Apprendere significa conversare

Giuliana Guazzaroni
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immagine di ilmungo

Nel Cluetrain Manifesto (1999) si legge che i mercati sono conversazioni, nel Manifesto sono contenute 95 tesi che sono state riadattate da Scott Adams per l’educazione e la formazione. Harold Jarche sottolinea come l’apprendimento stesso è conversazione. È un’affermazione tanto più vera per gli apprendenti online, i quali, grazie al web e alla facilità di entrare in network specifici, possono immergersi nella conoscenza.

Si tratta di una tipologia di conversazioni che vanno al di là dei rigidi confini imposti dai tradizionali sistemi di erogazione della conoscenza online (le cosiddette piattaforme uniche, come i Learning Management Systems – LMS), per immergersi nel mare delle conversazioni in rete. I network conversazionali che si dipanano passando dai blog ai media sociali possono sembrare confusi e disorientanti. Tuttavia, Jarche sostiene che l’apprendente singolo riesce a organizzarsi più velocemente rispetto alle istituzioni, più lente e rigide nell’aprirsi al cambiamento basato sui nodi e le connessioni di molteplici utenti e di risorse online.

Harold Jarche nell’affermare che l’apprendimento è conversazione, ne fa conseguire che le conversazioni online sono la componente fondamentale dell’e-learning. Inoltre, secondo Lee Lefever la comunicazione online si può suddividere in: FLUSSI (Flow) che scorrono via nel tempo (la radio, i discorsi, la posta elettronica, il blog…) e MAGAZZINI (Stock) che archiviano, organizzano, categorizzano (i siti web, i database, i libri…). I blog e i social network permettono lo scorrere di flussi conversazionali, gli archivi, d’altro canto, sono ovunque nella rete. I flussi dialogici, tuttavia, sono la spinta necessaria che permette all’apprendente di sfidarsi in una comunicazione attiva. Un dialogo che serva da base per costruire conoscenza specifica alle esigenze specifiche di quell’utente in quel momento e in quel percorso di formazione online.

L’iniziativa del MIT, per esempio, di mettere a disposizione corsi gratuiti si limita a dare accesso al magazzino, allo stock di oggetti. Per accedere alla classe, al flusso dialogico vivo e attivo, è necessaria l’iscrizione a pagamento. È il dialogo dunque la componente più preziosa dell’e-learning? Ed è il tutor di rete l’attivatore, il facilitatore di questa comunicazione mediata?

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