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	<title>Commenti a: appunti su Wu Ming &#8211; VeneziaCamp 2009</title>
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	<description>Blog collettivo ideato dall'Università Ca' Foscari di Venezia per proporre nuovi modelli di ricerca universitaria</description>
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		<title>Di: Mario Galzigna</title>
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		<dc:creator>Mario Galzigna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 15:41:39 +0000</pubDate>
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		<description>Sono convinto che l&#039;incontro veneziano del 23 ottobre (VENEZIACAMP, SCRITTORI IN ISOLA),preparato puntando ad un confronto trasversale sul tema dell&#039;autore, dell&#039;autorialità, possa rappresentare una formidabile occasione per riflettere assieme, in maniera corale e creativa, sul tema in oggetto. I titoli delle due sezioni in cui è suddiviso l&#039;incontro sono già di per sè significativi:
1. &lt;strong&gt;I volti, le voci, i corpi dell&#039;autore: la &quot;parresìa&quot; e i poteri.&lt;/strong&gt;
2. &lt;strong&gt; Sottrazioni d&#039;autore: il New Italian Epic e &quot;l&#039;ordine del discorso&quot;.&lt;/strong&gt;

Due parole sulla parte dell&#039;iniziativa che mi coinvolge anche personalmente: cioè sull&#039;uso possibile, in questo contesto, del riferimento a Michel Foucault.
Emerge, nel lavoro di MF, un&#039;attenzione specifica, disseminata in vari scritti, al passaggio dall&#039;autorialità classica, tradizionale, a quello che vorrei definire &lt;em&gt;il soggetto collettivo dell&#039;enunciazione.&lt;/em&gt; Non solo l&#039;Io dell&#039;autore è un Io polifonico, una realtà multidimensionale, ma lo è anche il testo stesso, per comprendere il quale è necessario mettere a fuoco la varietà, la molteplicità di condizioni (di variabili) che lo hanno reso possibili. Variabili che sarebbe più opportuno definire &quot;eventi&quot;: eventi di natura discorsiva, messi continuamente in scala - accostati, collegati, descritti nella loro interattività - con quelli che lo stesso MF definì eventi di natura non discorsiva.
E&#039; proprio questa dimensione polimorfa (vorrei dire &lt;em&gt;barocca&lt;/em&gt;, alla Deleuze) del testo uno dei bersagli privilegiati della nostra attenzione critica. Una dimensione costruita sul registro della varietà e della molteplicità - costruita, appunto (vedi M. Dinoi), su un continuo proliferare di innesti, prelievi ed inserti - che ci porta a ridefinire incessantemente anche il profilo delle nostre identità individuali. Rapportarsi ad un&#039;opera - un&#039;&lt;strong&gt;&quot;opera frammentaria composta all&#039;infinito&quot;&lt;/strong&gt; - uso qui la splendida definizione di Giuseppe Genna (&lt;em&gt;Dies irae&lt;/em&gt;, 2006, p. 63 - significa anche, forse, poter riposizionare il ruolo e la funzione del lettore...

Mi fermo qui, poichè sto riflettendo, in presa diretta, sul testo proposto da Maddalena.
Bye</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono convinto che l&#8217;incontro veneziano del 23 ottobre (VENEZIACAMP, SCRITTORI IN ISOLA),preparato puntando ad un confronto trasversale sul tema dell&#8217;autore, dell&#8217;autorialità, possa rappresentare una formidabile occasione per riflettere assieme, in maniera corale e creativa, sul tema in oggetto. I titoli delle due sezioni in cui è suddiviso l&#8217;incontro sono già di per sè significativi:<br />
1. <strong>I volti, le voci, i corpi dell&#8217;autore: la &#8220;parresìa&#8221; e i poteri.</strong><br />
2. <strong> Sottrazioni d&#8217;autore: il New Italian Epic e &#8220;l&#8217;ordine del discorso&#8221;.</strong></p>
<p>Due parole sulla parte dell&#8217;iniziativa che mi coinvolge anche personalmente: cioè sull&#8217;uso possibile, in questo contesto, del riferimento a Michel Foucault.<br />
Emerge, nel lavoro di MF, un&#8217;attenzione specifica, disseminata in vari scritti, al passaggio dall&#8217;autorialità classica, tradizionale, a quello che vorrei definire <em>il soggetto collettivo dell&#8217;enunciazione.</em> Non solo l&#8217;Io dell&#8217;autore è un Io polifonico, una realtà multidimensionale, ma lo è anche il testo stesso, per comprendere il quale è necessario mettere a fuoco la varietà, la molteplicità di condizioni (di variabili) che lo hanno reso possibili. Variabili che sarebbe più opportuno definire &#8220;eventi&#8221;: eventi di natura discorsiva, messi continuamente in scala &#8211; accostati, collegati, descritti nella loro interattività &#8211; con quelli che lo stesso MF definì eventi di natura non discorsiva.<br />
E&#8217; proprio questa dimensione polimorfa (vorrei dire <em>barocca</em>, alla Deleuze) del testo uno dei bersagli privilegiati della nostra attenzione critica. Una dimensione costruita sul registro della varietà e della molteplicità &#8211; costruita, appunto (vedi M. Dinoi), su un continuo proliferare di innesti, prelievi ed inserti &#8211; che ci porta a ridefinire incessantemente anche il profilo delle nostre identità individuali. Rapportarsi ad un&#8217;opera &#8211; un&#8217;<strong>&#8220;opera frammentaria composta all&#8217;infinito&#8221;</strong> &#8211; uso qui la splendida definizione di Giuseppe Genna (<em>Dies irae</em>, 2006, p. 63 &#8211; significa anche, forse, poter riposizionare il ruolo e la funzione del lettore&#8230;</p>
<p>Mi fermo qui, poichè sto riflettendo, in presa diretta, sul testo proposto da Maddalena.<br />
Bye</p>
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		<title>Di: Mario Galzigna</title>
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		<dc:creator>Mario Galzigna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 15:04:37 +0000</pubDate>
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		<description>prova</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>prova</p>
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		<title>Di: maddalena mapelli</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/dalla-rete/2009/08/appunti-su-wu-ming-httpwww-wumingfoundation-com/comment-page-1/#comment-24982</link>
		<dc:creator>maddalena mapelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 13:50:58 +0000</pubDate>
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		<description>le interazioni a questa sperimentazione sono iniziate e continuano qui http://madmapelli.wordpress.com/2009/07/26/appunti-domenicali-che-cose-un-collettivo/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>le interazioni a questa sperimentazione sono iniziate e continuano qui <a href="http://madmapelli.wordpress.com/2009/07/26/appunti-domenicali-che-cose-un-collettivo/" rel="nofollow">http://madmapelli.wordpress.com/2009/07/26/appunti-domenicali-che-cose-un-collettivo/</a></p>
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