la (meta)scrittura elettrica e le 4 metafunzioni dell’io

bimodale
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Il teatro dell’assenza e quello antropologico sono anche il rapporto che io ho con la scrittura elettrica (tra passato e presente)

Allora, come posso avvicinarmi all’invisibile attraverso una scrittura elettrica, e qual è il crollo e il rischio, l’assenza che stabilisce il ritmo, la presenza, la presenza viva dell’attore alla luce delle nuove tecnologie?
Un discorso sul teatro attraverso la sua riscrittura elettronica, comincia da molto prima: in una sorta di limbo in cui io non sono più un individuo reale e nemmeno un’entità virtuale.
A partire da quello che io so, insomma, e dall’utilizzo che faccio dell’informazione, arrivo a capire che è già una performance antropologica il mio scrivere intorno a qualcosa utilizzando le interfacce del computer.
Il rito diventa una tecnica che digitalizza (scrive) sistemi semi-analogici (il mio pensiero).

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Secondo me, la teatralità insita nel metaverso determina un discorso sul teatro attraverso la sua riscrittura elettronica e comincia in una sorta di limbo in cui io non sono più un individuo reale e nemmeno un’entità virtuale.
A partire da quello che io so, insomma, e dall’utilizzo che faccio dell’informazione, arrivo a capire che è già una performance antropologica il mio scrivere intorno ad un argomento utilizzando le interfacce del computer.
Il mutamento antropologico avviene nel ribaltamento dei ruoli. Pensare in digitale è rischioso. Non si dovrebbe ammettere alcun concetto di colpa e la linearità procederebbe a salti. Il concetto di colpa lega ad un passato. Invece il passato in SL è davanti a noi: l’avatar è il passato delle nostre esperienze tradotte nel digitale. Il punto di vista è un punto di sguardo. Lo sguardo diventa oggetto. Osserviamo il nostro osservare. Il flusso neuroelettrico mette in ordine il flusso quadrimensore dell’io. Per flusso quadrimensore intendo quelle che in psicodinamica sono le quattro “funzioni dell’Io”: motricità, linguaggio, memoria, attenzione. Per la motricità si crea un’antitesi movimento avatar\immobilità utente. Questo mi ricorda il principio della quiete in movimento, fondamentale nel teatro di Barba e di Grotowsky e del teatro asiatico.
La dicotomia corpo\avatar è apparente: si tratta di una sintesi mediana.

Un Commento

  1. bimodale scrive:

    grazie Maddalena :)
    riporto l’ultimo mio post in cui riprendo l’argomento, felice di ‘essere supportato’ dalle ricerche dell’Università di Tokio a cui accenno anche in un post sulle Aziende In-Visibili (http://marcominghetti.nova100.ilsole24ore.com/2008/12/il-ponte-di-gau.html).

    “Quello che ha scritto Leo sul suo nuovo spazio, mi ha fatto riflettere. Così trovo questo sito http://www.ecplanet.com dove si parla di un argomento che mi affascina tantissimo: il rapporto tra pensiero e digitale.
    Insomma quello che ho scritto nel post su Ibrid@menti combinando due miei vecchi post scritti in questo blog.
    Molto interessante il discorso sull’Interfaccia Cerebrale. Leggete questo articolo. La ’BMI’ (Brain Machine Interface) è ‘esattamente’ la realizzazione tecnologica della sintesi mediana.”

    p.s.
    è nata in Giappone una SL giapponense, si chiama ‘meet-me’. Magari ne parlerò in un prossimo post ;)
    Intanto auguro buone feste a tutti gli Ibridi.
    Un abbraccio.
    gianluca g.

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