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	<title>Commenti a: Facebook e la dissipazione del tempo [di williamNessuno]</title>
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	<description>Blog collettivo ideato dall'Università Ca' Foscari di Venezia per proporre nuovi modelli di ricerca universitaria</description>
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		<title>Di: sandro</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/costruzioni-identitarie/2010/03/4977/comment-page-1/#comment-25388</link>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 08:48:16 +0000</pubDate>
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		<description>tesi: le piattaforme non sono tutte eguali, hanno scopi e forme diverse,  e non tutte utili, ma quelle che fanno capo ad organizzazioni che si propongono d fare cultura e politica (compresa la onlus in cui opero...), devono essere piantate per terra, nel territorio con sedi di incontro &quot;fisico&quot;..

Sono d&#039;ccordo con te,  ancora una volta mi accorgo che anche scrivendo non riesco a spiegarmi a suffcienza .... provo con un esempio: penso che questi strumenti di rete (specie se si collocano nel versante culturale e del confronto di idee e esperienze)debbano essere supportati comunque da luoghi fisici di incontro e relazione-reciprocità ( ad es. mi piacerebbe sapere se anche a livello teorico c&#039;è uno sviluppo e articolazione del questo concetto di &quot;reciprocità comunicativa e organizzativa&quot;?) , forse voi fate riferimento all&#039;università anche come luogo di incontro, ma nel sociale questi luoghi mancano, e una delle critiche che sovente faccio a chi mi interpella da sinistra per il voto è: &quot;non potete chiamarmi solo a votare! datemi una sede un luogo di relazione e confronto, un luogo &quot;aperto&quot;, e non solo (nel migliore dei casi)un blog alla grillo ....&quot;; da questo punto di vista abbiamo molto da imparare dalla chiesa, e infine una sviolinata e auspicio: forza michele vianello! prima che arrivi brunetta, rendi/rendiamo ( e se posso darò una mano..), il vega anche un luogo di aggregazione culturale, apriamolo al territorio e speriamo che tutto ciò avvenga appunto prima che qualcuno lo chiuda, lo mantenga chiuso anche per  il futuro, nel qual caso non essendo stato praticato come luogo di aggregazione culturale e civica .... nessuno se ne accorgerà
ciao e grazie e acora sorry for mistakes ...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>tesi: le piattaforme non sono tutte eguali, hanno scopi e forme diverse,  e non tutte utili, ma quelle che fanno capo ad organizzazioni che si propongono d fare cultura e politica (compresa la onlus in cui opero&#8230;), devono essere piantate per terra, nel territorio con sedi di incontro &#8220;fisico&#8221;..</p>
<p>Sono d&#8217;ccordo con te,  ancora una volta mi accorgo che anche scrivendo non riesco a spiegarmi a suffcienza &#8230;. provo con un esempio: penso che questi strumenti di rete (specie se si collocano nel versante culturale e del confronto di idee e esperienze)debbano essere supportati comunque da luoghi fisici di incontro e relazione-reciprocità ( ad es. mi piacerebbe sapere se anche a livello teorico c&#8217;è uno sviluppo e articolazione del questo concetto di &#8220;reciprocità comunicativa e organizzativa&#8221;?) , forse voi fate riferimento all&#8217;università anche come luogo di incontro, ma nel sociale questi luoghi mancano, e una delle critiche che sovente faccio a chi mi interpella da sinistra per il voto è: &#8220;non potete chiamarmi solo a votare! datemi una sede un luogo di relazione e confronto, un luogo &#8220;aperto&#8221;, e non solo (nel migliore dei casi)un blog alla grillo &#8230;.&#8221;; da questo punto di vista abbiamo molto da imparare dalla chiesa, e infine una sviolinata e auspicio: forza michele vianello! prima che arrivi brunetta, rendi/rendiamo ( e se posso darò una mano..), il vega anche un luogo di aggregazione culturale, apriamolo al territorio e speriamo che tutto ciò avvenga appunto prima che qualcuno lo chiuda, lo mantenga chiuso anche per  il futuro, nel qual caso non essendo stato praticato come luogo di aggregazione culturale e civica &#8230;. nessuno se ne accorgerà<br />
