assalta l’inconscio senza neanche passare per il cervello.
Davanti all’immagine siamo soli, e se non lo decidiamo preventivamente siamo principalmente inconsci, non vigili, ipersensibili.
L’immagine mira al basso, e il basso le risponde con veemenza, la parola mira all’alto e l’alto le risponde con moderazione – spesso con ironia – che nella scala dei meccanismi di difesa di Perry (cioè le strutture psicologiche che utilizziamo per difenderci e adattarci alla realtà) sta ai vertici della maturità.

L’ironia è inoltre potentemente aiutata dalla gratuità del blog. Dal non guadagno. Questo poter leggere gratis ci rende gentili e rende l’altro meno potente, quel tremendo catalizzatore di sentimenti radicali e di potere che è il denaro, è messo fuori della porta.

Quindi ecco, cosa succede nel blog di elastigirl. Lei scrive un post e scatena facciamo un cinquantina di commenti. I commenti in genere sono risposte divertite e affettuose a quello che lei ha scritto. A ben vedere i commenti sono sintonici non solo a quello che lei scrive ma a una ideologia non detta e condivisa. Per esempio l’importanza dell’umorismo come valore, ma anche l’importanza di un umorismo lieve delicato, mai volgare e mai veramente graffiante – per understatement non per incapacità.

Ancora il blog di Elasti è il blog di una madre che lavora che ha un marito e o mio Dio questo vestito non mi dona. Pure Elasti è una donna di sinistra, e benché la sinistritudine non emerga continuamente, essa è un sottinteso ideologicamente condiviso dai suoi lettori, che la ripropongono con la stessa pacatezza nei commenti. In questo senso nonsolomamma è un paradigma interessante di altri blog famosi, perché è una specie di isola di affinità mentali, e se si visitano i blog degli elasti commentatori si trova qualcosa che li accomuna se non tutti – molti.

Ho riflettuto sulla mia condizione di elastilettrice, e di lettrice di un altro blog famoso quello del già citato Confuso – e ho pensato che queste affinità e somiglianze, che sono quelle che ci fanno scegliere i blog da leggere quotidianamente, determinano alla lunga un senso di affinità e qualche volta quasi di amicizia. Quando capita di passare dal virtuale al reale, questa amicizia tra chi si legge e non si vede, si materializza immediatamente quasi incarnando un passato pregresso che prima era solo scritto e ora quasi trova dalla materialità una nuova materialità. Ma fintanto che l’incontro non avviene, il lettore sa che l’idealizzazione è in agguato – pure diversamente dal fan cinematografico egli ha il tempo di accorgersene, e allora questa è la cosa interessante, decide di giocare il gioco della mitizzazione. E infatti, non è proprio verosimile che padri di famiglia, giornaliste affermate e persone abbondantemente strutturate tengano il poster di qualsivoglia blogger in una presunta cameretta come se fosse un altarino. Ma si divertono ugualmente e affettuosamente a fare complimenti amorevoli ai loro blogger di elezione.

Il blogger scelto fa un post che a loro piace, perché lo condividono o perché fa loro ridere e loro reagiscono esternando il proprio gradimento. Elasti, sei fantastica. Elasti mi fai troppo ridere. Elasti sei mitica. La mitizzazione diventa il gioco dell’adulto, e come tutti i giochi implica un doppio senso: cioè nessuno prende la mitizzazione troppo sul serio, né il lettore né l’autore, perché tutti spento il computer abbandoneranno l’avatar e torneranno nella concretezza. Perché diciamo è stata come un piccolo e gentile regalo che i lettori hanno tributato, con la leggerezza di chi può permettersi di farli psicologicamente questi piccoli regali, l’ego rimane intatto. Allo stesso tempo bisogna pensare al sintagma “mettersi in gioco” e che dimostra il fatto che lo spazio ludico implica un coivolgimento della persona che è provvisorio ma che la coinvolge tutta.

