Ascoltavo una canzone di Ivan Lins. Qui a Milano, dopo un concerto al Manzoni nella primavera del 2002, avevo conosciuto il grande musicista carioca. Ora ascolto Dona Palmeira. Dalle scatole del sogno affiora un bastimento carico carico di tonno.
Tonno Palmera. Quello che si taglia con un grissino. Quello che è insuperabile. Quello della “prova fuzillo, fuzillo, zì zì zi…” di Lando Buzzanca.
Nonostante tutta questa volgarità maschilista che mi appartiene, sono felice. La felicità dell’arte è iniziata col dadaismo. Non prima. Il dadaismo ha liberato le belve dalle gabbie. Ha liberato il nonsenso. Ha liberato suoni, rumori, versi di scimmia.
Siamo nel film Lo scatenato di Franco Indovina, con Vittorio Gassman, 1967. Gassman è un attore della pubblicità che impazzisce allo zoo di Roma. Versi di scimmie, pianeti delle scimmie.
Tonno Palmera, Dona Palmeira = Donna Palmera. Ovvero una donna brasiliana piuttosto eccitante che compra alla Standa il Tonno Palmera.
Milano è covo profondo di fantasie impensate. Qui, in questo posto impossibile, ho vissuto tutto il Brasile della mia anima, tutto il Far East, tutta l’Africa, tutto il mondo.


















è proprio ibrido, questo post, sotto mille aspetti. Grazie Franz.