ciao e grazie e acora sorry for mistakes &#8230;</p>
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		<title>Di: Willliam Nessuno</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/costruzioni-identitarie/2010/03/4977/comment-page-1/#comment-25387</link>
		<dc:creator>Willliam Nessuno</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 07:53:24 +0000</pubDate>
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		<description>Sandro,quello che sostengo è che tutte le diverse piattaforme che sono state sviluppate su Internet hanno una propria specificità, delle caratteristiche che vanno sfruttate in quanto tali. E degli aspetto negativi. Il mio intento non è nè demonizzare nè santificare. Dico solo che dopo essere passato attraverso Facebook (dove sono ancora) ho sentito nuovamente l&#039;esigenza di un respiro diverso, e questo me lo può dare il blog. Semplice e chiaro, no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sandro,quello che sostengo è che tutte le diverse piattaforme che sono state sviluppate su Internet hanno una propria specificità, delle caratteristiche che vanno sfruttate in quanto tali. E degli aspetto negativi. Il mio intento non è nè demonizzare nè santificare. Dico solo che dopo essere passato attraverso Facebook (dove sono ancora) ho sentito nuovamente l&#8217;esigenza di un respiro diverso, e questo me lo può dare il blog. Semplice e chiaro, no?</p>
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		<title>Di: sandro</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/costruzioni-identitarie/2010/03/4977/comment-page-1/#comment-25371</link>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 17:35:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ibridamenti.com/?p=4977#comment-25371</guid>
		<description>una piccola presentazione: sono sandro un neo pensionato dopo 38 anni di lavoro nella pubblica amministrazione (INPS), ho avuto un perido abbastanza lungo di sindacalismo a tempo pieno (quando si facevano e si ditribuivano i volantini a mano, con il ciclostile o proprio il manifesto da muro e colla .....), e ho un mio blog associativo che si occupa (come onlus) di disabilità: www.handicapfacilitazione.it. Sono interessato all&#039;uso e al dibattito delle &quot;reti sociali&quot;, sono interssato alle forme di aggregazione e di fare politica perchè considerole esistenti &quot;invivibili&quot;, ne ho prtaticate molte e sono felice di averle abbandonate, però evidentemente non mi basta ... cerco ancora. Su Fb ci sono da non molto ed è vero dissipo molto tempo ... però serve ad alcune cose pratiche che in altre epoche ed in altriperiodi difficilmente avrei potuto minimamente pensare di mettere in piedi; fb non può essere certamente una scuola di pensiero, ecc., non è neutro, condiziona e spinge all&#039;io usa e getta ... ma può essere utile, lo consideropernicioso se invece lo si intende utilizzare per fare politica ( un pò alla grillo). Mi ricorda quello che erano le radio alternative tipo radio cooperativa e radio gamma 5, radioo che hanno avuto bacini di utenza importanti ma che poi si sono ridotte a luoghi autoreferenziali dove hiamavano e dibattevano sempre gli stessi con gli stessi stereotipi e dove il massimo dell&#039;analisi era nella lettura e commento di qutidiani e settimanali, ecco forse fb si resta a questa grande superficialità .... ma avete delle alternative, questo blog?