Se vuoi giocare ci devi stare. Per starci scegli un gioco che sia compatibile con il tuo te stesso, con la tua identità psicologica. Torna l’identificazione e dunque questo gioco ha per noi connotazioni molto serie. Ora, ciascuno trarrà le conclusioni che vuole. Certi giochi a certi piacciono e a certi no. La cosa importante è sapere entrare e saper uscire, con leggerezza e fluidità senza rimanere ingabbiato dentro e con tutte le implicazioni coinvolte nel concetto di “mettersi in gioco”.

49 Commenti

  1. madmapelli scrive:

    grazie Zauberei

    è un post che mi aiuta a riflettere non solo sulle blogstar (i due blog citati poi, per quanto riguarda l’intrattenimento, sono anche tra i miei preferiti) ma anche sul blogging in generale…

    Molto interessante il passaggio sul processo di identificazione che spiega molte cose. Ci torno con più calma.

  2. _Maxime_ scrive:

    Vendo foto di Personalità Confusa, su eBay. No, scherzo, ché già m’ha minacciato di farmi scrivere dall’avvocato. :P

  3. madmapelli scrive:

    @ maxime

    a noi bastano quelle della blogfest di Riva del Garda… ce ne sono certe nel tuo blog davvero interessanti ;-)

  4. utente anonimo scrive:

    io da qualche parte ci devo ancora avere delle foto in cui appare il confuso col cappello da cuoco a Rozzangeles, anno domini 2004, se non sbaglio, o pure prima… :P

    (maxime – ma tu la fotA del confuso davvero poi l’hai tolta da flìccher?? Epperchemmài?)

  5. madmapelli scrive:

    @ break

    butta un link, allora ;-)

  6. utente anonimo scrive:

    eh, a trovarlo dentro a ‘to marasma… ma secondo me se chiedo a Giulio/Zu o a Tommaso Labranca (c’erano pure loro, Labranca addirittura presentava la gara! sì, perché c’era una gara a chi sceiveva il post più scem…. ehm, più bello :) pensa te che roba antica… :)). Se non sbaglio c’era pure Livefast, mo’ chiedo pure a lui…

  7. utente anonimo scrive:

    p.s.: che poi, mi scoccia a registrarmi su plinTer, ma io mica mi chiamo “break”, mi chiamo Giorgia… :)

  8. williamnessuno scrive:

    Bastava frequentare i convegni qualche anno fa per sapere che faccia abbia il mitico “Confuso”… Insomma, non è che la faccenda sia mai stata un mistero, nè effettivo nè costruito ad hoc…

  9. madmapelli scrive:

    @ william

    sì, certo ;-)
    Quello che sostiene Zauberei è che nel blog di Confuso – cioè per chi lo “conosce” solo on-line – non è messa in evidenza – a differenza di altri blog – l’immagine reale del suo volto, a diferenza di quanto avviene per gli attori in cui invece l’immagine si sé è assolutamente “tutto”…

  10. utente anonimo scrive:

    aaaah, dimenticavo… e chi si ricorda degli inizi del blog del confuso, quando si spacciava per femmina, e si faceva chiamare “alessia”? (nick completo “alessiaonlina”…) :D

  11. madmapelli scrive:

    @ Giorgia #11

    il famoso post IO&ALESSIA

    bei tempi eh…

  12. chiccama scrive:

    confesso che “nonsolomamma” non lo conosco e rimedierò..

    ma ..ma ..nei confronti di Alessiaonline o meglio personalità confusa ho un grande debito

    … mi spiego alla fine di novembre 2002, proprio all’inizio di splinder io avevo un Blog – “Portami il tramondo…” e scrivevo col nick portami pur firmando chicca… beh alla fine di dicembre avevo deciso di chiudere il blog, poi lessi un post che per me resta la cosa migliore che sia stata scritta sulla figura del blogger, in forma ironica, ma assolutamente sìììì…

    I TURBAMENTI DEL GIOVANE BLOGGER

    e decisi di continuare e feci ancora fino ad aprile 2003… poi chiusi, ma non cancellai…

    non entro nel merito “concettuale” del discorso del bel post di zauberei, perchè mi ripeterei, ma oggi RUBO a Francesco (Melogrande) un suo pensiero che vorrei anche fare mio..

