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	<title>Commenti a: AAAA Cercasi letteratura n°5</title>
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	<description>Blog collettivo ideato dall'Università Ca' Foscari di Venezia per proporre nuovi modelli di ricerca universitaria</description>
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		<title>Di: fernirosso</title>
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		<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 17:13:01 +0000</pubDate>
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		<description>Ciò che personalmente cerco in ogni scrittura è il sogno-segnante (o vice-versa) che in me apra un solco in cui poter trovare la collocazione sia per una radice che per un seme,ma anche per un sasso,uno stecco,un filo d&#039;erba,un gioco...Cerco porte che si aprano ed eseguano il loro compito: po(r)tano qualcosa o qualcuno,anche se,forse l&#039;ho detto altrove,chi arriva è un me dentro un altro.Penso che si tratti sempre di riconoscimento,per questo l&#039;accoglienza dell&#039;altro o dell&#039;in-pre-visto(chi altri se non ciò che era già in noi?) dovrebbe essere sempre l&#039;agente fondamentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I sogni,come ogni altra phanta-sia o i-dea con-servano  e as-servano in se stessi la realtà di quel mondo interiore attraverso cui vediamo e ci il-ludiamo di vedere quello che,uno per ognuno,risulta una moltiplicazione di quadri in scrosci e scorci prospettici che ci in-vita-no a per-correre questo o quel senti-ero.Ecco,per me,ogni parola-luogo,in senso fisico,nella concretezza della in-mago,è l&#039;invito a cedere la parte nota e trita,rituale dei con-vene-voli della sfera sociale, e ad ac-cedere ad altre srade con la max libertà.Ri-costruisco i miei &quot;v-erbari&quot;: una Valle la cui erba è tutta su radice e desinenza, volere senza alcun possesso o volontà di possesso.Ac-colgo e ri-porto,dall&#039;altra riva di me in me,che poi divento la prima altra,quella che guarda ciò che ha trovato stando di guardia.Giri e rigiri attorno all&#039;as-se producendo s s s s s s s enti-eri,che s&#039;intrufolano, s&#039;innerpicano nella lingua.Ogni lingua gode di illusionismi quanto la nostra e qualunque tipologia di scrittura può essere percorsa e attraversata secondo canali o val-volè che ritenevamo inaspettate.Accade spesso che temi e costruzioni che appartengono ad altri generi riescano a generare, a loro volta ,com-posizioni di natura diversa e identico contenuto,anche se magari non è più visibile allo stesso modo.Medio, large, extra large ed extra extra large o small..il segno imprime sensi nei sensi in-attesi o tesi,tesi al punto da proiettarlo su altri piani e pianeti.&lt;br /&gt;ferni&lt;br /&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciò che personalmente cerco in ogni scrittura è il sogno-segnante (o vice-versa) che in me apra un solco in cui poter trovare la collocazione sia per una radice che per un seme,ma anche per un sasso,uno stecco,un filo d&#8217;erba,un gioco&#8230;Cerco porte che si aprano ed eseguano il loro compito: po(r)tano qualcosa o qualcuno,anche se,forse l&#8217;ho detto altrove,chi arriva è un me dentro un altro.Penso che si tratti sempre di riconoscimento,per questo l&#8217;accoglienza dell&#8217;altro o dell&#8217;in-pre-visto(chi altri se non ciò che era già in noi?) dovrebbe essere sempre l&#8217;agente fondamentale.</p>
<p>I sogni,come ogni altra phanta-sia o i-dea con-servano  e as-servano in se stessi la realtà di quel mondo interiore attraverso cui vediamo e ci il-ludiamo di vedere quello che,uno per ognuno,risulta una moltiplicazione di quadri in scrosci e scorci prospettici che ci in-vita-no a per-correre questo o quel senti-ero.Ecco,per me,ogni parola-luogo,in senso fisico,nella concretezza della in-mago,è l&#8217;invito a cedere la parte nota e trita,rituale dei con-vene-voli della sfera sociale, e ad ac-cedere ad altre srade con la max libertà.Ri-costruisco i miei &#8220;v-erbari&#8221;: una Valle la cui erba è tutta su radice e desinenza, volere senza alcun possesso o volontà di possesso.Ac-colgo e ri-porto,dall&#8217;altra riva di me in me,che poi divento la prima altra,quella