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	<title>Commenti a: Più micro-quantità, più macro-qualità</title>
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	<description>Blog collettivo ideato dall'Università Ca' Foscari di Venezia per proporre nuovi modelli di ricerca universitaria</description>
	<lastBuildDate>Wed, 16 May 2012 18:06:42 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Feisbuc e i cazzi altrui &#124; Tommy David</title>
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		<dc:creator>Feisbuc e i cazzi altrui &#124; Tommy David</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 17:13:08 +0000</pubDate>
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		<description>[...] da dire – anche se tutto è sempre di minor conto. Questo blog ha anche da dire la sua, come hanno già fatto molti altri, su Feisbuc stesso, questo fenomeno di cui quasi non afferro le motivazioni [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] da dire – anche se tutto è sempre di minor conto. Questo blog ha anche da dire la sua, come hanno già fatto molti altri, su Feisbuc stesso, questo fenomeno di cui quasi non afferro le motivazioni [...]</p>
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		<title>Di: Giofilo</title>
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		<dc:creator>Giofilo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 09:20:53 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;blockquote&gt;Mi sembra comunque evidente anche il fondo di ironia che connota il post e l’ironia, come sempre, deve essere colta.&lt;/blockquote&gt;

Finalmente! Grazie eventounico... spero che tu non sia stato l&#039;unico ad averla colta ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Mi sembra comunque evidente anche il fondo di ironia che connota il post e l’ironia, come sempre, deve essere colta.</p></blockquote>
<p>Finalmente! Grazie eventounico&#8230; spero che tu non sia stato l&#8217;unico ad averla colta <img src='http://www.ibridamenti.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: eventounico</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/20-per-tutti/2008/10/piu-micro-quantita-piu-macro-qualita/comment-page-1/#comment-23350</link>
		<dc:creator>eventounico</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 10:02:19 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo con tutto ciò che ha detto catepol. 
Mi sembra comunque evidente anche il fondo di ironia che connota il post e l&#039;ironia, come sempre, deve essere colta.
La pluralità di mezzi potrebbe favorire la selezione e quindi anche la qualità del blog. Si.
Tuttavia su questi temi, sui quali leggo da un pò vari dibattiti, si corre il rischio di assecondare una deriva X.0 del mondo.
Una parte considerevole di esso, infatti, è ad uno stadio 0.0, dunque a livello zero di comunicazione. L&#039;interattività non sa nemmeno cosa sia e potrebbe anche atterrirlo o semplicemente non servirgli.
Ciò che trova spazio nei blog è solo una parte minoritaria del pensiero, che sia una minorità di quantità o di qualità è terreno di scoperta. E&#039; difficile che sugli altri media il tema trovi complemento e quindi parziale soluzione, semmai il contrario. Si continuerà, proprio per le caratteristiche di velocità, spaventevole caratteristica, a parlare di ciò che si conosce o, peggio, di ciò che si vuole conoscere. La tecnologia prevarrà. Non c&#039;è dubbio. E&#039; uno dei pochi settori nei quali vale la legge di Say (offerta che crea la domanda). Su quanto ciò sia utile all&#039;uomo ed al suo pensiero mi tengo i miei dubbi.
Complimenti all&#039;autore del post.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con tutto ciò che ha detto catepol.<br />
Mi sembra comunque evidente anche il fondo di ironia che connota il post e l&#8217;ironia, come sempre, deve essere colta.<br />
La pluralità di mezzi potrebbe favorire la selezione e quindi anche la qualità del blog. Si.<br />
Tuttavia su questi temi, sui quali leggo da un pò vari dibattiti, si corre il rischio di assecondare una deriva X.0 del mondo.<br />
Una parte considerevole di esso, infatti, è ad uno stadio 0.0, dunque a livello zero di comunicazione. L&#8217;interattività non sa nemmeno cosa sia e potrebbe anche atterrirlo o semplicemente non servirgli.<br />
