Il burkini e i paradossi della libertà.

burkini

 

“Nella misura in cui l’uomo è responsabilmente affidato a se stesso come soggetto libero, nella misura in cui è affidato a se stesso come soggetto della sua azione libera vera e propria, originaria, unica, riguardante la totalità della sua esistenza umana, possiamo dire che l’uomo ha una salvezza e che la vera e propria questione esistentiva personale è in verità una questione salvifica. […] perché il vero concetto teologico di salvezza non indica una situazione futura che sopraggiunge improvvisamente sull’uomo dall’esterno in maniera oggettiva come situazione piacevole o, qualora si tratti di perdizione, come situazione spiacevole; non indica una situazione che gli viene riconosciuta solo sulla base di un giudizio morale; bensì indica la definitività della vera autocomprensione e della vera autoazione dell’uomo nella libertà davanti a Dio, attuate mediante l’accettazione del suo proprio se stesso, così come esso gli viene dischiuso e affidato dalla scelta della trascendenza interpretata liberamente. L’eternità dell’uomo può essere concepita soltanto come l’autenticità e la definitività della libertà maturatasi. A tutto il resto può seguire soltanto altro tempo, ma non l’eternità, quell’eternità che non è il contrario del tempo, bensì il compimento del tempo nella libertà”.

Karl Rahner, Corso fondamentale sulla fede. Introduzione al concetto di cristianesimo, pp. 64-65.

 

La questione del burkini, il divieto di indossarlo per favorire la presunta liberazione delle donne musulmane dal significante-padrone, è una faccenda che dice poco sulle donne, sulla loro cultura, sull’Islam che professano, su cosa significhi per loro autodeterminarsi e soggettivarsi e che, invece, dice tanto sui paradossi della “nostra” idea di “libertà”. Un’idea che pretende di essere valida solo per il soggetto che si riconosce libero di autodeterminarsi secondo il modello e gli ideali Occidentali (semplifico per comodità).

In questo senso l’idea declina una forma sottile e perversa di neocolonialismo trascendentale, che vuole imporre un modello sulla base di un’assunzione di principio. Ma, come dimostrano i paradossi logici sull’indeterminabilità del principio, la causa prima che regge il sistema è in ultima istanza ingiustificabile, valida soltanto per atto di fede o per libera assunzione. E la verità è che non abbiamo gli argomenti per poter decidere se la volontà della donna islamica di coprirsi sia il frutto di una violenza o una libera adesione ad un modello sociale e religioso. Così come non abbiamo, in ultima istanza, ragioni per affermare che il bikini sia più libero del burkini. E’ solo la condivisione di un insieme di pratiche, di modelli e di narrazioni che ce lo fa credere. Per questo, ritenere di poter legiferare su come si debbano vestire, per essere libere, le donne musulmane è non soltanto arrogante ma anche ingiustificato.

Alla fine ciò dimostra l’oscena radice teologica che supporta in termini di fantasia la nostra idea di libertà. Come sostenuto da Karl Rahner [cfr. la citazione sopra riportata], forse il più interessante teologo cattolico del Novecento, la libertà, lungi dall’essere la facoltà di operare delle scelte tra diverse opzioni, è anzitutto la facoltà di accettare l’“autentica” e definitiva comprensione dell’essere. In altre parole, per il soggetto, la facoltà di autodeterminarsi è tale solo se implica il riconoscimento della causa prima  – e ultima – che tiene in piedi il sistema, cioè Dio nella prospettiva teologica di Rahner. E cos’è la nostra idea di libertà, il “sei libero soltanto di accettare il modello Occidentale”, se non una traslazione, neanche troppo eclissata, del “sei libero soltanto se accetti Dio”?

Alla fine il criterio che utilizziamo per valutare modelli altrui di esistenza ha la stessa radice onto-teologica che pretendiamo mettere in discussione quando affermiamo il laicismo. Un bel paradosso che, forse, dovremmo avere presente prima di elaborare nuove narrazioni, utili per “restituire forza evocativa all’unico principio in grado di garantire una cornice simbolica di convivenza tra le diverse ideologie: la laicità.” [qui].

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One comment to “Il burkini e i paradossi della libertà.”
  1. Perfettamente d’accordo. Il tentativo francese, ormai sconfessato dal Consiglio di Stato, è infatti stato stigmatizzato dai pensatori più attenti, fra cui Calchi-Novati. La riflessione rimbalza fino al laicismo, e della stessa laicità si può rimettere in discussione la sua presunta non-religiosità. Ma da un punto di vista semplicemente logico, non si può negare la libertà di COSTUME in nome dello stesso principio di LIBERTA’.

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