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	<title>Ibrid@menti &#187; Giofilo</title>
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	<description>Blog collettivo ideato dall'Università Ca' Foscari di Venezia per proporre nuovi modelli di ricerca universitaria</description>
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		<title>Silvio Berlusconi in rete, una prima analisi di reputazione online</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 15:06:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giofilo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[[questo post è stato pubblicato inizialmente su onlinereputation.it, blog del progetto BuzzReader] &#160; &#160; In quest&#8217;occasione abbiamo sondato, archiviato, ordinato la mole di informazioni (di varia origine, dai forum ai blog, dai video ai messaggi pubblici tra utenti) presenti in rete, in cerca di contenuti di qualunque genere o tipo nei quali viene citato il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[questo post è stato pubblicato inizialmente su <a href="http://www.onlinereputation.it">onlinereputation.it</a>, blog del progetto BuzzReader]</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p><img src="http://www.gazzettino.it/MsgrNews/HIGH/20090618_berlusconi-silvio4.jpg"></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">In quest&#8217;occasione abbiamo sondato, archiviato, ordinato la mole di informazioni (di varia origine, dai forum ai blog, dai video ai messaggi pubblici tra utenti) presenti in rete, in cerca di contenuti di qualunque genere o tipo nei quali viene citato il Presidente del Consiglio <strong>Silvio Berlusconi</strong>. Abbiamo considerato le pagine pubblicate nell&#8217;arco degli ultimi 12 mesi (fino al 5/7/2009). Dal campo della ricerca sono state escluse le fonti privilegiate dell&#8217;informazione (i siti web dei maggiori quotidiani) per far emergere il più possibile le comunicazioni spontanee tra gli utenti, le opinioni diffuse autonomamente in rete.<br />
Si deve precisare tuttavia che l&#8217;indagine effettuata non ha alcun connotato politico, il contenuto testuale viene raccolto, analizzato e catalogato <em>automaticamente</em> dalla piattaforma <a href="http://www.buzzreader.it/piattaforma.html">BuzzReader Engine</a>. La scelta di approfondire alcuni temi piuttosto che altri è dettata principalmente dalla facilità a sussumere un certo tipo di comunicazioni e di enunciati (alla massiccia ricorrenza, come nel caso del thread &#8220;Obama&#8221;, di talune espressioni; alla rapida ed elementare disambiguazione di certe parole, ecc).</p>
<p style="text-align: justify;">Iniziamo con la visualizzazione dei principali temi che occorrono contestualmente al nome di Silvio Berlusconi in rete.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-171" title="secno1" src="http://www.onlinereputation.it/wp-content/uploads/2009/07/secno1.png" alt="secno1" width="500" height="607" /></p>
<p>Rielaboriamo in una &#8216;torta&#8217; gli stessi dati:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-174" title="primo" src="http://www.onlinereputation.it/wp-content/uploads/2009/07/primo.png" alt="primo" width="545" height="501" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ognuno di questi &#8216;thread&#8217; consta di un certo numero di messaggi commenti abstract (19461, per &#8220;Noemi Letizia&#8221;) scaricati da BuzzReader Engine; per ciascun &#8216;thread&#8217; possiamo più o meno rapidamente estrarre la sintesi dei temi collegati. Per esempio, il thread <strong>&#8220;Leggi</strong>&#8221; lo si può sezionare in questo modo:</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-178" title="leggi" src="http://www.onlinereputation.it/wp-content/uploads/2009/07/leggi.png" alt="leggi" width="500" height="357" />Significa che nei documenti in cui si parla di <em>leggi</em> e in concomitanza con <em>Silvio Berlusconi</em> si trattano questi temi. Sull&#8217;asse delle ascisse si trovano le ricorrenze: questo vuol dire che in una singola pagina possono essere argomentati tutti e otto i temi, oppure uno soltanto; &#8220;legge elettorale&#8221; ad esempio corrisponde a un set di parole chiave considerate equivalenti, o sinonimi &#8211; &#8220;porcata&#8221;, &#8220;porcellum&#8221;, &#8220;proporzionale&#8221;, &#8220;maggioritario&#8221;, &#8220;referendum&#8221; ecc.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il thread <strong>&#8220;Milan&#8221;</strong>.<br />
Sono qui mostrati i nomi propri e di squadre italiane che più ricorrono nei documenti web in cui si discetta (o si sproloquia) di Milan, Calcio e Berlusconi.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-180" title="milan" src="http://www.onlinereputation.it/wp-content/uploads/2009/07/milan.png" alt="milan" width="546" height="528" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il thread<strong> &#8220;Obama&#8221;</strong> raggruppa 16443 documenti, commenti o abstract di video, dove le parole più espressioni più ricorrenti adoperate dagli utenti sono:<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-199" title="obama1" src="http://www.onlinereputation.it/wp-content/uploads/2009/07/obama1.png" alt="obama1" width="500" height="457" /></p>
<p>Ora, trasversalmente, intercettiamo quali sono i nomi propri nei dintorni del nostro soggetto (&#8220;Berlusconi&#8221;, o &#8220;Silvio Berlusconi&#8221;) appartenenti al mondo politico (sono stati esclusi infatti i pur numerosi Prodi, Craxi, Gelli, etc )</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-184" title="politici-connessi" src="http://www.onlinereputation.it/wp-content/uploads/2009/07/politici-connessi.png" alt="politici-connessi" width="500" height="557" /></p>
