Nuovi sensi della realtà

cristianmazz
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Prendo spunto da un articolo di Luca Chittaro, nel quale mette in evidenza interessanti aspetti delle immersioni persistenti:

  • immersioni mentali, intendendo uno stato di profondo coinvolgimento;
  • immersioni fisiche, avere la sensazione di essere entrati con il corpo nell’ambiente virtuale.

Il concetto affascinante da analizzare è l’estrema difficoltà nel discernere da ciò che è reale e da ciò che non lo è; uno psicotico gioco di specchi: di realtà nella realtà. Questi effetti li possiamo trovare non solo nella corrente letteraria del Cyberpunk (da Sterling a Gibson) ma successivamente anche da film come Matrix ed Existenz.

Capita spesso di inseguire il “Bianconiglio”, come nella favola di Alice nel paese delle meraviglie, che sotto mentite spoglie e forme, ci appare, ed a volte senza accorgercene, siede accanto a noi.

Nell’articolo di Luca Chittaro si fa riferimento allo studio di Emily Brown e Paul Cairns riguardante il fenomeno di “immersione” e sintetizzato in questi 4 livelli:

Livello 0 (nessuna immersione). Questo è il livello in cui non abbiamo mai usato oppure abbiamo appena iniziato ad usare il mondo virtuale. Dobbiamo dedicare il nostro tempo e le nostre forze a capire come si usa l’interfaccia. La nostra attenzione va a focalizzarsi sull’apprendere come funziona il mondo virtuale e sul prender confidenza con i vari elementi (bottoni, menu, simboli grafici, uso della tastiera e del mouse, termini tecnici,…) necessari per interagire. Una volta abbattuta questa barriera, diventa possibile passare al livello 1.

Livello 1 (coinvolgimento). Questo è il livello in cui iniziamo a spostare la nostra attenzione dall’interfaccia al mondo virtuale vero e proprio, proviamo a compiere azioni in esso, esaminiamo le sue reazioni, ci poniamo e cerchiamo di raggiungere degli obbiettivi nel mondo virtuale. Man mano che facciamo progressi, inizia a cadere una seconda barriera: le nostre emozioni sono poco a poco influenzate, positivamente o negativamente, da ciò che accade dentro il mondo virtuale. In questo processo, ha un ruolo importante quanto il mondo virtuale ci permette di partecipare a quello che accade dentro di esso, la narrativa che ci propone, la co-presenza di altri (personaggi sintetici credibili oppure altri utenti rappresentati da avatar). Man mano che il legame emozionale cresce in forza, si passa al livello 2.

Livello 2 (assorbimento). Questo è il livello in cui i controlli, l’interfaccia, diventano per noi “invisibili” e le nostre emozioni sono direttamente e fortemente influenzate dal mondo virtuale. Diventiamo meno consapevoli del mondo reale, fisico, in cui ci troviamo (ad esempio, la nostra casa, l’ufficio, il treno, l’aeroporto,…), del passare del tempo e delle sensazioni del corpo. Per dirla con le parole di Brown e Cairns: “uno stato simil-Zen dove le tue mani sembrano sapere da sole dove andare e la tua mente sembra fluire con la storia”. Se da qui ci lasciamo coinvolgere ulteriormente, abbattiamo anche l’ultima barriera (empatia ed atmosfera) e passiamo al livello 3 (la massima immersione possibile).

Livello 3 (immersione totale). Questo è il livello in cui siamo talmente entrati nell’esperienza virtuale che compare un forte senso di presenza: siamo talmente usciti dal mondo reale, fisico, che in questo istante tutto ciò che conta, a cui dedichiamo la totalità della nostra percezione ed attenzione, è il mondo virtuale. Per dirla con le parole di Brown e Cairns: “Quando smetti di pensare che in realtà stai giocando con un computer e sei semplicemente nel computer”.

……devo riemergere…..sto già usando i livelli di ossigeno di emergenza…….

3 Commenti

  1. bimodale scrive:

    è bello immergersi con la coscienza alterata. avete mai provato? so di persone che hanno fatto interagire il loro corpomente in acido con SL… non è per tutti, ovviamente, bisogna avere un altissimo grado di autocoscienza e intelligenza (perché quando torni e ti ritrovi nel tuo solito mondo provinciale, beh…. è un casino) a parte questo mi piacerebbe comprendere di più del passaggio dall’avatar, dagli elettronimi (i vari nickname che indicano le varie dissociazioni psichiche reali che molti artisti hanno e che usano a seconda della persona emozionale che sono) al s-oggetto, dove appunto fra te soggetto e l’oggetto virtuale non c’è separazione e diventi un s-oggetto, appunto. purtroppo, però, in italia non mi sembra che ci sia molta possibilità di essere presi in considerazione se vai oltre una certa soglia di comunicabilità e non fai parte di un ‘gruppo scientifico’ (comunque è meglio così, sei più libero di esprimerti)
    in questo momento come gianluca garrapa sono felice di leggere questo post, ma credo lo sarei di più nelle dissociazioni elettronimiche…. eh eh eh…. venerdì entrerò per la prima volta in SL, lucido ovviamente, poi faremo gli esperimenti con la coscienza… ops… con l’incoscio elettrico! :)
    w il ciberpunk… e w cristianmazz e grazie a mad, ovviamente. :)

  2. Donneinlinea Donneinlinea scrive:

    Beh io sono ancora ferma al Livello 1, specialmente ora che sono reduce da una lunga malattia e la convalescenza mi durera’ mesi… Di farmi assorbire dal vorticoso ritmo della rete dove ogni nuovo giorno vede vecchio cio’ che esisteva la sessione di log precedente…. proprio non mi va. Non sono persona che si fa prendere da entusiasmi ammassanti, su FB non ci sono e su SL non metterò mai piede. Sono un essere a cavallo fra il vecchio mondo dove i libri sono solo cartacei, e i blog-diari rigorosamente online :-)
    Trovo pero’ azzeccati i livelli indicati bel bell’articolo scritto. Anche se devo dire che il livello 3 per me è ok se la full immersion è relativa al tempo di log, potrebbe diventare o è patologica se tale stato persiste h24. Ovviamente è il mio pensiero. Paola. P.S. Un saluto a tutto il club di ibridamenti che si è davvero allargato e articolato.

  3. Al livello 2 di assorbimento, ci sono arrivata e… forse quando lavoro per molte ore e giorni consecutivi sui tutoraggi online… non soltanto ci sono arrivata, ma ne sono stata “travolta” perdendo un po’ il senso del tempo e dell’ambiente circostante oppure mescolando le percezioni avute all’interno di qualche piattaforma o metaverso con la stanza dove mi trovo.
    Forse nel livello 3 ho fatto solo capolino…
    nel livello 3 mi sembra di varcare le porte di un racconto per immergermi completamente nel fluire virtuale.
    Come leggo sopra, se mi limito al tempo di un log… potrebbe essere come leggere un libro, entrare in una storia

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