    C’è un desiderio di staccarsi definitivamente dai luoghi di origine senza mettere nuove radici ma assaporando il gusto di un nomadismo senza confini e senza soste, alla faccia di chi ci vorrebbe inquadrati nel sistema.

    Anche per questo nasce un blog.

    chicca

  13. zauberei scrive:

    -Hiiiiii com’è bella l’immagine Madmapella:)

    Saluto tutti i commentateurs.

    – Maddalena si, anche io penso che si possa pensare anche a blog con tiratura più bassa. E sono pure contenta che ti è piaciuta quella parte perchè mi pareva tanto sintetica – troppo io so prolisssa! – e ci avevo paura fosse poco chiara.

    – William Nessuno certo che Confuso non fa misteri della sua faccia:) ma io ai convegni non ci sono andata e come dice Maddalena sono molti i blog in cui il volto dell’autore non si vede. Tipo er mio – e mica lo faccio apposta! io volevo solo riflettere su consa ciò comporta per il lettore.

    Anzi MAxime Dio fotografatore, 85 foto!! Co tutte quelle facce simpatiche, come faccio a sapere qual’è confuso? damme na traccia:)

    Chicca si anche io adoro quel post:)

    – Un saluto a Giorgia

  14. chiccama scrive:

    scusatemi sono assolutamente suonata , pensavo di avere messo il link alla frase rubata a Melogrande!!

    eccolo…. Andare

    la vecchiaia….

  15. _Maxime_ scrive:

    @giorgia: quella foto l’ho dovuta rimuovere. :)

  16. bimodale scrive:

    l’unica cosa che non mi torna è: ma che fine ha fatto la letteratura? o meglio, per essere uno scrittore da caso editoriale bisogna avere un pubblico numeroso che vuole semplicemente intrattenersi con delle belle storielle gustosissime rassicuranti. e va bene! ma poi come si fa quando scoppiano drammoni irrisolvibili? cioè, se il blog di cui si parla nel post, virasse e diventasse la storia di una coppia omosessuale alle prese con due bimbi in una società più o meno poco accogliente continuerebbe a ricevere lo stesso numero di visite?

    cioè come funziona il gradimento? è il blogger scrivente che ci sa fare con contatti particolari o il blogger leggente che inconsciamente è spinto da ‘così fan tutti’…

    ot

    è solo curiosità blogofila

    :-)

  17. zauberei scrive:

    Bimodale grazie del bell’intervento:))

    C’è un altro post che ho in cantiere e che suona così: perchè la blogosfera dovrebbe essere migliore delle altre sfere, visto che gli abitanti sono gli stessi?

    Gli stessi, dunque gli stessi soggetti alle medesime vicissitudini culturali, intese come soggetti e come oggetti. E le regole dell’editoria italiana seguono il trend dell’imprenditoria italiana: cioè non fanno per niente imprenditoria. Non si corre il rischio del mercato con un prodotto socioculturalmente nuovo, ma si scommette su un prodotto socioculturalmente testato.

    Un blog come lo descrivi tu, io ancora non l’ho trovato – anche se lo linkerei al volo – perchè avrebbe tutte le caratteristiche per essere carino e interessante e nuovo e familiare etc. Magari c’è! Ma certo, hai ragione nel temere che qualcuno lo potrebbe trovare poco rassicurante, o difficile per identificarcisi… ma non è detto.

    Questo per quanto riguarda le regole del mercato, le quali non combaciano necessariamente con le regole della letteratura.