ciao e a risentirci scusate glie rrori ma non mi rileggo subito e ho notato che in Fb e nella rete l&#039;errore e l&#039;orrere ortografico domina sovrano ... qualcuno l&#039;ha detto: prima de parlar : tasi!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>una piccola presentazione: sono sandro un neo pensionato dopo 38 anni di lavoro nella pubblica amministrazione (INPS), ho avuto un perido abbastanza lungo di sindacalismo a tempo pieno (quando si facevano e si ditribuivano i volantini a mano, con il ciclostile o proprio il manifesto da muro e colla &#8230;..), e ho un mio blog associativo che si occupa (come onlus) di disabilità: <a href="http://www.handicapfacilitazione.it" rel="nofollow">http://www.handicapfacilitazione.it</a>. Sono interessato all&#8217;uso e al dibattito delle &#8220;reti sociali&#8221;, sono interssato alle forme di aggregazione e di fare politica perchè considerole esistenti &#8220;invivibili&#8221;, ne ho prtaticate molte e sono felice di averle abbandonate, però evidentemente non mi basta &#8230; cerco ancora. Su Fb ci sono da non molto ed è vero dissipo molto tempo &#8230; però serve ad alcune cose pratiche che in altre epoche ed in altriperiodi difficilmente avrei potuto minimamente pensare di mettere in piedi; fb non può essere certamente una scuola di pensiero, ecc., non è neutro, condiziona e spinge all&#8217;io usa e getta &#8230; ma può essere utile, lo consideropernicioso se invece lo si intende utilizzare per fare politica ( un pò alla grillo). Mi ricorda quello che erano le radio alternative tipo radio cooperativa e radio gamma 5, radioo che hanno avuto bacini di utenza importanti ma che poi si sono ridotte a luoghi autoreferenziali dove hiamavano e dibattevano sempre gli stessi con gli stessi stereotipi e dove il massimo dell&#8217;analisi era nella lettura e commento di qutidiani e settimanali, ecco forse fb si resta a questa grande superficialità &#8230;. ma avete delle alternative, questo blog?<br />
ciao e a risentirci scusate glie rrori ma non mi rileggo subito e ho notato che in Fb e nella rete l&#8217;errore e l&#8217;orrere ortografico domina sovrano &#8230; qualcuno l&#8217;ha detto: prima de parlar : tasi!</p>
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		<title>Di: maddalena mapelli</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/costruzioni-identitarie/2010/03/4977/comment-page-1/#comment-25347</link>
		<dc:creator>maddalena mapelli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 16:59:01 +0000</pubDate>
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		<description>Orsaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa !!!!!!!!!!!!!!!
Perché non scrivi un post qui, per noi?
Una delle tue poesie, Orsabella...
(mad)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Orsaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa !!!!!!!!!!!!!!!<br />
Perché non scrivi un post qui, per noi?<br />
Una delle tue poesie, Orsabella&#8230;<br />
(mad)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: MacEwan Writer</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/costruzioni-identitarie/2010/03/4977/comment-page-1/#comment-25343</link>
		<dc:creator>MacEwan Writer</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 21:58:19 +0000</pubDate>
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		<description>Orsa ora arrivo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Orsa ora arrivo!</p>
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	<item>
		<title>Di: orsarossa</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/costruzioni-identitarie/2010/03/4977/comment-page-1/#comment-25340</link>
		<dc:creator>orsarossa</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 19:26:45 +0000</pubDate>
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		<description>Vi aspetto su Splinder...!:)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vi aspetto su Splinder&#8230;!:)</p>
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	</item>
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		<title>Di: MacEwan Writer</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/costruzioni-identitarie/2010/03/4977/comment-page-1/#comment-25335</link>
		<dc:creator>MacEwan Writer</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 04:38:04 +0000</pubDate>
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		<description>Giuliana, è curiosa la tua critica: è come se tu avessi letto solo il mio commento a Mad e Mario e ignorato il contenuto principale del post. Ovvero che torno al blog (che uso dal 2003) per molte delle ragioni che tu ripeti, perdonami, ritorcendomele contro.
La mia valutazone di FB non è affatto &quot;acritica e apologetica&quot;, anzi parte proprio da critiche profonde fin dal primo articolo nel libro citatato, ovvero &quot;Facebook come&quot;, che io ho intitolato &quot;dissipazione del tempo&quot;. Se ti pare apologetico questo...