Ciò che trova spazio nei blog è solo una parte minoritaria del pensiero, che sia una minorità di quantità o di qualità è terreno di scoperta. E&#8217; difficile che sugli altri media il tema trovi complemento e quindi parziale soluzione, semmai il contrario. Si continuerà, proprio per le caratteristiche di velocità, spaventevole caratteristica, a parlare di ciò che si conosce o, peggio, di ciò che si vuole conoscere. La tecnologia prevarrà. Non c&#8217;è dubbio. E&#8217; uno dei pochi settori nei quali vale la legge di Say (offerta che crea la domanda). Su quanto ciò sia utile all&#8217;uomo ed al suo pensiero mi tengo i miei dubbi.<br />
Complimenti all&#8217;autore del post.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: [APPUNTI]: my 2 cents su Facebook in altre conversazioni : Catepol 3.0</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/20-per-tutti/2008/10/piu-micro-quantita-piu-macro-qualita/comment-page-1/#comment-23009</link>
		<dc:creator>[APPUNTI]: my 2 cents su Facebook in altre conversazioni : Catepol 3.0</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 16:48:40 +0000</pubDate>
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		<description>[...] ho lasciato un commento anche qui da Ibridamenti. Si parlava di blog e microblog. Di spazi propri e spazi altrui. In qualche modo è correlato a [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] ho lasciato un commento anche qui da Ibridamenti. Si parlava di blog e microblog. Di spazi propri e spazi altrui. In qualche modo è correlato a [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Giorgio  Jannis</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/20-per-tutti/2008/10/piu-micro-quantita-piu-macro-qualita/comment-page-1/#comment-22946</link>
		<dc:creator>Giorgio  Jannis</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 16:23:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ibridamenti.com/?p=1597#comment-22946</guid>
		<description>Credo si potrebbe cogliere l&#039;occasione per catalogare (tutto in beta, sempre) i luoghi di espressione di sé online.
Secondo assi che vanno da &quot;tutto contenuto&quot; a &quot;tutta relazione&quot;, ad esempio, dove una pagina statica o un tumbler - senza mail o commenti - rappresentano il primo versante, e twitter il secondo, visto che l&#039;interazione lingustica si pone già all&#039;interno di un simulacro di conversazione dialogica rappresentato dalla domanda &quot;what are you doing&quot; (interessante la terza persona, peraltro, sarebbe da sviscerare come influenzi il dire e l&#039;ascolto).
La lunghezza non la vedo come discriminante, si potrebbe essere giustamente filosofi aforismatici in 140battute e insulsi scrittori  per tomi e tomi.
Anche se però su FriendFeed il semplice mettere un &quot;like&quot; su una conversazione già svolge una notevole funzione fàtica (di presenza, controllo canale, feedback all&#039;interlocutore) alla quale Twitter se &quot;correttamente&quot; usato come risposta alla domanda aggiunge concrete informazioni sul contesto di vita bio/digitale dello scrivente, quindi una maggiore funzione referenziale (&quot;sto friggendo le uova/sto guardando i Beatles su YouTube).
Ahimè, le abitudini si innervano, e mi accorgo di usare vecchi schemi tipo &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Roman_Jakobson&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Jacobson&lt;/a&gt; per articolare il tipo di messaggio.

Buona anche la distinzione dei testi secondo la loro aleatorietà, visto che un twit continua a esistere, ma pian piano sprofonda nel calderone mediatico e può essere recuperato con procedure più complicate di un post su un blog.

Anche il fatto che il luogo in cui si scrive abbia o no i feed fonda una bella differenza, rivelando una certa intenzionalità dell&#039;autore nell&#039;essere ascoltato, nel dar gambe al suo dire.

Teniam presente che ci sono anche i videomessaggi di risposta su youtube, quale luogo espressivo, quindi si aggiunge il corpo alla comunicazione, se rispondo con una webcam, in video.
Anche commentare flickr è sport planetario.