che guarda ciò che ha trovato stando di guardia.Giri e rigiri attorno all&#8217;as-se producendo s s s s s s s enti-eri,che s&#8217;intrufolano, s&#8217;innerpicano nella lingua.Ogni lingua gode di illusionismi quanto la nostra e qualunque tipologia di scrittura può essere percorsa e attraversata secondo canali o val-volè che ritenevamo inaspettate.Accade spesso che temi e costruzioni che appartengono ad altri generi riescano a generare, a loro volta ,com-posizioni di natura diversa e identico contenuto,anche se magari non è più visibile allo stesso modo.Medio, large, extra large ed extra extra large o small..il segno imprime sensi nei sensi in-attesi o tesi,tesi al punto da proiettarlo su altri piani e pianeti.<br />
<br />ferni<br /></p>
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		<title>Di: danielemuriano</title>
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		<dc:creator>danielemuriano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 21:57:01 +0000</pubDate>
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		<description>bene, troveremo situazioni anche più collaborative di queste, sono sicuro. ho riletto gli interventi e mi hanno dato parecchi spunti&lt;br /&gt;buona notte a tutti :)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bene, troveremo situazioni anche più collaborative di queste, sono sicuro. ho riletto gli interventi e mi hanno dato parecchi spunti<br />
<br />buona notte a tutti <img src='http://www.ibridamenti.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: fernirosso</title>
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		<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 16:52:01 +0000</pubDate>
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		<description>anch&#039;io ringrazio, è stato e sarà un piacere dialogare con voi.ferni</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>anch&#8217;io ringrazio, è stato e sarà un piacere dialogare con voi.ferni</p>
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		<title>Di: Minerva84</title>
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		<dc:creator>Minerva84</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 16:17:01 +0000</pubDate>
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		<description>@grazie a voi. Questo spazio mi da la possibilità ogni tanto di discutere di cose che difficilmente diventano argomento di conversazione al di la della ristretta sede d&#039;esame (quando va bene!)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@grazie a voi. Questo spazio mi da la possibilità ogni tanto di discutere di cose che difficilmente diventano argomento di conversazione al di la della ristretta sede d&#8217;esame (quando va bene!)</p>
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	<item>
		<title>Di: danielemuriano</title>
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		<dc:creator>danielemuriano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 15:25:01 +0000</pubDate>
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		<description>grazie a minerva84 :)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;posto ancora fernirosso con un intervento sul mio blog personale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ci sarà da discutere di alcune cose, credo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie a minerva84 <img src='http://www.ibridamenti.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>posto ancora fernirosso con un intervento sul mio blog personale</p>
<p>ci sarà da discutere di alcune cose, credo&#8230;</p>
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		<title>Di: madmapelli</title>
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		<dc:creator>madmapelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 14:38:01 +0000</pubDate>
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		<description>@ fernirosso&lt;br /&gt;perfetto, grazie. Così ho inteso meglio il tuo punto di vista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;@ minerva&lt;br /&gt;aggiorno subito e complimenti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ fernirosso<br />
<br />perfetto, grazie. Così ho inteso meglio il tuo punto di vista.</p>
<p>@ minerva<br />
