STORIED@IBRIDO 8

maddalena mapelli
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Un frutto del deserto di Melogrande on line qui.

27 Commenti

  1. emmart scrive:

    melogrande, è BELLISSIMO questo post.

    ed è scritto bene, chiaro, limpido, con climax incluso.

    e poi ci sei tu.

    e il percorso e l’errare e il provare e il provarsi.

    e – che bello scoprire qual è il blog che ti ha fatto aprire un blog ;)

  2. emmart scrive:

    ps: guardate che in storiedaibridi i commenti non sono linkati qui.

  3. adminsalvagente scrive:

    beh Melogrande. E’ la prima volta che ti leggo ma capperi… Mi hai fatto sudare parlando del caldo, rabbrividire dai finnici. Grande, melo.

    Paola

  4. storiedaibrido scrive:

    grazie davvero

    una storia che cattura e che vive e che apre mille strade.

    ora un piccolo commento: l’interesse per la vita altrui, soprattutto se disgraziata, nasce dal medium televisivo e si riflette anche nel leggere e guardare il blog.è vicina al voyeurismo. secondo voi quali sono le cause?

  5. chiccama scrive:

    beh, mi sono trovata a casa!!! io nel deserto o nelle vicinanze ci vivo per molti mesi l’anno…anche se il mio deserto è meno caldo almeno fino a marzo!!!

    ho ritrovato tante cose, ho ritrovato la curiosità di vedere di leggere di sperimentare, un viaggio il tuo verso l’essere blogger o almeno come dico di me nel provarci…

    grande come sempre!!

    chicca

  6. astrogigi scrive:

    E’ una lettura morbida, un fluire semplice senza intoppi fino allo sbocciare dell’ispirazione.

    Grande Melo Grande.

    Ho sentito nella stretta di mano e nel calore del sorriso questa posizione gentile, viva anche in un clima duro, difficile, sfiancante. Non mancherò di ricercarla se al prossima occasione ci saremo entrambi.

    GB

  7. utente anonimo scrive:

    @ storiedaibrido

    [...]l’interesse per la vita altrui, soprattutto se disgraziata, nasce dal medium televisivo e si riflette anche nel leggere e guardare il blog.è vicina al voyeurismo. secondo voi quali sono le cause?[...]

    Provo a darti una risposta.

    Nella mitologia e nella storia dei nativi americani, gli eroi (alcuni) erano coloro che sconfiggevano i demoni e i mostri (perseo/la medusa ad esempio). Così diventavano anche uomini e abbandovani l’adolescenza.

    Dalla notte dei tempi i mostri spaventano i bambini. Ma in ogni storia che si rispetti c’è sempre l’orco o l’uomo nero. Probabilmente perche’ alimenta il lato avventuroso insito nel piccolo.

    Ancora oggi nelle realtà di piccoli contesti sociali il pettegolezzo è il sostituto (o l’antenato) del telefono e dei mass media. Quindi non sapere nulla degli altri inficerebbe la relazione fra i componenti della società. Inoltre la cuirosità è alla base dell’evoluzione dell’uomo.

    In un modo che viaggia a velocità enormi, dove si è solo numeri e non persone dove, con il benessere, si è giunti in pochi anni ad una concezione di vita orientata più all’apparire che all’essere, ed in un modo dove si ha tutto, l’unico modo di farsi notare è diventare “qualcuno”, ma non per meriti personali, ma per grande visibilità suoi giornali o in tv, non importa come e perche’ ci si finisce. FFanno stupore le migliaia di lettere che giungono ai detenuti per reati gravi (Giusva Fioravanti, Ted Bundy e molti altri). O il toto-ospitalità che si è scatenato per Azouz Marzouk, fra le famiglie italiane che si sono candidate per vederselo assegnare agli arresti domiciliari… Un moderno fascino dell’orrido, se vogliamo. Moderni inerpreti di una fantasia che non è più creativa ma rappresentativa e testimonial di uno status sociale che erroneamente insegna che sei qualcuno solo se sei noto e personaggio pubblico.

    Paola.

  8. lefty333boy scrive:

    @ storiedaibrido

    [...]l’interesse per la vita altrui, soprattutto se disgraziata, nasce dal medium televisivo e si riflette anche nel leggere e guardare il blog.è vicina al voyeurismo. secondo voi quali sono le cause?[...]

    che cerciamo dei disgraziati più disgraziati di noi ??

    ahahha

  9. heteronymos scrive:

    @melogrande

    Complimenti, melogrande!

    Questo tuo progressivo avvicinamento alla blogosfera ha una cadenza particolare: si svolge in uno spazio “altro”, e in un tempo -come dire? – rallentato…

    Un gioco sottile di contrasti appena evidenti, ma che immergono il lettore in un’atmosfera quasi irreale,

    dove il fluire apparentemente semplice e lineare della narrazione è come lavorato, segretamente, da una impalpabile inquietudine…

    Ciao

    Mario

  10. lefty333boy scrive:

    ot

    il post non l ho letto

    aNCORA

  11. malacconcio scrive:

    caro melogrande, bel post, e poi la genesi del nome mi mancava. :D
    saluti!