<p style="text-align: left;">Infine, un elenco delle maggiori fonti: i siti che più argomentano su Silvio Berlusconi.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-186" title="topurl1" src="http://www.onlinereputation.it/wp-content/uploads/2009/07/topurl1.png" alt="topurl1" width="486" height="856" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.buzzreader.it">BuzzReader.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nucleare paura e compagnia bella &#8211; riassunto delle puntate precedenti</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/angoli/2009/05/nucleare-paura-e-compagnia-bella-riassunto-delle-puntate-precedenti/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 20:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giofilo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Angoli]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Muriano]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il flirt Berlusconi Sarkozy che, a molti, era sembrata soltanto una mossa politica, pare che in questo paese il volere referendario sia ormai una sciocchezza: nel novembre &#8217;87 il referendum abrogativo ricevette, nei tre quesiti relativi al &#8216;nucleare&#8217;, un sì, in media quasi l&#8217;80% votò per la dismissione degli impianti. Si dirà che, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il flirt Berlusconi Sarkozy che, a molti, era sembrata soltanto una mossa politica, pare che in questo paese il volere referendario sia ormai una sciocchezza: nel novembre &#8217;87 il referendum abrogativo ricevette, nei tre quesiti relativi al &#8216;nucleare&#8217;, un sì, in media quasi l&#8217;<strong>80% </strong>votò per la dismissione degli impianti.</p>
<p>Si dirà che, con la paura irradiata dalla Bielorussia &#8211; e qualcosa più della paura &#8211; si votò d&#8217;impulso: a sentir la parola Chernobyl la mano si mosse da sé.</p>
<p>Finora però &#8211; oltre alle conseguenze tratte da disastri umani e naturali, rispetto alla presenza di strutture a rischio  &#8211; vi sono studi che, se non in assoluto, dovrebbero innescare il <strong>principio di precauzione </strong>nei meandri populistici.</p>
<p>Nel 2007 in Germania per la prima volta si ha un&#8217;evidenza statistica dell&#8217;incremento di <strong>leucemie</strong> nelle popolazioni intorno alle centrali. Lo studio diretto dal Bfs è pioniere in questo senso non perché i precedenti dimostravano il contrario: semplicemente non c&#8217;erano precedenti, si è accuratamente evitato di indagare se il nucleare forse <em>effettivamente</em> inquinante o meno. Perché?<br />
Gli studi sugli effetti molecolari dicono che l&#8217;emissione intorno alle centrali è poco importante, non tale da giustificare l&#8217;insorgere del male. Curiosamente questa è anche la sostanza della replica a quei risultati. Il ragionamento: statisticamente ti diamo ragione, abitare nei dintorni può essere il motivo per cui ti ammali di <strong>leucemia.</strong> Ma a noi non interessa. Perché il tuo studio mostra il collegamento tra le due &#8211; malattia e nucleare &#8211; ma non svela il perché. Nessun nesso causa-effetto, solo la &#8216;certezza&#8217; statistica dell&#8217;influenza. Quindi è poco interessante. Quindi non finanzieremo ricerche analoghe.</p>
<p>Negli ultimi vent&#8217;anni si contano decine di medi e piccoli incidenti &#8211; ma non in Paesi sprovveduti, &#8211; nel &#8217;97 un treno tedesco pieno di scorie deraglia; nel &#8217;99 fuga radioattiva a Cruas Meysse, poi ancora in Francia a Tricastin, in Giappone 115 contaminati gravi e 300.000 allertati a non lasciare la propria abitazione; nel 2001 esplosione e incendio dell&#8217;impianto tedesco di Brunsbuettel; l&#8217;estate scorsa invece, ancora a Tricastin, qualche stilla di Uranio nelle acque fluviali: nessun problema per il governo; però evitate, assolutamente, di pescare, di abbeverarvi, di fare il bagno.</p>
<p>Chiacchieravo settimane fa con un volontario che si occupa dei trasporti di beni di prima necessità in Bielorussia. Molti bambini da quelle parti devono sperare in un&#8217;adozione temporanea per disintossicarsi dalle radiazioni, pur vivendo al di là del limite di contaminazione. Gli stessi bambini si nutrono con ortaggi coltivati al di qua (più avanti il fantasma radioattivo di Chernobyl) eppure quegli ortaggi fanno scattare le lancette dei rilevatori; sono passati vent&#8217;anni e quei bimbi devono sperare nella buona azione di uno straniero per respirare alcuni mesi ossigeno buono, sperando che il loro organismo resista (sono passati 22 anni dal disastro, si sa poco delle conseguenze: c&#8217;è però chi parla di 20 generazioni contaminate: 2000 anni di modificazioni genetiche che porteranno chi sa dove).</p>
<p>Da ieri, con 142 favorevoli e 105 contrari, in spregio della volontà referendaria e <strong>popolare</strong> andiamo gloriosamente in quella direzione.</p>
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		<title>La vostra reputazione online</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/prima-pagina/2009/05/la-vostra-reputazione-online/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 10:45:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giofilo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[BuzzReader]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Muriano]]></category>
		<category><![CDATA[online reputation]]></category>

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		<description><![CDATA[A.  L&#8217;origine è dal latino putare e, tra le tante, è l&#8217;accezione di &#8216;recidere&#8217; i rami inutili da una pianta che dà a reputazione il senso di sfoltita, delle molte opinioni su un soggetto, per estrarne, sceverando, la sintesi del giudizio. Onesto o disonesto, sincero o mendace, affidabile o meno. Naturalmente con i mezzi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em></em></p>
<p style="text-align: center;">A. </p>
<p>L&#8217;origine è dal latino putare e, tra le tante, è l&#8217;accezione di &#8216;recidere&#8217; i rami inutili da una pianta che dà a <em>reputazione </em>il senso di sfoltita, delle molte opinioni su un soggetto, per estrarne, sceverando, la sintesi del giudizio. Onesto o disonesto, sincero o mendace, affidabile o meno.</p>
<p>Naturalmente con i mezzi di comunicazione di massa il concetto di reputazione ha forme complesse e mobili, con una differenza netta però tra media piramidali, come quello televisivo, dove l&#8217;irradiazione è vigilata dal potere politico in certa misura e dagli organi di garanzia, e media sostanzialmente orizzontali come internet, dove il singolo è cellula indipendente e dicente, difficile da identificare, raggiungere, dissuadere con gli strumenti giudiziari o con metodi assai più silenziosi. Il controllo e la consapevolezza della propria reputazione è difficile.<br />
La complessità si traduce nella difficoltà ad operare quella &#8216;sfoltita&#8217; &#8211; sintesi dell&#8217;enorme, multiforme, multicanale massa di informazioni &#8211; allo scopo di recepire:</p>