<br />aggiorno subito e complimenti.</p>
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		<title>Di: Minerva84</title>
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		<dc:creator>Minerva84</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 13:23:01 +0000</pubDate>
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		<description>Non sono sicura di non andare fuori dal tracciato, ma appena letta l&#039;intestazione del post mi sono venute in mente alcune cose che ho avuto modo di studiare (e fissare) grazie a un mio professore decisamente coinvolgente. Spero davvero di non andare follemente fuori tema, ma mi piacerebbe condividerle...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Calvino raccontava che già da bambino la sua vita era stata permeata da sensazioni fisiche, tangibili e intense legate alla lettura.&lt;br /&gt;La letteratura diventava parte integrante della sua giornata, una compagna fedele. &lt;br /&gt;Ricordava il suo incontro con Gordon Pym di Poe oppure con Kipling e le sue avventure fantastiche e diceva di aver riletto quelle opere per testare la riproducibilità delle emozioni che aveva provato.&lt;br /&gt;Due esperienze possibili grazie all&#039;opera letteraria, alla scrittura: l&#039;emozione immediata e la riproducibilità, all&#039;infinito, a ogni lettura, con sfumature però sempre differenti.&lt;br /&gt;La sua scrittura nasce come lettura e in tutte le interviste rilasciate testimonia come lo scrivere fosse una parte imprescindibile del suo essere, come scrivesse pensando ad un lettore più avanzato, più in là del suo stesso immaginario.&lt;br /&gt;In ogni suo libro i libri diventano protagonisti e con loro la lettura.&lt;br /&gt;Non sempre però queste sono presentate con la stessa valutazione circa il rapporto fra vita e scrittura/lettura.&lt;br /&gt;Nel Visconte dimezzato assistiamo a una scena piuttosto divertente. La parte buona del visconte legge a Pamela (fanciulla di cui è invaghito) un passo della Gerusalemme liberata. Pamela è annoiata, ma ecco arrivare la metà malvagia del visconte che taglia di netto a colpi di spada il libro in tante piccole parti. Pamela sorride divertita e Calvino ci mostra un rapporto fra scrittura e vita che pende verso la vera vita vissuta, le emozioni di prima mano, la forza del reale contro le fantasticherie del testo scritto. Stessa misera fine tocca al libro del bambino ricco che il figlio di Marcovaldo brucia insieme alle pile di regali che li circondano nel racconto. Libro che stava annoiando il piccolo benestante e che invece lo diverte quando diviene parte dell&#039;attivo e vivo rogo. Poi Calvino ci mostra in un suo racconto un giovane studente che legge, ma invidia la vita vera vissuta da un semplice pastore. Le due vite sono condizioni separate, ma entrambe, prese in sé stesse, incompiute.&lt;br /&gt;Il partigiano, accanito lettore del Super Giallo ne &quot;Il sentiero dei nidi di ragno&quot;, è talmente preso dal mondo altro, dalla rappresentazione scritta di una differente realtà, che non abbandona la lettura nemmeno a fucile imbracciato mentre attende il passaggio dei tedeschi.&lt;br /&gt;In un racconto del &#039;49 poi scrittura e realtà si confondono: un gruppo di militari che sta seguendo le traccie di alcuni terroristi segue la voce che dall&#039;interno di un&#039;abitazione parla di armi, nascondigli e loschi traffici. Credono di aver trovato un covo e invece aprendo la porta dell&#039;appartamento trovano solo una ragazza che, completamente assorta nella lettura, declama ad alta voce un brano di un romanzo avventuroso.&lt;br /&gt;La scrittura che confonde, che mescola le carte in tavola, che porta le persone a sovrapporre realtà vera e immaginaria.&lt;br /&gt;Viene poi l&#039;amante lettore de &quot;L&#039;avventura di un lettore&quot;, così preso dal suo libro da avvicinarsi alla lettrice di rivista, anche lei completamente assorta, e unirsi a lei senza mai abbandonare il suo mondo di carta, quella scrittura che l&#039;ha stregato e portato in un mondo altro da cui non può separarsi nemmeno sotto la spinta delle pulsioni vitali della realtà vera.