Blog, microblog, social utilities, lifestreaming tools, forum, chat, bacheche, mailinglist, i bookmark geotaggati dentro GoogleEarth. Forse molti di noi, dovessero per lavoro fare i consulenti per la comunicazione per un&#039;azienda, saprebbero istintivamente quali contenuti e quali stili di comunicazione adottare per ogni diverso strumento da utilizzare.
Come si diceva altrove, trasformare queste nostre pre-comprensioni in grammatiche esplicite è già un buon esercizio.

Per le condoglianze uso i telegrammi, il telefono dipende dalla vicinanza interpersonale, però se ho visto negli anni qualche post su blog ad esempio se muore un genitore, non credo in questo caso si userebbero strumenti più rapidi (rapido=leggero?) tipo un twit o una tumblerata. Forse un video di saluto al defunto? un mondo in cui le persone si felicitano per una nascita o porgono condoglianze in formato video, mettendo dei propri video nel blog del destinatario o sul suo canale lifestreaming? Quando muore uno che ha un blog, l&#039;ultimo post si riempie di commenti di commiato, anche se il post parla di pandispagna.

Scusate, volevo chiudere poi mi arrivata l&#039;idea delle porzioni di affettività da alloggiare negli adeguati contenitori online.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo si potrebbe cogliere l&#8217;occasione per catalogare (tutto in beta, sempre) i luoghi di espressione di sé online.<br />
Secondo assi che vanno da &#8220;tutto contenuto&#8221; a &#8220;tutta relazione&#8221;, ad esempio, dove una pagina statica o un tumbler &#8211; senza mail o commenti &#8211; rappresentano il primo versante, e twitter il secondo, visto che l&#8217;interazione lingustica si pone già all&#8217;interno di un simulacro di conversazione dialogica rappresentato dalla domanda &#8220;what are you doing&#8221; (interessante la terza persona, peraltro, sarebbe da sviscerare come influenzi il dire e l&#8217;ascolto).<br />
La lunghezza non la vedo come discriminante, si potrebbe essere giustamente filosofi aforismatici in 140battute e insulsi scrittori  per tomi e tomi.<br />
Anche se però su FriendFeed il semplice mettere un &#8220;like&#8221; su una conversazione già svolge una notevole funzione fàtica (di presenza, controllo canale, feedback all&#8217;interlocutore) alla quale Twitter se &#8220;correttamente&#8221; usato come risposta alla domanda aggiunge concrete informazioni sul contesto di vita bio/digitale dello scrivente, quindi una maggiore funzione referenziale (&#8220;sto friggendo le uova/sto guardando i Beatles su YouTube).<br />
Ahimè, le abitudini si innervano, e mi accorgo di usare vecchi schemi tipo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roman_Jakobson" rel="nofollow">Jacobson</a> per articolare il tipo di messaggio.</p>
<p>Buona anche la distinzione dei testi secondo la loro aleatorietà, visto che un twit continua a esistere, ma pian piano sprofonda nel calderone mediatico e può essere recuperato con procedure più complicate di un post su un blog.</p>
<p>Anche il fatto che il luogo in cui si scrive abbia o no i feed fonda una bella differenza, rivelando una certa intenzionalità dell&#8217;autore nell&#8217;essere ascoltato, nel dar gambe al suo dire.</p>
<p>Teniam presente che ci sono anche i videomessaggi di risposta su youtube, quale luogo espressivo, quindi si aggiunge il corpo alla comunicazione, se rispondo con una webcam, in video.<br />
Anche commentare flickr è sport planetario.</p>
<p>Blog, microblog, social utilities, lifestreaming tools, forum, chat, bacheche, mailinglist, i bookmark geotaggati dentro GoogleEarth. Forse molti di noi, dovessero per lavoro fare i consulenti per la comunicazione per un&#8217;azienda, saprebbero istintivamente quali contenuti e quali stili di comunicazione adottare per ogni diverso strumento da utilizzare.<br />
Come si diceva altrove, trasformare queste nostre pre-comprensioni in grammatiche esplicite è già un buon esercizio.</p>
<p>Per le condoglianze uso i telegrammi, il telefono dipende dalla vicinanza interpersonale, però se ho visto negli anni qualche post su blog ad esempio se muore un genitore, non credo in questo caso si userebbero strumenti più rapidi (rapido=leggero?) tipo un twit o una tumblerata. Forse un video di saluto al defunto? un mondo in cui le persone si felicitano per una nascita o porgono condoglianze in formato video, mettendo dei propri video nel blog del destinatario o sul suo canale lifestreaming? Quando muore uno che ha un blog, l&#8217;ultimo post si riempie di commenti di commiato, anche se il post parla di pandispagna.</p>
<p>Scusate, volevo chiudere poi mi arrivata l&#8217;idea delle porzioni di affettività da alloggiare negli adeguati contenitori online.</p>
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	<item>
		<title>Di: Giofilo</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/20-per-tutti/2008/10/piu-micro-quantita-piu-macro-qualita/comment-page-1/#comment-22904</link>
		<dc:creator>Giofilo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 21:17:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ibridamenti.com/?p=1597#comment-22904</guid>
		<description>Dire che non condivido una virgola di &lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://riflessionidivita.splinder.com/post/18808431/Il+problema+non+%C3%A8+lo+strument&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;ciò che hai scritto&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; è dire poco :-D