    Ora, un parere personale: la scrittura come la penso io entro i limiti di una ampia cornice etica (che pure questo se ne può discutere) – non ha doveri, e la lettura anche, se non il tentativo di una qualità estetica. Da lettrice, io voglio un prodotto ben fatto, e la leggerezza ben fatta è per me una necessità. In questo senso io – che non sono esattamente un lettore sprovveduto e facile – apprezzo i blog citati perchè non si cimentano con alcunchè di particolare, non affondano il coltello in temi complessissimi o cosa. Sono due blog del vecchio uomo bianco, piuttosto per bene. Di questi tempi, trovare un blog o una pagina scritta con questa provenienza e questi obbiettivi, ben fatta e leggiadra beh non è così scontato. E’ facile trovarla tout court, perchè il mercato italiano se ne fida, ma spessissimo è una cagata.

  18. zauberei scrive:

    Uhm bimodale sto pensando alla tua ultima domanda.

    Ti parlo franca, da bloggheressa. Nun ci ho mica 2000 lettori eh… però ecco.

    So bloggheressa e Dio me furmini se ho pregiudizi di sorta. Sono bianca, sono femmina, sono etero. Ci ho il glamour giudìo ma è poca cosa. Apro un blog e spero di scrivere bene delle cose, ma perchè dovrei simulare il codice di partenza? Lo posso fare se ne ho il desiderio ma se non ce l’ho? In molti casi i comportamenti di una maggioranza non sono dettati da un desiderio di appartenere alla maggioranza, ma dall’appartenere e punto. So femmina e e etero e guarda pure sposata. Fingo? deevo scrivere per forza della gioia di trombarmi 302 gatti? Naturalmente in questo essere nella maggioranza si danno molte variabilità interne. Ma bisogna stare molto attenti a non fare errori di valutazione, tipo quello di rifondazione con i ds:

    – ah che stronzi vonno rincorrere il centro. Cioè dissimulando e tradendo una presunta identità virulentemente comunista.

    E se Uòlter non fosse così? e se Uòlter e chi lo vota fossero esattamente la medietà e il triste tepore culturale e politico che mi sembra connotino questo paese? Le aspettative culturali rinforzano, ma l’identità è un concetto che emerge in tutti, non solo nelle periferie. Dunque è verosimile pensare che chi legge ha due livelli di lettura, uno del riconoscimento identitario – simili con simili, uno più sofisticato ed evoluto per cui riconosce la propria parentela con strati più profondi, negoziando differenze, ma attenzione sempre facendo capo a qualcosa di condiviso, un cielo comune. Allora: io posso avere nel blog roll una bloggeur omosessuale. un bloggeur filosofo, un bloggeur allevatore di rane, un bloggeur antireligioso, no probblem ci sono. Ma per dire, er bloggeur fascio nun je la fo.

  19. orsarossa scrive:

    mmmmhhhh…..quante parole…

  20. madmapelli scrive:

    @ orsarossa #20

    sì sì Orsa, porta pazienza…

    però leggi l’ultimo commento di zauberei… io non so, ma davvero, mi fa morì (come direbbe lei) perché si sta inventando un’altra lingua, una lingua ibridata che al momento nons aprei – appunto – incasellare da nessuna parte (e proprio per questo la ritengo generativa di nuove cose…)

    [sui contenuti del post e dei commenti, prendo ancora tempo]

  21. astrogigi scrive:

    @Chicca & Melogrande

    “C’è un desiderio di staccarsi definitivamente dai luoghi di origine senza mettere nuove radici ma assaporando il gusto di un nomadismo senza confini e senza soste, alla faccia di chi ci vorrebbe inquadrati nel sistema.