Nel commento ho cercato proprio di ristabilire un minimo di equilibrio parlando anche di elementi che in FB ho trovato positivi. In quanto ai post più brevi rispetto a un tempo, non era un giudizio ma una riflessione su dinamiche che sono di fatto presenti e che chi si occupa di Rete e comunicazione non può ignorare.
Io invece non sono nè per il mezzo nè per il messagio (lasciando da parte McLuhan per una volta), sono per la consapevolezza, e per utilizzare ogni mezzo secondo le sue specificità e le sue potenzialità. W.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giuliana, è curiosa la tua critica: è come se tu avessi letto solo il mio commento a Mad e Mario e ignorato il contenuto principale del post. Ovvero che torno al blog (che uso dal 2003) per molte delle ragioni che tu ripeti, perdonami, ritorcendomele contro.<br />
La mia valutazone di FB non è affatto &#8220;acritica e apologetica&#8221;, anzi parte proprio da critiche profonde fin dal primo articolo nel libro citatato, ovvero &#8220;Facebook come&#8221;, che io ho intitolato &#8220;dissipazione del tempo&#8221;. Se ti pare apologetico questo&#8230;<br />
Nel commento ho cercato proprio di ristabilire un minimo di equilibrio parlando anche di elementi che in FB ho trovato positivi. In quanto ai post più brevi rispetto a un tempo, non era un giudizio ma una riflessione su dinamiche che sono di fatto presenti e che chi si occupa di Rete e comunicazione non può ignorare.<br />
Io invece non sono nè per il mezzo nè per il messagio (lasciando da parte McLuhan per una volta), sono per la consapevolezza, e per utilizzare ogni mezzo secondo le sue specificità e le sue potenzialità. W.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: Giuliana Sorella</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/costruzioni-identitarie/2010/03/4977/comment-page-1/#comment-25334</link>
		<dc:creator>Giuliana Sorella</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 22:53:30 +0000</pubDate>
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		<description>@william nessuno (MacEwan Writer)
Grazie a FB,scrivi: &quot;sono entrato in relazione con persone veramente brillanti che sul blog non avevo mai incrociato, con le quali discuto in modo non meno articolato che sul blog, anzi, più veloce, intenso e partecipato (di solito la discussione vede molti attori e si sviluppa rapidamente, a differenza del blog che ha tempi, paragonati a FB, epocali)&quot;.
La tua valutazione di FB mi sembra troppo acritica, troppo apologetica. Constato, girando su FB, che rapidità e brevità prevalgono a scapito dei contenuti, a scapito della ricchezza dei contenuti. Lo stile del messaggio breve, sintetico, fulmineo, sta dominando. La modalità dell&#039;aggregazione di &lt;em&gt;fan&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;amici&lt;/em&gt; è davvero discutibile. Aggregazioni caotiche, non guidate da criteri di scelta qualitativa. Che i neo-post di cui parli siano sintetici, non v&#039;è dubbio. Che siano anche efficaci, e quindi favorevoli agli approfondimenti: beh, lasciami dubitare di questo! Tu stesso del resto, criticamente, scrivi: &quot;il richiamo continuo al nuovo commento, al nuovo post, alla nuova richiesta di amicizia: queste cose creano una sorta di stop and go; stai per andartene, per sganciarti e subito vieni risucchiato nel vortice&lt;em&gt;...
