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	<title>Commenti a: Diario di un milanese #2</title>
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	<description>Blog collettivo ideato dall'Università Ca' Foscari di Venezia per proporre nuovi modelli di ricerca universitaria</description>
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		<title>Di: franz53</title>
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		<dc:creator>franz53</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 20:21:28 +0000</pubDate>
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		<description>Un giorno di primavera del 1972 accompagnai a Milano un mio amico che l&#039;anno successivo si sarebbe iscritto al Politecnico. Colsi l&#039;occasione per andare a raccogliere qualche informazione alla facoltà di Lettere in via Festa del Perdono, se la memoria non mi inganna. Di prima mattina Piazza Leonardo da Vinci, sede del Politecnico non mi sembrò poi così brutta, il tempo non era male, in più eravamo riusciti a convincere i genitori a lasciarci andare nonostante fosse un giorno di scuola.La giornata prometteva bene, insomma. Quando poi prendemmo la metropolitana per tornare in centro, decidemmo di scendere in Piazza Duomo dove avvenne il fattaccio: salite le scale che immettevano nella piazza, fummo assaliti da un traffico assordante e veloce. Le macchine schizzavano da ogni parte e i colpi di clacson si facevano sentire con tutta la loro forza. Di fronte alla facciata del Duomo, proprio sulla sommità del palazzo di fronte dominava, enorme, un orologio digitale che scandiva le ore, i minuti e perfino i secondi con i suoi led rossi...un&#039;ossessione da togliere il respiro! 
Mi sono laureato a Firenze.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un giorno di primavera del 1972 accompagnai a Milano un mio amico che l&#8217;anno successivo si sarebbe iscritto al Politecnico. Colsi l&#8217;occasione per andare a raccogliere qualche informazione alla facoltà di Lettere in via Festa del Perdono, se la memoria non mi inganna. Di prima mattina Piazza Leonardo da Vinci, sede del Politecnico non mi sembrò poi così brutta, il tempo non era male, in più eravamo riusciti a convincere i genitori a lasciarci andare nonostante fosse un giorno di scuola.La giornata prometteva bene, insomma. Quando poi prendemmo la metropolitana per tornare in centro, decidemmo di scendere in Piazza Duomo dove avvenne il fattaccio: salite le scale che immettevano nella piazza, fummo assaliti da un traffico assordante e veloce. Le macchine schizzavano da ogni parte e i colpi di clacson si facevano sentire con tutta la loro forza. Di fronte alla facciata del Duomo, proprio sulla sommità del palazzo di fronte dominava, enorme, un orologio digitale che scandiva le ore, i minuti e perfino i secondi con i suoi led rossi&#8230;un&#8217;ossessione da togliere il respiro!<br />
Mi sono laureato a Firenze.</p>
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		<title>Di: diogene</title>
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		<dc:creator>diogene</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 12:56:03 +0000</pubDate>
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		<description>La fiumana milanese dei soli, a picco nell&#039;ora di punta, mi investe contromano da due anni, da quando vivo qui e lavoro fuori città. A sensi invertiti, incontro me stesso nella medesima solitudine. Diventerò di roccia, mi troverò ad amare il genere umano in maniera irreparabile? Milano grigia scorre di un grande amore un po&#039; sfigato. Qui ho i miei amici migliori anche se non sono uno di qui. Neanche loro. Non li incontro quasi mai, è vero... il tempo ossessivo della città ci è entrato dentro. Siamo spezzettati. Un abbraccio a tutti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La fiumana milanese dei soli, a picco nell&#8217;ora di punta, mi investe contromano da due anni, da quando vivo qui e lavoro fuori città. A sensi invertiti, incontro me stesso nella medesima solitudine. Diventerò di roccia, mi troverò ad amare il genere umano in maniera irreparabile? Milano grigia scorre di un grande amore un po&#8217; sfigato. Qui ho i miei amici migliori anche se non sono uno di qui. Neanche loro. Non li incontro quasi mai, è vero&#8230; il tempo ossessivo della città ci è entrato dentro. Siamo spezzettati. Un abbraccio a tutti</p>
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		<title>Di: Antonello Bellanca</title>
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		<dc:creator>Antonello Bellanca</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 11:32:13 +0000</pubDate>
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		<description>Il concetto di &quot;merce di scambio&quot; è quanto di più appropriato e impersonale per rappresentare alcuni aspetti della &quot;nostra&quot; città. Ed è proprio questa la differenza. Mentre, almeno per me, considero la città dove sono cresciuto professionalmente come la &quot;mia citta&quot;, l&#039;impressione che ne ricevo, invece, è proprio di essere un oggetto, qualunque, sostituibilissimo: appunto, di scambio. Grande Fraz, un virtual abbraccio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il concetto di &#8220;merce di scambio&#8221; è quanto di più appropriato e impersonale per rappresentare alcuni aspetti della &#8220;nostra&#8221; città. Ed è proprio questa la differenza. Mentre, almeno per me, considero la città dove sono cresciuto professionalmente come la &#8220;mia citta&#8221;, l&#8217;impressione che ne ricevo, invece, è proprio di essere un oggetto, qualunque, sostituibilissimo: appunto, di scambio. Grande Fraz, un virtual abbraccio.</p>