&lt;br /&gt;E il brigante de &quot;Il barone rampante&quot;, letteralmente sedotto dai libri che Cosimo gli fornisce, concupito dal testo scritto abbassa la guardia e viene catturato dai poliziotti e condotto in carcere. Abbandona la vita vera per la vita altra che la scrittura gli offre, si priva della libertà per la libertà della lettura.&lt;br /&gt;Infine la Lettrice con la L maiuscola, Ludmilla. Lei che legge con i capelli rovesciati in avanti, che non abbandona mai il libro con le sue parole stampate. Che vive in simbiosi con la scrittura.&lt;br /&gt;L&#039;ambigua visione del rapporto fra scrittura e realtà non viene mai risolta in modo univoco da Calvino. Con un sorriso ambiguo sembra indicarci che i due mondi, quello in cui viviamo e quello stampato nei caratteri che compongono i nostri libri, non dovrebbero mai essere separati. Una frattura infatti genera squilibri e situazioni anomale: incompiutezza.&lt;br /&gt;La vita non può essere sostituita dalla scrittura, che la riproduce, la amplifica, la trasforma, ma parte sempre da essa. D&#039;altra parte una vita senza scrittura sarebbe effimera e troppo con &quot;i piedi per terra&quot;.&lt;br /&gt;Infine vorrei citare una poesia di Ungaretti, altro mio pallino effettivamente, che spiega bene (ovviamente in relazione alla scrittura poetica) il rapporto fra reale e parola scritta.&lt;br /&gt;Commiato&lt;br /&gt;Gentile&lt;br /&gt; Ettore Serra&lt;br /&gt;poesia&lt;br /&gt;è il mondo l&#039;umanità&lt;br /&gt;la propria vita&lt;br /&gt;fioriti della parola&lt;br /&gt;la limpida meraviglia&lt;br /&gt;di un delirante fermento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando trovo&lt;br /&gt;in questo mio silenzio&lt;br /&gt;una parola&lt;br /&gt;scavata è nella mia vita&lt;br /&gt;come un abisso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma,la vita senza scrittura è semplice realtà. L&#039;io è solo l&#039;io. Ma con la scrittura, con l&#039;opera letteraria assurge a qualcosa di più, qualcosa che va oltre, che crea, che nobilita. Qualcosa che fissa per sempre cose, persone e sentimenti e permette la loro &quot;eterna&quot; fruizione. Che la scrittura per la vita significhi immortalità forse?&lt;br /&gt;Uno strumento per diventare eterni.&lt;br /&gt;La vita &quot;fiorita delle parole&quot; non è più solo un esistenza, è eternità e chi legge un pezzetto di questa eternità può vivere per un momento la felice illusione di essere astorico nel dialogo con autori che non sono più.&lt;br /&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono sicura di non andare fuori dal tracciato, ma appena letta l&#8217;intestazione del post mi sono venute in mente alcune cose che ho avuto modo di studiare (e fissare) grazie a un mio professore decisamente coinvolgente. Spero davvero di non andare follemente fuori tema, ma mi piacerebbe condividerle&#8230;</p>
<p>Calvino raccontava che già da bambino la sua vita era stata permeata da sensazioni fisiche, tangibili e intense legate alla lettura.<br />
<br />La letteratura diventava parte integrante della sua giornata, una compagna fedele.<br />
<br />Ricordava il suo incontro con Gordon Pym di Poe oppure con Kipling e le sue avventure fantastiche e diceva di aver riletto quelle opere per testare la riproducibilità delle emozioni che aveva provato.<br />
<br />Due esperienze possibili grazie all&#8217;opera letteraria, alla scrittura: l&#8217;emozione immediata e la riproducibilità, all&#8217;infinito, a ogni lettura, con sfumature però sempre differenti.<br />
<br />La sua scrittura nasce come lettura e in tutte le interviste rilasciate testimonia come lo scrivere fosse una parte imprescindibile del suo essere, come scrivesse pensando ad un lettore più avanzato, più in là del suo stesso immaginario.<br />
<br />In ogni suo libro i libri diventano protagonisti e con loro la lettura.<br />
<br />Non sempre però queste sono presentate con la stessa valutazione circa il rapporto fra vita e scrittura/lettura.<br />