    Anche per questo nasce un blog. ”

    Faccio mia questa sintesi anche se Zau esprime concetti ampiamente condivisibili

    Non faccio blog per portarci le stesse miserie del quotidiano e replicare in blogosfera le schifezze della biosfera (uolter & derivati…)

    vado a cercar altro

    sia di me che degli altri

    ciao

    GB

  22. poesiaoggi scrive:

    scrivere di “brutture quotidiane” normalmente allontana il blogger ( a meno che non si tratti di un blog politico) che vuole essere rassicurato sulle sue paure anche con storielle da bar ed è quello che cercano gli editori e l’informazione in generale. Il must è: “non si deve ragionare.” Pensate se uno decidesse di creare un blog virtuale stile l’isola dei famosi…riceverebbe un audience pari a quella di Grillo.;-)

    Marco

  23. bimodale scrive:

    insomma, è bene chiuda i miei blog allora, e che lasci perdere la scrittura e sia.

  24. PV64 scrive:

    Io vado invece su “NonSoloPapà”….

    Ciaoo

    :-DDD

    Image Hosted by ImageShack.us

  25. zauberei scrive:

    - PV mi hai fatto tagliare dal ridere:)

    – bimodale ho fatto un salto sul tuo blog, mi è parso bello! E ci tornerò. Ndo sta scritto qui che devi da chiude? Ho ragionato su certe dinamiche interne alla vita di blog famosi, e ho cercato di ragionare sul perchè hanno successo.

    Non escludo mica che ci siano altre strade, ho ragionato su questa.

    Nun chiude:)

    – per il resto non so bene che dire, diciamo che ognuno ha una propria realtà mentale, che decide di tradurre in linguaggi con stili e livelli di elaborazione diversa. Libera parola in libero stato!

    Sia essa in rima che non.

  26. BeerTop scrive:

    OT

    Orsa, Marco, dovremmo aprire anche “Il peggio dei commenti”…se ci state creo il blogger Bertoppo

  27. madmapelli scrive:

    @ solforicus #27

    PV ha il suo stile, è una sua vignetta quella, che ha senso all’interno del suo blog e all’esterno del suo blog.

    tu invece preferisci l’anonimato, per dire male del lavoro degli altri?

    ma che bravo/a ;-)

    Il tuo davvero intelligente commento # 27 per ora lo cancelliamo, ma non preoccuparti, avrai il tuo momento di gloria nel blog che aprirà bertop :-))

  28. BeerTop scrive:

    Mad, appena bertoppo parte, ti invito a partecipare…spero che tu ci stia…

  29. madmapelli scrive:

    @ beertop

    umh, dipende. Prima voglio vedere il blog, poi decido ;-))))

    comunque io ho il link ad una foto del Confuso. Me l’hanno passato da dietro le quinte. Non posto la foto direttamente perché chi non vuole vedere com’è PersonalitàConfusa, nella realtà, basta che non segua il link

    …così può mantenere l’alone di mistero…

    il link è

    http://www.flickr.com/photos/mante/2855541734/

    lui è quello senza barba :-)

  30. zauberei scrive:

    (Ecco: questo tipo di commento di Solforicus, anche se lanciato su PV, è di una violenza talmente gratuita che mi pare illustri benissimo la parte del post a cui alludevi tu Maddalena)

  31. BeerTop scrive:

    Mad,

    il blog è operativo !!! (ci ho pensato io, bertoppo non è capace neanche di toccarsi la punta del nnaso, figuriamoci aprire un nuovo blog).

    Partecipano astrogigi, orsarossa e Anna58, vedi un po’ tu…

  32. madmapelli scrive:

    @ beertop

    se mi invita bertop pèotrei anche farci un pensierino ;-)

  33. bertop scrive:

    Se prorio ci tieni, ecco il mio INVITO UFFICIALE !!!

  34. BeerTop scrive:

    bertop è proprio un bravo ragazzo, ma sta perdendo i colpi è in più è dislessico (prorio ???)

