L’avatar ha il suo corpo che il Corpo non comprende [sull'inconscio elettrico]

bimodale
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Sono allettato dalla possibilità di un’Antropologia Teatrale in Ambiente Digitale (ATAD). A questo aspira il mio Corpo Temporale. L’organico è ridotto a due mani. Già è tanto, di questi tempi. Il mio Corpo Temporale come un corpo docente ridotto all’osso. Allo stesso tempo il mio avatar bramerebbe un avanzamento di carriera: è stufo della sua semplice posizione di nick e pretende di passare al ruolo di s-oggetto. Non ha tutti i torti. Attualmente il mio avatar si limita ad apporre la firma ai commenti per certificare il passaggio del mio flusso intenso (tranquilli… tutto a suo tempo, vi spiegherò in seguito il significato di flusso intenso. Ammesso che si tratti di significante e non di significato). Il suo desiderio, del tutto legittimo, è di assumere un corpo e un inconscio, elettrico ovviamente. Sì, capisco. O meglio, percepisco che non sia proprio così ovvio e lampante il concetto di inconscio elettrico. D’altra parte non potrei spiegare con le parole cosa significa inconscio elettrico. Non sarebbe più inconscio. E poi scusate: ma voi me lo sapreste spiegare cos’è il vostro inconscio? No, non dico l’inconscio della psicoanalisi, quello da manuale, troppo facile. Dico: il vostro inconscio. Se avreste parole adatte e precise per spiegare l’in-spiegabile, allora state spiegando qualcos’altro, non l’inspiegabile. Ma torniamo al mio avatar che preme per diventare s-oggetto ed acquisire un inconscio elettrico. Non credo che le sue pretese si limiterebbero a questo. Il mio Corpo Temporale è sicuro che dopo l’avanzamento di ruolo, l’avatar s-oggetto, come un novello Colombo, pianterà anche la bandiera e battezzerà un nuovo territorio: la Metafisica del Virtuale (MdV). Dopodiché inizierà, sempre stando alle congetture del mio Corpo Temporale, l’era del Postdigitale. Tra l’incudine e il martello. Scilla e Cariddi. Mi trovo in questa situazione imbarazzante. Sicché ho rassicurato il mio Corpo che, anche nell’eventualità che ciò possa accadere, il nuovo territorio non sarebbe altro che un nuovo linguaggio. Il linguaggio è la casa dell’Essere, come diceva il filosofo Heidegger. Il mio Corpo Temporale non ha ancora afferrato che per comprendere le ragioni del mio avatar, deve mettere da parte i suoi pregiudizi analogocentrici. Non so se ci potrà mai essere un reale confronto tra il mio avatar e il mio Corpo Temporale. D’altronde, riprendendo e mutando la massima di Pascal, l’avatar ha il suo corpo che il Corpo non comprende.

15 Commenti

  1. indubbiamente. Intanto bisogna iniziare a chiamarle con un nome le cose…

  2. bimodale\gg scrive:

    grazie maddalena. chissà se dall’inconscio elettrico non si arrivi alla patologia elettrica…

  3. Alivento scrive:

    affascinante…o, come il tuo avatar: inquietante

  4. chiccama chiccama scrive:

    carissimo,
    leggevo su internet qualcosa a proposito dell’inconsio elettrico di Gianluca Garrapa

    “Ad ogni segno corrispondono altri segni di altre dimensioni. Se questo non accade è perché la menzogna sta nelle cose e non nelle parole come ha detto Calvino.”

  5. bimodale scrive:

    @Alivento: sì, il doppio è sempre inquietante.
    @chiccama: carissima, lo leggerò. a presto.

  6. bimodale scrive:

    alivento: quali emozioni può sentire un avatar. como potrebbe essere la poesia di flussi digitali, quando la Psiche, il sentire profondo si confronta con il ritmo binario? trovatori nella rete e dadisti tutti assieme?

  7. bimodale scrive:

    chicca: cosa ti ha colpito di quella citazione? tu pensi che potrebbe esserci un mecenatismo delle reti? una cappella sistina di avatar e un venere che affiora da flutti digitali? e se poi un giorno tutto finisce? un crash e i dati resteranno chiusi qui dentro? la memoria di altre dimesioni chiusa nella rete? il postdigitale che arte ci proporebbe?

  8. bimodale scrive:

    proporrebbe… mi si è disattivato il correttore all’ultimo momento:)

  9. Alivento scrive:

    dadisti (artisti del digitale), tutti direi bimodale, il binario non fa altro che tradurre in linguaggio di comunicazione diffusamente comprensibile il pensiero; musica, immagini, video, parole…l’avatar non è altro che la proiezione (specchio, rappresentazione) di un entità pensante, sottostante e creante, capace di emozioni e sentimenti…

  10. bimodale scrive:

    fino a quando non entrerò in SL non potrò effettivamente provare la sensazione di un flusso interiore che si sincronizza su un flusso elettrico. mario gerosa ne parla in questo sito: http://www.mariogerosa.blogspot.com
    sarebbe bello capire il metainconscio
    del metaverso.