<p>a) <em>In che termini </em>si parla in rete di un soggetto<br />
b) <em>Dove </em>se ne parla<br />
c) Quanti ne parlano positivamente e quanti negativamente.<br />
d) Quali delle fonti sono poco raggiungibili dagli utenti; quali invece sono punti nodali, visibili, probabilmente oggetto di molti accessi, che diffondono dunque la reputazione del soggetto a un pubblico vasto, attivo.</p>
<p style="text-align: center;">B.</p>
<p>Andiamo dall&#8217;astrazione alle pratiche. In questi anni sono stati immessi sul mercato <em>software </em>e <em>servizi</em> di reputazione online che eseguono per l&#8217;appunto quella &#8216;sfoltita&#8217; e producono &#8211; spesso in modo non automatico, quindi con l&#8217;operazione tutta umana di lettura delle informazioni &#8211; un documento di sintesi (<em>report</em>). <br />
Analisi quantitative dunque - per sussumere, ordinare l&#8217;informità &#8211; e analisi qualitative di singoli <em>post</em>, pagine, video, libri online, tutto ciò ch&#8217;è testo decifrabile, trovano il connubio ideale per raccontare &#8216;cosa si dice sulla rete&#8217; di persone, temi, marchi aziendali, partiti politici ecc.</p>
<p style="text-align: center;">C. </p>
<p>Nell&#8217;ultimo anno ho lavorato in un team ad un progetto di questo tipo; la mia idea di analisi e sintesi delle informazioni, una sorta di algoritmo, è passato per le mani di ingegneri e finanziatori: insieme, da pochissimo, abbiamo reso disponibile il servizio.</p>
<p>Il sistema <a href="http://www.buzzreader.it/">BuzzReader</a> esplora, rileva, ordina, categorizza parole, nomi, frasi, concetti di media complessità catturati all&#8217;interno di pagine web, blog, siti di informazione, aggregatori di materiale audiovisivo (you tube ecc), libri archiviati online via google, motori di ricerca di community e forum.</p>
<p>La nostra piattaforma, attualmente remota, residente su un server statunitense, archivia gran parte della massa testuale di informazioni online (sempre rispetto a quel criterio, o algoritmo) producendo in modo automatico una sintesi. Dopodiché i documenti segnalati come interessanti (in base a un set di parole chiave) vengono scorsi da un gruppo di lettori, per poi produrre un rapporto qualitativo, a complemento del primo automatizzato/quantitativo. Da questi due approcci viene il report finale sulla <em>reputazione online</em> del nostro soggetto.</p>
<p style="text-align: center;">D.</p>
<p>Accludo una parziale indagine quantitativa (realizzata dunque senza lettura di documenti, in modo automatico da BuzzReader Engine ®), il cui oggetto:</p>
<p> </p>
<p><strong>&#8220;La percezione del problema elettrosmog da parte degli utenti internet&#8221;</strong></p>
<p><em>si tratta di un tema vasto e complesso, ne diamo qui una prima analisi.</em></p>
<p>1.</p>
<p>Estrazione da <br />
<img src="http://www.buzzreader.it/report-demo/dati-fonti.JPG" alt="" /></p>
<p> </p>
<p>2.</p>
<p>Vista preliminare (non sviluppata) sulle parole ricorrenti:</p>
<p><img src="http://www.buzzreader.it/report-demo/tag-radiografia.JPG" alt="" /></p>
<p> </p>
<p>3.<br />
Sviluppo. Macrotemi: nelle pagine/siti in cui è trattato l&#8217;argomento &#8220;elettrosmog&#8221;, si parla principalmente di:</p>
<p><img src="http://www.buzzreader.it/report-demo/macrotemi_r.jpg" alt="" /></p>
<p> </p>
<p>4.<br />
Sviluppo. Quali apparecchi inquinano:</p>
<p><img src="http://www.buzzreader.it/report-demo/in_relazione_a_r.jpg" alt="" /></p>
<p> </p>
<p>5.<br />
Tra le &#8220;word-concept&#8221; più diffuse, quelle legate a Radio Vaticana:<br />
Overview preliminare (non sviluppata):</p>
<p><img src="http://www.buzzreader.it/report-demo/vaticana-esploso.JPG" alt="" /></p>
<p> </p>
<p>6.<br />
Sviluppo. Le soluzioni più citate (&#8220;schermature&#8221;)  sono:</p>
<p><img src="http://www.buzzreader.it/report-demo/soluzioni_r.jpg" alt="" /></p>
<p> </p>
<p>7.<br />
Sviluppo. Di quali forme di inquinamento si discute maggiornamente in rete:</p>
<p><img src="http://www.buzzreader.it/report-demo/inquinamento_global_r.jpg" alt="" /></p>
<p> </p>
<p>8.<br />
Le url in cui riccorrono in maggior numero le &#8220;word-concept&#8221; per elettrosmog</p>
<p><img src="http://www.buzzreader.it/report-demo/fonti-priv.jpg" alt="" /></p>
<p> </p>
<p><em>sito <a href="http://www.buzzreader.it" target="_blank">www.buzzreader.it</a><br />
blog <a href="http://www.onlinereputation.it" target="_blank">onlinereputation.it</a></em></p>
<p><em></em><em></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>citizen media a roma il 23 giugno</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 13:28:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giofilo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla rete]]></category>
		<category><![CDATA[citizen journalism]]></category>
		<category><![CDATA[citizen media]]></category>
		<category><![CDATA[citmediait09]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Il gap tradizionale tra media &#8216;professionali&#8217; e la crescente folla di cyber‐dilettanti va sempre più restringendosi, e anzi si assiste a un miscuglio continuo di fonti e testate, punti di vista e discussioni. Un circolo virtuoso che connette costantemente il locale con il globale, arricchita dalla conversazione aperta e verificata dall&#8217;intelligenza collettiva della rete. Oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-3895 aligncenter" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2009/04/cm-it.png" alt="cm-it" width="80" height="80" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em><em>&#8220;Il gap tradizionale tra media &#8216;professionali&#8217; e la crescente folla di cyber‐dilettanti va sempre più restringendosi, e anzi si assiste a un miscuglio continuo di fonti e testate, punti di vista e discussioni.<br />
Un circolo virtuoso che connette costantemente il locale con il globale, arricchita dalla conversazione aperta e verificata dall&#8217;intelligenza collettiva della rete. Oltre che amplificata da una varietà di media e siti, redazioni<br />
ed editor virtuali, traduttori che la ricontestualizzano altrove.&#8221; </em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un estratto del manifesto di<a href="http://www.citizenmedia.it"> Citizenmedia.it</a> che si puo&#8217; leggere per intero<a title="Citizenmedia.it" href="http://www.citizenmedia.it/?p=129"> qui </a>[e' breve, tranquilli ;-)]</p>