Sono per il messaggio, non per il mezzo, o per il feticismo del mezzo! In questo caso, sono contro il feticismo della connessione, che spinge molti utilizzatori di FB a privilegiare l&#039;estensione della propria rete di connessioni alla ricchezza, all&#039;originalità e alla profondità dei contenuti. Mi verrebbe da dire, a questi disinvolti utilizzatori: prima di lanciare il messaggio e di cercare la connessione, riflettete, concentratevi, &lt;/em&gt;pensate&lt;em&gt;...:-)
GIULIANA</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@william nessuno (MacEwan Writer)<br />
Grazie a FB,scrivi: &#8220;sono entrato in relazione con persone veramente brillanti che sul blog non avevo mai incrociato, con le quali discuto in modo non meno articolato che sul blog, anzi, più veloce, intenso e partecipato (di solito la discussione vede molti attori e si sviluppa rapidamente, a differenza del blog che ha tempi, paragonati a FB, epocali)&#8221;.<br />
La tua valutazione di FB mi sembra troppo acritica, troppo apologetica. Constato, girando su FB, che rapidità e brevità prevalgono a scapito dei contenuti, a scapito della ricchezza dei contenuti. Lo stile del messaggio breve, sintetico, fulmineo, sta dominando. La modalità dell&#8217;aggregazione di <em>fan</em> e <em>amici</em> è davvero discutibile. Aggregazioni caotiche, non guidate da criteri di scelta qualitativa. Che i neo-post di cui parli siano sintetici, non v&#8217;è dubbio. Che siano anche efficaci, e quindi favorevoli agli approfondimenti: beh, lasciami dubitare di questo! Tu stesso del resto, criticamente, scrivi: &#8220;il richiamo continuo al nuovo commento, al nuovo post, alla nuova richiesta di amicizia: queste cose creano una sorta di stop and go; stai per andartene, per sganciarti e subito vieni risucchiato nel vortice<em>&#8230;<br />
Sono per il messaggio, non per il mezzo, o per il feticismo del mezzo! In questo caso, sono contro il feticismo della connessione, che spinge molti utilizzatori di FB a privilegiare l&#8217;estensione della propria rete di connessioni alla ricchezza, all&#8217;originalità e alla profondità dei contenuti. Mi verrebbe da dire, a questi disinvolti utilizzatori: prima di lanciare il messaggio e di cercare la connessione, riflettete, concentratevi, </em>pensate<em>&#8230;:-)<br />
GIULIANA</em></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: MacEwan Writer</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/costruzioni-identitarie/2010/03/4977/comment-page-1/#comment-25333</link>
		<dc:creator>MacEwan Writer</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 19:12:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ibridamenti.com/?p=4977#comment-25333</guid>
		<description>Carissimi, personalmente non rinnego l&#039;esperienza di Facebook, che ha una sua validità intrinseca: grazie alla sua caoticità e al gran numero di contatti sono entrato in relazione con persone veramente brillanti che sul blog non avevo mai incrociato, con le quali discuto in modo non meno articolato che sul blog, anzi, più veloce, intenso e partecipato (di solito la discussione vede molti attori e si sviluppa rapidamente, a differenza del blog che ha tempi, paragonati a FB, epocali). 
Il punto è che sento l&#039;esigenza di avere un riferimento a me stesso più solido e complesso, all&#039;interno del quale possa ritrovarmi dopo tempo. Il che, in uno &quot;status&quot; di FB telegrafico e legato all&#039;immediato difficilmente può -potrà- avvenire.
Del resto credo che a voi, molto più competenti e più specializzati di me, non sarà sfuggito come anche molti blogger -che non hanno mai, al contrario di me, sospeso l&#039;attività- abbiano mutato &quot;respiro&quot; alla propria scrittura, optando per post più brevi. In alcuni casi, molto più brevi. &lt;a href=&quot;http://www.enrico-sola.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Enrico Sola (suzukimaruti)&lt;/a&gt; nel primo &lt;a href=&quot;http://www.enrico-sola.com/2009/11/ciao-sono-io/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;post del sul nuovo blog&lt;/a&gt; su Wordpress ne faceva proprio una dichiarazione programatica:&lt;em&gt;&quot;Ciao Sono Io - Sì, dai, quello là col nome giapponese strano che aveva un blog che riempiva di post lunghi.&quot;&lt;/em&gt; Ma Enrico si è poi attenuto a lunghezze medie: non riuscendo (forse) a contenere la sua vis narrativa si è inventato addirittura i &quot;bignami&quot; dei post, dei veri e propri riassuntini della &quot;trama&quot;. Altri hanno asciugato ancora più di lui. &lt;a href=&quot;http://www.bookcafe.net/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Giuseppe Granieri&lt;/a&gt;, da quel che mi capita di vedere, è un chiaro esempio di &quot;neo-post&quot; estremamente sintetici ed efficaci. Ma sinceramente non ricordo se abbia mai attraversato un periodo di &quot;post-fiume&quot;.
