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	<title>Ibrid@menti &#187; Minima Magnitudo</title>
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	<description>Blog collettivo ideato dall'Università Ca' Foscari di Venezia per proporre nuovi modelli di ricerca universitaria</description>
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		<title>Saziare l’insaziato</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 00:34:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nina Maroccolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Minima Magnitudo]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo nuovo articolo fa parte di un carteggio tra me e il caro amico Andrea Sartori. Avevo soltanto circumnavigato l’iniziale argomento quando, con fare temprato, Andrea è giunto con una delle sue gemme; il lungo, vero saggio epocale: “Quale creatività nella crisi? (Finanza, economia e antropologia nella costellazione contemporanea)”. Limpida interrogazione da poema filosofico, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/10/radici-secche-longanesi2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1844" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/10/radici-secche-longanesi2-216x300.jpg" alt="" width="216" height="300" /></a>Questo nuovo articolo fa parte di un carteggio tra me e il caro amico <a href="http://www.facebook.com/profile.php?sid=c372a248781922c9c23c7d5300a608c8&amp;refurl=http%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fs.php%3Fref%3Dsearch%26init%3Dq%26q%3Dandrea%2Bsartori%26sid%3Dc372a248781922c9c23c7d5300a608c8&amp;id=1182393372&amp;hiq=andrea%2Csartori">Andrea Sartori.</a> Avevo soltanto circumnavigato l’iniziale argomento quando, con fare temprato, Andrea è giunto con una delle sue gemme; il lungo, vero saggio epocale: <strong>“Quale creatività nella crisi?</strong> (<em>Finanza, economia e antropologia nella costellazione contemporanea</em>)”.<br />
Limpida interrogazione da poema filosofico, di cui riporto l’incipit:</p>
<p>“Tra gli anni novanta e l’inizio del duemila, la «creatività» spopolava nelle prassi e nei dibattiti economici. Con diverse variazioni d’accento si riteneva che essa potesse dare un impulso decisivo sia ai profitti, sia alla finanza pubblica. La crisi borsistica, nella misura in cui è preludio di una ancor più grave crisi dell’economia reale, ha messo radicalmente in discussione questo acritico assunto, imponendo a più di un’azienda di rivedere la propria organizzazione interna in funzione del business.<br />
La creatività, mentre tutti invocano regolamentazioni più precise, a partire da quelle preposte all’erogazione dei crediti, è di conseguenza caduta in disgrazia. Tanto più le regole nello scorso decennio erano ritenute soffocanti, quanto più oggi sono ritenute imprescindibili. Non è questo, tuttavia, un atteggiamento altrettanto massimalista di quello precedente? Non occorre forse pensare con maggiore sobrietà ad uno spazio della creatività, che dalla sfera riconosciuta delle istituzioni tragga alimento e stimolo, anziché freno? Ma, così facendo, non bisogna riformulare la creatività in termini di strategia, anziché di tattica a breve termine che aggiri le regole stabilite?”</p>
<p>Ed ecco un dibattito-scontro interiore tra lei e l’altra da sé: due <em>Nine</em> al prezzo di una, coerentemente approdate al fattore economico schizofrenico che le vuole approssimate intorno a un’idea di creatività strategica. <em>Help me!</em> Abbiamo compreso bene?<br />
“Alimento e stimolo” per profitti e profittatori, finanziatori pubblici e privati, banche e business.<br />
Questi creativi al servizio dell’arte finanziaria, con la sua ulteriore crisi in ogni piano dell’esistenza umana, sono realtà raccapriccianti.<br />
La mia strategia, in questo caso, è provocazione pura. In effetti cosa c’entra questo panegirico odisseo con la scrittura, la poesia, le sinergie fra le arti?<br />