<p style="text-align: justify;">La proposta è di incontrarsi a <strong>ROMA il 23 giugno 2009</strong> per discuterne e  provare a costruire un network che raggruppi le esperienze italiane.<br />
Per informarsi, iscriversi, unirsi, criticare  potete scriverci a info@citizenmedia.it oppure usare <a title="Partecipa a citizen media" href="http://www.citizenmedia.it/?page_id=488">questo form</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Obama e la colpa metafisica</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/angoli/2009/04/obama-e-la-colpa-metafisica/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 20:06:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giofilo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Angoli]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Muriano]]></category>

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		<description><![CDATA[Obama assolve la CIA per le torture ai prigionieri nelle zone di guerra al terrorismo – suolo americano compreso – donne e uomini svegliati bruscamente nel cuore della notte più e più volte, fino all&#8217;alba, come ai tempi del Reich, messi con la testa sott&#8217;acqua, al freddo, a rabbrividire fino alla morte, o quasi – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Obama assolve la CIA per le torture ai prigionieri nelle zone di guerra al terrorismo – suolo americano compreso – donne e uomini svegliati bruscamente nel cuore della notte più e più volte, fino all&#8217;alba, come ai tempi del Reich, messi con la testa sott&#8217;acqua, al freddo, a rabbrividire fino alla morte, o quasi – non è chiaro quanti di questi &#8220;prigionieri di guerra&#8221; siano morti a tutti gli effetti e non soltanto nella loro dignità, in seguito agli &#8220;interrogatori&#8221;.<br />
   Stiamo parlando, non dimentichiamolo, degli Stati Uniti, che storicamente hanno praticato il terrorismo indisciplinatamente – contro tutte le norme internazionali – e sono stati condannati dal Tribunale internazionale, per intenderci lo stesso a cui Milosevic dovette rispondere dei suoi crimini, ma allora, per quella storia del Nicaragua, negli anni &#8217;80, quando fecero decine di migliaia di morti con operazioni militari e paramilitari a sostegno, come accadeva in quel periodo, del proprio candidato nello staterello sudamericano di turno, gli Stati Uniti rigettarono la sentenza, per poi rifiutare e insabbiare con un veto la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU. Cioè l&#8217;accusato si auto-assolse.<br />
   &#8221;El Salvador ne è un esempio drammatico. Gli anni ottanta si aprirono con l&#8217;assassinio di un arcivescovo e terminarono con l&#8217;uccisione di sei importanti intellettuali gesuiti. Così l&#8217;esercito americano sconfisse la teologia della liberazione.<br />
   Un aspetto interessante della nostra comunità intellettuale è che nessuno ne sa niente. Se forze appoggiate dai russi, armate dai russi, addestrate dai russi avessero assassinato in Cecoslovacchia sei intellettuali di spicco e un arcivescovo, lo avremmo saputo. Avremmo conosciuto i loro nomi e letto i loro libri. Potete fare, però, un piccolo esperimento: scoprite, tra le persone istruite che conoscete, quanti conoscono almeno i nomi di quegli intellettuali gesuiti, importanti intellettuali latinoamericani uccisi da forze speciali armate e addestrate da noi [statunintensi], o dell&#8217;arcivescovo, o delle altre settantamila vittime, che per la maggior parte, come al solito, erano contadini. &#8221; Si legge in Dopo l&#8217;11 settembre. Potere e terrore di Noam Chomsky, ma anche in rete con un po&#8217; di pazienza e ricerca. Sono fatti ovvi, e l&#8217;ovvietà sta nel fatto che sono documentati. Entrano cioè nella Storia, allo stesso modo dei fatti dell&#8217;11 settembre, così come la recessione che stiamo vivendo, così come le atrocità del &#8217;900, anche se, naturalmente, pure in questi campi minati della Storia si presentano puntuali i &#8220;negazionisti&#8221;.<br />
   Ricordare non è demonizzare, ricordare i milioni di morti vietnamiti insieme naturalmente ai militari americani (di cui le stime, i nomi, la ritualità nazionale commemora e incide sulla pietra soltanto i secondi). Ricordare i morti di fame in India, a milioni, sotto l&#8217;imperialismo britannico che ben conosciamo ma che seppelliamo a mo&#8217; di &#8220;storia vecchia&#8221;.<br />
   Ricordare i 151.000 morti civili in Iraq (indagine OMS, di un anno fa) quindi centinaia di migliaia di donne e uomini, come noi, che andavano al mercato, dal parrucchiere, a scuola e un ordigno oppure un proiettile li ha strappati al quotidiano, ai loro cari. Ricordare i 2974 morti l&#8217;11 settembre. E che i morti hanno pari dignità, tra oriente e occidente.<br />
   Tornando al presente, la nuova politica di Obama, con le inedite aperture verso Cuba, verso oriente (vedi Turchia, Iran) e i rapporti morbidi, di dialogo anche con l&#8217;Europa segna un punto di svolta e, si spera, di non ritorno.<br />
   Ma per &#8220;affrontare un capitolo buio e doloroso&#8221;, come dichiara Obama oggi, non è possibile passare sopra le atrocità, anche commesse da &#8221;coloro che hanno fatto il loro dovere in buona fede basandosi sui consigli legali del dipartimento della Giustizia&#8221;, cioè che hanno massacrato, torturato, leso i Diritti dell&#8217;Uomo nella maniera più intollerabile per un paese che vuole &#8220;esportare la democrazia&#8221;.<br />
   Posso capire l&#8217;indulgenza verso gli ultimi, i soldati, i carcerieri che hanno pedissequamente (ma è tutto da vedere) portato a termine degli ordini. (In primo luogo, indulgenza non significa assoluzione generale e sconclusionata, che viene oggi invocata).<br />
   Ma se anche fosse, che l&#8217;ultima ruota del carro, o del carrarmato, venisse sollevata dalle proprie colpe giuridiche e politiche, i capi dell&#8217;esercito invece, i dirigenti CIA, i decisori che hanno reso possibile quel «terrorismo» e quelle lesioni di ordine psichico e fisico nei confronti, anche, di innocenti, perché mai dovrebbero ricevere l&#8217;assoluzione? Perché i gerarchi di ogni guerra e di ogni crimine internazionale (eccetto le superpotenze occidentali) hanno pagato di fronte ai tribunali internazionali, come lo stesso Saddam Hussein, e questi signori, questi massacratori devono essere assolti in nome di uno smemorante mutamento della politica statunitense? Sempre se ho capito bene, se abbiamo capito bene&#8230;<br />