Sono consapevole dell&#039;uso di Facebook come &quot;megaboard&quot;, come tam-tam per i propri post: questo mi pare lo stiamo facendo un po&#039; tutti. Ho qualche perlessità in più su coloro che vengono su Facebook SOLO per immettere i propri comunicati, lasciandoli lì a se stessi, sfruttando le &quot;amicizie&quot; senza praticamente mai interagire; ma queste son questioni di opinioni e di &quot;pelle&quot;.
La (il?) tag come &quot;leggimi leggimi commentami commentami&quot; la noto anche io, a me non dà particolarmente fastidio dal momento che SO già chi ho voglia di leggere e chi no...
Non possiamo, credo, rimpiangere l&#039;epopea della blogsfera: del resto come sapete molto meglio di me la Rete vive continuamente nuove stagioni. Oggi è Facebook, domani chissà. 
Noto però che si sta diffondendo la prassi della &quot;multipiattaforma&quot;: Blog, Twitter, Friendfeed, Facebook dove si va consapevolmente per un determinato (breve) periodo e per determinate, differenti cose. 
Facebook ha come peggiorativo (se così si può dire) il richiamo continuo al nuovo commento, al nuovo post, alla nuova richiesta di amicizia: queste cose creano una sorta di stop and go; stai per andartene, per sganciarti e subito vieni risucchiato nel vortice. 
Il vero progresso sarà quando non si leggerà più di persone che si sentono &quot;sempre&quot; vessate (il verbo era diverso ma lo sostanza era quella) da Facebook, come mi è capitato di leggere oggi in un commento: ovviamente se è così significa che c&#039;è un&#039;incapacità a &quot;sottrarsi&quot; al mezzo, che forse sarebbe interessante indagare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi, personalmente non rinnego l&#8217;esperienza di Facebook, che ha una sua validità intrinseca: grazie alla sua caoticità e al gran numero di contatti sono entrato in relazione con persone veramente brillanti che sul blog non avevo mai incrociato, con le quali discuto in modo non meno articolato che sul blog, anzi, più veloce, intenso e partecipato (di solito la discussione vede molti attori e si sviluppa rapidamente, a differenza del blog che ha tempi, paragonati a FB, epocali).<br />
Il punto è che sento l&#8217;esigenza di avere un riferimento a me stesso più solido e complesso, all&#8217;interno del quale possa ritrovarmi dopo tempo. Il che, in uno &#8220;status&#8221; di FB telegrafico e legato all&#8217;immediato difficilmente può -potrà- avvenire.<br />
Del resto credo che a voi, molto più competenti e più specializzati di me, non sarà sfuggito come anche molti blogger -che non hanno mai, al contrario di me, sospeso l&#8217;attività- abbiano mutato &#8220;respiro&#8221; alla propria scrittura, optando per post più brevi. In alcuni casi, molto più brevi. <a href="http://www.enrico-sola.com" rel="nofollow">Enrico Sola (suzukimaruti)</a> nel primo <a href="http://www.enrico-sola.com/2009/11/ciao-sono-io/" rel="nofollow">post del sul nuovo blog</a> su WordPress ne faceva proprio una dichiarazione programatica:<em>&#8220;Ciao Sono Io &#8211; Sì, dai, quello là col nome giapponese strano che aveva un blog che riempiva di post lunghi.&#8221;</em> Ma Enrico si è poi attenuto a lunghezze medie: non riuscendo (forse) a contenere la sua vis narrativa si è inventato addirittura i &#8220;bignami&#8221; dei post, dei veri e propri riassuntini della &#8220;trama&#8221;. Altri hanno asciugato ancora più di lui. <a href="http://www.bookcafe.net/" rel="nofollow">Giuseppe Granieri</a>, da quel che mi capita di vedere, è un chiaro esempio di &#8220;neo-post&#8221; estremamente sintetici ed efficaci. Ma sinceramente non ricordo se abbia mai attraversato un periodo di &#8220;post-fiume&#8221;.<br />