<strong>Si avverte un bisogno profondissimo di coloro che s’affamano di versi (si contano più di duemila poeti in Italia!, ma sono tutti Poeti?).</strong> La poesia diviene “alimento e stimolo”, reazione &amp; relazione dentro la sintesi creativo-sorgiva del nuovo. È il crocevia dei separatismi, l’allontanamento da qualunque forma d’impaludata impotenza, dentro i nostri Tempi &amp; Sistemi coercitivi.<br />
Mercanteggiare la creatività, così come la poesia, significa inabissarsi nell’Ade, decidere un <em>incontro privato</em> – tutto ormai è privatizzazione – con il Tartaro…</p>
<p>Dove crediamo che alberghi la perversione, la pornografia?<br />
Nella contemporaneità.<br />
Da qui, per contrasto e contrappasso, emerge la ricerca insaziabile del <em>sacro</em>, dell’<em>amore</em>, questo affollato <em>viaggio </em>di anime insaziate.<br />
Noi viandanti, viviamo. Siamo vivi se sogniamo di saziare l’insaziato, se ci nutriamo &#8211; succhiando mammelle geografiche &#8211; Latte, Silenzio e Luce. Viviamo qualora il mappamondo delle Idee non si spenga: pena, una candela nell&#8217;oblio.<br />
E se da lontano giungiamo, proseguiremo nel nostro andare.<br />
Come io scrissi già un’altra volta:</p>
<p>“Porto bronzee campane sulla schiena. Balbettano din-don! din-don! din-don! – e intanto il declivio rende incerto il mio vagolare. In questo misero andare incontro un uomo. Come fosse Destino, penso: È il Faust contemporaneo.<br />
L’uomo smuove, importuna il batacchio… Dio, come sono pesanti le campane dell’espiazione!<br />
Piange, non ce la fa. Vuole un greve, bronzeo suono per deporre inferno e rovine.<br />
Ma non c’è Dio che tenga: Faust s’immerge in <em>acque lacrimose</em>. Non deporrà né tenacia, né rovine.<br />
Lo lascio stare, ché non so consolare. Uomo bianco di biacca, sei un blues tristano.<br />
Eppure sviene! All’ultimo rintocco della sera, il nostro povero Faust <em>indossa una nuvola di piaghe</em>.” ¹</p>
<p>E allora… tumulto, combattività, resistenza, <em>sturm und drang </em>quotidiani sommuoveranno i nostri cavalli marini; li vedremo retrocedere di pacatezza qualora la nostra comune speranza non s&#8217;inanelli tra fluttuanti giochi perversi (quelli del potere). Il mare si farà calmo nell&#8217;incontro tra una goccia e l&#8217;altra. Goccia a goccia: distillata acquamarina, purissima, come la vera poesia. Quella immune da mercanzie editoriali, potentati e politica. Crisi economiche, neodepressioni, sniffi di coca.<br />
Se ogni uomo rischia il Faust contemporaneo, il poeta – che sia affermato o no – trova ragione nella visibilità, nel tiro di coca appunto, a scapito del talento o della finalità magistra: l’opera.</p>
<p>“Anche quelli detti i poeti sono dunque dell’altro: dei poveri vermi senza luce” (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guido_Ceronetti">Guido Ceronetti</a>, <em>Cara incertezza</em>).<br />
I vermi: creature decisamente non rispondenti a un ideale sublime di bellezza, e perché la natura del poeta è non meno legata alla percezione dell’oscurità che della luce.<br />
“Il fine essenziale per un vero artista non è di fare esperienze col suo tafanesco io, ma di dare la gioia esprimendo la pena di tutti” (id.)<br />
Non è affatto semplice. Le nostre esistenze vivono il barometro della decadenza, umanamente infragilite da questo mondo sghembo e malaccorto. Dobbiamo guarirne: così possiamo. Possiamo tentare di intrecciare altre guarigioni.<br />
I veri insaziati si trovano ingabbiati altrove. Non si trovano nelle copertine stile “Vogue” delle più eleganti riviste di poesia&#8230; Quella è la gabbia degli stilismi, o stilemi, andati in putrefazione, come le centinaia di libri, quasi sempre inutili, pubblicati ogni anno.<br />
Ma chi riesce a scrivere una poesia come questa, è <em>Colui che va saziato</em>.</p>
<p><strong>“Da questa giusta parte del torto”</strong></p>
<p>È un incedere<br />
balbuziente.<br />
Un camminare<br />
monco.<br />
Un passo<br />
mutilato.<br />
Comunque sempre troppo corto.<br />
Eppure<br />
sono sempre qui<br />
a trascinarmi il tempo.</p>
<p>Da questa giusta parte del torto.</p>
<p><strong>Ruggero Botto</strong></p>