Ma il bello del web è anche questo ;-)

Alcune cose però, in particolare, te le devo dire: mi è utile per chiarire alcuni punti.

Primo. Io non ho detto che è la lunghezza del testo a giudicare un post interessante. Io dico che non si possono veicolare contenuti di alto interesse con 140 caratteri. Che è diverso.

Secondo. Ciò che hai scritto nel tuo post rappresenta una posizione esattamente contraria alla mia. Tu scrivi: 

&lt;blockquote&gt;importante è che tutti gli strumenti siano utilizzati perchè solo così può aumentare la conoscenza di noi stessi, dei nostri simili, della nostra società e delle tecnologie che si hanno oggi a disposizione&lt;/blockquote&gt;

Insomma: &lt;strong&gt;sei per la quantità&lt;/strong&gt;. Credi che dalla quantità dei mezzi sfruttati nasca l&#039;informazione e, addirittura (!), la conoscenza. Io credo tutto l&#039;opposto, e l&#039;ho scritto nel mio post: credo che la qualità debba essere sempre la &lt;em&gt;meta&lt;/em&gt; principale.

Terzo. Da quello che scrivi, sembra che io dica &quot;Non usate twitter perché è una cosa da idioti&quot;. Invece non è così.

Quinto. Io ho un blog, e non scrivo post lunghi &quot;4 facciate&quot;, ci mancherebbe.
&lt;strong&gt;Ho anche Twitter&lt;/strong&gt;, ma lo uso - come è giusto che sia - per cazzeggiare, per dire al resto del mondo cosa sto facendo, per segnalare un link. Insomma: per dire cose veloci e brevi.