   Karl Jaspers in &#8220;La questione della colpa. Sulla reponsabilità politica della Germania&#8221;, distingue quattro elaborazioni intellettuali della colpa: c&#8217;è un senso giuridicico di intenderla, ovvero come trasgressione della legge di uno stato; c&#8217;è poi una determinazione politica della colpa, perché ognuno ha una infinitesima ma cruciale parte di reponsabilità per le scelte del proprio governo; c&#8217;è una colpa morale, di fronte al tribunale della propria coscienza; c&#8217;è infine una colpa metafisica, da parte di chi non si oppone alle ingiustizie e alle malvagità di cui è a conoscenza, al di là degli ordini e delle regole che ci siano per vincolarlo a non intervenire.<br />
   Ebbene da quali di queste colpe e da quali reponsabilità Barack Obama libera se stesso, il suo popolo e i presidenti che lo hanno preceduto? Quali di queste deve essere insabbiata, asfaltata per procedere verso il nuovo &#8220;cammino di speranza&#8221;? Si può davvero fondare una svolta politica sull&#8217;immunità per le torture commesse, sull&#8217;impunità per la lesione dei più fondamentali Diritti dell&#8217;Uomo?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>pubblicato anche qui: <a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/04/19/17329/">La poesia e lo spirito</a></p>
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		<title>Federica: open access per davvero</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 19:37:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giofilo</dc:creator>
				<category><![CDATA[2.0 per tutti]]></category>
		<category><![CDATA[elearning]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Open&#8221;  e &#8220;Free&#8221; sono i nuovi  paradigmi  della conoscenza: dall&#8217;open source software all&#8217;open hardware (ad es. l&#8217;italianissimo  Arduino). In Italia, in ambito universitario, si parla molto di &#8220;open access&#8221; e dopo le dichiarazioni di Budapest, Berlino e Messina, si comincia a fare qualcosa (a Torino ad esempio è partito AperTo), ma oltre a rendere &#8220;open&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Open&#8221;  e &#8220;Free&#8221; sono i nuovi  paradigmi  della conoscenza: dall&#8217;open source software all&#8217;open hardware (ad es. l&#8217;italianissimo  <a title="Arduino" href="http://www.arduino.cc/">Arduino</a>). In Italia, in ambito universitario, si parla molto di &#8220;open access&#8221; e dopo le dichiarazioni di <a title="Open Access Budapest" href="http://www.soros.org/openaccess/read.shtml">Budapest</a>, <a title="Berlino" href="www.zim.mpg.de/openaccess-berlin/BerlinDeclaration_it.pdf">Berlino</a> e <a title="Dichiarazione di Messina" href="www.aepic.it/conf/index.php?cf=1">Messina</a>, si comincia a fare qualcosa (a Torino ad esempio è partito <a title="Aperto Unito" href="http://aperto.unito.it/">AperTo</a>), ma oltre a rendere &#8220;open&#8221; i risultati delle ricerche  (open access) è importante dare agli studenti la possibilita&#8217; di accedere alla risorse didattiche. L&#8217;esperienza del MIT con il progetto <a title="OCW Mit" href="http://ocw.mit.edu/OcwWeb/web/home/home/index.htm">OCW</a> ha dimostrato che il valore della didattica universitaria non sta nei materiali: grazie ai rapporti dell&#8217;OECD, al coordinamento dell&#8217;UNESCO e ai finanziamenti della William and Flora Hewlett, il movimento Open Education Resources si sta ampliando, coinvolgendo prestigiose Università in tutto il mondo.</p>
<p>In Italia, il <a title="Federica" href="http://www.federica.unina.it">progetto Federica </a>dell&#8217;<a title="Univ Napoli" href="http://www.unina.it">Università di Napoli,</a> dopo 5 anni di ricerca e innovazione, si presenta in questi giorni con il lancio di nuove funzioni e la disponibilità di oltre 100 corsi per tutte le 13 facoltà.  Il Rettore Guido Trombetti, parla di &#8220;mission di Università pubblica&#8221;, come stimolo alla rimozione &#8220;di qualsiasi software e limitazione all&#8217;accesso del sapere.&#8221;</p>
<p>I materiali,  più di 2000 lezioni, oltre 1600 documenti,  300 video e  600 podcast sono a disposizione degli studenti (e del mondo intero) per il ripasso e per l&#8217;approfondimento  attraverso la Living Library (600 siti selezionati dai   docenti).</p>
<p>La diffusione di conoscenza aperta attraverso le  Risorse Educative Aperte, significa anche diffusione e promozione di una lingua e di una cultura  nel mondo:  in Cina il <a title="CORE" href="http://www.core.org.cn/en/index.htm">CORE project</a> ha aderito al gia&#8217; citato  OCW, e noi cosa aspettiamo?</p>
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		<title>Ancora SCUOLA. Parla un dirigente scolastico di una scuola elementare.</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 16:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giofilo</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Università del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[riforma]]></category>
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		<description><![CDATA[[ Il decreto legge sull'Università approvato oggi mentre le proteste dell'onda continuano. Leggi gli aggiornamenti anche su  vaui.it,  Venezia vs 133, Project Global, Radio Ca' Foscari, Raduni, IUAV - spazio studenti, ateneinrivolta]     Ho chiesto a titolo di favore a Stefania Pizzuti, dirigente scolastico di una scuola primaria della provincia di Milano, di delineare in poche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>[ </em><a href="http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-6/provvedimenti/provvedimenti.html"><em>Il decreto legge sull'Università approvato oggi</em></a><em> mentre </em><a href="http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-6/cortei-7nov/cortei-7nov.html"><em>le proteste dell'onda continuano</em></a><em>. Leggi gli aggiornamenti anche su </em><a href="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/11/dsc_0039-22.jpg"><em> </em></a><a href="http://www.vaui.it/"><em>vaui.it</em></a><em>,  </em><a href="http://veneziavs133.blogspot.com/"><em>Venezia vs 133</em></a><em>, </em><a href="http://www.globalproject.info/art-17523.html"><em>Project