Sono consapevole dell&#8217;uso di Facebook come &#8220;megaboard&#8221;, come tam-tam per i propri post: questo mi pare lo stiamo facendo un po&#8217; tutti. Ho qualche perlessità in più su coloro che vengono su Facebook SOLO per immettere i propri comunicati, lasciandoli lì a se stessi, sfruttando le &#8220;amicizie&#8221; senza praticamente mai interagire; ma queste son questioni di opinioni e di &#8220;pelle&#8221;.<br />
La (il?) tag come &#8220;leggimi leggimi commentami commentami&#8221; la noto anche io, a me non dà particolarmente fastidio dal momento che SO già chi ho voglia di leggere e chi no&#8230;<br />
Non possiamo, credo, rimpiangere l&#8217;epopea della blogsfera: del resto come sapete molto meglio di me la Rete vive continuamente nuove stagioni. Oggi è Facebook, domani chissà.<br />
Noto però che si sta diffondendo la prassi della &#8220;multipiattaforma&#8221;: Blog, Twitter, Friendfeed, Facebook dove si va consapevolmente per un determinato (breve) periodo e per determinate, differenti cose.<br />
Facebook ha come peggiorativo (se così si può dire) il richiamo continuo al nuovo commento, al nuovo post, alla nuova richiesta di amicizia: queste cose creano una sorta di stop and go; stai per andartene, per sganciarti e subito vieni risucchiato nel vortice.<br />
Il vero progresso sarà quando non si leggerà più di persone che si sentono &#8220;sempre&#8221; vessate (il verbo era diverso ma lo sostanza era quella) da Facebook, come mi è capitato di leggere oggi in un commento: ovviamente se è così significa che c&#8217;è un&#8217;incapacità a &#8220;sottrarsi&#8221; al mezzo, che forse sarebbe interessante indagare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mario Galzigna</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/costruzioni-identitarie/2010/03/4977/comment-page-1/#comment-25329</link>
		<dc:creator>Mario Galzigna</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 14:20:01 +0000</pubDate>
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		<description>@william
Sono completamente d&#039;accordo con te, William, e condivido pienamente anche il commento di Maddalena. I problemi qui sollevati, da lei e da te, erano emersi anche nei commenti al mio post su San Remo. 
La fretta, l&#039;abitudine al messaggio telegrafico: l&#039;esatto contrario dell&#039;approfondimento e dello scambio di idee, a cui ci eravamo abituati in blogosfera. Non sarà facile invertire la rotta.
Condivido, Maddalena, la tua speranza e anche la &quot;nostalgia per i vecchi cari blog!&quot;...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@william<br />
Sono completamente d&#8217;accordo con te, William, e condivido pienamente anche il commento di Maddalena. I problemi qui sollevati, da lei e da te, erano emersi anche nei commenti al mio post su San Remo.<br />
La fretta, l&#8217;abitudine al messaggio telegrafico: l&#8217;esatto contrario dell&#8217;approfondimento e dello scambio di idee, a cui ci eravamo abituati in blogosfera. Non sarà facile invertire la rotta.<br />
Condivido, Maddalena, la tua speranza e anche la &#8220;nostalgia per i vecchi cari blog!&#8221;&#8230;</p>
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