
La notizia è che dal 3 luglio 2009 i veneziani (e da settembre coloro anche coloro che a Venezia ci vanno per lavoro) hanno la connessione ad internet (per ora wifi) gratuita lungo tutto il canal grande e in varie altre zone della città.
Link utili fino a questo punto della notizia:
1) la mappa interattiva delle zone a Internet gratuita: http://194.243.104.164/cittadinanzadigitale/
2) Come registrarsi e tutto il resto qui : http://www.cittadinanzadigitale.it/
3) domande, dubbi, questioni qui: http://www.cittadinanzadigitale.it/faq
Ma la notizia continua. Perché Michele Vianello, vicesindaco di Venezia, a Palazzo Labia l’11 giugno 2009, ha raccontato di una Venezia (Mestre compresa) del futuro, di 1o milioni di euro di inverstimento, una Venezia connessa via cavo con 20 (100) mega di banda larga, e ha parlato, senza mezzi termini, di gratuità dei servizi, di neutralità della rete, di modello di business innovativo che fa di Venezia un laboratorio di sperimentazione dal quale potrebbe nascere un modello nuovo da esportare.Un futuro di servizi via cavo (dalla telemedicina all’istruzione al telelavoro), un rientro per chi investe con i servizi a pagamento, un vantaggio per gli utenti che usufruiscono di servizi gratuiti a casa loro.
Lui ci crede, è convinto, chiama a raccolta i privati e allarga la rete alle istituzioni pubbliche diponibili ad innovare e sperimentare.
Confermata un’altra notizia: il 3 luglio si fa bateocamp con 2 motoscafi a disposizione per i blogger e per i giovanissimi delle scuole veneziane. Si attraversa la laguna e la sera si gioca a WHAIWHAI. Alle 19.00 da piazza San Marco parte la caccia al tesoro cui possono partecipare tutti coloro che possono connettersi alla rete messa a disposizione gratuitamente.
Ma i dettagli della manifestazione si arrichiranno di iniziative collaterali. C’è già chi porpone una notte bianca…
Ma la vera notizia è che Ibridamenti, a Venezia, ha finalmente conosciuto di persona Sergio Maistrello: insomma visto proprio dal vivo! C’erano anche Andrea Buoso, Giorgio Jannis e Vittorio Baroni. Ci è mancato invece Gigi Cogo che come tutti sanno è in tutt’altre faccende affacendato, ma che tornerà presto per rimettersi a lavorare all’organizzazione del BateoCamp.
Hanno già parlato di Venezia Digitale:
Luca De Biase: Ma il centro di Venezia è un luogo meraviglioso dove sviluppare idee. Con imprese immateriali. E sogni da realizzare. http://blog.debiase.com/2009/05/michele-vianello.html
Sergio Maistrello
Per le peculiarità di questa città – e penso alla portata simbolica della sua storia, della sua geografia cosmopolita, del suo essere frontiera alla fine dell’industrializzazione – potrebbe diventare un laboratorio di rilevanza nazionale, da seguire con molta attenzione.
http://www.sergiomaistrello.it/2009/05/16/reti-civiche-sulla-laguna/
Giorgio Jannis: Qualcosa di molto bello, detto con parole giuste e concrete, e con coraggio visionario, e sbeffeggiando alcune impostazioni 1.0, ancora lineari e industriali, che molti spacciano per innovazione http://semioblog.blogspot.com/2009/06/venezia-naviga.html
Alfonso Fuggetta: http://www.alfonsofuggetta.org/?p=5533





















So che eccedere in entusiasmo in un luogo come Venezia, dove ogni singola inziativa viene frustrata a priori dalla “mala leche” (per dirlo alla spagnola) dei residenti e soprattutto della lobby del settore turistico rischia di creare grande delusione, ma a me questa novità sembra fondamentale. La mia convinzione è che Venezia si registri l’urgenza di importare un settore innovativo come quello della comunicazione, che sia totalmente indipendente dalla struttura economica cittadina attuale, e soprattutto aperto verso l’esterno. Altra cosa importantissima è che i neolaureati dell’ateneo veneziano non si vedano costretti ad andarsene, ma rimangano e apportino il loro fondamentale contributo al rinnovamento della città. Conosco personalmente laureati con idee brillanti che si vedono sbarrare la strada da un’idea di impresa vecchia e stantìa, legata a logiche di mercato ormai defunte, mentre le nuove tecnologie possono e devono aprire altri fronti su cui fare impresa. Aspettiamo di vedere come verrà utilizzato questo servizio, ma per la mia frequentazione di giovani potenziali imprenditori con un approccio orientato verso la rete com strumento di comunicazione e diffusione soprattutto nel campo dell’arte, che abbisogna di un rinnovamento radicale, già intuisco che se ne farà buon uso.
grazie del bel commento Claudia.
La mia prima sorpresa, al convegno dell’11, è stata quella di vedere un amministratore comunale (Michele Vianello appunto) sostentere con passione la sua idea di un futuro in rete per Venezia. Lui credo ci creda profondamente e forse ha scelto il momento giusto per garantire anche un seguito ad una sfida che altrimenti resterebbe solo “utopia”. Cioè di riuscire a passare dalle idee ai fatti concreti.
La seconda sorpresa è che ha sostenuto con convinzione la necessità di fornire la connessione come servizio gratuito ma anche di battersi per la neutralità della rete.
Questo punto credo sia una garanzia per tutti.
Io penso che il 3 luglio a Venezia ci sia davvero un nuovo inizio. E come in ogni cosa che abbia a che fare con il virtuale, con i mondi creati dal virtuali, credo anche che è del tutto imprevedibile quello che succederà, poi.
Perché quando si garantisce la “messa in rete” di persone, vuol dire che si mettono in rete idee, progetti, e come è stato detto a Venezia, anche contenuti: contenuti fruibili dagli altri, non solo vetrine per i propri prodotti.
Nel pieno della crisi, la dematerializzazione dei servizi è una sfida che vale la pena di percorrere fino in fondo.
Sicuramente è il modo migliore per iniziare ad abitare la città in modo nuovo e creativo.
Appena possibile farò un post anche per Ibridamenti sui diritti ma anche sui “doveri” della cittadinanza digitale.
Con Vianello ne parlo spesso e conveniamo entrambi che non basta l’infrastruttura e la disponibilità dei servizi ma ci vuole pa “partecipazione”.
Appena possibile ne farò un post più articolato.
My two cents!
Gigi ci manchi :-)… anche perché il 3 luglio non è lontanissimoe ci sono tante cose da fare, mi sa.