
"Per quanto diversi fra loro, i blogger nascono dal linguaggio e vivono di linguaggio. Un regime democratico, dove ciascuno è opinionista nel libero mercato delle opinioni, senza gerarchie di posizione, senza ruoli, senza il peso dell’autorità. Dove ognuno è quel che scrive, dove tutti hanno pari facoltà d’interlocuzione. È la nuova utopia della libertà e dell’eguaglianza. Compensazione simbolica al malessere attuale della democrazia in carne e ossa."
La citazione è tratta dall’ articolo Villaggio blog, vista sul mondo le nuove forme di dialogo di Marino Niola e per me è motivo di riflessione; gli articoli di Repubblica.it di oggi sembrano particolarmente connessi. Si parla dei disastri politici del nostro paese in almeno 3 articoli: pensioni, precari e militari in città. Poi andando più giù trovo quest’altro articolo sul mondo dei blog che sta avanzando sempre di più, dove, si dice, nessuno può controllarci, nessuno può limitarci.
Le domande sono:
Stiamo diventando cittadini di un nuovo mondo?
Stiamo chiudendo la porta ad una realtà storica, politica ed economica particolarmente difficile?
Stiamo cercando, nel blog, solo una piccola zona verde dove respirare tranquillamente un pò insieme ad altri e un pò in libertà?


















e se te la metto
in rime
la politica
ti piacerà di più
?
La politica è peggio di ciò che il mio nick evoca. Corrosione, erosione, distruzione, acido acido acido.
non c’è scampo.
il potere logora chi non ce l’ha
ma chi fa politica resta politico a vita
nemmeno la poesi apotrebbe candeggiarlo
anzi, ne rimarrebbe vuncia
sorry
ma non ti preoccupare.
me ne vado io.
qui aria ormai poca poca
rimane solo lefty il grande
tranqui solforicus, quasi tutti in italia la pensano così, e sennò non ci sarebbero tutti questi problemi! e di blog ‘diversi’ ce ne sono, ma non vanno! eppoi dalla politica dipende anche se puoi mangiare il pane e se puoi avere blog d’evasione senza censure. amo la poesia e anche io siamo avvelenati ma se puoi avere un blog è perché ancora la politica te lo fa fare, io non amo la politica ma comunicare è politica, interesse di ciò che ci riguarda. e io credo che pochi italiani sappiano cosa accade e perché però na mattina si svegliano e non hanno più lavoro oppure non possono abortire oppure non possono amare chi e come vogliono, ecc, ecc, ecc. per quanto riguarda la censura devi meritartela!
il potere che ci manca è poter essere ciò che siamo non ciò che vorremmo o potremmo.
e considera che non ho alcun interesse nel difendere a commento tratto quello che un tempo anche io criticavo… oggettivamente però non è vero che non c’è nulla di nuovo sotto i blog.
credimi, che io sono eretico ed eterico peggio di me ora che libero la parola solforica come donna maschile o come femmina maschile.
ti capisco anche a me non loa danno e mi sfogo con le parole.
ot.
eterico ed eretico mi piace:
questo dimostra il postulato ibrido per cui da un scontro sociologico si determina un punto di vista epistemologico.
quanto tempo che non lasciavo un post così normale!
vabbè, ciao ibridi.
sono la pecora nera e le pecore nere non belano ma volano.
niente
non se ne cava niente
nei blog non cerco il pane
non vengo qui per trovarci il tiggi
non è qui che si fa la rivoluzione
qui ci si distrae, diverte
rigenera
la politica spegne
per cui vi saluto
votate votate votate
votate
comunicare questo?
belare?
pecorare scani ?
fate voi
vado a cercare aria pulita
lacan, psichiatra francese che amo, distingueva tra pene e fallo: quale dei due? l’immaginario pene o il simbolico fallo?
io ho detto che la politica determina il fatto di poter avere un blog. in cina non credo avremmo potuto scambiarci queste dis-utili schermaglie. il blog a me da il pane spirituale e credo che già il fatto di poter esserci su ibridamenti e dire la ‘tua’ è rivoluzionario, nemmeno il placito capuano era un atto rivoluzionario ma un semplice atto notarile del 960 grazie al quale noi parliamo l’italiano (più o meno ma la faccenda e meravigliosamente più complessa e poi non capisco cosa c’entri, pensò tra sé timido nel rivelare la sua cittadinanza avatariale). io non voto ma posto. magari fossero così i tiggi. in una parola io non sono nessuno per dirti la ‘mia’ e la ‘mia’ non esiste, è un pregiudizio: la ‘tua’ è l’opinione di molti. per esempio: scrivi una poesia dada, loro contestavano la politica e l’arte, come te. per essere così sfrontati come te da smuovere anche me dovresti essere minimo un boccaccio o un surrealista.
su, una prova che il tuo non sia semplice adolescenziale atteggiamento oppositivo-provocatorio. c’è un motivo preciso per cui dovrei continuare a dis-attivare la tua paranoica sensazione di intellettualismo politico e chi sono per giudicare?
a proposito di irriverenza: lo sai perché mi piace postare come utente ano…nimo? per non guardare il volto di chi mi….
mi fai essere otmodo volgare.
sono contento tu abbia partecipato, solforicus.
La libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione
come scriveva e cantava il grandissimo Giorgio Gaber.
torna presto!
Creature della blogosfera
Noi non siamo deboli. Non siamo timidi. E nemmeno solitari.
Non necessariamente.
Abbiamo comprensione e compassione, talento e fantasia.
Abbiamo umanità da esprimere, ironia ed autoironia.
Abbiamo anima ed istinto, trasudiamo vita ed immagini.
Abbiamo bisogno di bellezza, la cerchiamo e la offriamo, gratis, ristoro per viandanti, che tanto anche se la regaliamo non ce ne resta meno per noi.
Abbiamo amore che trabocca, cola per terra e si disperde.
Cerchiamo carezze invisibili, abbiamo bisogno di sfiorare e di essere sfiorati da altre anime vaganti.
Siamo spiriti inquieti, noi, siamo lampi d’ eternità.
Passione abbiamo, ed entusiasmo e cultura e curiosità, per la vita e per il mondo.
La televisione non ci piace.
Siamo mutanti, siamo l’ umanesimo che ritorna.
Ci piacciono i dettagli, le cose piccole da raccogliere e mettere via, le immagini da tenere, le piccole pietre dure.
I grandi eventi, quelli li vedono tutti.
Cercateli altrove, se non vi troveranno prima loro.
#57
Autocitazione delirante chiaramente da prendersi con un po’ di ironia …
Melogrande si autocita.
Io autocito il mio commento alla sua autocitazione
Siamo pianeti da esplorare in universi così vicini. Siamo montagne da scalare, un cammino dove la cima non è che un altro inizio. Siamo rifugi sempre aperti. Fiori profumati da annusare. Siamo le immagini dietro ai quadri, fanstasie vive che possono tutto. Per noi la rete non è una gabbia che ci inghiotte ma è spazio possibile e infinito. Ci scegliamo il nome che ci piace. Siamo liberi di essere e di sognare.
e allora a proposito di citarsi addosso vi invito tutti a leggermi in storie da ibrido, a questo link
http://storiedaibrido.splinder.com/post/17890910/Ad+memoriam%E2%80%A6.
e magari a lasciarmi un segno, di voi..
Rientro un attimo per ringraziare Bestio anche se, potendo essere tua madre, ti suggerisco di lasciar perdere le nenie da cucco. Riservale alle giovani che cercano esperienze eccitanti.
Poi prima di fuggire (e a gambe levate), riferite per me a mister utente anomico che è un cafone.
Io non mi ci spreco.
Buone vacanze
tesoro, io sono sposato.
Con una donna che amo.
forse perché non mi spreco..
colgo,
tutte le perle che la rete offre a chi ama…
io non cucco: AMO.
anche te, mammina.
buone vacanze e
possa il Signore restituirti il doppio di ciò che desideri per me.
ok, ci siamo:
ti commenti da sola.
buon oggi,
amorini miei!
la bellezza cambierà il mondo?
(dostoewskji)
invito tutti ad automoderare i propri commenti. Si può esprimere il proprio punto di vista senza offendere gli altri interlocutori.
grazie
Gentilissima Madama Mapelli Magò.
Se censuri gli interventi miei, magari un pò acidi, ma mai offensivi (per lo meno mai vogari) dovresti tagliare metà degli interventi qui dentro. A partire dalle vignette di PV64.
Finchè la satira qui dentro sarà quella di un p…o di un idiota (chi fa Zen non apprezza così come Zau nota che il KKK era cosa grave assaie), resterà sempre buio qua dentro.
Appiccia ò lume Madà !!!
automoderarsi.
Ma sto blog non era libero ?
Allora: o è libero e liberi tutti siamo
o non è libero ed allora parlano solo gli irregimentati
chiaro da che parte.
saluti
sono dei vostri… certo prima di superare i miei limiti ho sforato anche io, con la scusa stupidamente difensiva e paranoica, di aver pre-scritto certe modalità espressive… che mancavano di socialitas. ovvero, la rabbia giustificata contro qualcosa o qualcuno, diviene, se è veramente sincera, il suo opposto: comprensione e ascolto del totalmente altro da sé. Entrano in gioco meccaniche dell’inconscio elettrico, l’ex inconscio collettivo, cambia il modo di esser-ci per gli altri. non è un dialogo uno-uno o un plurilogo uno-molti, l’ibrido è uno e tutti nel momento stesso in cui è on-line, potenziale elettrico che diventerà post, il pensiero è postumo all’azione.
E questo Al lo capì e capì che l’unico modo per essere se stessi, liberi e indyvidui, fosse non l’offesa del prossimo, ma del precedente, dell’autore, di lui stesso, di colui che si accingeva a non-dire nulla cercando di plasmare il tempo elettrico…
perse il filo volutamente come clausola retorica per ringraziare chi di dovere.
ot
solforicus, perché non scrivi un blog con il titolo “scemo di legge perché io scrivo ad occhi chiusi o con il programma vocale”?
bimodale
ops… errata corrie “chi legge….” non di legge.
elettrolapsus
b.
via, facciamo 69,
ciao
ché dagli errori frettolosi si impara poco,
errata corrige.
ciao bimodale
bentornato .-)
(mad)