Questa è la nuova classe di oggetti che va sotto il nome di: Spime, fusione delle parole space e time. Queste cose ci semplificheranno la vita, riusciranno a parlare col mondo esterno ed interno, e noi riusciremo così a comprendere meglio l’ambiente circostante: sia i mondi naturali sia quelli artificiali.
Cose che parlano. Cose a cui parleremo. Una rete di cose.
Visioni chiamate Mandala, con un cerchio al centro: l’occhio. Il Mandala diventa la fondamentale espressione visuale del cervello, questa è semplicemente una riflesssione di ciò che “vede” il cervello….
No, questa è pura realtà neurale che si esapnde a velocità della luce, che si interconnette, scambia, condivide, raccoglie ed elabora, nell’età della neo-elettronica l’informazione non si controlla….
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=e109feGz4GM[/youtube]
Cross_uniVerse: Domenica 11 gennaio ore 22.30
Oggetti Percettivi con David Orban
Solo nei migliori mondi sintetici e nelle migliori realtà!!!



















che bello questo post! suggestivo! chissà se anche gli avatar di SL possano diventare oggetti del genere!
un saluto!:)
Molto interessante, Cristian. Degli spime mi sono occupato pure io, di recente, all’interno di un articolo sulla blogosfera.
Ne ha parlato non molto tempo fa un autore che senz’altro conoscerai, e che comunque qui ricordo:
Bruce Sterling, La forma del futuro, Apogeo, Milano 2006.
Se hai in mente altri testi di riferimento sugli spime ti prego di segnalarmeli.
L’idea che suggerisci nel tuo bel post – l’idea di una rete neurale che si espande nel mondo – la sento molto vicina a mie recenti elaborazioni (ho ad esempio sviluppato, in uno scritto abbastanza recente, il concetto di mente-mondo: tema su cui, se vuoi, possiamo interagire).
Bye
Mario
Ho visto e ascoltato “Oggetti percettivi”, ed ho constatato che vi è un riferimento forte e preciso a Sterling. Credo che sarebbe utile approfondire il concetto di SPIME. Cito Sterling (p. 84 dell’ed. italiana sopra menzionata):
“La chiave dello SPIME è l’identità. Uno SPIME è, per definizione, il protagonista di un processo documentato. E’ un’entità storica con una sua traiettoria, accessibile e precisa, attraverso lo spazio e il tempo”.
Anche nell’era predigitale sono stati elaborati concetti affini: SARTRE, ad esempio, nelle celebri Questioni di metodo che introducono la sua Critica della ragione dialettica, parlò di oggetti collettivi.
Un po’ dopo, filosofi come Foucault e Deleuze elaborarono il concetto di dispositivo, che ricorda l’oggetto collettivo sartriano e anticipa, in qualche modo, lo SPIME di Sterling.
Mi piacerebbe che su questo affascinante tema venisse fuori, qui, un dibattito.
Bye
Mario
mi colpisce il riferimento a sartre: la nausea… il mondo che perde i suoi significati. l’urlo muto delle cose. lo spime, il s-oggetto, il cronotopo elettrico, invece, sembrano ribaltare la prospettiva esistenzialistica, introducendo una fenomenologia del postdigitale. secondo me, in cui, appunto, le cose parlano.
#4
ti confesso di aver riletto di recente le cose citate di Sartre. Vi trovo, appunto, questa idea dell’oggetto collettivo…
sorprendente…
Sono pagine che avevo letto tanti anni fa. Ma, come spesso accade, soprattutto con i grandi testi, spesso la rilettura produce un movimento di scoperta.
Ciao Gianluca, notte
Mario
Sterling… Sartre… Foucault… Deleuze… Il dibattito animato da pensieri (e sensibilità?) reticolare ha inizio. Suggestivo e quantomani aderente ai più o meno silenziosi processi di cambiamento in atto il concetto di mente-mondo, che mi piacerebbe condividessi qui, Mario.
Mi domando che ruolo possano giocare in queste nuove reti di informazione le emozioni e i sentimenti (non le sensazioni o le percezioni!).
Ogni volta che mi accosto al web questo aspetto mi pare scivolare in secondo piano. Eppure sento sia basilare e potentissimo. Dico una cosa banale e sciocca: a volte il web (o il pensiero di rete) mi dà la nausea. Mal di mare? Mal di navigazione?
ciao mario e ciao a tutti,
innanzitutto mi farebbe molto piacere interagire con te e tutti voi sul tuo elaborato mente-mondo, mi interessa molto approfondire l’argomento.
Accetto il tuo suggerimento sul libro di sterling che non ho ancora letto ma provvederò: sto finendo di leggere cyberpunk molto interessante, questo mi ha fatto scaturire la curiosità per le prossime letture:
Rheingold Howard : la realta virtuale e smart mobs….
in ogni caso vi aspetto stasera, saremo anche in streaming:
http://thepyramidcafe.ning.com/
sarò lietissimo poi di continuare la discussione qui….
Caro Tito,
purtroppo sono in partenza per la Francia. Parto mercoledì prossimo e devo preparare varie cose prima di muovermi.
Ma torno a fine settimana, e potremo riprendere il discorso.
Credo che gli scambi on line si svolgano molto spesso sul terreno delle emozioni e dei sentimenti. La definizione del PC, data da Sherry Turkle – macchina per l’intimità - va, mi sembra, proprio in questa direzione (cfr. S. TURKLE, La vita sullo schermo, Apogeo, 2005, seconda edizione).
Caro Cristian,
il tema mente-mondo (e coscienza-mondo) l’ho almeno impostato nel mio Il mondo nella mente. Per un’epistemologia della cura (Marsilio 2007).
A presto
Mario
Grazie dell’indicazione!
Buon viaggio…