Il cyberpunk si delinea e inizia a prendere forma solo negli anni ‘80, ma le sue radici risalgono ai libri di fantascienza degli anni ‘60.
La parola fu coniata da Bruce Bethke nel suo racconto “Cyberpunk” (1980): “Cyber” è parte della parola relativa al termine “cybernetics”: un futuro dove industriali e politici in blocco debbono agire globalmente piuttosto che a livello nazionale, controllato attraverso le informazioni dei networks; un futuro nel quale corpi umani meccanici sono all’ordine del giorno, così come i cambiamenti di mente e corpo attraverso l’ingegneria biologica e le le droghe.
Centrale nel Cyberpunk è il concetto di Realtà Virtuale, dove le banche dati mondiali formano un tipo di macchina ambientale nella quale un umano può entrare collegandosi attraverso un jack ed una tastiera e proiettare “la propria coscienza disincarnata nell’allucinazione consensuale che è la matrice” (Cyberspazio). La parte della parola che si riferisce al “punk” riprende una terminologia del Rock ‘n Roll degli anni ‘70. Punk significa giovane, aggressivo, alienato e in lotta contro l’ Establishment.
Fonte: INTRODUZIONE AL CYBERPUNK by Anna Bracci e Marco Perello
Attenzione questo era l’inizio, nel mio viaggio personale, il Cyberpunk viene visto, riletto e vissuto in differenti modalità considerando il movimento politico, quello letterale, quello tecnologico e culturale…. fino a spingerci in mete non ancora delineate: visioni, visuali e vite Hyper_cyberPunk.
Ci sposteremo con flashback lisergici, fra passato e futuro, per scoprire e riscoprire persone, blog, documenti, libri, fumetti ecc. Ci teletrasporteremo in ambienti metropolitani_suburbani alla ricerca delle nuove interzone, navigheremo tra fantascienza, realtà e universi sintetici, ci immergeremo (come orami siamo abituati) negli abissi digitali crossmediali tramite connessioni transepillettiche e crossmentali.
Il viaggio del (non)senso del cyberpunk ha inizio…..



















Salve, sono molto interessato all’argomento Cyberpunk e penso sia molto di più di quanto detto. Movimento letteraio (che ha rielaborato originalmente le lezioni di Burroughs, Ballard, Dick e del Brunner del Gregge alza la testa) che ha saputo intravedere il futuro, ormai nostro presente: il problema delle multinazionali e del rapporto tra queste, governi e mafie (soprattutto Yakuza nel cyberpunk di Gibson spesso ambientato nel sempre più tecnologico Giappone). Molto interessante è l’evoluzione politica del Cyberpunk e l’influenza sull’Anarchismo Ontologico e il concetto di T.A.Z. (Zone Temporaneamente Autonome) delineate da Hakim Bey. Consiglio vivamente l’antologia a cura di Bruce Sterling “Mirrorheads” (1986) e quella a cura di R. A. Wilson, R. Rucker e H. Bey “Strani Attrattori” (1989). Inoltre il cyberpunk ha influenzato molto anche il movimento letterario successivo, l’Avant Pop, soprattutto quello di Mark Amerika. Secondo me il Cyberpunk dovrebbe essere un argomento di studio molto approfondito, e sono contento di aver trovato questo vostro post. Scusate se sono stato un pò prolisso. Daniele Vergni.
Eccomi di nuovo… scusate
Mi sono scordato altri due testi fondamentali. Quelli prima detti sono antologie che riportano racconti Cyberpunk e di fantascienza radicale, mentre per analizzare meglio la (sub)cultura Cyberpunk consiglio “Cyberpunk – Antologia di testi politici” a cura di Raf Valvola Scelsi e “Parco giochi con pena di morte” di W. Gibson e B. Sterling.
grazie daniele,davvero molto utili i tuoi riferimenti.
Grazie Daniele per il tuo contributo, crechiamo di rimanere in contatto l’argomento è molto interessante…