<br />Nel Visconte dimezzato assistiamo a una scena piuttosto divertente. La parte buona del visconte legge a Pamela (fanciulla di cui è invaghito) un passo della Gerusalemme liberata. Pamela è annoiata, ma ecco arrivare la metà malvagia del visconte che taglia di netto a colpi di spada il libro in tante piccole parti. Pamela sorride divertita e Calvino ci mostra un rapporto fra scrittura e vita che pende verso la vera vita vissuta, le emozioni di prima mano, la forza del reale contro le fantasticherie del testo scritto. Stessa misera fine tocca al libro del bambino ricco che il figlio di Marcovaldo brucia insieme alle pile di regali che li circondano nel racconto. Libro che stava annoiando il piccolo benestante e che invece lo diverte quando diviene parte dell&#8217;attivo e vivo rogo. Poi Calvino ci mostra in un suo racconto un giovane studente che legge, ma invidia la vita vera vissuta da un semplice pastore. Le due vite sono condizioni separate, ma entrambe, prese in sé stesse, incompiute.<br />
<br />Il partigiano, accanito lettore del Super Giallo ne &#8220;Il sentiero dei nidi di ragno&#8221;, è talmente preso dal mondo altro, dalla rappresentazione scritta di una differente realtà, che non abbandona la lettura nemmeno a fucile imbracciato mentre attende il passaggio dei tedeschi.<br />
<br />In un racconto del &#8217;49 poi scrittura e realtà si confondono: un gruppo di militari che sta seguendo le traccie di alcuni terroristi segue la voce che dall&#8217;interno di un&#8217;abitazione parla di armi, nascondigli e loschi traffici. Credono di aver trovato un covo e invece aprendo la porta dell&#8217;appartamento trovano solo una ragazza che, completamente assorta nella lettura, declama ad alta voce un brano di un romanzo avventuroso.<br />
<br />La scrittura che confonde, che mescola le carte in tavola, che porta le persone a sovrapporre realtà vera e immaginaria.<br />
<br />Viene poi l&#8217;amante lettore de &#8220;L&#8217;avventura di un lettore&#8221;, così preso dal suo libro da avvicinarsi alla lettrice di rivista, anche lei completamente assorta, e unirsi a lei senza mai abbandonare il suo mondo di carta, quella scrittura che l&#8217;ha stregato e portato in un mondo altro da cui non può separarsi nemmeno sotto la spinta delle pulsioni vitali della realtà vera.<br />
<br />E il brigante de &#8220;Il barone rampante&#8221;, letteralmente sedotto dai libri che Cosimo gli fornisce, concupito dal testo scritto abbassa la guardia e viene catturato dai poliziotti e condotto in carcere. Abbandona la vita vera per la vita altra che la scrittura gli offre, si priva della libertà per la libertà della lettura.<br />
<br />Infine la Lettrice con la L maiuscola, Ludmilla. Lei che legge con i capelli rovesciati in avanti, che non abbandona mai il libro con le sue parole stampate. Che vive in simbiosi con la scrittura.<br />
<br />L&#8217;ambigua visione del rapporto fra scrittura e realtà non viene mai risolta in modo univoco da Calvino. Con un sorriso ambiguo sembra indicarci che i due mondi, quello in cui viviamo e quello stampato nei caratteri che compongono i nostri libri, non dovrebbero mai essere separati. Una frattura infatti genera squilibri e situazioni anomale: incompiutezza.<br />
<br />La vita non può essere sostituita dalla scrittura, che la riproduce, la amplifica, la trasforma, ma parte sempre da essa. D&#8217;altra parte una vita senza scrittura sarebbe effimera e troppo con &#8220;i piedi per terra&#8221;.<br />
<br />Infine vorrei citare una poesia di Ungaretti, altro mio pallino effettivamente, che spiega bene (ovviamente in relazione alla scrittura poetica) il rapporto fra reale e parola scritta.<br />
<br />Commiato<br />
<br />Gentile<br />
<br /> Ettore Serra<br />
<br />poesia<br />
<br />è il mondo l&#8217;umanità<br />
<br />la propria vita<br />
<br />fioriti della parola<br />
<br />la limpida meraviglia<br />
<br />di un delirante fermento.</p>
<p>Quando trovo<br />
<br />in questo mio silenzio<br />
<br />una parola<br />
<br />scavata è nella mia vita<br />
<br />come un abisso.</p>
<p>Insomma,la vita senza scrittura è semplice realtà. L&#8217;io è solo l&#8217;io. Ma con la scrittura, con l&#8217;opera letteraria assurge a qualcosa di più, qualcosa che va oltre, che crea, che nobilita. Qualcosa che fissa per sempre cose, persone e sentimenti e permette la loro &#8220;eterna&#8221; fruizione. Che la scrittura per la vita significhi immortalità forse?<br />
<br />Uno strumento per diventare eterni.<br />