Sesto e ultimo punto. Credo che tu non abbia carpito l&#039;intenzione - anche - &lt;em&gt;ironica&lt;/em&gt; del mio post... e dire che ho messo pure la vignetta :-D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dire che non condivido una virgola di <strong><a href="http://riflessionidivita.splinder.com/post/18808431/Il+problema+non+%C3%A8+lo+strument" rel="nofollow">ciò che hai scritto</a></strong> è dire poco <img src='http://www.ibridamenti.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ma il bello del web è anche questo <img src='http://www.ibridamenti.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Alcune cose però, in particolare, te le devo dire: mi è utile per chiarire alcuni punti.</p>
<p>Primo. Io non ho detto che è la lunghezza del testo a giudicare un post interessante. Io dico che non si possono veicolare contenuti di alto interesse con 140 caratteri. Che è diverso.</p>
<p>Secondo. Ciò che hai scritto nel tuo post rappresenta una posizione esattamente contraria alla mia. Tu scrivi: </p>
<blockquote><p>importante è che tutti gli strumenti siano utilizzati perchè solo così può aumentare la conoscenza di noi stessi, dei nostri simili, della nostra società e delle tecnologie che si hanno oggi a disposizione</p></blockquote>
<p>Insomma: <strong>sei per la quantità</strong>. Credi che dalla quantità dei mezzi sfruttati nasca l&#8217;informazione e, addirittura (!), la conoscenza. Io credo tutto l&#8217;opposto, e l&#8217;ho scritto nel mio post: credo che la qualità debba essere sempre la <em>meta</em> principale.</p>
<p>Terzo. Da quello che scrivi, sembra che io dica &#8220;Non usate twitter perché è una cosa da idioti&#8221;. Invece non è così.</p>
<p>Quinto. Io ho un blog, e non scrivo post lunghi &#8220;4 facciate&#8221;, ci mancherebbe.<br />
<strong>Ho anche Twitter</strong>, ma lo uso &#8211; come è giusto che sia &#8211; per cazzeggiare, per dire al resto del mondo cosa sto facendo, per segnalare un link. Insomma: per dire cose veloci e brevi.</p>
<p>Sesto e ultimo punto. Credo che tu non abbia carpito l&#8217;intenzione &#8211; anche &#8211; <em>ironica</em> del mio post&#8230; e dire che ho messo pure la vignetta <img src='http://www.ibridamenti.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Anyman51</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/20-per-tutti/2008/10/piu-micro-quantita-piu-macro-qualita/comment-page-1/#comment-22903</link>
		<dc:creator>Anyman51</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 20:42:34 +0000</pubDate>
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		<description>no .. non sono d&#039;accordo ma il commento sarebbe stato troppo lungo ed allora ho preferito scrivere un post.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>no .. non sono d&#8217;accordo ma il commento sarebbe stato troppo lungo ed allora ho preferito scrivere un post.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: catepol</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/20-per-tutti/2008/10/piu-micro-quantita-piu-macro-qualita/comment-page-1/#comment-22902</link>
		<dc:creator>catepol</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 20:21:50 +0000</pubDate>
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		<description>microblogging:blog = parola:carta non lo so. So solo che il blog è mio e ci faccio il cavolo che mi pare. Scusate, mi autocito. Però vi spiego: i vari servizi di microblogging non sono MIEI, ce li possono segare e chiudere quando vogliono. I contenuti microbloggati e le relative conversazioni che fine faranno?. Già è difficile seguirne il flusso quando ti allontani dalla rete un attimo. Io sono la prima twitter addicted (e addicted ad altre varie closette). Sono una gran bella modalità di tessere relazioni e conversare. A volte si va anche in profondità. Ma dipende da come ti poni e da quanto tempo hai.
Il blog secondo me rimarrà l&#039;hub principale attorno a cui costruire la propria identità di rete. I contenuti è giusto che stiano sul blog. Si possono commentare anche a distanza di tempo, perchè rimangono là. Le frasi da 140 caratteri vivono del qui e ora.
Concordo sulle note di facebook e sui gruppi con determinati obiettivi che vanno al di là del cazzeggio puro e semplice. Ecco là sicuramente ci saranno scambi meno effimeri. Però stiamo a mettere contenuti in uno scatolo che non ci appartiene.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>microblogging:blog = parola:carta non lo so. So solo che il blog è mio e ci faccio il cavolo che mi pare. Scusate, mi autocito. Però vi spiego: i vari servizi di microblogging non sono MIEI, ce li possono segare e chiudere quando vogliono. I contenuti microbloggati e le relative conversazioni che fine faranno?. Già è difficile seguirne il flusso quando ti allontani dalla rete un attimo. Io sono la prima twitter addicted (e addicted ad altre varie closette). Sono una gran bella modalità di tessere relazioni e conversare. A volte si va anche in profondità. Ma dipende da come ti poni e da quanto tempo hai.<br />
Il blog secondo me rimarrà l&#8217;hub principale attorno a cui costruire la propria identità di rete. I contenuti è giusto che stiano sul blog. Si possono commentare anche a distanza di tempo, perchè rimangono là. Le frasi da 140 caratteri vivono del qui e ora.<br />
Concordo sulle note di facebook e sui gruppi con determinati obiettivi che vanno al di là del cazzeggio puro e semplice. Ecco là sicuramente ci saranno scambi meno effimeri. Però stiamo a mettere contenuti in uno scatolo che non ci appartiene.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giofilo</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/20-per-tutti/2008/10/piu-micro-quantita-piu-macro-qualita/comment-page-1/#comment-22898</link>
		<dc:creator>Giofilo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 19:33:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ibridamenti.com/?p=1597#comment-22898</guid>
		<description>@Tommy: ma certo, ben vengano i tweet! Io li uso, tu li usi, tutti li usiamo! Mi andava solo di ribadire la profonda differenza che c&#039;è (che dovrebbe esserci) tra un account twitter (o di qualsivoglia altro servizio) e un blog.