Global</em></a><em>, </em><a href="http://www.radiocafoscari.it/"><em>Radio Ca' Foscari</em></a><em>, </em><a href="http://raduni.wordpress.com/"><em>Raduni</em></a><em>, </em><a href="http://www.iuav.it/studenti/spazio-stu/ATTIVITA-/progetti-i/Iniziative/index.htm"><em>IUAV - spazio studenti</em></a><em>, </em><a href="http://ateneinrivolta.org/"><em>ateneinrivolta</em></a><em>]</em></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Ho chiesto a titolo di favore a Stefania Pizzuti, dirigente scolastico di una scuola primaria della provincia di Milano, di delineare in poche righe quella che a suo avviso è la reale situazione, o meglio: sarà (in un futuro che molti si sarebbero augurati essere solo nella &#8220;fantascuola&#8221; dell&#8217;immaginario dei politici coinvolti in questa manovra) del sistema scuola, in particolare di quello che rappresenta per noi, si è più volte detto, un caso di eccellenza in Europa, la scuola primaria. In generale, forse a questa Europa, a questo mito adulterino e a questa &#8220;unione di fatto&#8221; di politiche sociali ed esigenze diverse, in un amalgama-Europa di riferimento, non possiamo credere più di tanto, anche dal momento che il mito, si sa, si presta a molte interpretazioni, e poi ognuno agita la bandiera europea e le cifre e le percentuali a modo suo. Qualcuno continua ad asserire che spendiamo troppo in istruzione. Un dato comunque suggestivo è nelle cifre percentuali OCSE del rapporto annuale sull&#8217;istruzione (è facile cadere nel vizio dei numeri, sì) reperibili <a href="http://www.garamond.it/index.php?pagina=380" target="_blank">qui</a>.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>Sul tempo pieno</strong></p>
<p>Sul &#8220;tempo pieno&#8221; è stato detto tanto, anche troppo ma senza disvelarne la vera sostanza, quella che ha consentito alla scuola primaria  (ex elementare) di praticare una didattica dell&#8217;accoglienza, dell&#8217;ascolto, del rispetto del patrimonio personale di ciascuno (emozioni, sentimenti, passioni, &#8220;intelligenze&#8221;)  da poter anche condividere mentre si costruiscono le conoscenze.</p>
<p>Il tempo nell&#8217;apprendimento non è una variabile indipendente; esso è strettamente correlato agli obiettivi che la scuola persegue; una scuola che intende trasmettere nozioni non ha bisogno di tempi lunghi: si trasportano contenuti da un contenitore pieno ad uno presunto vuoto!</p>
<p>Una scuola che , invece, mira a promuovere lo sviluppo del potenziale individuale  necessita di tempi &#8220;distesi&#8221; attraverso i quali ogni bambino/ragazzo , con il supporto di adulti competenti, è portato ad esprimere il meglio di sé in tutte le dimensioni di sviluppo: socio-relazionale,  emotivo-affettiva, cognitiva&#8230;</p>
<p>Il tempo pieno organizzato conformemente alle disposizioni della legge istitutiva degli anni ‘70 ( L. 820 / 1971),  ha consentito alla scuola italiana di essere una scuola inclusiva dove ognuno (alunni eccellenti, alunni con disturbi dell&#8217;apprendimento, alunni disabili, alunni stranieri, ecc.)  ha avuto la possibilità di trovare un proprio spazio per crescere formandosi e acquisendo conoscenze. L&#8217;articolazione di un modello di scuola a tempo pieno , consolidatosi nel corso degli anni ed ancora oggi diffuso  in gran parte delle  scuole del Nord ed in particolare nella nostra Regione con punte elevate nella nostra provincia prevede un tempo-scuola settimanale di 40 ore in cui<strong> due insegnanti intervengono, <span style="text-decoration: underline;">con la medesima responsabilità educativa,</span> nella stessa classe con un orario di insegnamento di 22 ore settimanali  ciascuno, con alternanza quotidiana tra mattino e pomeriggio. La giornata scolastica, pertanto,  comprensiva anche di un tempo dedicato al pranzo e ad un intervallo che precede la ripresa delle lezioni pomeridiane, si snoda tra azioni didattiche di uguale valore formativo che attengono sia all&#8217;apprendimento disciplinare sia alla costruzione di competenze nelle varie dimensioni dello sviluppo : emotivo-affettiva, socio-relazionale, dell&#8217;autonomia. </strong>La condizione  imprescindibile è che ciascuno dei due insegnanti si occupi in maniera competente di un ambito disciplinare ( linguistico-espressivo o matematico-scientifico ); l&#8217;aggregazione delle varie discipline  in un determinato ambito è definita dal Collegio dei Docenti anche sulla base delle competenze manifestate dagli  insegnanti interessati; ( in genere il docente che si occupa dell&#8217;ambito  linguistico-espressivo oltre ad insegnare  lingua italiana<strong> </strong>insegna storia, educazione alla convivenza civile, educazione artistica e musica ; l&#8217;altro insegna matematica, scienze, geografia  ed educazione motoria). <strong>L&#8217;unitarietà dell&#8217;insegnamento,</strong> che va assolutamente garantita, dato che l&#8217;alunno  -   soggetto dell&#8217;apprendimento -  si sviluppa e si evolve secondo un processo unitario pur nella varietà di prestazioni richieste ed espresse,<strong> è assicurata </strong>dal confronto continuo tra i due docenti e con eventuali altri specialisti che intervengono nella classe per un certo numero di ore settimanali ( insegnante di inglese,di Religione cattolica, di sostegno  se nella classe sono inseriti alunni diversamente abili).<strong> </strong>A questo confronto è dedicato , oltre ai momenti informali del  quotidiano contatto , il tempo appositamente previsto della &#8220;programmazione &#8221; ( due ore settimanali in orario non coincidente con i tempi delle lezioni). Questo tempo è anche destinato ad approfondire la conoscenza del singolo alunno, alla ricerca  di strategie didattiche e metodologiche innovative    che diano risposte  adeguate alle esigenze rilevate ed a progettare insieme percorsi didattici alternativi calibrati sui bisogni espressi dagli alunni ( consolidamento e potenziamento di abilità attraverso specifici laboratori, approfondimento di conoscenze, recupero per chi manifesta  difficoltà , ecc) . A tali percorsi è dedicato <strong>il tempo della &#8220;contemporaneità&#8221;,</strong> altro elemento qualificante dell&#8217;organizzazione a tempo pieno: i due insegnanti  contemporaneamente in servizio ( per due volte alla settimana per un totale di 4 ore settimanali) lavorano con gruppi ristretti di alunni con la possibilità di prestare la dovuta attenzione attraverso una mirata modulazione degli interventi.</p>