<br />La vita &#8220;fiorita delle parole&#8221; non è più solo un esistenza, è eternità e chi legge un pezzetto di questa eternità può vivere per un momento la felice illusione di essere astorico nel dialogo con autori che non sono più.<br /></p>
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		<title>Di: fernirosso</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/ibuno/2008/07/aaaa-cercasi-letteratura-n%c2%b05/comment-page-1/#comment-21055</link>
		<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 12:32:01 +0000</pubDate>
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		<description>in risposta a madmapelli.&lt;br /&gt;Lo specchio non è dipinto SUL quadro ma è il quadro in-te-(e)ro, con la cornice ampia quanto il nostro sguardo, che appunto guada l&#039;oceano d&#039;aria (uno stato gassoso della stessa forma:acqua) tra noi e la magia dell&#039;occh&#039;io.L&#039;io, in fatti, tra-gittatosi da un dentro ad un altro dentro,quello dell’autore, irraggiungibile per altro, come in un ventre in-visibile, e in un&#039;acqua amniotica che crea le immagini, im-ma(r)gina i propri io in sé che vengono mutuandosi in lui dalle mutanti con-figuarzioni dell&#039;assenza (di tutto ciò che è rappresentato, come del resto ogni visione degli oggetti, altro non è che rappresentazione, non l’oggetto in sé, e questo sia guardandolo, dunque le immagini dell’oggetto, come le foto-grafie, o le grafie-scritture-descrizioni-disegni). La luce, in onde (si dice ad esempio: inondare di luce, allagata dalla luce), proprio come l&#039;acqua, o parimenti il suono, porta da millenni anteriori alla visione che abbiamo sotto agli occhi, il supporto per vedere:come a dire che una luce antichissima, di una sorgente magari già spentasi (la luce in sé è un fatto che implica la perdita, una e-missione di fotoni che hanno lasciato il corpo madre per andare alla de-riva nel buio, sono molto vicini alla metafora che può rappresentare la morte:perdita di energia). L’immagine allo specchio vive, anche se sarebbe il caso di dire s-muore, a causa degli stessi e-le-menti in cui la mente e l’occh’io , errando tanto quanto voluta-mente ho fatto ora per segnalare l’io,gira e raggira l’immagine, in una serie di si-lenti elaborazioni allo specchio dell’io e della mente, facendoci vedere ciò che non c’è, tanto quanto non c’è immagine che galleggia nell’acqua, e nella stessa acqua. Tutto è uno scorrere:dai fotoni alle gocce d’acqua, mantre noi af-fermiamo che siamo im-mobili a gua(r)dare una immagine fissa. ferni&lt;br /&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>in risposta a madmapelli.<br />
<br />Lo specchio non è dipinto SUL quadro ma è il quadro in-te-(e)ro, con la cornice ampia quanto il nostro sguardo, che appunto guada l&#8217;oceano d&#8217;aria (uno stato gassoso della stessa forma:acqua) tra noi e la magia dell&#8217;occh&#8217;io.L&#8217;io, in fatti, tra-gittatosi da un dentro ad un altro dentro,quello dell’autore, irraggiungibile per altro, come in un ventre in-visibile, e in un&#8217;acqua amniotica che crea le immagini, im-ma(r)gina i propri io in sé che vengono mutuandosi in lui dalle mutanti con-figuarzioni dell&#8217;assenza (di tutto ciò che è rappresentato, come del resto ogni visione degli oggetti, altro non è che rappresentazione, non l’oggetto in sé, e questo sia guardandolo, dunque le immagini dell’oggetto, come le foto-grafie, o le grafie-scritture-descrizioni-disegni). La luce, in onde (si dice ad esempio: inondare di luce, allagata dalla luce), proprio come l&#8217;acqua, o parimenti il suono, porta da millenni anteriori alla visione che abbiamo sotto agli occhi, il supporto per vedere:come a dire che una luce antichissima, di una sorgente magari già spentasi (la luce in sé è un fatto che implica la perdita, una e-missione di fotoni che hanno lasciato il corpo madre per andare alla de-riva nel buio, sono molto vicini alla metafora che può rappresentare la morte:perdita di energia). L’immagine allo specchio vive, anche se sarebbe il caso di dire s-muore, a causa degli stessi e-le-menti in cui la mente e l’occh’io , errando tanto quanto voluta-mente ho fatto ora per segnalare l’io,gira e raggira l’immagine, in una serie di si-lenti elaborazioni allo specchio dell’io e della mente, facendoci vedere ciò che non c’è, tanto quanto non c’è immagine che galleggia nell’acqua, e nella stessa acqua. Tutto è uno scorrere:dai fotoni alle gocce d’acqua, mantre noi af-fermiamo che siamo im-mobili a gua(r)dare una immagine fissa. ferni<br /></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: madmapelli</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/ibuno/2008/07/aaaa-cercasi-letteratura-n%c2%b05/comment-page-1/#comment-21054</link>
