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	<title>Commenti a: Blogolandia n.13 [cosa dice la rete sul terremoto]</title>
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	<description>Blog collettivo ideato dall'Università Ca' Foscari di Venezia per proporre nuovi modelli di ricerca universitaria</description>
	<lastBuildDate>Wed, 16 May 2012 18:06:42 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: maddalena mapelli</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/blogolandia/2009/04/blogolandia-n11/comment-page-1/#comment-24745</link>
		<dc:creator>maddalena mapelli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 13:44:57 +0000</pubDate>
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		<description>grazie Gigi. Indubbiamente c&#039;è un abisso tra l&#039;informazione ufficiale (carta stampata e tv) e l&#039;informazione in rete. A partire proprio dal post di dadevoti e dania (semplice e drammaticamente esaustivo) fino alle domande inquietanti sui clandestini che forse sarebbero sotto le macerie, ma nessuno li cerca, per finire alle analisi statistiche sulle conversazioni nei social.
La differenza credo stia nella maggiore libertà di espressione. Trovo infatti che, contrariamente a quello che si può pensare, ci sia notevole professionalità e intelligenza in quello che ho letto in rete, seguendo i tuoi link. 
La differenza insomma non è la maggiore o minore professionalità, ma la possibilità di esprimersi più liberamente e di non essere sottoposti a nessuna censura di carattere editoriale o politico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie Gigi. Indubbiamente c&#8217;è un abisso tra l&#8217;informazione ufficiale (carta stampata e tv) e l&#8217;informazione in rete. A partire proprio dal post di dadevoti e dania (semplice e drammaticamente esaustivo) fino alle domande inquietanti sui clandestini che forse sarebbero sotto le macerie, ma nessuno li cerca, per finire alle analisi statistiche sulle conversazioni nei social.<br />
La differenza credo stia nella maggiore libertà di espressione. Trovo infatti che, contrariamente a quello che si può pensare, ci sia notevole professionalità e intelligenza in quello che ho letto in rete, seguendo i tuoi link.<br />
La differenza insomma non è la maggiore o minore professionalità, ma la possibilità di esprimersi più liberamente e di non essere sottoposti a nessuna censura di carattere editoriale o politico.</p>
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