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e-tutor in collegamento…
Ore 8.30. Suona la sveglia da cellulare. Mi alzo lentamente, sensazione a metà tra sogni interrotti e nuova giornata che inizia. Vado verso la luce che filtra leggera e indiscreta dalle persiane. È la luce che mi indica che un nuovo giorno è già su “on”.
Apro le finestre di connessioni, spalanco porte verso le otto direzioni. Ci siamo, anche oggi sono collegata alla mia rete di ambienti piatti. Ambienti che richiedono un login all’ingresso.
Caffettiera elettrica. Non mi convince. Metto su un caffè. Torno davanti allo schermo per vedere chi è online, per controllare la posta. Nella notte sono arrivate le verifiche di sei dei partecipanti ai percorsi online. È arrivata una richiesta di aiuto e due notifiche di assenza per l’attuale modulo. Leggo, ma ancora non rispondo. Questo è il mio compito di tutor nuvoletta con in mano il timone e la rotta di percorsi di studio, di classi virtuali.
Ecco, ho appena terminato un primo veloce monitoraggio della mia vita virtuale. Posso dedicarmi a me stessa. Colazione e doccia per accantonare definitivamente il torpore della notte.
Predispongo la mia postazione ufficio, spolvero qua e là. Tempo di tornare alla cabina di comando della nave. Sono davanti alle infinite rotte di connessioni che la giornata mi propone: è questa la mia mente alveare. Ricchezza del mio network personale che ho accuratamente assemblato.
Twitter, lo status update di Facebook offrono link, rimandi, approfondimenti. Mi aggiornano su condizioni climatiche di aree geografiche lontane e vicine, mi fanno riflettere su proteste, cause e avvenimenti politici. Versione filtrata dalla prospettiva dei miei contatti. Mi sento un’ape che si muove di fiore in fiore.
Login in piattaforma. I forum contengono cinque nuovi commenti da leggere e valutare attentamente. Si è creato il giusto clima di classe?
Iniziano i primi commenti in chat, colleghe/i dalle loro postazioni nuvoletta. Danno il buongiorno e interagiscono un po’. Scambi veloci. Videochiamate.
Entro in un’altra piattaforma formativa. Inizio a preparare tre nuove attività online. Le voglio piacevoli e che uniscano il gruppo di lavoro.
Primo pomeriggio. Ancora un momento tutto per me. Mi balza in mente quell’idea che voglio buttare giù. Mi perdo nel disegnare una conchiglia che racchiuda stringhe di senso incompiuto.
Pubblico tutto nel mio blog, il mio hub. Faccio velocemente un update di Twitter e Facebook. Leggo ancora qua e là. Poco tempo. Ora tocca a me. Mi cambio il cappello da tutor a partecipante. Ho un seminario di aggiornamento in Elluminate. Mi stanco un po’ a seguire in altra lingua e le cuffiette ora mi stringono. Continuo a seguire. Continuo a leggere email, a rispondere, a chattare con il pubblico, a prendere appunti, a sfogliare blog.
Ho bisogno di acqua. Liquido che toglie stanchezza dal mio viso. Finalmente è tempo di uscire e di incontrare vita reale. Sensazione, come appena sveglia, a metà tra mondi sconnessi. Realtà e virtualità.


















Che quadro affascinante!