Same Places Different Voices

maddalena mapelli
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La tua presenza , Madre mia ,
dramma vivo di una razza
dramma di carne e sangue
che la Vita scrisse con penna di secoli.
Per la tua voce
voci venute dalle piantagioni di caffè
di canna di riso  di caucciù di cotone…
Voci delle piantagioni della Virginia dei campi delle
Caroline Alabama Cuba Brasil…
Voci dalle fabbriche dalle distillerie dalle tongas
dalle pampas dalle officine.
Voci dall’Harlem District South dalle sanzalas.
Voci che gemono blues ,
salendo dal Mississipi ,
risuonando nei vagoni.
Voci che piangono nella voce di Carrothers
da tutta l’America da tutta l’Africa.
Voci di tutte le voci, nella voce alta di Langston
nella bella di Guillèn…

Per il tuo dorso.
Luccicanti dorsi sotto i soli più forti del mondo
che fecondano con il sangue e addomesticano con il sudore
le più ricche terre del mondo contorti nel tronco
pendenti dalla forca
abbattuti da Lynch risuscitati
come zombie in Toussaint sollevati.
Luccicano , batteristi di jazz si spezzano , si spezzano ,
catene dell’Anima evadi ,
o Anima ,
sulle ali della Musica. …
del brillar del Sole,
del Sole fecondo immortale e bello…
Per il tuo grembo , Madre mia.
Altre genti cullate con voce di tenerezza
ninnate del tuo latte alimentate
di bontà e poesia di musica ritmo e grazia…
santi poeti e saggi…
Altre genti… altre voci
non ha figli se non questi che nascono
come bruti semoventi
ma sono i figli della disgrazia.
Per i tuoi occhi ,
Madre mia.
Vedo oceani di dolore chiarori di sole cadente,
paesaggi violetti paesaggi drammi di Cam e di Jafet…
Ma vedo anche che la luce rubata ai tuoi occhi
ora splende demoniacamente tentatrice ,
come la Certezza…
splendidamente ferma ,
come la Speranza…
in noi altri tuoi figli generando ,
formando ,
annunciando

il giorno
dell’
umanità.

( a Duet with Halifax )

21 Commenti

  1. ibridamenti scrive:

    Luccicano , batteristi di jazz si spezzano , si spezzano ,

    catene dell’Anima evadi ,

    o Anima ,

    sulle ali della Musica. …

    grazie Lefty.

    bellissimo.

    (mad)

  2. siipaziente scrive:

    grazie Lefty E halifax !!! ;)))

  3. siipaziente scrive:

    ot

    un po di musica ” orientale ” starebbe ( da dio) :)

  4. ibridamenti scrive:

    ops, grazie halifax !

    lefty, ottima la musica, sì, ci sta perfetta :-)

  5. siipaziente scrive:

    oops il titolo è sbagliato :

    è same voices different places

    ahaha

    è al contrario

  6. ibridamenti scrive:

    dici che sia da cambiare, lefty?

  7. labuccia scrive:

    bel trasporto.

    elisabetta

  8. BESTIO scrive:

    nero forte intenso.

    un espresso insomma

    :D

  9. BESTIO scrive:

    intendevo un..treno, dritto alla stazione del cuore.

    :D

  10. eventounico scrive:

    mistico estatico andante

    che meraviglia !

  11. danielemuriano scrive:

    bravo lefty! è bello avere un post tuo su ibridamenti… dovresti partecipare più spesso al ballo

  12. musicanti scrive:

    un 0/megabbraccio :)

  13. barbara34 scrive:

    che fine epica… :))

    vedo che in foto c’è una mia lontana parente… :)))

    già conoscevo questa poesia, echeggia un po’ di Ralph Waldo Emerson o Langston Hughes (non so bene ma improvviso) corretto lynchiano…. besos y abrazos!!

  14. danielemuriano scrive:

    e i commenti corretti Grappa… grande artista

  15. cristinabove scrive:

    effetto bellissimo, riflessi e parole che si compenetrano…

  16. CactusJack scrive:

    La situazione precipita….

  17. siipaziente scrive:

    una prima visione

    passata nelle sale estive chiuse

    dei cinema :)) in piu di un sabato sera !! muahahaaukmiao

  18. fernirosso scrive:

    dentro

    dentro una gabbia

    rin-chiusa

    una sorgente

    di vutalità possente

    un chiavistello sempre innescato

    ad una miccia

    che scoppia nella tempia

    con un tic

    con un toc

    con un ticchettio

    che sconvolge il sangue

    mentre lo ascolti evadere in un soffio

    l’ultimo respiro che ti scarica.

  19. Declino scrive:

    Se mi è concessa una critica, che cosa mi definisce questo testo, senza dubbio toccante, poesia? La versificazione? Delle sparute anadiplosi? Una catena anaforica che tende alla tautologia?

    Non capisco proprio che connotazione sta guadagnando modernamente il lessema poesia.

    Quando nel Nocecento, con le avanguardie, si determina lo strappo definitivo con la tradizione, chi lo attua è figlio cosciente della stessa…

    Che fine ha fatto il rigoroso studio della metrica, della stilistica…

    Una spontaneità composita non è sinonimica di maestria; il cammino poetico, è, come ogni cammino artistico tentativo d’elevazione; e se è vero, come dice Todorov, che un genere letterario è definibile in base a dei criterij tali che presuppongono l’esistenza di altri testi della medesima natura: scrivo poesia sapendo che cos’è poesia ed avendo letto poesia; è anche vero come scrive Mengaldo che la poesia di oggi è definibile come tale perché dispone di un lessico ben specifico, che si è sedimentato nelle produzioni poetiche del passato. Non dovrei essere io a ricordare, “Il linguaggio di un poeta è un linguaggio storicizzato, un rapporto. Vale in quanto si oppone o si differenzia da altri linguaggi” Montale, 1946.

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