  12. siipaziente scrive:

    skerzo ah :-) e che cè -siipaziente – dentro :)
    è bello

  13. Anna58 scrive:

    La storia che eri diventato blogger nel deserto me l’avevi raccontata alla birrata, ma l’invenzione del nome mancava anche a me. Bellissima.

  14. LaPoetessaRossa scrive:

    Melogrande è la pianta che regala l’ombra ristorartice nel deserto. E’ bello sapere che ci possiamo sedere sotto le sue fronde e in ogni stagione, come ogni pianta che si rispetti, ci dona la bellezza dei suoi fiori, la fragranza dei suoi frutti, le calde foglie rosse dell’autunno. Melogrande nasce nel deserto, ci regala pensieri freschi, stimolanti, a volte ci stuzzica e ci fa sorridere. Scrive morbido, Melogrande, come se non facesse fatica, come se scrivere fosse respirare.

  15. ibridamenti scrive:

    ehi, ma è scritto davvero bene!

    che dire? ti aspettiamo a Ibrid@prosa ;-)

    (mad)

  16. melogrande scrive:

    Che dire ?

    Sopraffatto da tanti apprezzamenti, ringrazio tutti con affetto sincero.

    A presto…

  17. modalogia scrive:

    # 7

    grazie per la risposta. L’idea dell’orco è interessante. Infatti così si capisce il successo di Harry Potter da un lato e il vespaio di un libro “the god delusion” di R. Dawkins dall’altro che ci dice più o meno che è la religione l’orco ed è da dimenticare o da sconfiggere. Situazioni contraddittorie. Ma io aggiungerei che l’uomo gode delle disgrazie altrui perchè sente meno le sue e vive la vita dell’altro nel blog a alla tv perchè è meno faticoso e addirittura catartico. Soffro per gli altri (si piange tanto alla tv così come si urala tanto e ci si commuove tanto anche in community) l’emozione scvola e non pesa in tal modo. Ce ne siamo liberati

  18. donneinlinea scrive:

    @ modalogia

    [...]Esce il capo orco e quelli, presi dalla paura che si fa subito terrore, risalgono a bordo e mettono in moto. Solo uno di loro resta e si lascia avvicinare dall’orco che, stupito, gli chiede:

    “perché non hai paura?” e il giovane di rimando “perché in ciascuno di noi c’è un orco e tu non mi sei estraneo”.

    L’orco, stupito, rientra. Tutti i suoi compagni sono seduti, per il desco, attorno a un lungo tavolo.

    Egli non si siede ma va avanti ad uno specchio appeso alla parete antistante la fine di una scala che collega i diversi piani della casa . Si guarda e si vede nel suo infinito orrore. E di orrore e dolore urla continuando a guardarsi e intanto la sua faccia si fa fiamma che arde.

    E la fiamma si trasforma in un bellissimo volto di uomo. [..]

    Forse è questo che affascina nell’orco. ovvero la possibilità, l’incognita, la sorpresa, il desiderio che dal male e dal brutto nasca il bene ed il bello.

    Un’eterno “desiderio di lieto fine” insomma. Nell’attesa del quale si vivono emozioni negative e/o positive ma comunque vive ed intense.

  19. emmart scrive:

    …libro per donneinlinea:

    UCCI UCCI

  20. donneinlinea scrive:

    @ madalogia

    concordo anche quando scrivi [..]l’uomo gode delle disgrazie altrui perchè sente meno le sue[...] infatti proietta le sue ansie e paure nel fatto che vede capitare ad altri, allontanandolo illusoriamente da se.

    Questo lo fa sentire anche piu’ capace di gestire l’evento negativo qual’ora si presentasse perche’ “ha già visto come e cosa succede” senza però pensare che quando di mezzo c’è la nostra persona e le dinamiche psico-affettive tutto è molto diverso…

  21. MSsenzafiltro scrive:

    davvero significativo..i miei studenti della scuola alberghiera ne sarebbero andati pazzi! certo, con qualche benefit in meno (sauna, ecc..), ma sempre in fase adolescenziale.

  22. modalogia scrive:

    # 24

    Ms

    immagina se potessero fare uno stage in un luogo simile ai limiti del surreale. Chissà che bagaglio di esperienze e sensazioni da raccontare magari in un blog condito di ricette in cui sono sempre bravissimi.

    PS sento ancora il profumo del brioches che mangiavo all’intervallo nell’unico anno che vi ho insegnato.

  23. MSsenzafiltro scrive:

    modalogia: ti capisco. una volta ho scaricato le ricette del gamberorosso e gliele ho fatte recitare, come fossero poesie, con la possibilità di scegliere il tono: arrabbiato, erotico, declamatorio, ecc.. li adoravo :)

  24. heteronymos scrive:

    bella questa idea “didattica” :-)…

    davvero

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