  11. Alivento scrive:

    Ho letto di SL senza mai averla provata. Anche perchè, già un annetto fa, sembrava fosse fenomeno in via d’estinzione, invece per come ne parlate tu e gerosa sembrerebbe non sia così. Sì, sarebbe bello capire il metainconscio del metaverso. Ed ecco subito una nuova rubrica apposta per noi: Cronache dal metaverso. Ciao bimodale grazie per questa interazione conoscitiva.

  12. leo scrive:

    La teatralità insita in SL implica che il discorso sul teatro attraverso la sua riscrittura elettronica, comincia da molto prima: in una sorta di limbo in cui io non sono più un individuo reale e nemmeno un’entità virtuale.
    A partire da quello che io so, insomma, e dall’utilizzo che faccio dell’informazione, arrivo a capire che è già una performance antropologica il mio scrivere intorno a qualcosa utilizzando le interfacce del computer.
    Il mutamento antropologico avviene nel ribaltamento dei ruoli. Pensare in digitale è rischioso. Non si dovrebbe ammettere alcun concetto di colpa e la linearità procederebbe a salti. Il concetto di colpa lega ad un passato. E il passato in SL è davanti a noi: l’avatar è il passato delle nostre esperienze tradotte nel digitale. Il punto di vista è un punto di sguardo. Lo sguardo diventa oggetto. Osserviamo il nostro osservare. Il flusso neuroelettrico mette in ordine il flusso quadrimensore dell’io. Per flusso quadrimensore intendo quelle che in psicodinamica sono le quattro “funzioni dell’Io”: motricità, linguaggio, memoria, attenzione. Per la motricità si crea un’antitesi movimento avatar\immobilità utente. Questo mi ricorda il principio della “quiete in movimento”, fondamentale nel teatro di Barba e di Grotowsky e del teatro asiatico. La dicotomia corpo\avatar è apparente: si tratta di una sintesi mediana.
    Si potrebbero ridefinire le 4 funzioni dell’io dal punto di vista del digitale.

  13. Enrico Moretti scrive:

    Sono vicedirettore di una community che raccoglie circa 600 artisti e si chiama Progetto Cicero (http://progettocicero.ning.com).
    Stiamo tentando un esperimento di comunicazione on-line basato sulla creazione di comunità piccole ma dotate di una forte coesione tra i membri che viene ottenuta sia con regole di comportamento (nominalità, tolleranza, proattività ed educazione) sia con la condivisione di discussioni e ragionamenti.

    Allo scopo di alimentare la discussione tra di noi e trarre ispirazione dalla stessa, abbiamo dato il via ad un’attività che si chiama “Quindi-Ci” (http://progettocicero.ning.com/group/quindici).
    In soldoni, ogni 15 giorni ci diamo un tema e lo trattiamo con diversi linguaggi.
    In una sorta di gioco/concorso, passata la quindicina, scegliamo l’intervento più interessante.

    Il tema attuale è “il corpo come laboratorio: alla ricerca di un contatto perduto”.

    Ti scrivo in quanto, nel documentarmi, ho trovato il tuo blog ed ho pensato che molti articoli in esso presenti potrebbero alimentare la nostra discussione nella convinzione che, quello che per te e per gli altri blogger sarebbe un secondo dedicato a postare un articolo, per noi potrebbe essere la fonte di spunti interessanti e la possibilità di aggiungere nuove menti brillanti al nostro gruppo.

    Potrai pubblicizzare i tuoi Blog e trovare persone interessanti con cui discutere.

    Spero che considererai il mio messaggio come il complimento che esso è.
    Un saluto

    Enrico Moretti
    (ViceDirettore del Progetto Cicero)

    PS.
    Coerentemente con i nostri obiettivi, per l’accesso alla comunità, richiediamo una registrazione nel sito all’indirizzo http://progettocicero.ning.com/?xgi=db6QQdU , per la quale sono richiesti i seguenti dati: Nome, Cognome, Età, Residenza ed una foto del viso.

  14. enrico, i nostri articoli sono condivisi con la rete. Puoi prenderli: l’importante è che citi l’autore e la fonte :-)

    se poi lo ritieni utile, puoi proporre per tempo il lancio del tuo prossimo tema, scrivendo un articolo per le categorie “dalla rete” e “segnalazioni”.
    Segui sul menu in alto le istruzioni per gli utenti

    complimenti per il tuo progetto :-)

  15. bimodale scrive:

    wow!
    ciao enrico, altri miei post, oltre a questo, sul corpo e sui Corpi, li puoi trovare nel mio blog http://www.interassenze.wordpress.com
    :)

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