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		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/diario-di-un-milanese/2008/10/diario-di-un-milanese-2/comment-page-1/#comment-22947</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 16:23:45 +0000</pubDate>
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		<description>grazie molte a franceschissima e a maddalena. in effetti quel tempo sta lì come monito: sto perdendolo? sto vivendolo davvero? la notte è il tempo momentaneo del rallentamento d&#039;ogni cosa. sono stato per anni un animale notturno; qui da me c&#039;è un signore, che cito anche in Era mio padre, che a volte incontravo nei locali e poi, come per magia, alle 3 o 4 del mattino, ritrovavo sotto casa, e in ascensore. come se ci fossimo dati un appuntamento. e i nostri discorsi &quot;d&#039;ascensore&quot; erano proprio diversi: &quot;che bella la notte&quot;. oppure:&quot;di notte tutto è più bello&quot;. &quot;tutto assume forme diverse perchè tutto sfuma&quot;. è come entrare in una vita altra, la vita dell&#039;immaginazione. e il sogno ad occhi aperti si spalanca più che mai.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie molte a franceschissima e a maddalena. in effetti quel tempo sta lì come monito: sto perdendolo? sto vivendolo davvero? la notte è il tempo momentaneo del rallentamento d&#8217;ogni cosa. sono stato per anni un animale notturno; qui da me c&#8217;è un signore, che cito anche in Era mio padre, che a volte incontravo nei locali e poi, come per magia, alle 3 o 4 del mattino, ritrovavo sotto casa, e in ascensore. come se ci fossimo dati un appuntamento. e i nostri discorsi &#8220;d&#8217;ascensore&#8221; erano proprio diversi: &#8220;che bella la notte&#8221;. oppure:&#8221;di notte tutto è più bello&#8221;. &#8220;tutto assume forme diverse perchè tutto sfuma&#8221;. è come entrare in una vita altra, la vita dell&#8217;immaginazione. e il sogno ad occhi aperti si spalanca più che mai.</p>
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		<title>Di: francesca mazzucato</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/diario-di-un-milanese/2008/10/diario-di-un-milanese-2/comment-page-1/#comment-22928</link>
		<dc:creator>francesca mazzucato</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 09:57:37 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; vero. C&#039;è Milano e quell&#039;orologio. Questi due tempi( che sono spazi- che sono spazio interiore sofferto ma vigile, attento che coglie, uno spazio interiore che si apre. Seleziona, forse.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; vero. C&#8217;è Milano e quell&#8217;orologio. Questi due tempi( che sono spazi- che sono spazio interiore sofferto ma vigile, attento che coglie, uno spazio interiore che si apre. Seleziona, forse.</p>
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		<title>Di: maddalena mapelli</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/diario-di-un-milanese/2008/10/diario-di-un-milanese-2/comment-page-1/#comment-22923</link>
		<dc:creator>maddalena mapelli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 09:42:15 +0000</pubDate>
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		<description>francesca sai cosa? in questa pagina, campeggia l&#039;orologio, l&#039;immagine, dico dell&#039;orologio. 
Come se appunto ci fosse un tempo reale, che non è quello poi di cui ci parla il testo &lt;em&gt;&quot;Il tempo si scolla dalle mani ansiose&quot; &lt;/em&gt; che è invece il tempo vissuto, e che non è quello della città &quot;&lt;em&gt;L’ora. I minuti e i secondi. Merce di scambio, a Milano. &quot;&lt;/em&gt; che è il tempo dell&#039;esterno, del luogo.

Raccontato qui, in un luogo &lt;em&gt;liquido&lt;/em&gt;, sotto forma di diario (pagine che si sfogliano, nel tempo)...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>francesca sai cosa? in questa pagina, campeggia l&#8217;orologio, l&#8217;immagine, dico dell&#8217;orologio.<br />
Come se appunto ci fosse un tempo reale, che non è quello poi di cui ci parla il testo <em>&#8220;Il tempo si scolla dalle mani ansiose&#8221; </em> che è invece il tempo vissuto, e che non è quello della città &#8220;<em>L’ora. I minuti e i secondi. Merce di scambio, a Milano. &#8220;</em> che è il tempo dell&#8217;esterno, del luogo.</p>
<p>Raccontato qui, in un luogo <em>liquido</em>, sotto forma di diario (pagine che si sfogliano, nel tempo)&#8230;</p>
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		<title>Di: francesca mazzucato</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/diario-di-un-milanese/2008/10/diario-di-un-milanese-2/comment-page-1/#comment-22922</link>
		<dc:creator>francesca mazzucato</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 09:34:16 +0000</pubDate>
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		<description>Questo diario mi coinvolge moltissimo. C&#039;è dolore. C&#039;è il dolore trasfigurato dalla città. C&#039;è Milano reale e Milano crudele che si fa elemento narrativo ma anche incubo ma anche nemico. O amica. Si sgrana in modo bislacco il tempo, in questo diario feroce e lirico. Assume forme liquide. Il tempo- e lo spazio ancora una volta coincidono. Attendo. Il resto, la rincorsa del tempo milanese che si accumula alle sigle e alle insonnie e alle depressioni. Attendo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questo diario mi coinvolge moltissimo. C&#8217;è dolore. C&#8217;è il dolore trasfigurato dalla città. C&#8217;è Milano reale e Milano crudele che si fa elemento narrativo ma anche incubo ma anche nemico. O amica. Si sgrana in modo bislacco il tempo, in questo diario feroce e lirico. Assume forme liquide. Il tempo- e lo spazio ancora una volta coincidono. Attendo. Il resto, la rincorsa del tempo milanese che si accumula alle sigle e alle insonnie e alle depressioni. Attendo.</p>
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