Per quanto riguarda la questione della &quot;lunghezza&quot;: sai meglio di me che non esiste una regola. E sai anche che &lt;em&gt;la verità sta in mezzo, come tutto ciò che è d’impaccio&lt;/em&gt;. :-P</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Tommy: ma certo, ben vengano i tweet! Io li uso, tu li usi, tutti li usiamo! Mi andava solo di ribadire la profonda differenza che c&#8217;è (che dovrebbe esserci) tra un account twitter (o di qualsivoglia altro servizio) e un blog.</p>
<p>Per quanto riguarda la questione della &#8220;lunghezza&#8221;: sai meglio di me che non esiste una regola. E sai anche che <em>la verità sta in mezzo, come tutto ciò che è d’impaccio</em>. <img src='http://www.ibridamenti.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tommy David</title>
		<link>http://www.ibridamenti.com/20-per-tutti/2008/10/piu-micro-quantita-piu-macro-qualita/comment-page-1/#comment-22896</link>
		<dc:creator>Tommy David</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 19:16:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ibridamenti.com/?p=1597#comment-22896</guid>
		<description>Stavo riflettendo sullo stesso argomento proprio in questi giorni, grazie anche a &lt;a href=&quot;http://psicocafe.blogosfere.it/2008/10/facebook-uccidera-i-blog.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;questo interessante articolo&lt;/a&gt;. 

Ho dubbi, però, sulla &lt;em&gt;lunghezza&lt;/em&gt; testuale che auspichi. Credo che lo schermo sia tuttora cosa diversa dalla carta -- e, una volta superata una certa lunghezza, gli articoli dei blog possono divenire indigesti (anche per motivi esclusivamente visivi) e dunque passare inosservati. Non credi?

Oltretutto una simile riflessione mi evoca i tempi del passaggio da newsletter/forum a blog. La comunicazione si declina in tante forme, quindi ben vengano anche i Tweet! (Se Nietzsche fosse ancora vivo avrebbe Twitter, non un blog.) :-D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stavo riflettendo sullo stesso argomento proprio in questi giorni, grazie anche a <a href="http://psicocafe.blogosfere.it/2008/10/facebook-uccidera-i-blog.html" rel="nofollow">questo interessante articolo</a>. </p>
<p>Ho dubbi, però, sulla <em>lunghezza</em> testuale che auspichi. Credo che lo schermo sia tuttora cosa diversa dalla carta &#8212; e, una volta superata una certa lunghezza, gli articoli dei blog possono divenire indigesti (anche per motivi esclusivamente visivi) e dunque passare inosservati. Non credi?</p>
<p>Oltretutto una simile riflessione mi evoca i tempi del passaggio da newsletter/forum a blog. La comunicazione si declina in tante forme, quindi ben vengano anche i Tweet! (Se Nietzsche fosse ancora vivo avrebbe Twitter, non un blog.) <img src='http://www.ibridamenti.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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