		<dc:creator>madmapelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 10:54:01 +0000</pubDate>
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		<description>grazie fernirosso, &lt;br /&gt;bellissime parole. &lt;br /&gt;Un solo appunto, ma solo per verificare se partiamo da presupposti diversi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trovo difficile identificare acqua e specchio, &lt;i&gt; dimensioni &lt;/i&gt; che sono differenti, quanto a natura: l&#039;una è intesa nella cultura occidentale come naturale (l&#039;immagine riflessa dall&#039;acqua è divina, il suo &lt;i&gt; essere &lt;/i&gt; risiede e dipende dalla mente divina) mentre l&#039;altra, lo specchio, inteso come artefatto, crea immagini riflesse artificiali (prodotte dall&#039;uomo e perciò da Platone in poi di serie &quot;B&quot;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il quadro di Magritte, ben oltre questa distinzione, rivaluta appunto l&#039;artefatto umano - lo specchio (che tra l&#039;altro è uno &lt;i&gt; specchio dipinto nel quadro &lt;/i&gt;) - come luogo di creazione divina, in quando viene rappresentato come luogo in cui lo sguardo - del pittore che crea, e dello spettatore che osserva il quadro - è uno sguardo la cui potenza creatrice è simile a quella del dio creatore. Va cioè oltre il già dato per creare il nuovo,... non per riflettere il già dato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie fernirosso,<br />
<br />bellissime parole.<br />
<br />Un solo appunto, ma solo per verificare se partiamo da presupposti diversi.</p>
<p>Trovo difficile identificare acqua e specchio, <i> dimensioni </i> che sono differenti, quanto a natura: l&#8217;una è intesa nella cultura occidentale come naturale (l&#8217;immagine riflessa dall&#8217;acqua è divina, il suo <i> essere </i> risiede e dipende dalla mente divina) mentre l&#8217;altra, lo specchio, inteso come artefatto, crea immagini riflesse artificiali (prodotte dall&#8217;uomo e perciò da Platone in poi di serie &#8220;B&#8221;).</p>
<p>Il quadro di Magritte, ben oltre questa distinzione, rivaluta appunto l&#8217;artefatto umano &#8211; lo specchio (che tra l&#8217;altro è uno <i> specchio dipinto nel quadro </i>) &#8211; come luogo di creazione divina, in quando viene rappresentato come luogo in cui lo sguardo &#8211; del pittore che crea, e dello spettatore che osserva il quadro &#8211; è uno sguardo la cui potenza creatrice è simile a quella del dio creatore. Va cioè oltre il già dato per creare il nuovo,&#8230; non per riflettere il già dato.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: danielemuriano</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/ibuno/2008/07/aaaa-cercasi-letteratura-n%c2%b05/comment-page-1/#comment-21053</link>
		<dc:creator>danielemuriano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 10:50:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/07/aaaa-cercasi-letteratura-n%c2%b05/#comment-21053</guid>
		<description>ok aggiunto, grazie del contributo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nota:&lt;br /&gt;se qualcuno d&#039;ora in poi si riferisce in qualche modo allo scritto di qualcun altro, magari lo espliciti, così è più chiaro, visto che non sono solo commenti ma integrazioni al post&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;grazie a tutti&lt;br /&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ok aggiunto, grazie del contributo!</p>
<p>nota:<br />
<br />se qualcuno d&#8217;ora in poi si riferisce in qualche modo allo scritto di qualcun altro, magari lo espliciti, così è più chiaro, visto che non sono solo commenti ma integrazioni al post</p>
<p>grazie a tutti<br /></p>
]]></content:encoded>
	</item>
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