<p><strong>L&#8217;art. 4 del Decreto 137</strong> ( divenuto legge il 31 ottobre u.s.) in continuità con la L.53 del 2003, prevede un tempo-scuola con caratteristiche assolutamente diverse rispetto a quelle illustrate. Un unico insegnante si occuperà , in orario esclusivamente antimeridiano, delle discipline &#8220;fondamentali&#8221; ( lingua italiana, matematica, storia, geografia, scienze, inglese&#8230;) e un altro insegnante intratterrà nel pomeriggio gli alunni le cui famiglie avranno scelto il tempo lungo di 40 ore settimanali comprensive di mensa.</p>
<p>Cosa si potrà o dovrà fare , chi lo farà e per quanti e  quali alunni è tutto da scoprire; certo è solo che il <strong>tempo pieno</strong> a cui il Ministro dell&#8217;Istruzione del passato Governo ( con apposito articolo nella Legge 176 del 25 / 10 / 2007, per contrastare i dettami della  L.53 del 2003 ,)  aveva ridato dignità  reintroducendolo nella sua specifica struttura con il doppio organico nella classe,<strong> non esiste più.</strong></p>
<p>Riteniamo che la scuola primaria perda così la possibilità di essere veramente la scuola di tutti.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Stefania Pizzuti, Dirigente scolastico del 3° Circolo, Rozzano</p>
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		<title>Anche a Catania si fa Movimento</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 14:47:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giofilo</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Università del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Voci dal movimento]]></category>
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		<category><![CDATA[legge 133]]></category>
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		<description><![CDATA[[VOCI DAL MOVIMENTO Leggi le notizie  da Venezia qui e da Parma qui] La situazione catanese riguardo il movimento studentesco universitario è stata, come per la maggior parte degli atenei, piuttosto controversa. Quando, infatti, la attuale legge 133 (quella dei tagli, del turnover e della trasformazione degli atenei in fondazioni private) era decreto legge 112, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[VOCI DAL MOVIMENTO Leggi le notizie  <a href="http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/10/venezia-si-sveglia-scusate-il-ritardo/">da Venezia qui</a> e <a href="http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/10/non-e-che-linizio-uniprotesta/">da Parma qui</a>]</p>
<p>La situazione catanese riguardo il movimento studentesco universitario è stata, come per la maggior parte degli atenei, piuttosto <em>controversa</em>.</p>
<p>Quando, infatti, la attuale <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm" target="_blank"><strong>legge 133</strong></a> (quella dei tagli, del turnover e della trasformazione degli atenei in fondazioni private) era <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/decreti/08112d.htm" target="_blank">decreto legge 112</a>, eravamo nel mese di giugno. Allora, nessuno ebbe l&#8217;intelligenza di informare e di protestare. Nessuno, se non un gruppo di <a href="http://www.sitosophia.org/progetto/contro-il-tramonto-delluniversita-italiana/" target="_blank">studenti di Filosofia</a>.</p>
<p><a href="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/10/dsc_0558.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1804" title="giù le mani dalla nostra università" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/10/dsc_0558-300x199.jpg" alt="" width="251" height="166" /></a>Oggi le cose sono piuttosto diverse. Contro la legge 133 e il decreto Gelmini, alla faccia di quei rettori-presidi-docenti che non vogliono esporsi trincerandosi in un moderatismo asfissiante, dando una lezione di civiltà ad oscuri personaggi come <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/10/23/%C2%ABvoglio-sentire-il-suono-delle-ambulanze%C2%BB/" target="_blank">Cossiga</a>, in <a href="http://www.giofilo.it/2008/10/22/ritardatarieta-e-universita/" target="_blank">colpevole ritardo</a> ma <em>meglio tardi che mai</em>: <strong>il <a href="http://studenticontrola133catania.blogspot.com/" target="_blank">movimento studentesco</a> è a tutti gli effetti attivo anche a Catania</strong>.</p>
<p>Si organizzano assemblee permanenti in molte Facoltà, cortei pacifici ed <a href="http://www.sitosophia.org/2008/10/sciopero-generale-della-scuola-e-delluniversita/" target="_blank">uno sciopero generale</a> che si prevede numerosissimo per il 30 ottobre.</p>
<p>Venerdì mattina scorso, <strong>Mauro Corsaro</strong>, docente di storia greca di fama nazionale, ha parlato all&#8217;assemblea degli studenti. Giovedì era stato <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fulvio_Tessitore" target="_blank">Fulvio Tessitore</a></strong>, che per caso si trovava a Catania. Entrambi hanno appoggiato in pieno le nostre proteste.</p>
<p>Verso l&#8217;ora di pranzo del venerdì, è partito dalla Facoltà di Lettere e Filosofia <strong>un corteo </strong>semi-autorizzato, allegro e ordinatissimo. Giunti a Scienze Politiche, altri studenti si sono uniti. Ci siamo fermati alle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Centro_fieristico_le_Ciminiere" target="_blank">Ciminiere</a>, dove erano presenti ministri e cariche politiche per un incontro sulla <em>giustizia</em>. Doveva esserci la <strong>Gelmini</strong> ma, naturalmente, ha dato <em>forfait</em>.</p>
<p><a href="http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/10/anche-a-catania-si-fa-movimento/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Nel pomeriggio, si è svolta in Auditorium l&#8217;<strong>assemblea cittadina</strong> organizzata dalla Facoltà di Lingue. I rappresentanti di diversi organi hanno preso parola: docenti di sostegno, precari, ricercatori, docenti di scuola e di università, studenti. In particolare, i discorsi del preside di Lingue, Nunzio Famoso, e di Andrea Manganaro, docente di Letteratura Italiana, sono stati i più densi e giusti. Da quest&#8217;assemblea dovrebbe uscirne, a breve, una mozione unica.</p>