<p>Botto, già detenuto nella Casa Circondariale di Rebibbia, a Roma, è uscito dal carcere nell’anno 2007 per aver concluso la sua pena.<br />
Aggiungo: la pena di tutti.</p>
<p><strong>N</strong>ina<strong> M</strong>aroccolo</p>
<div class="mceTemp">1. verso tratto dal madrigale<strong> </strong>&#8220;<a href="http://www.antelitteram.com/colloqui/sparagana/bambini.html">Molti bambini spersi fra i detriti</a>&#8220;, di <a href="http://www.antelitteram.com/colloqui/sparagana/">Cristina Sparagana.</a></div>
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		<title>Poesia non solo Poesia</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 17:01:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nina Maroccolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Minima Magnitudo]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;informazione è patto di velocità. Ma in poesia, come in tutta la letteratura, anche la lentezza è energia, grido propulsore. Minima Magnitudo. La presentazione di questa nuova rubrica sembra all&#8217;insegna della contraddizione. Prendiamo però per elementi positivi questi termini: &#8220;contraddizione&#8221; e &#8220;dubbio&#8221;. Sono elementi essenziali per chi voglia intraprendere un viaggio planetario-interstellare intorno alla parola, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/10/depero-pesci-bn1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1429" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/10/depero-pesci-bn1.jpg" alt="Depero,1937" /></a><a href="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/10/depero-pesci-bn2.jpg"></a><a href="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/10/depero-pesci-bn1.jpg"></a></p>
<p>L&#8217;informazione è patto di velocità. Ma in poesia, come in tutta la letteratura, anche la lentezza è energia, grido propulsore. Minima Magnitudo.<br />
La presentazione di questa nuova rubrica sembra all&#8217;insegna della contraddizione. Prendiamo però per elementi positivi questi termini: &#8220;contraddizione&#8221; e &#8220;dubbio&#8221;. Sono elementi essenziali per chi voglia intraprendere un viaggio planetario-interstellare intorno alla parola, e non solo.<br />
Minima Magnitudo si pone obiettivi scomodi. La letteratura è materiale scomodo.<br />
Non si può immaginare un approccio, né una dedizione effimera o fortuita quando la meta è l&#8217;opera. Ma nessun timore: Minima Magnitudo sorge nel segno dell&#8217;interazione, cerca un contatto diretto col lettore che privilegi una sana dialettica dell&#8217;espressività, l&#8217;aspetto ludico e insieme serissimo di qualunque scrittura nemica degli sterili accademismi.<br />
Molto, ma molto meglio distillare valenze, districare problemi, contaminare estetiche.<br />
Non c&#8217;è confine tra le arti. Ogni parola contiene il gesto che l&#8217;ha fatta nascere; la musica che la pronuncia; il colore che la contiene; il pensiero che può abbracciarla.<br />
Aneliamo neo-umanisti a tutto tondo. Il grado di verità che la bellezza esprime è molto più reale di qualsiasi matematica. L&#8217;accelerazione preme sul simbolo denutrito.<br />
Cerchiamo insieme il valore intrinseco della simbologia, dei linguaggi antichi, le partiture musicali, la polifonia e i contrappunti più assortiti.</p>
<p><em>Dicono che il poeta non riesca ad amarsi nella misura in cui vorrebbe, ma la sua vulnerabilità è una certezza per chi lo circonda.</em></p>
<p><strong>N</strong>ina <strong>M</strong>aroccolo</p>
<p>Tag: poesia, letteratura, espressività, musica, colori, pensiero, simbolo, bellezza, linguaggi antichi.</p>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 06:40:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maddalena mapelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Minima Magnitudo]]></category>

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		<description><![CDATA[Introduzione in fase di scrittura]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Introduzione in fase di scrittura</p>
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