  35. madmapelli scrive:

    @ zauberei #31

    il commento di Solforicus (che ho cancellato) sì, in parte è inconsciamente giustificabile. E se avesse letto il tuo post il signore/a che anonimamente proietta sulla vignetta di PV le proprie frustazioni (o che diviene nemico giurato del blog o della Community con cui si identifica) forse avrebbe avuto modo di riflettere un pò.

    Ma io non credo sia solo quello. Solforicus è anche un account anonimo , cioè aperto solo per postare commenti del genere, il che implica un’intenzionalità che non può farci pensare solo a dinamiche inconsapevoli.

    E va bene che possiamo cercare di capire tutto, ma appunto c’è un limite. Quando una persona appositamente interviene come anonimo per diffamare altri, credo che le dinamiche siano molto più semplici.

  36. madmapelli scrive:

    @ bertop #34

    grazie, accettato :-)

  37. zauberei scrive:

    Maddalena ma hai ragionissima – i solforicus vari che attaccano la blogosfera andrebbero sempre cancellati – alla lunga bannati dall’inizio.

    Posso cogliere l’occasione per aprire un piccolo OT non tanto forse OT?

    C’è sempre, quando si parla di psicologia questa ambiguità sulla parola “capire” alla quale (forse perchè si identifica la razio psicologica con le professioni di aiuto) si sovrappone sempre il “giustificare”. Però no non coincidono molto. Non è che se uno picchia un altro, in virtù di tutta una serie di turbe sue, non vada punito, ma è interessante cercare di cpaire perchè, fa una cosa del genere che tutto sommato è anche no’ spreco di energie.

    E nel caso: aprire un account apposta, allo scopo di rompere le balle. E spesso scegliendo uno o più blog di elezione. Miii ma di norma, dico, non viene un senso di che palle? il ritorno qual’è? Perchè a me il pensiero annoierebbe.

  38. BeerTop scrive:

    :) Grandissima MAD…

    Complimenti per il coraggio, perchè alcuni saranno contenti ma molti…ehmmm…

  39. chiccama scrive:

    BEERTOP!!!!!

    e perchè a me no l’invito?:(((((((

    amareggiata sconsolata piango…

  40. BeerTop scrive:

    Chicca, ecco l’invito anche per te.

    Ma poi datevi da fare, scagliere il peggio dei commenti sul splinder non è facile…

  41. astrogigi scrive:

    beetop, possimaopescare ovunque ?

    possiamo evidenziare anche blog interi o solo commenti di soessore negativo….

  42. madmapelli scrive:

    @ beertop

    io ti mando solo quelli cancellati ;-)
    tutti gli altri per me sono ok :-)

  43. BeerTop scrive:

    astrogigi, no rules no regulation…certo un blog intero…caxxarola…magari un post intero !!! Se proprio è necessario…però…liberii tuttii

  44. BeerTop scrive:

    MAD, ottima idea,…ha ha ha !!!

    Però puoi pescare anche altrove, ma già l’idea della raccolta differenziata di commenti…caspita, non ci ero arrivato neanch’io.

    Cassonetto differenziato ecc ecc.

  45. zauberei scrive:

    Uh

    voglio l’invito pure io Bertop!

    Io tra quelli cancellati ce ne ho certi che uh!

  46. machbeth3 scrive:

    Bé HAI SCATENATO 45 COMMENTI;46 CON IL MIO……SEI SULLA STESSA LUNGHEZZA D?ONDA TI PARE?UN ABBRACCIO MACHBETH

  47. BeerTop scrive:

    zauberei, c’è posto anche per te, ci mancherebbe.

    Con una compagnia così, il divertimento è assicurato (anche le querele…mi porterete arancia e cioccolata, vero ? VEEEERO ?)

  48. chiccama scrive:

    ma quanta grazia sant’antonio!!!

    ben due inviti!!

    ma grazie ma grazie!!!

    farò del mio “peggio”:))))

Lascia un commento


Video & Audio Comments are proudly powered by Riffly