<a href='http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/10/anche-a-catania-si-fa-movimento/attachment/cordone1/' title='Cordone'><img width="135" height="100" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/10/cordone1-135x100.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Cordone" title="Cordone" /></a>
<a href='http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/10/anche-a-catania-si-fa-movimento/attachment/corteo-133_6/' title='Scena del crimine'><img width="135" height="100" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/10/corteo-133_6-135x100.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Scena del crimine" title="Scena del crimine" /></a>
<a href='http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/10/anche-a-catania-si-fa-movimento/attachment/dsc_0558/' title='giù le mani dalla nostra università'><img width="135" height="100" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/10/dsc_0558-135x100.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="giù le mani dalla nostra università" title="giù le mani dalla nostra università" /></a>
<a href='http://www.ibridamenti.com/universita-del-futuro/2008/10/anche-a-catania-si-fa-movimento/attachment/dsc_0671/' title='La città di Bellini è contro la Gelmini'><img width="135" height="100" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/10/dsc_0671-135x100.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="La città di Bellini è contro la Gelmini" title="La città di Bellini è contro la Gelmini" /></a>

<p>Altre immagini del corteo, <a href="http://picasaweb.google.it/movimentostudentescocatania/CorteoDel24Ottobre#" target="_blank">su Picasa</a>.</p>
<p>Altri video, <a href="http://www.youtube.com/view_play_list?p=B5CBF1BB8F40F12D" target="_blank">su Youtube</a>.</p>
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		<title>Più micro-quantità, più macro-qualità</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 13:42:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giofilo</dc:creator>
				<category><![CDATA[2.0 per tutti]]></category>
		<category><![CDATA[Lo specchio]]></category>
		<category><![CDATA[blogging]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[microblogging]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Sull&#8217;evoluzione dei blog se ne sentono tante. L&#8217;ultima nuova sarebbe questa: volete aprire un blog? Lasciate perdere. Il blogging è roba del 2004. Andate su Twitter o Facebook, piuttosto Da un articolo su Wired. Via Apogeonline. Detta brevemente: si pensa che il cosiddetto microblogging e i social network sostituiranno presto il blog vero e proprio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sull&#8217;evoluzione dei blog se ne sentono tante. L&#8217;ultima nuova sarebbe questa:</p>
<blockquote><p>volete aprire un blog? Lasciate perdere. Il blogging è roba del 2004. Andate su Twitter o Facebook, piuttosto</p>
<p style="text-align: right;">Da un <a href="http://www.wired.com/entertainment/theweb/magazine/16-11/st_essay#" target="_blank">articolo su Wired</a>. Via <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/10/22/20/200810222001" target="_blank">Apogeonline</a>.</p>
</blockquote>
<p>Detta brevemente: si pensa che il cosiddetto <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Microblogging" target="_blank">microblogging</a></em> e i <em>social network</em> sostituiranno presto il blog vero e proprio.</p>
<p>Altrettanto brevemente, ecco cosa ne penso: <strong>ben venga tale sostituzione</strong>.</p>
<p>Sono convinto che, per esprimere contenuti di <strong>un certo interesse</strong>, che abbiano <strong>un minimo di argomentazione</strong> e forniti di <strong>una sintassi decente</strong>, sia sempre e comunque necessario <strong>un testo lungo</strong>.</p>
<p>Con il successo anche in Italia di queste nuove e brevissime forme di pubblicazione, spero si attui una sorta di selezione naturale della blogosfera: chi sarà <strong>capace</strong> di tenere attivo un blog, lo farà, e lo farà <strong>seriamente</strong> (come si fa qui, su <em>Ibrid@menti</em>). Chi, invece, preferirà semplicemente aggiornare amici e non amici su &#8220;come si è svolta la sua giornata&#8221;, passerà a <em><a href="http://twitter.com" target="_blank">Twitter</a></em> o altre micro-diavolerie simili.</p>
<div id="attachment_1609" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://geekandpoke.typepad.com/geekandpoke/2008/08/minigeek---ed-6.html" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1609" title="Si twitta di tutto" src="http://www.ibridamenti.com/wp-content/uploads/2008/10/minigeek19.jpg" alt="vignetta di Geek and Poke" width="480" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">vignetta di Geek and Poke</p></div>
<p>I blog ne perderanno in quantità, ma ne guadagneranno in salute e qualità e, forse, le brutte statistiche di <em>Technorati</em> miglioreranno:</p>
<blockquote><p>Alla fine di settembre Technorati ha pubblicato il suo <a href="http://www.technorati.com/blogging/state-of-the-blogosphere/" target="_blank">rapporto sullo stato della blogosfera</a> delineando una situazione già nota tra i ricercatori, ma forse non in questa portata: dei 133 milioni di blog indicizzati dal famoso motore di ricerca, solo 7,4 milioni possono considerarsi attivi e solo 1,5 milioni sono quelli con un aggiornamento almeno settimanale.</p>
<p style="text-align: right;">Da un <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/10/20/01/200810200101" target="_blank">articolo su Apogeonline</a>.</p>
</blockquote>
<p>Il divertente <em><a href="http://www.napolux.com/2008/10/16/dizionario-italiano-twitter-twitter-italiano/" target="_blank">dizionario Italiano-Twitter / Twitter-Italiano</a></em> di Napolux (<a href="http://www.memesphere.it/conversations/176377.html" target="_blank">conversazione memesphere</a>) o il resoconto di Paolo Nori sulla sua <a href="http://www.paolonori.it/modi-di-fare/" target="_blank">folle esperienza con Facebook</a> (<a href="http://www.memesphere.it/" target="_blank">conversazione memesphere</a>), mi confermano quanto questi micro-social-cosi siano al 90% un misto tra puro <em>divertissiment</em> e idiozia cronica. Niente da ridire, per carità: anch&#8217;io, ogni tanto, <em>faccio cinguettii</em> e incontro vecchi compagni di classe su Facebook. <strong>Ma non confondo tutto questo con <em>un bel blog</em>, ecco</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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